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Condizionale o futuro?

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Marco Trapanese

unread,
Aug 6, 2007, 12:43:07 PM8/6/07
to
Ciao,

come si distingue (verbalmente) il condizionale e il futuro? Ad esempio
le due frasi:

"La vie que je ne vivrai pas"
"La vie que je ne vivrais pas"

si dovrebbero pronunciare allo stesso modo, o sbaglio?
Ma il significato è ben diverso: la vita che non vivrò oppure la vita
che non vivrei.

Se ciò è vero, nel parlato come si risolve l'equivoco?
Se ciò è falso, qual è la differenza di pronuncia?

:)

Merci
Marco / iw2nzm

Wolfgang

unread,
Aug 6, 2007, 5:02:59 PM8/6/07
to
Marco Trapanese wrote:
>
> Ciao,
>
> come si distingue (verbalmente) il condizionale e il futuro?
> Ad esempio le due frasi:
>
> "La vie que je ne vivrai pas"
> "La vie que je ne vivrais pas"
>
> si dovrebbero pronunciare allo stesso modo, o sbaglio?

Sbagli. La desinenza «-ai» si pronuncia come una «e» chiusa,
mentre «-ais» si realizza con la «e» aperta.

Quindi «vivrai» suona come «vivré», «vivrais» come «vivrč».

> Merci

Pas de quoi.

Wolfgang

Marco Trapanese

unread,
Aug 6, 2007, 5:12:31 PM8/6/07
to
Wolfgang wrote:

> Sbagli.

Meno male!
La cosa che non sopporto nelle lingue sono proprio le parole omofone (se
così ssi dice) :)

> La desinenza «-ai» si pronuncia come una «e» chiusa,
> mentre «-ais» si realizza con la «e» aperta.
>

> Quindi «vivrai» suona come «vivré», «vivrais» come «vivrè».


Chiarissimo, grazie!
Marco / iw2nzm

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Wolfgang

unread,
Aug 7, 2007, 5:57:30 AM8/7/07
to
Colette wrote:
>
> Wolfgang ha scritto su it.cultura.linguistica.francese:
> >
> > [...] «vivrai» suona come «vivré», «vivrais» come «vivrè».
>
> Esatto, però molta gente non fa la differenza, almeno qui.
> Ma l'equivoco esiste solo alla prima persona singolare e
> il contesto aiuta.

Ciò è forse anche uno dei motivi della preferenza moderna per
il futuro perifrastico formato con «aller»: «je vais vivre» e
«je vivrais» si distinguono sempre chiaramente, sia a Parigi
che a Lilla che a Marsiglia.

> Ciao (bentornato Wolfgang!)

Merci, ma chère ! À propos: est-ce que aussi les français font
cette fine distinction entre « benvenuto » et « bentornato » ?
Mois je ne connais que « bienvenu ».

Ciao, Wolfgang

Message has been deleted

Wolfgang

unread,
Aug 7, 2007, 3:27:58 PM8/7/07
to
Colette wrote:
>
> Wolfgang ha scritto su it.cultura.linguistica.francese:
> >
> > Ciò è forse anche uno dei motivi della preferenza moderna per
> > il futuro perifrastico formato con «aller»: «je vais vivre» e
> > «je vivrais» si distinguono sempre chiaramente, sia a Parigi
> > che a Lilla che a Marsiglia.
>
> Certamente.
> (Magari anche perché è più semplice da coniugare! :-))

Pur sapendo bene che codesta è la comune spiegazione del fenomeno,
stento un po' a crederci. Visto che le desinenze del futuro sono
uguali e regolari per tutti i verbi - anche i più irregolari - non
vedo alcun motivo di una semplificazione.

L'unica difficoltà presentata dalla coniugazione del futuro è
qualche irregolarità del radicale, il quale non è sempre identico
all'infinito. Ma questa difficoltà è irrilevante, visto che il
condizionale si forma con il medesimo radicale. E non si vede
alcuna tendenza a perifrasare anche il condizionale.

D'altra parte, anche la mia predetta spiegazione della preferenza
del futuro perifrastico è poco soddisfacente, giacché l'omofonia
interessa solo la prima persona singolare, mentre tutte le altre
persone, soprattutto quelle terze, sono ben distinte.

Per me la vicenda resta misteriosa...

Ciao, Wolfgang

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