Grazie e un saluto a tutti.
> mi
>piacerebbe sapere come la vedete, voialtri. l'elisione del "che"
>introduttivo di alcune frasi dipendenti. Es: "Spero sia in casa (anziché:
>spero che sia in casa).
Nelle proposizioni oggettive o soggettive talora si può lasciar
sottintendere la cong. che. Converrà ci determiniamo a vivere per
sognare. Leopardi. - Mi sarà grato mi domandiate. Machiavelli.
Fornaciari, Sintassi parte I cap. 27 § 9:
http://www.mauriziopistone.it/sintassi/capitolo127.html#par09
--
Maurizio Pistone - Torino
strenua nos exercet inertia Hor.
scri...@mauriziopistone.it
http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
Quei puristi farebbero meglio a risparmiare l'energia elettrica per motivi
più validi...
Ciao e benvenuto nel gruppo! speriamo che la tua permanenza duri a lungo :).
Saluti.
--
// Xelloss da Bologna || in real life: Wilmer Ricciotti \\
| wirix...@libero.it (elimina il demone per rispondermi) |
| ICQ: 3233084 IRC: Xelloss@AzzurraNet, @ChatNow |
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\_______Like the Phoenix I rise from the ashes of life________/
>Col mio ultimo romanzo (Lo scalino di Janet) ho attirato i fulmini di molti
>puristi.
si' questo e' vero
> Al di là di altre (ironiche, peraltro) sperimentazioni, mi
>piacerebbe sapere come la vedete, voialtri. l'elisione del "che"
>introduttivo di alcune frasi dipendenti. Es: "Spero sia in casa (anziché:
>spero che sia in casa).
mi sembra corretto ma un po' antiquato
visto che sei in vena di sperimentazioni
ti suggerirei (se posso permettermi...)
un uso dell'elisione un po' piu' radicale
>Grazie e un saluto a tutti.
figurati, fratello
--
A.L.
il culistro fratello del culistro
Benissimo. Io non lo uso quasi mai.
Ciao.
Gian Carlo
Mi pare (che) tu stia sosteendo due cose diverse.
Da una parte dici che è stilisticamente possibile
eliminare il "che", dall'altra stabilisci addirittura
che è pleonastico...
Qualcuno ti dirà che è un ancglicismo, ma sempre
più spesso si sente dire (e si legge) la dipendente
senza il "che". Questione di stile, ma anche di
eufonia; in certi casi suona male il "che", in altri
suona male ometterlo, come nell'esempio di Maurizio
tratto dal Machiavelli: "mi sarà grato mi domandiate".
(mi perdonerà Maurizio se "correggo" anche il Machiavelli,
ma converrà che il suo italiano è un tantino datato per essere
utilizzato come esempio di italiano corrente).
--
Er Roscio.
Cioè ?
"Spero in casa" al posto di "Spero che sia in casa" ?... .-)))
--
Er Roscio.