Ora, la facilità e la libertà di comunicazione introdotte dalla Rete,
vero e proprio veicolo di una nuova e più avanzata "Repubblica
delle lettere", mi permettono finalmente di dare forma e sostanza
a questo mio vecchio progetto nato sui banchi del liceo, insieme
lessicografico e "poetico", che consisteva, più precisamente, nella
elaborazione di un repertorio globale della bestemmia nell'area
linguistica italiana, sia nelle forme autorizzate della lingua che in
quelle vernacolari, e in un manuale della sacramentazione.
Si tratterebbe, in sostanza, di far confluire ad una banca dati costituita
appositamente, la molteplicità dei contributi, cioè delle bestemmie
conosciute e dotate di una tradizione d'uso (cioè non inventate ad hoc,
ma effettivamente praticate in comunità anche ristrette).
Le notizie richieste dovrebbero avere una definizione lessicografica,
in grado di individuare correttamente il lemma del repertorio, con le
connesse accezioni di significato contemporaneo.
In questa prima fase non si considereranno invece le accezioni storiche
espresse dalla storia della lingua italiana e vernacolare, che potranno
essere oggetto di uno studio successivo, praticabile pure con il sostegno
delle concordanze, pressoché diffuse alla maggior parte degli autori della
lingua, realizzate su sostegni informatici dell'Accademia della Crusca.
Proprio per la sua caratteristica di repertorio delle bestemmie in uso,
assieme ai dati lessicografici, si dovranno indicare quelli geografici
di provenienza delle locuzioni, cioè città o luogo dove la bestemmia
lemmatizzabile viene utilizzata nella comunicazione linguistica.
Indispensabile per elaborare il manuale della sacramentazione, cioè
una poetica della bestemmia, e che dovrebbe fungere da appendice
al repertorio, saranno i dati che vorrete trasmettere, relativamente alle
regole, quantunque labili, implicite e fondamentalmente consuetudinarie
da voi conosciute, che sottendono all'elaborazione dell'imprecazione.
Naturalmente, i contributi potranno essere relativi anche a uno solo dei
due ambiti di ricerca, come, pure, potranno essere sia anonimi che firmati.
Vi ringrazio sin d'ora per la collaborazione
Esempio di scheda:
"La madonna fiasco e tutti i santi per tappo" (vernacolo toscano).
La Madonna viene equiparata a un contenitore, qui fiasco, in altre
varianti damigiana o bottiglione, serrato da tutti i santi della tradizione
uniti insieme.
La volontà blasfema viene in questo caso praticata sia attraverso
la banalizzazione delle figure della tradizione religiosa cattolica,
sia grazie all'equiparazione goffa e ridicola realizzata fra queste
e oggetti volutamente espressivi di una quotidianità assai comune.
Inoltre, non deve essere trascurata una possibile allusione sessuale
all'azione dei santi che, tutt'insieme, serrano l'apertura del fiasco,
rappresentativi, per allusione blasfema, dell'ingordigia sessuale
della figura sacralizzata dalla religiosità colta e popolare.
ciao
sergio
parlante1: 'Madonna vagone di riso'
parlante 2: 'Troja tre volte 'l chicco'
gli effetti - banalizzazione e iperbole dell'ingordigia sessuale - mi paiono
paralleli all'esempio da te allegato; sussiste una probabile derivazione
tecnolettica da me desunta dato il luogo e la professione dei soggetti
parlanti, almeno nel caso documentato.
---
Sono entusiasta dell'iniziativa. Nello stesso tempo, sarei interessato a
processi di comparazione dei turpiloqui nelle diverse lingue. Es.:
L'italiano associa la stupidita' e lo scarso valore al maschile (cazzone,
minchione, non vale una mazza, 'questi medicamenti non valgono un cazzo'
[Leopardi, lettere al Giordani]) mentre il francese svolge la stessa
operazione al femminile (con, connard, il n'est pas possible de demontrer la
connerie de l'homme [Pascal]).
L'osservazione e' grossolana, ma sarei curioso di note, dati e
considerazioni, ne sono certo, alquanto piu' raffinate, da parte tua e
vostra.
--
Laszlo Kovacs
"Non studio, non lavoro,
non guardo la tivų,
non vado al cinema,
non faccio sport"
Giovanni Lindo Ferretti
Confermo la diffusione nell'area Livornese (e anche pisana) della suddetta
espressione.
>---
>Sono entusiasta dell'iniziativa. Nello stesso tempo, sarei interessato a
>processi di comparazione dei turpiloqui nelle diverse lingue.
A proposito di internazionalismo.
Notifico processo di mescolanza turpiloquila fra due diverse lingue. Stante
la scarsa propensione alla bestemmia nelle popolazioni jugoslave numerosi
operatori umanitari italiani nel corso degli anni novanta hanno sentito il
bisogno di contaminare la lingua locale con espressioni che non fossero mera
traduzione di analoghe espressioni italiane ma vere e proprie modificazioni
di turpiloqui comuni in serbo-croato. Il caso più interessante è
l'espressione iebenti gospa (invito a commettere atti sessuali con la
madonna) derivante dall'espressione diffusa in area dalmata "iebenti miso u
duhano (scopati il topo nel tabacco) espressione bizzara e di origine
misteriosa. Non risulta che la popolazione locale abbia fatto propria
l'espressione, che però pare essere entrata stabilmente nella gergalita
italo-serbo-croata degli operatori suddetti.
Giorgio Cardone
cardics@tin
(add .it to answer)
[...]
>"iebenti miso u
> duhano (scopati il topo nel tabacco)
>espressione bizzara e di origine
> misteriosa.
...e squisitamente surreale.
grazie di cuore, Card-1,
cose come queste contribuiscono a rallegrare la vita di un uomo.
--
Laszlo Kovacs
>ti segnalo un curioso caso di bestemmia collaborativa, [...]
>parlante1: 'Madonna vagone di riso'
>parlante 2: 'Troja tre volte 'l chicco'
>gli effetti - banalizzazione e iperbole dell'ingordigia sessuale -
>mi paiono paralleli all'esempio da te allegato;
Le toscane sono le migliori, indubbiamente.
Quella da me allegata sulla madonna fiasco aveva pure, a ben
vedere, una certa aura di nobiltà per l'iconografia dalle vaghe
reminiscenze artistiche; tipo la Maestà di Duccio, per intenderci.
Altri casi curiosi potrebbero essere la bestemmia ecumenica e
tollerante, che non fa distinzioni di confessioni religiose, da me
sentita rivolgere (seppure in maniera impropria) a un buddista
milanese ("porco te e il tuo dio"); oppure quella coprofila, dalle
assonanze sarde, molto diffusa in Catalogna ("me cagu en deu").
>"Non studio, non lavoro,
>non guardo la tivù,
>non vado al cinema,
>non faccio sport
Oblomov, in pratica.
ciao
sergio
[snip]
>quella coprofila, dalle
> assonanze sarde, molto diffusa in Catalogna ("me cagu en deu").
confortata dal francese (parigino) "mon dieu de la merde". Peraltro sappiamo
bene come i cugini d'oltralpe vantino una ossessione coprolalica che, a mia
conoscenza, non ha eguali al mondo.
Qualcuno ha notizie dell'etimo del torinese "diofa'"?
-------------
> >"Non studio, non lavoro,
> >non guardo la tivų,
> >non vado al cinema,
> >non faccio sport
>
> Oblomov, in pratica.
e va avanti cosi':
"io sto bene
io sto male
io non so
come stare"
Giovanni Lindo Ferretti e' un grande poeta.
ciao
---
Laszlo Kovacs
Diofa deriva da Dio fauss (=dio falso). Torinese, confermo.
>> >"Non studio, non lavoro,
>> >non guardo la tivų,
>> >non vado al cinema,
>> >non faccio sport
>e va avanti cosi':
>"io sto bene
>io sto male
>io non so
>come stare"
>Giovanni Lindo Ferretti e' un grande poeta.
Edizione e titolo.
Grazie.
come? Così, senza neanche una virgola?
> Peraltro sappiamo bene come i cugini d'oltralpe vantino una ossessione
coprolalica che, a mia conoscenza, non ha eguali al mondo.
Cornegidouille! Ouvrez, de par ma merdre, par saint Jean, saint Pierre et
saint Nicolas!
[Jean Delumeau, _Mentalités: injures et blasphèmes_, Parigi, Imago, 2000;
Alain Cabantous, _Histoire du blasphème en Occident_, Parigi, Michel, 1998;
Philippe Roussin, _Critique et affaires de blasphème à l'époque des
Lumières_, Parigi, Champion, 1998; AA. VV., _Blasphèmes et libertés_,
Parigi, Cerf, 1993]
Ma appunto per questo bisogna scrivere le due parole staccate: "dio
fa".
Questo mette in crisi i numerosi meridionali presenti in Piemonte, che
di primo acchito presumono che quel "fa" sia legato al verbo "fare".
Probabilmente da questo equivoco e' nata l'espressione scherzosa "dio
fa, madonna disfa".
Ciao
Frank
>parlante1: 'Madonna vagone di riso'
>parlante 2: 'Troja tre volte 'l chicco'
Da parte mia segnalo che tale espressione l'ho sentita espressa in
un'unica formula (anche con la variante "Dio piatto di riso" o "Gesu'
campo di riso") qui in Sicilia, se pur raramente.
Penso sia doveroso inoltre segnalare un'altra espressione decisamente
fantasiosa che si sta diffondendo negli ultimi mesi lungo il litorale
tirrenico siciliano: "Porco un metro quadro qualsiasi di paradiso: a
chi piglio piglio", la cui imprecisione riguardo la divinita' rafforza
l'espressione (come a voler accusasse in toto l'intero' aldila')
Mi sembra infine da approfondire un tema espresso diversi anni fa su
Cuore: la bestemmia fondamentalmente e' l'equiparazione di una
divinita' (solitamente dio) ad una sua creazione (ergo ad un essere a
lui inferiore, a mo' di insulto); la domanda e' quindi: perche' "porco
dio" e' una bestemmia e "santo dio" no?
--
Uf.ic. Santiago
A proposito di bestemmie francofone, bellissima quella pseudo spagnola di
Claire Bretecher "Puerco Dios y Santo Pascuale Arturo" in cui l'esclamazione
blasfema si moltiplica non mediante l'apposizione di iterativi, ma con
l'estensione ad altra "divinità minore"
Paola
Et c'est ainsi qu'Allah est grand (Alexandre Vialatte, a chiusa delle più
disparate cronache).
oh, ecco. ogni tanto!
Paola
sě, non menarne 'sto gran vanto ché la cosa non č poi tanto difficile.
>Che Bretecher preferisci?
quella dei Frustrati.
Commento ironico, spero.
Comunque, visto che mi avevi bacchettato a tal proposito, sarai lieto di
constatare il successo delle tue reprimende...
>quella dei Frustrati.
E quella di S. Teresa d'Avila? Ho la fortuna di averne una copia in
originale, scritta in un esilarante francospagnolo.
Agrippine, invece, non mi convince troppo, ma potrebbe benissimo essere un
fatto generazionale.
P.
>
bof!
>Comunque, visto che mi avevi bacchettato a tal proposito, sarai lieto di
>constatare il successo delle tue reprimende...
Sì, se ora posso emettere fattura.
>>quella dei Frustrati.
>E quella di S. Teresa d'Avila?
Anche. Su Eureka, se ben ricordo; anni around 1980.
>Agrippine, invece, non mi convince troppo, ma potrebbe benissimo essere un
>fatto generazionale.
Stiamo parlando esattamente di fatti generazionali, credo; di nient'altro.
>MA RICORDATE IGINO UGO TARCHETTI?
Happy delurking, caro.
>fosca è un amore.
Ricordo uno sceneggiato tivvu' con Valeria d'Obici? Puo' essere?
--
Isa
Work like you don't need money,
Love like you've never been hurt,
And dance like no one's watching