Il 23/05/2021 19.36, fletcher lynd ha scritto:
> anch'io ho maggiore propensione a leggere i libri in cartaceo che non
> quelli in formato elettronico. Riguardo all'editore e qualità della
> traduzione, in rete ho trovato un post sullo stesso argomento dove si
> consiglia l'edizione Einaudi e si sconsiglia quella di Mondadori in
> quanto pare che quest'ultima contenga molti errori di traduzione
>
>
https://libri.forumcommunity.net/?t=53396438
Poi come sempre bisogna capirsi o capire cosa si intende per una buona
traduzione.
Da semianalfabeta quale io sono, mi permetto di dire che una buona
traduzione si ha quando non è letterale ma cerca di esprimere, in
qualsiasi modo, il pensiero dell'autore usando, se necessario, qualsiasi
circonlocuzione possa farlo comprendere al lettore.
Tutto ciò che viene tradotto letteralmente con un dizionario, da
studente di seconda media, è per me una cattiva traduzione.
Riporto come esempio una recenzione fatta sull'edizione in due volumi di
Einaudi:
"Traduzione miserabile che eclissa Hugo mettendo sul piedistallo il
traduttore Picchi. Non c'è scorrevolezza del testo e l'uso di arcaismi
rende l'edizione datata. Oltre alla sintassi delle frasi volte al
passivo anziché all'attivo, si fa uso di "aperse" invece di "aprì", "
per dire così" invece di "per così dire" e la d eufonica bellamente
dimenticata. Non sono propriamente errori, certo, ma influenzano la
lettura, almeno per me, impedendone la scorrevolezza, e di conseguenza
il piacere che avrebbe potuto suscitare il romanzo, reputato uno dei
migliori di sempre. Dall'Einaudi ci si aspetterebbe più cura dei classici."
Ciò che per quel lettore è negativo, nel contesto potrebbe anche essere
invece negativo. Non mi esprimo, dico solo potrebbe.
Cordialità