È la prima volta che posto in questo gruppo. Vi ho conosciuti per caso e
ogni tanto torno a leggere i vostri messaggi, veramente incessanti in
un'epoca in cui molti parlano di contenuti e pochi ne hanno davvero.
Condivido il vostro gusto per la Lingua Italiana e le sue ormai
dimenticate leggi, e a proposito ho un quesito da porre.
Ho sempre saputo (e la mia toscanissima maestra elementare sempre mi
ricordava) che quando si elide la vocale nell'articolo lo/la non si può
'mandare a capo' la parola successiva. Non si può cioè scrivere l'<a capo>
amico, mentre è possibile con lo<a capo>amico.
Questa regola mi è stata contestata con un "adesso si può fare" che mi
lascia perplesso.
Voi che cosa dite?
grazie, malandro
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
Scusate ma il verme disicio(*) è attivissimo.
(*) http://ec.eurecom.fr/~giorcell/Benni/Testi/bmare.html
malandro
malandro ha scritto:
Lore nzo
"malandro" <mala...@email.it> ha scritto nel messaggio
news:bc9reg$4b5$1...@news.newsland.it...
Io dico "giammai!".
Al giorno d'oggi non si va quasi più a capo con il classico trattino di
separazione sillabica, e si preferisce lasciare le parole intere. Comunque,
anche in tal caso vorrei separare, appunto, una sillaba dall'altra: dunque
non "l'<a capo>amico" ma, al massimo, "l'a<a capo>mico". Brutto comunque,
secondo me.
Ciao,
Sandra
> Io dico "giammai!".
> Al giorno d'oggi non si va quasi più a capo con il classico trattino di
> separazione sillabica
Anch'io dico giammai! Il mio grande maestro elementare, per completezza, ci
disse che è possibile andare a capo dopo "l'" ma ci vietò, chiaramente, di
farlo.
Comunque, io ho sempre usato *i* classic*i* trattin*i* di separazione
sillabica.
Ciao, FB
> Ciao, FB
Allora è possibile, se pur vietato!
Che dici FB?
ciao,
> Allora è possibile, se pur vietato!
> Che dici FB?
Sì. Non dubito della parola del mio maestro. Comunque, ci disse anche di non
farlo per evitare fastidi e disapprovazioni... e perché è brutto.
Ciao, FB
"malandro" <mala...@email.it> ha scritto nel messaggio
news:bc9reg$4b5$1...@news.newsland.it...
>
> Ho sempre saputo (e la mia toscanissima maestra elementare sempre mi
> ricordava) che quando si elide la vocale nell'articolo lo/la non si può
> 'mandare a capo' la parola successiva. Non si può cioè scrivere l'<a capo>
> amico, mentre è possibile con lo<a capo>amico.
> Questa regola mi è stata contestata con un "adesso si può fare" che mi
> lascia perplesso.
>
> Voi che cosa dite?
Benvenuto, malandro!
Sì, il "Manuale di Redazione" di Edigeo sostiene che, quando segnala l'elisione,
"l'apostrofo va sempre unito sia alla parola che precede sia a quella che segue"
e che "non deve mai trovarsi a fine riga".
Però aggiunge anche che "in questo caso occorre intervenire mandando a capo una
sillaba in più o facendone risalire una, MAI INTEGRANDO LA VOCALE CADUTA".
Lo stesso sostiene lo Zingarelli, salvo poi smentirsi dicendo ipocritamente che
"tende ad affermarsi invece, specialmente sui giornali, l'uso non scorretto (!)
di lasciare l'apostrofo (senza trattino, in quanto non si tratta di divisione di
sillaba) in fin di riga."
Ciao,
Epimeteo
> Benvenuto, malandro!
> Ciao,
> Epimeteo
Grazie Epimeteo, anche del benvenuto!
Che cos'è il "Manuale di Redazione" di Edigeo? te lo chiedo per poterlo
esibire come prova.
Lo Zingarelli invece da un pessima prova di sé: si merita il peggior
aggettivo della peggiore tradizione sincretico-neologistica,
'cerchiobottista'! (chiedo scusa a tutti per l'orrore di questa parola)
Grazie, malandro
>Ho sempre saputo (e la mia toscanissima maestra elementare sempre mi
>ricordava) che quando si elide la vocale nell'articolo lo/la non si può
>'mandare a capo' la parola successiva. Non si può cioè scrivere l'<a capo>
>amico, mentre è possibile con lo<a capo>amico.
>Questa regola mi è stata contestata con un "adesso si può fare" che mi
>lascia perplesso.
Primo punto: non si scrive "lo amico". Si scrive "l'amico" e basta. La
possibilità di scrivere "lo / amico" in fin di riga è una delle tante
bizzarrie insegnate da alcuni insegnanti, tenaci assertori di questa e
altre regole inventate da non si sa chi (regole del tipo "non si può
mettere la virgola prima della congiunzione e", di cui si è discusso
più volte su queste larghe bande).
Secondo punto. Tra le molte stranezze di questo mondo, esiste una
specifica norma UNI (la 6461-69) datata Luglio 1969, che, all'ultimo
punto, indica come possibile la divisione "quell'/amico".
È vero che le regole ortografiche sono, per definizione, arbitrarie;
ma esistono delle convenzioni più o meno seguite. Fra le convenzioni
ortografiche, una sicuramente seguita dall'unanimità delle case
editrici italiane è quella che prescrive come unica possibilità di
divisione in fin di riga "quel/l'amico": non "quell'/amico", né
"quello / amico".
Si può discutere all'infinito su questa e altre convenzioni; ognuno
può proporre altre soluzioni, e cercare di convincere il pubblico
della loro bontà. Ma per ora è un fatto che l'unica soluzione è
questa.
--
Maurizio Pistone - Torino
strenua nos exercet inertia Hor.
scri...@mauriziopistone.it
http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
>
> Lo Zingarelli invece da un pessima prova di sé: si merita il peggior
> aggettivo della peggiore tradizione sincretico-neologistica,
> 'cerchiobottista'! (chiedo scusa a tutti per l'orrore di questa parola)
Nessuno te lo dice, visto che sei nuovo, ma t'hanno guardato tutti storto
perché non hai abbreviato il post precedente e perché non hai accentato il
'dà' dopo 'invece'.
:-)
--
Bye
Jefferson
>Ho sempre saputo (e la mia toscanissima maestra elementare sempre mi
>ricordava) che quando si elide la vocale nell'articolo lo/la non si può
>'mandare a capo' la parola successiva. Non si può cioè scrivere l'<a capo>
>amico, mentre è possibile con lo<a capo>amico.
>Questa regola mi è stata contestata con un "adesso si può fare" che mi
>lascia perplesso.
>
>Voi che cosa dite?
Ciao e benvenuto.
Di sicuro ne abbiamo già parlato qui. Anzi aspetta che cerco con
google. Beh, visto che la penso ancora nello stesso modo...
- - - -
Da:magica (macc...@my-deja.com)
Soggetto:Re: Doppia fatica! - ex: L'invenzione della tradizione
(era:Re: lo o l' ?)
Newsgroups:it.cultura.linguistica.italiano
Data:1999/07/12
In <7m7gtg$iqf$1...@serv1.iunet.it> "riccardo ricci" scrive...
> Scusate, ma la regola è abbastanza chiara.
> Dallo Zingarelli: "nel caso in cui si giunga in fin di riga con un
> apostrofo è consigliabile mantenere l'integrità della sillaba che
> comprende l'apostrofo....E' da evitare invece la divisione del tipo
> "della anima" che modifica il testo originale e è sgradevole alla
> lettura...Tende ad affermarsi invece, specie nei giornali, l'uso NON
> SCORRETTO di lasciare l'apostrofo in fin di riga".
> Ora, non ricordo cosa diceva la mia maestra.
La mia maestra diceva di usare "lo" e poi andare a capo. Erroneamente,
a mio (attuale) avviso.
Pero` lo Zingarelli, con la sua corretteza politica ("e`
consigliabile", "uso non scorretto") e` infinitamente peggio delle
maestre, da questo punto di vista. E, al contrario di loro, non puo`
fornire (e infatti non fornisce) alcuna giustificazione a quello che
scrive.
Bellissimo poi "l'uso che tende ad affermarsi" (a meno che non si
tratti di una vecchia edizione), dopo decenni che si vede l'"elle"
apostrofata in fin di riga in tutte le salse incluso, mi e` stato
detto (non ho potuto controllarlo di persona), il vocabolario della
Crusca.
>Ora, non ricordo cosa diceva la mia maestra. Comunque se si tratta di
>insegnare la divisione in sillabe, si spiega che "dell'anima" va
>divisa in "del-l'a-ni-ma"
Io spiegherei che "dell'" e "anima" sono due parole distinte, come
"della" e "anima". Ed eviterei di inventare un problema inesistente.
- - - -
Ciao.
Gian Carlo
> Voi che cosa dite?
>
Aaaaargh!!!
Che è una regola che *odio*.
Perché? Perché? Qual è il motivo ultimo che ha fatto scrivere a un
grammatico che dopo l'apostrofo non si va a capo?!?! E chi mai al mondo dice
"lo amico"?!?!? Mah... a capo, a capissimo con l'
apostrofo.
Ciao
Ale
--
Namárië Valinor
> Che cos'è il "Manuale di Redazione" di Edigeo? te lo chiedo per poterlo
> esibire come prova.
Non è nulla di speciale, è un manualetto di 160 pagine (Editrice Bibliografica,
Milano), redatto a cura di un gruppo chiamato "Edigeo", che dà utili consigli
"redazionali" a chi, per mestiere, scrive o si occupa di editing . Quando l'ho
comprato (tre anni fa) costava 30.000 lire.
> Lo Zingarelli invece da un pessima prova di sé: si merita il peggior
> aggettivo della peggiore tradizione sincretico-neologistica,
> 'cerchiobottista'! (chiedo scusa a tutti per l'orrore di questa parola)
Sono d'accordo. E' come se dicesse "così parlano e scrivono gli altri e io ne
prendo atto, qualunque cosa dicano".
Diciamo che è privo di "tensione etico-grammaticale"... :-)))
Ciao,
Epimeteo
Beh, è vero che nel "quoting" malandro è stato un po' sciatto e che non ha
accentato il 'dà', scrivendo subito dopo 'un' invece di 'una', però ha messo
l'accento giusto sul 'sé', e non per caso...
Ti sembra niente? :->>>
Malandro (scusa la maiuscola, ma siamo a inizio di frase), non ti curar di
questi "iclini" ("iclisti"?) pignoli e fastidiosi! :-))
Epimeteo
Bravo, Ale. Giusto eccetera. Adesso perň dimmi che tutte le volte che
ti capita, non ti arrangi per essere piů logico dei lo-isti con l'a-
postrofo.
Per quel che ci costa...
> Bravo, Ale. Giusto eccetera. Adesso però dimmi che tutte le volte che
> ti capita, non ti arrangi per essere più logico dei lo-isti con l'a-
> postrofo.
>
> Per quel che ci costa...
Ehm... sì, lo ammetto :-)
Che è vero.
Il motivo è questo: non ha senso sconvolgere la grammatica
solo per andare a capo. Del resto, l'importante è mantenere
la capacità di pronunciare correttamente iò che si legge, per cui
se scrivo "l' <a capo> insegnante", è facile "tenere in gola" la elle
apostrofata e pronunciarla assieme al resto, una volta letto
il rigo seguente.
Mentre, se scrivo "lo <a capo> insegnante", sono propenso a
pronunciare l'articolo "lo" (essendo una parola intera), per poi
correggermi e dire "l'insegnante" (o, peggio, continuare facendo
finta di niente...).
A me personalmente, la regoletta di "completare" la parola
a scapito della grammatica, ha fatto sempre antipatia sin
dalle elementari. Adesso, finalmente, è decaduta (tanto più
che con i vari programmi di trattamento testi non ci vuole molto
a "giustificare" un rigo in maniera elegante pur senza ricorrere
a obbrobbri del genere).
--
Er Roscio.
Beh, ci riprovo!
Ringrazio Jefferson ed Epimeteo per le paterne correzioni, che mi
stimolano e che apprezzo!
In realtà è il verme disicio ad avermi mangiato l'accento del da.
Chiedo umilmente venia a tutti, non sono solito mangiare accenti (*), come
Epimeteo ha notato, e porgo le falangi per la giusta bacchettata.
Vulnus revirescit virtus.
Non ho abbreviato il post precedente perché - non vorrei scandalizzarvi -
non so quotare! In questo mio nuovo post ho creduto corretto riportare la
frase di Jefferson a cui sto rispondendo, in calce allo scritto. Spero sia
corretto e attendo un'eventuale replica.
Concludo dicendo che mi fa piacere aver trovato un gruppo di discussione
che ha così a cuore la nostra lingua, le sue regole e la sua bella forma.
Ogni volta che un collega dice 'capìbile' per 'comprensibile' ho un
travaso di bile, ma sono il solo ad accorgersene!
malandro
(*) a tal proposito, avete mai discusso del mal vezzo di scrivere la
copula accentata maiuscola come "E'" e non "È", cioè con un apostrofo e
NON con il corretto accento?
> Non ho abbreviato il post precedente perché - non vorrei scandalizzarvi -
> non so quotare! In questo mio nuovo post ho creduto corretto riportare la
> frase di Jefferson a cui sto rispondendo, in calce allo scritto. Spero sia
> corretto e attendo un'eventuale replica.
Per me così, va benissimo.
>
> Concludo dicendo che mi fa piacere aver trovato un gruppo di discussione
> che ha così a cuore la nostra lingua, le sue regole e la sua bella forma.
Benvenuto.
> Ogni volta che un collega dice 'capìbile' per 'comprensibile' ho un
> travaso di bile, ma sono il solo ad accorgersene!
E allora hai trovato l'NG giusto.:-)
>
> malandro
>
> (*) a tal proposito, avete mai discusso del mal vezzo di scrivere la
> copula accentata maiuscola come "E'" e non "È", cioè con un apostrofo e
> NON con il corretto accento?
Molti lo fanno di proposito e mi pare ci sia anche qualche regola di
'netiquette' che prevedrebbe l'apostrofo (anche per le minuscole) al posto
dell'accento, per una questione di 'leggibilità' da parte di taluni
software. Ma non vorrei dire troppe castroneire su questo e perciò mi fermo.
--
Bye
Jefferson
Le ho anche scritto in privato per un'altra questione.
sperando di sentirla, malandro
Maurizio Pistone ha scritto:
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
> (*) a tal proposito, avete mai discusso del mal vezzo di scrivere la
> copula accentata maiuscola come "E'" e non "Č", cioč con un apostrofo e
> NON con il corretto accento?
Sě, se n'č discusso, ma su questo argomento il gruppo non s'infiamma...
A parte il problema del "riconoscimento" dell'accento da parte di alcuni
software di cui parla Jefferson (che nelle mail consiglierebbero sempre l'uso
dell'apostrofo e non dell'accento), non si deve dimenticare che sulla tastiera
non c'č la Č e che per scriverla con il portatile io devo ricorrere ad
ALT+numero di tastierino.
Insomma, questa tua esigenza č capibile, ma č scomoda... :->>>
Ciao,
Épimeteo
>(*) a tal proposito, avete mai discusso del mal vezzo di scrivere la
>copula accentata maiuscola come "E'" e non "Č", cioč con un apostrofo e
>NON con il corretto accento?
No!
Cominciamo?
(e se qualcuno osa dirmi che e`maleducato mettere accentate nei titoli,
inizio una fiammata estiva...)
--
Bye
Vitt
È solo maleducato il modo in cui tu lo scrivi:
>| Subject: =?ISO-8859-1?Q?=C8_e_E'_[era_Re:_eli?=
>| =?ISO-8859-1?Q?sioni]?=
Se tu scrivessi invece, come lo faccio io,
>| Subject: Re: È e E' [era Re: elisioni]
non ci sarebbe niente da dire.
Oggi fa freddo in Germania, solo 28° al momento, dovuti a una
pioggia notturna. Sto dunque in attesa del calor delle tue fiamme.
Ciao,
Wolfgang
Autoreferenza?
Eccottuttestebbi !...
Per forza che uno s'incrocchia le dita !... :-)))
--
Er Roscio.
>¦ Eccottuttestebbi !...
T'è mancato l'accento sulla -i. Non dico quale ;))
>¦ Per forza che uno s'incrocchia le dita !... :-)))
Ch' a leggellassú, m'hai fatto 'ncrocchià ll'occhi, m'hai fatto
'crocchià...
--
Ciao,
Mariuccia®