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traduzione di "Vincent" (Starry Night)

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Davide Pioggia

unread,
Jan 6, 2003, 6:41:55 AM1/6/03
to
Salve,
sto cercando di tradurre il testo di "Vincent", la celebre "ballad" di
Don McLean, e mi sono sorti una gran quantità di dubbi non solo sul
significato dei singoli termini, ma anche sul senso generale di interi
passaggi.

Riporto qui di seguito il testo originale con i miei commenti su ciò che
mi è poco chiaro.

***

"Starry, starry night.
"Paint your palette blue and grey,
[Qui io, letteralmente, tradurrei "dipingi la tua tavolozza di blu e di
grigio", ma la cosa non mi convince. Per di più non è chiaro se chi
canta si sta rivolgendo a Vincent (nel qual caso quel "Starry night"
sarebbe solo un avverbio di tempo, come a dire "è una notte stellata,
dipingi - o Vincent - ...) o se invece si sta rivolgendo -
metaforicamente - alla notte (nel qual caso quel "Starry night" sarebbe
un vocativo, e la "palette" sarebbe - probabilmente - una metafora per
il cielo)]
"Look out on a summer's day,
[Questo "look out" va inteso in senso idiomatico, nel senso di "stai
attento" (ma allora il senso di tutta la frase mi sfugge)? Oppure sia
"look" che "out" mantengono separatamente il loro significato e si
tratta di un semplice "guarda fuori"?]
"With eyes that know the darkness in my soul.
"Shadows on the hills,
"Sketch the trees and the daffodils,
"Catch the breeze and the winter chills,
[Questo "catch" è un semplice "cogli" o c'è anche - in esso - il senso
di ingannare/intrappolare?]
"In colors on the snowy linen land.
[Qui non so proprio cosa pensare. Quell'"in colors" è un complemento di
quel "catch"? E cos'è la "snowy linen land"? Si tratta dei "campi di
lino innevati"?]

"Now I understand what you tried to say to me,
"How you suffered for your sanity,
"How you tried to set them free.
[A cosa si riferisce quel "them"? E' la classica costruzione impersonale
inglese, come sembrerebbe dal verso successivo?]
"They would not listen, they did not know how.
"Perhaps they'll listen now.

***

Mi fermo qui con i commenti, perché ho l'impressione che molti dubbi
sulla parte che segue siano legati ai dubbi che ho espresso fin qui.

Grazie per l'aiuto che vorrete/potrete darmi.

--
Davide - email: senza il duca
"Tutta questa storia - disse il Duca d'Auge al Duca d'Auge - tutta
questa storia per un po' di giochi di parole, per un po' d'anacronismi:
una miseria. Non si troverà mai via d'uscita?" Queneau, I fiori blu

Isabella Z

unread,
Jan 7, 2003, 4:19:45 AM1/7/03
to
On Mon, 06 Jan 2003 11:41:55 GMT, "Davide Pioggia"
<dpio...@AUGElibero.it> wrote:

>Salve,
>sto cercando di tradurre il testo di "Vincent", la celebre "ballad" di

>Don McLean...

(Pssst... si può dire ballata anche in italiano, non è una parolaccia
:-))

>"Starry, starry night.
>"Paint your palette blue and grey,
>[Qui io, letteralmente, tradurrei "dipingi la tua tavolozza di blu e di
>grigio", ma la cosa non mi convince. Per di più non è chiaro se chi
>canta si sta rivolgendo a Vincent (nel qual caso quel "Starry night"

>sarebbe solo un avverbio di tempo...

Non credo che questi versi siano così ambigui. Parti dal presupposto
che La notte stellata è il titolo di uno dei più celebri dipinti di
Van Gogh, visibile come sfondo a quest'URL
http://www.edict.com.hk/music/vincentFrm.htm che ti potrà essere
utile, e anche dal fatto che una traduzione deve "dire", ma non deve
necessariamente "spiegare"; i versi sono quello che sono, e
l'atmosfera che creano non deve essere manipolata più di tanto.
Leggendo il testo intero della canzone io credo che l'autore si
rivolga al pittore in un monologo, e non alla notte, o al dipinto.
La mia versione sarebbe "Dipingi la tavolozza in grigi e blu";
lascerei fuori il possessivo, che in inglese serve a far comprendere
la persona verbale, ma in italiano è superfluo.

>"Look out on a summer's day,
>[Questo "look out" va inteso in senso idiomatico, nel senso di "stai

>attento" (ma allora il senso di tutta la frase mi sfugge)...

No, perché look out è seguito da "on" e non da "for".
"Volgi lo sguardo a un giorno estivo"

>"Catch the breeze and the winter chills,
>[Questo "catch" è un semplice "cogli" o c'è anche - in esso - il senso
>di ingannare/intrappolare?]

No, non è suggerito nulla del genere a mio avviso. Semmai si può usare
"ferma" o "fissa" nel senso di fermare con il colore sulla tela ciò
che si vede, ma anche "cogliere" mi sembra buono.

>"In colors on the snowy linen land.
>[Qui non so proprio cosa pensare. Quell'"in colors" è un complemento di
>quel "catch"? E cos'è la "snowy linen land"? Si tratta dei "campi di
>lino innevati"?]

E' un'immagine poetica per rendere l'effetto visivo offerto dalla neve
sulla terra innevata, che non è liscia come latte ma grezza come lino.
Andrebbe resa cercando un effetto analogo, e il verso è complicato
dalle combinazioni di suono "n-n" (sNowy liNen) e "l-l" (Linen Land)
che prestano un ritmo particolare a un verso, oltretutto molto corto.

"Ferma la brezza e il gelo invernale,
nei colori di lino sul suolo di neve"
mi viene d'acchito, ma si può migliorare

>"Now I understand what you tried to say to me,
>"How you suffered for your sanity,
>"How you tried to set them free.
>[A cosa si riferisce quel "them"?

Al pubblico di Van Gogh, secondo me, ai contemporanei che non lo
capirono. In questo senso i versi sono chiari.

Ciao,
--
Isa
Work like you don't need money,
Love like you've never been hurt,
And dance like no one's watching

http://web.tiscali.it/alfabeto_auschwitz/index.htm

Davide Pioggia

unread,
Jan 7, 2003, 6:37:33 AM1/7/03
to
Isabella Z, in news:e45l1v44gof5v58sm...@4ax.com , ha
scritto:

> [cut di un aiuto prezioso]

Grazie! :-)

Isabella Z

unread,
Jan 8, 2003, 3:54:55 AM1/8/03
to
On Tue, 07 Jan 2003 11:37:33 GMT, "Davide Pioggia"
<dpio...@AUGElibero.it> wrote:
[...]

>> [cut di un aiuto prezioso]
>Grazie! :-)

Prego. Però mi attacco alla tua sig per cavarmi un altro sassolino
dalla scarpa...

"Tutta questa storia - disse il Duca d'Auge al Duca d'Auge - tutta
questa storia per un po' di giochi di parole, per un po'
d'anacronismi: una miseria. Non si troverà mai via d'uscita?"
Queneau, I fiori blu

...nella mirabile traduzione, immagino, di Italo Calvino, famoso e
celebrato ma non così tanto che sia giusto omettere di citarlo. Quanti
di noi conoscerebbero e apprezzerebbero Queneau se non fosse stato
così magistralmente tradotto? A questo proposito, riporto un frammento
del Diario di Giuseppe Pontiggia apparso sull'ultimo numero
dell'inserto culturale del Sole24Ore:

***
DOVUTO AI TRADUTTORI

Uno degli aspetti più tipici di quella inciviltà dei rapporti che sta
diventando la sigla araldica della civiltà dei consumi è, in campo
letterario, l'attenzione riservata ai traduttori. Di solito si
esercita sui loro difetti e prende la forma indignata della
stroncatura. Nessuna obiezione, se la critica è motivata. Peccato sia
l'occasione prediletta in cui si indugia sul lavoro del traduttore.
Quando la versione è pregevole, spesso la si ignora. E quando si
citano interi passi e passaggi, ci si guarda bene dal nominare chi li
ha tradotti.
Lo so che non mancano le eccezioni altamente meritorie. Ma dovrebbero
essere la regola. Il malcostume diventa perticolarmente grave quando
si recensiscono volumi consistenti per mole e importanza (quali ad
esempio i Meridiani della Mondadori o la Pléiade di Einaudi) e perfino
nelle note bibliografiche poste in calce all'articolo si omettono i
nomi dei curatori, dei prefatori e dei traduttori. Qui la recensione
viene meno a un suo compito istituzionale, sottraendo al lettore uno
dei dati cui ha maggiormente diritto.
Ci si lamenta giustamente di quell'italiano immaginario cui approda la
fretta incompetente di molti traduttori, abituati a praticare con
difficoltà sia la lingua originale sia quella in cui traducono. Ma è
una ragione in più per valorizzare i pochi che ci restituiscono la
vitalità e la bellezza di un testo grazie a un lavoro maniacale e
millimetrico sui significati delle parole, sui loro nessi, sulla
costruzione, sul ritmo.
Credo che tradurre, nella sua accezione più alta, sia la meta utopica
per cui vale la pena lottare. I migliori lo fanno e ci consentono di
avvicinare in modo insperato valori e finezze altrimenti
inattingibili. Non riserviamo a loro, come ricompensa, il silenzio. E
non dimentichiamo neanche la decenza professionale.
***

OK, adesso mi metto al lavoro.
Buona giornata,

Anna Martini

unread,
Jan 8, 2003, 7:35:59 AM1/8/03
to
Isabella Z <isa...@non.libero.it> scrisse:

> riporto un frammento
> del Diario di Giuseppe Pontiggia apparso sull'ultimo numero
> dell'inserto culturale del Sole24Ore:
>
> ***
> DOVUTO AI TRADUTTORI

-- snip --

Io *amo* quest'uomo.

> Isa

...e questa donna! :-))

--
Baci,
Anna

Isabella Z

unread,
Jan 8, 2003, 8:36:40 AM1/8/03
to
On Wed, 8 Jan 2003 13:35:59 +0100, Anna Martini
<annci...@umorist.it> wrote:
[...]

>> ***
>> DOVUTO AI TRADUTTORI
>-- snip --
>
>Io *amo* quest'uomo.
>
>> Isa
>
>...e questa donna! :-))

Sono gelosa. O me o lui! :-))

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