> consigliate per iniziare ad avvicinarmi alla letteratura greca? Non
so da
> che parte iniziare!
Una buona traduzione dell'Odissea (Ciani-Avezzů, oppure Calzecchi
Onesti); la Biblioteca di Apollodoro; qualcosa di Luciano (anche in
edizione economica).
vZ
--
Sasso67
"Dieris" <die...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:xXQk7.23207$MO.8...@news.infostrada.it...
> Ciao,
> sono una ragazza di 18 anni e frequento l'ultimo anno del liceo linguistico,
> dove NON si studia il greco; quattro anni fa non ho scelto il classico e me
> ne sono pentita, purtroppo ormai č tardi... ma veniamo al dunque: cosa mi
> consigliate per iniziare ad avvicinarmi alla letteratura greca? Non so da
> che parte iniziare!
Io sei anni fa ho fatto la scelta che rimpiangi di non avere fatto: non
che me ne sia pentito, ma ho potuto toccare con mano di quanto possa
essere inutile il liceo classico se retto da certi professori. Ma non e'
questo l'importante.
Ad ogni modo, per cominciare ti consiglierei alcune cose estremamente
piacevoli e non troppo impegnative:
- una buona raccolta di lirici greci arcaici (Saffo, Alceo, Teognide,
ecc.) tipo quella curata da F.M.Pontani per Einaudi (cacchio, 30.000
lire, pero')
- le commedie di Aristofane
- qualche dialogo di Luciano
Ciao
--
Francesco Giannici -- gian...@mbox.infcom.it
http://home.dal.net/zenarcade
"You should pay rent in my mind" -- Fugazi
Beh, dipende naturalmente dal tipo d' approccio che più ti s' addice.
I consigli di Vitoz e Sasso (gli unici che ho potuto leggere sinora) sono
certamente sensati; se desideri seguire una corretta linea storico-didattica
(per così dire) è necessario iniziare da Omero ed Esiodo (devo avvisarti
però che l' Iliade e l' intero Esiodo sono un poco "pesanti" anche
tradotti). Se, diversamente, peferisci iniziare con qualcosa di più
"leggero" e rilassante Aristofane, Luciano ed Esopo fanno sicuramente al
caso tuo.
Detto questo posso solo aggiungere il mio parere personale, e cioè che i
testi in assoluto più gratificanti sono l' Orestea (trilogia di Eschilo), l'
Elettra (Sofocle) e le Baccanti (Euripide), tragedie di incredibile
"modernità" (ma è questione di gusti).
Un ciao da Seth!
Se cerchi testi greci in traduzione italiana posso risponderti anche
qui. Se invece desideri trovare strumenti semplici ed efficaci per
l'apprendimento della lingua greca, ti suggerisco di ripostare la tua
richiesta in it.cultura.classica.
Le indicazioni che hai già ricevuto sono tutte valide: Omero e
Aristofane sono essenziali per chi vuole conoscere la poesia, e fra i
prosatori anch'io consiglio senz'altro gli storiografi. Siccome però
Tucidide non è di tutto riposo, se fossi in te partirei da Erodoto, che
è avvincente e divertentissimo (tasche permettendo, sceglierei
l'edizione della Fond. Valla Mondadori, nella quale comunque puoi
trovare anche l'_Odissea_ con la bella trad. di G. Aurelio Privitera e
il
non meno valido Aristofane tradotto da D. Del Corno). Per quanto
riguarda la
letteratura di età romana, punterei decisamente su Plutarco: le _Vite_
sono tutte bellissime, e anche molte delle _Opere morali_ sono
interessanti (preziosissimo il _Dialogo sull'amore_, di cui trovi una
buona traduzione di V.Longoni in Adelphi). Apollodoro è un diligente
mitografo,ma ma
come scrittore non è niente di speciale. Luciano invece è arguto e
brillante, ma la sua visione della grecità è tutta filtrata attraverso
il vaglio dell'ironia e, agli inizi, potrebbe risultare perfino
fuorviante.
Tornando ai poeti, penso che potrebbe piacerti Saffo, di cui esistono
innumerevoli traduzioni: la mia (Guanda 1986) è ormai introvabile, per
cui ri conviene usare quella di Antonio Aloni (Giunti 1997) che è anche
più aggiornata.
Ciao, e buona lettura
Eleonora
--
Posted from [192.92.126.163]
via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG
> Detto questo posso solo aggiungere il mio parere personale, e cioè che i
> testi in assoluto più gratificanti sono l' Orestea (trilogia di Eschilo), l'
> Elettra (Sofocle) e le Baccanti (Euripide), tragedie di incredibile
> "modernità" (ma è questione di gusti).
Sono d'accordo, ma forse i tragici non sono gli autori da cui convenga
iniziare. Secondo me, per capirli occorre almeno una minima conoscenza
della religiosità dionisiaca. Forse si potrebbe partire dal molto
discusso _Prometeo_, la più anomala delle tragedie eschilee (?).
Ciao,
Accidenti! è proprio l' unica che non ho letto.
Giustamente hai sottolineato la necessità di alcune conoscenze "religiose"
per comprendere a pieno le tragedia greca, però, a quanto posso ricordare,
anche l' avvicinamento corretto ad Aristofane prevederebbe nozioni
abbastanza avanzate di filosofia e storia (es. "le nuvole", "gli acarnesi",
"le vespe" etc.).
Detto questo ammetto che i tragici non costituiscano l' approccio più
"morbido" alla letteratura greca, la mia indicazone corrispondeva solo al
desiderio di fornire un giudizio di merito personale, a prescindere dalla
loro propedeuticità.
Perchè non ci sveli il tuo autore preferito (=quello che leggi più
volentieri, non necessariamente quello di miglior qualità assoluta)?
Ciao da Seth!
> cosa mi
> consigliate per iniziare ad avvicinarmi alla letteratura greca?
forse non proprio il massimo della propedeuticità, ma imperdibile per la
sua corrosiva levità metaletteraria:"Contro un bibliomane ignorante",
Luciano, ed.Sellerio (sono pure poche paginette, se pur dense di note)
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
Non e' un approccio "morbido", ma secondo me e' il piu' avvincente! E' vero che
servono alcune conoscenze di base... ma come sottolinea Seth, servono per la
lettura di qualsiasi opera! Io sono stat una studentessa del classico senza
essere una grande studiosa, ma alle tragedie, ancor piu' che alle commedie, mi
sono appassionata! A Dieris consiglio soprattutto Sofocle ed Euripide ... di
Eschilo ho letto l'Orestea, e mi e' sembrata piu' densa ed intrinsicamente
complicata rispetto all'opera degli altri due tragediografi...
Ciao a tutti,
Giulia
Il teatro č un ottimo modo.
--
Petulia
Dove c'č gusto non c'č perdenza
Io mi pento di non aver fatto il classico perché adesso è molto più
difficile imparare il greco e perché mi è praticamente impossibile
iscrivermi a lettere antiche... però è vero che certi professori possono
rendere inutile anche la scuola più adatta a te! Tu adesso che fai? Io penso
che farò lettere moderne.
Grazie per i consigli,
Anna
Sicuramente l' Orestea è intrisa di una religiosità arcaica poco
conosciuta e poco digeribile ai giorni nostri; tuttavia io le sono
particolarmente affezionato perchè è stato uno dei primi libri che ho letto
di mia iniziativa e comunque considero l' "Agamennone" un vero e proprio
archetipo letterario passibile d' infinite rivisitazioni e rielaborazioni.
Un ciao da Seth!
> Io mi pento di non aver fatto il classico perché adesso è molto più
> difficile imparare il greco
Non è detto, dipende da chi ti fai aiutare. Un po' di Latino lo
saprai...
> però è vero che certi professori possono
> rendere inutile anche la scuola più adatta a te!
Grande verità.
>Tu adesso che fai? Io penso
> che farò lettere moderne.
Ci saranno sicuramente dei corsi di sostegno per le lingue classiche.
Io proverei ad assaggiarli...
ciao, fatti viva
vZ
Ciao!
A me piaceva moltissimo Sofocle [alla maturità portai l'Edipo a Colono]..
ho fatto il classico.. tante volte mi sono pentita...
altre no, ma ti confesso che sono molto poche :-)
Che buffo.. io avrei voluto fare il liceo linguistico... ma nella mia città
non c'era.. :-)
Luisa
>
> Eleonora Cavallini wrote
> > Sono d'accordo, ma forse i tragici non sono gli autori da cui convenga
>
>
> Eleonora Cavallini wrote
> > Sono d'accordo, ma forse i tragici non sono gli autori da cui convenga
> > iniziare. Secondo me, per capirli occorre almeno una minima conoscenza
> > della religiosità dionisiaca.
> >Forse si potrebbe partire dal molto
> > discusso _Prometeo_, la più anomala delle tragedie eschilee (?).
>
> Accidenti! è proprio l' unica che non ho letto.
(e così, quasi in sordina, è partito proprio un bel thread). Mi
raccomando, non perderti il _Prometeo_, che per gli appassionati di
letteratura greca è diventato quasi un must per lo meno da quando (nel
1979) il Griffith ne ha drasticamente negato la paternità eschilea. Le
sue argomentazioni sono apparse molto convincenti ad un 'mostro sacro'
come West, il quale provocatoriamente ha datoi dei fessi e degli
ignoranti a coloro che ancora sostenevano l'autenticità della tragedia.
Da allora è nato un polverone indescrivibile: qualcuno ha addirittura
sostenuto che il _Prometeo_ sarebbe non una tragedia ma addirittura un
melodramma, databile all'epoca di Aristofane ed intriso di elementi più
comici che tragici. Insomma si è detto di tutto.
> Giustamente hai sottolineato la necessità di alcune conoscenze "religiose"
> per comprendere a pieno le tragedia greca, però, a quanto posso ricordare,
> anche l' avvicinamento corretto ad Aristofane prevederebbe nozioni
> abbastanza avanzate di filosofia e storia (es. "le nuvole", "gli acarnesi",
> "le vespe" etc.).
Eh sì, se non si conosce la storia greca contemporanea non è facile
seguire le velenose quanto brillanti frecciate di Aristofane contro
Cleone e soprattutto contro Socrate. Però, ad esempio, per godersi la
_Lisistrata_ è sufficiente sapere che c'era una guerra in corso fra
Atene e Sparta (e non a caso, proprio da questa strabiliante commedia è
stato possibile ricavare un _musical_). Certo, la lettura di Aristofane
presuppone sempre una sia pur sommaria conoscenza della situazione
politica e dei principali avvenimenti di quel tempo. E questo vale, in
parte, perfino per gli _Uccelli_, forse la più trasognata e 'atemporale'
pièce aristofanea.
> Detto questo ammetto che i tragici non costituiscano l' approccio più
> "morbido" alla letteratura greca, la mia indicazone corrispondeva solo al
> desiderio di fornire un giudizio di merito personale, a prescindere dalla
> loro propedeuticità.
Da questo punto di vista, hai ragione da vendere. Però supponiamo che un
neofita si lasci trascinare dalla grandiosa, solenne complessità
dell'_Orestea_: riuscirà lo stesso lettore ad apprezzare un groviglio
inestricabile come le _Supplici_ (sempre quelle di Eschilo, intendo)?
> Perchè non ci sveli il tuo autore preferito (=quello che leggi più
> volentieri, non necessariamente quello di miglior qualità assoluta)?
Adoro Erodoto, Plutarco e leggo volentieri Pausania. Ma er mejo resta
sempre Tucidide (anche se...aargh, che fatica!).
Sui poeti alla prossima,
> Non e' un approccio "morbido" [quello alla tragedia, n.d.r.], ma secondo me e' il piu' avvincente! E' vero che
> servono alcune conoscenze di base... ma come sottolinea Seth, servono per la
> lettura di qualsiasi opera! Io sono stat una studentessa del classico senza
> essere una grande studiosa, ma alle tragedie, ancor piu' che alle commedie, mi
> sono appassionata! A Dieris consiglio soprattutto Sofocle ed Euripide ... di
> Eschilo ho letto l'Orestea, e mi e' sembrata piu' densa ed intrinsicamente
> complicata rispetto all'opera degli altri due tragediografi...
> Ciao a tutti,
> Giulia
L'_Orestea_è un capolavoro, ma dobbiamo anche considerare che è l'unico
esempio a noi noto di trilogia 'legata'. Di Sofocle e Euripide che cosa
ti è piaciuto, in particolare?
Prima o poi lo prendo, adesso mi hai incuriosito, però la tua opinione
in merito qual' è? La tradizione post classica, se non erro, attribuiva una
trilogia prometeica ad Eschilo, quali sono gli altri plausibili autori?
> [snip] Da questo punto di vista, hai ragione da vendere. Però supponiamo
che un
> neofita si lasci trascinare dalla grandiosa, solenne complessità
> dell'_Orestea_: riuscirà lo stesso lettore ad apprezzare un groviglio
> inestricabile come le _Supplici_ (sempre quelle di Eschilo, intendo)?
Con te non la spunterò mai,...poco male.
> Adoro Erodoto, Plutarco e leggo volentieri Pausania. Ma er mejo resta
> sempre Tucidide (anche se...aargh, che fatica!).
> Sui poeti alla prossima,
A proposito di Erodoto sottoscrivo il tuo giudizio al 101% (un narratore
di talento davvero non comune) e sulle vite plutarchee niente da eccepire,
ma che tu rileggessi volentieri Pausania non lo potevo davvero immaginare.
In verità io ho letto soltanto il primo libro della "perieghesis", però mi è
parsa una guida turistica, stilisticamente raffinata certo, pur tuttavia con
una struttura troppo ripetitiva ed un eccesso di dettagli per poterla
considerare un' opera "dilettevole" (sempre meglio di Strabone e molto utile
come fonte per l' archeologia, sia chiaro). Tucidide è stato il primo
storico degno di questo nome e già solo per questo è una lettura
obbligatoria; però non posso dimenticare che è stato la mia bestia nera
scolastica...massì lo perdono perchè è davvero interessante.
Ciao da Seth!
> Ci saranno sicuramente dei corsi di sostegno per le lingue classiche.
> Io proverei ad assaggiarli...
Alla Statale di Milano c'erano gia' molti anni fa, e se ne valevano
anche molti provenienti dal classico; solo per il latino, pero'.
Ciao, Paronzini
>Un po' di Latino lo saprai...
Al linguistico si fa lingua latina solo al biennio, al triennio solo
letteratura e poca... ti lascio immaginare! Quest'anno però voglio mettermi
a studiarlo, anche se non avrò tanto tempo per via degli esami, la
grammatica ce l'ho quindi...
> Ci saranno sicuramente dei corsi di sostegno per le lingue classiche.
> Io proverei ad assaggiarli...
E' quello che spero altrimenti è un bel problema... mi hanno detto che
l'esame di latino è molto duro anche a lettere moderne. Se poi ci fossero
anche di greco ci potrei provare.
> ciao, fatti viva
vZ
Ciao, Anna
Buon per te... il linguistico è una perdita di tempo, ma me ne sono accorta
tardi. Tante materie e tutte in modo generico, e finisce che per farle poi
si studiano male pure le lingue! Ma temo che stiamo andando un po' OT
> Luisa
Anna
> E' quello che spero altrimenti è un bel problema... mi hanno detto
che
> l'esame di latino è molto duro anche a lettere moderne. Se poi ci
fossero
> anche di greco ci potrei provare.
In genere è lo stesso, forse sono richieste meno letture. Non ti
spaventare prima del tempo, piuttosto ripassa un po' di grammatica e
di analisi logica (sembra puerile, ma serve sempre). Se vuoi ti
consiglio qualche testo...
ciao
vZ
>
> Eleonora Cavallini wrote
> > Mi raccomando, non perderti il _Prometeo_, che per gli appassionati di
> > letteratura greca è diventato quasi un must
>
> Prima o poi lo prendo, adesso mi hai incuriosito, però la tua opinione
> in merito qual' è? La tradizione post classica, se non erro, attribuiva una
> trilogia prometeica ad Eschilo, quali sono gli altri plausibili autori?
Su questo argomento c'è stato già un thread in it.cultura.classica. I
partecipanti alla discussione mi torchiavano spietatamente, mentre io
tentavo di sfuggire (più o meno come Teti che si trasforma in seppia per
evitare le profferte di Peleo). Ho tentato di rinviare al solito
Canfora (che esamina accuratamente le fonti ma non prende una posizione
netta). Alla fine, sttemata, ho dovuto dichiarare che secondo me il
_Prometeo_ ...è di Eschilo.
>
> > riuscirà lo stesso lettore ad apprezzare un groviglio
> > inestricabile come le _Supplici_ (sempre quelle di Eschilo, intendo)?
>
> Con te non la spunterò mai,...poco male.
Ti dirò la verità: da tempo cercavo un interlocutore che fosse
agguerrito e motivato su questi argomenti!Magari potremmo crosspostare
in ICCL.
>
> > Adoro Erodoto, Plutarco e leggo volentieri Pausania. Ma er mejo resta
> > sempre Tucidide (anche se...aargh, che fatica!).
> > Sui poeti alla prossima,
>
> A proposito di Erodoto sottoscrivo il tuo giudizio al 101% (un narratore
> di talento davvero non comune) e sulle vite plutarchee niente da eccepire,
> ma che tu rileggessi volentieri Pausania non lo potevo davvero immaginare.
> In verità io ho letto soltanto il primo libro della "perieghesis", però mi è
> parsa una guida turistica, stilisticamente raffinata certo, pur tuttavia con
> una struttura troppo ripetitiva ed un eccesso di dettagli per poterla
> considerare un' opera "dilettevole" (sempre meglio di Strabone e molto utile
> come fonte per l' archeologia, sia chiaro).
Come scrittore, Strabone è IMHO molto modesto. Invece Pausania è stato
una scoperta. A parte il fatto che scrive bene (a differenza, ad es. di
quella pizza di Ateneo, di cui tuttavia sto curando un parziale
commento), Pausania è un mago, um mitografo intrigasnte e soprattutto
uno sfegatato studioso di culti misterici (in particolare dell'orfismo
). Dalla sua opera vien fuori di tutto, riti ancestrali e sanguinari,
sincretismi imprevedibili, leggende antichissime e semi-dimenticate (già
al suo tempo). In pieno II secolo dopo Cristo, Pausania riusciva a
capire ancora certi aspetti della cultura greca arcaica di cui altri
(Luciano incluso) non capivano oramai più niente.
> Tucidide è stato il primo
> storico degno di questo nome e già solo per questo è una lettura
> obbligatoria; però non posso dimenticare che è stato la mia bestia nera
> scolastica...massì lo perdono perchè è davvero interessante.
Non solo per te è stato una bestia nera! Anch'io sono diventata pazza
sui suoi primi quattro libri. Ma neppure gli scrittori greci di età
imperiale lo capivano, tant'è vero che lo abbandonarono in favore di
Senofonte (che secondo me è la banalità personificata). Comunque i tempi
erano cambiati e l'arduo stile tucidideo, in piena età romana, non era
in effetti più utilizzabile.
Ciao, Eleonora
> [snip] I partecipanti alla discussione mi torchiavano spietatamente,
mentre io
> tentavo di sfuggire (più o meno come Teti che si trasforma in seppia per
> evitare le profferte di Peleo). Ho tentato di rinviare al solito
> Canfora (che esamina accuratamente le fonti ma non prende una posizione
> netta). Alla fine, sttemata, ho dovuto dichiarare che secondo me il
> _Prometeo_ ...è di Eschilo.
Alla fine l' hai sputato il rospo, anzi l' inchiostro! :-)) S' intuisce
che non sei troppo convinta, ma non c' è nulla di male nello sbilanciarsi,
quando non si danneggia nessuno in caso d' eventuale errore!
> Ti dirò la verità: da tempo cercavo un interlocutore che fosse
> agguerrito e motivato su questi argomenti!Magari potremmo crosspostare
> in ICCL.
Anche io ti dirò la verità, sono agguerrito e motivato soltanto sul
campo da basket (comunque alla fine le prendo quasi sempre!):-)
Ti ringrazio per l' invito, ma in tutta onestà ho lurkato brevemente in ICCL
e mi è parso un NG troppo serio per i miei gusti...senza contare che non ho
la più pallida idea di come funzioni il crossposting!
> [snip] Invece Pausania è stato
> una scoperta. A parte il fatto che scrive bene [snip]
Ho capito, i nuroni addetti all' immagazzinamento dei dati a lungo
termine mi hanno piantato in asso ancora una volta :-o
> [snip] Pausania è un mago, um mitografo intrigasnte e soprattutto
> uno sfegatato studioso di culti misterici (in particolare dell'orfismo
Lo ignoravo, devo ammetterlo...ma spiegami cosa intendi per "mago", vuoi
dire che P. è stato una sorta di fattucchiere o addirittura un sacerdote
orientale?
> Non solo per te è stato una bestia nera! Anch'io sono diventata pazza
> sui suoi primi quattro libri.
E' già una consolazione, un poco tardiva però!:-)
> Ma neppure gli scrittori greci di età
> imperiale lo capivano, tant'è vero che lo abbandonarono in favore di
> Senofonte (che secondo me è la banalità personificata).
Se parli di banalità riferendoti allo stile non posso che concordare, la
sua lettura in greco non può dare grandi soddisfazioni. Pur tuttavia
l'_Anabasi_ resta, IMHO naturalmente, un bel libro d' avventura non ostante
sia appesantito dalla forma diaristica e dalla vanagloria dell' autore. Non
ho potuto non parteggiare per quell' accozzaglia di mercenari ed ambiziosi
allo sbaraglio nelle vastità di un continente semisconosciuto...sembra un
western ante litteram (perdona l' accostamento sacrilego)!
Ciao da Seth!!
E' quello che avevo pensato, anzi già da quest'anno (anche se non avrò
troppo tempo per via della maturità) voglio studiare la grammatica latina,
in vista dell'università ma anche perché devo pur rimediare alla mia
infelice scelta di qualche anno fa... io ho "Radices" di Rita Alosi e Piera
Pagliani, lo conosci?
Se vuoi consigliarmi qualche testo fa' pure, ne sarei felice. Comunque
ripassare l'analisi logica non è assurdo, anzi, è la base... E se mi ritrovo
lo stesso prof di latino dell'anno scorso ricomincio a rompergli un po' le
scatole con le versioni supplementari!
> ciao
> vZ
ciao e grazie, Anna
> infelice scelta di qualche anno fa... io ho "Radices" di Rita Alosi
e Piera
> Pagliani, lo conosci?
No, ma ce ne sono tanti validi. Il manuale che rappresenta il salto
di qualità vero e proprio è il Traina, in tre volumi (Morfologia;
Sintassi teoria; Sintassi esercizi), editore Capelli, che ti
consiglio caldamente perché è un testo di consultazione utilissimo.
Soprattutto il secondo volume andrebbe letto attentamente da capo a
fondo, almeno una volta...
Per la sintassi italiana (mi spiego meglio; a volte si traduce male
perché non conoscono bene l'analisi logica o l'esatto valore dei
tempi e modi verbali italiani) direi Serianni Castelvecchi,
Grammatica italiana, Utet; si tratta di un manuale a livello
universitario (ti sarà utile anche per Storia della lingua italiana o
Linguistica italiana) di impianto tradizionale (niente grammatica
strutturalista o generativa, insomma...se non sai cos'è non ti
preoccupare). Valido anche il Dardano Trifone, Zanichelli. Gioverebbe
anche un'introduzione alla linguistica elementare, ma qui ti
orienteranno all'università (l'insegnamento di Lingustica generale è
essenziale, per Lettere classiche come per Lettere moderne). Intanto
tieni presente che esistono dizionari specifici, da consultare in
caso di dubbio, magari in biblioteca; per me il migliore è:
G.L Beccaria Dizionario di linguistica, stilistica,
retorica...Einaudi.
Ciao
vZ
Se poi Dieris volesse mettersi avanti col lavoro durante l' estate:-),
mi permetto di consigliare (dello stesso A. Traina e G. B. Perini)
_Propedeutica al latino universitario_ edito da Pàtron (il costo però
-( ora supera certamente le £ 50.000). E' un testo ottimamente congegnato e
chiaro (compatibilmente con la materia trattata!) che però presuppone
categoricamente la conoscenza di morfologia e sintassi.
Un ciao da Seth!
ps: a beneficio degli eventuali acquirenti mi permetto di precisare che la
casa editrice della morfologia e sintassi del prof. Traina è Cappelli
(Bologna). Non te la prendere VitoZ, i refusi appartengono a tutti noi!:-))
> ps: a beneficio degli eventuali acquirenti mi permetto di precisare
che la
> casa editrice della morfologia e sintassi del prof. Traina è
Cappelli
> (Bologna). Non te la prendere VitoZ, i refusi appartengono a tutti
noi!:-
Anzi, grazie :-))) ero in dubbio e per pigrizia non ho guardato.
vZ
>
> Eleonora Cavallini wrote
>
> > [snip] I partecipanti alla discussione mi torchiavano spietatamente,
> mentre io
> > tentavo di sfuggire (più o meno come Teti che si trasforma in seppia per
> > evitare le profferte di Peleo). Ho tentato di rinviare al solito
> > Canfora (che esamina accuratamente le fonti ma non prende una posizione
> > netta). Alla fine, sttemata, ho dovuto dichiarare che secondo me il
> > _Prometeo_ ...è di Eschilo.
>
> Alla fine l' hai sputato il rospo, anzi l' inchiostro! :-))
Già, l'inchiostro di seppia!
> S' intuisce
> che non sei troppo convinta, ma non c' è nulla di male nello sbilanciarsi,
> quando non si danneggia nessuno in caso d' eventuale errore!
A dire il vero quello che non mi convince non sono le tstimonianze
antiche sulla paternità eschilea: quello che non mi convince sono le
argomantazioni dei moderni _contro_ l'attribuzione ad Eschilo. I dubbi
dello Schmid (anni '30) erano sacrosanti; ma le tesi sostenute in alcuni
studi recenti sono piuttosto avventurose, per non dire avventate.
>
> Anche io ti dirò la verità, sono agguerrito e motivato soltanto sul
> campo da basket (comunque alla fine le prendo quasi sempre!):-)
> Ti ringrazio per l' invito, ma in tutta onestà ho lurkato brevemente in ICCL
> e mi è parso un NG troppo serio per i miei gusti...senza contare che non ho
> la più pallida idea di come funzioni il crossposting!
Di crossposting nemmeno io so granché, ma non mi pare una cosa molto
difficile...Quanto all'altra tua osservazione, devo dire che uno dei
miei obiettivi è portare in ICCL gente che contribuisca a farne un NG
poco, anzi pochissimo serio :-)
Circa un anno fa ci sono riuscita benissimo(in effetti ci siamo
divertiti un sacco a smitizzare personaggi come Socrate, Platone,
Aristotele e, fra i più recenti, Heidegger).
Ma al momento ICCL mi pare un poco languente.
>
> > [snip] Pausania è un mago, um mitografo intrigante e soprattutto
> > uno sfegatato studioso di culti misterici (in particolare dell'orfismo
>
> Lo ignoravo, devo ammetterlo...ma spiegami cosa intendi per "mago", vuoi
> dire che P. è stato una sorta di fattucchiere o addirittura un sacerdote
> orientale?
Di lui si sa poco: però probabilmente era proprio orientale (lidio per
la precisione). Se praticasse personalmente rituali 'alternativi' non
mi è dato sapere, ma il suo spiccato interesse per riti e miti di epoche
lontanissime, la sua quasi ossessiva attenzione per le divinità ctonie
ed infere e i numerosi riferimenti a figure non olimpiche (anzi legate
ai culti orfici) mi fa pensare che l'innocuo autore di guide turistiche
fosse tutt'altro che innocuo. Del resto, ai suoi tempi non era più un
obbligo tassativo giurare fedeltà agli dèi ufficiali, tant'è vero che
perfino in casa degli imperatori si trovavano statue di Serapide e
perfino di Gesù (al quale ad es. era devota Marcia, la concubina di
Commodo).
Vale la pena di notare che l'egiziano Ateneo (forse di poco posteriore a
Pausania) non mostra alcun interesse per questi argomenti.
>
> > Ma neppure gli scrittori greci di età
> > imperiale lo capivano, tant'è vero che lo abbandonarono in favore di
> > Senofonte (che secondo me è la banalità personificata).
>
> Se parli di banalità riferendoti allo stile non posso che concordare, la
> sua lettura in greco non può dare grandi soddisfazioni.
Parlavo di banalità soprattuto riferendomi alle opere didascaliche. Il
_Simposio_ di Senofonte è ben poca cosa, specialmente se confrontato con
l'omonima opera platonica.
> Pur tuttavia
> l'_Anabasi_ resta, IMHO naturalmente, un bel libro d' avventura non ostante
> sia appesantito dalla forma diaristica e dalla vanagloria dell' autore.
Già: manco avesse fatto una bella figura in quella guerra!
> Non
> ho potuto non parteggiare per quell' accozzaglia di mercenari ed ambiziosi
> allo sbaraglio nelle vastità di un continente semisconosciuto...sembra un
> western ante litteram (perdona l' accostamento sacrilego)!
Macché sacrilego! Anzi, già che ci siamo, potremmo pure paragonare le
truppe di Senofonte all'armata Brancaleone (che fra parentesi mi piace
di più). Concordo comunque con quanto hai detto: quella banda di sfigati
alle prese con insidie e misteri dell'Oriente crudele ispira una certa
simpatia, e tutto sommato vi è qualcosa di epico ed eroico nella
narrazione delle loro vicissitudini.
Ciao, Eleonora
--
Posted from [192.92.126.139]
Se t' infastidiscono le diatribe sensazionalistiche tese a creare
scalpore anzichè chiarezza non posso che concordare, disgraziatamente anche
nell' ambito culturale l' autopromozione sta assumendo un' importanza via
via
scente.:-((
> [snip] Quanto all'altra tua osservazione, devo dire che uno dei
> miei obiettivi è portare in ICCL gente che contribuisca a farne un NG
> poco, anzi pochissimo serio :-)
Guarda che potrei anche offendermi! :-D
> Di lui si sa poco: però probabilmente era proprio orientale (lidio per
> la precisione). Se praticasse personalmente rituali 'alternativi' non
> mi è dato sapere, ma il suo spiccato interesse per riti e miti di epoche
> lontanissime, la sua quasi ossessiva attenzione per le divinità ctonie
> ed infere e i numerosi riferimenti a figure non olimpiche (anzi legate
> ai culti orfici) [snip]
Ti ho fraintesa, credevo possibile tu avessi utilizzato il termine "mago" nell' accezione specifica di "sacerdote del culto zoroastriano", ma in effetti forse ai suoi tempi non ne esistevano più!
>Del resto, ai suoi tempi non era più un
> obbligo tassativo giurare fedeltà agli dèi ufficiali, tant'è vero che
> perfino in casa degli imperatori si trovavano statue di Serapide e
> perfino di Gesù (al quale ad es. era devota Marcia, la concubina di
> Commodo)[cut].
Dalla metà del II sec. in poi gli eventi presero una brutta piega per l' impero ed ho l' impressione che i praticissimi romani si siano votati a qualsiasi divinità potesse garantire loro la salvezza terrena o, quanto meno, ultraterrena. I culti misterici parvero i più promettenti ed in fondo anche il cris
tianesimo lo è, possiamo dirci fortunati che abbia prevalso su divinità ben
più cruente tipo Cibele, Giove Dolicheno o Mithra (pensa che scomodità
ricevere i sacramenti inondati di sangue taurino! :-))
Chissà perchè nessuno si ricordava più del derelitto e diffamato Seth!
:-o
> Parlavo di banalità soprattuto riferendomi alle opere didascaliche. Il
> _Simposio_ di Senofonte è ben poca cosa, specialmente se confrontato con
> l'omonima opera platonica.
Non infierire, in fondo era un dilettante! :-D
> Macché sacrilego! Anzi, già che ci siamo, potremmo pure paragonare le
> truppe di Senofonte all'armata Brancaleone (che fra parentesi mi piace
> di più).
A questo proposito vorrei farti sbilanciare sull' interrelazione tra
letteratura e storia materiale; nel caso in questione io ritengo possibile
(ovviamente non certo) che l' _Anabasi_ (evidenziando le debolezze
strutturali dell' impero achemenide) abbia avuto un certo influsso
(conforto, se preferisci) sui piani espansionistici di Filippo II e,
conseguentemente, di Alessandro. Sei a conoscenza di fonti che smentiscano
questa ipotesi?
Ciao da Seth!
[Pausania]
> ma il suo spiccato interesse per riti e miti di epoche
> lontanissime, la sua quasi ossessiva attenzione
> per le divinità ctonie ed infere e i numerosi riferimenti
> a figure non olimpiche (anzi legate
> ai culti orfici) mi fa pensare che l'innocuo autore di guide
> turistiche fosse tutt'altro che innocuo.
"In onore di Dioniso poi celebrano riti orgiastici assai degni di
essere visti..."
Pausania, 10, 33, 11 in G. Colli "La sapienza greca" vol. I
ciao, hobbes
Vero: però in questo caso ci va di mezzo il povero Eschilo, che almeno
al momento attuale non credo stia pensando ad autopromuoversi.
>
> > [snip] Quanto all'altra tua osservazione, devo dire che uno dei
> > miei obiettivi è portare in ICCL gente che contribuisca a farne un NG
> > poco, anzi pochissimo serio :-)
>
> Guarda che potrei anche offendermi! :-D
Se avessi seguito certi succulenti thread di circa un anno fa, non ti
offenderesti di certo. Anche il severo Massimo Manca si dichiarò molto
soddisfatto.
>
> > Di lui si sa poco: però probabilmente era proprio orientale (lidio per
> > la precisione) [snip]
>
> Ti ho fraintesa, credevo possibile tu avessi utilizzato il termine "mago" nell' accezione specifica di "sacerdote del culto zoroastriano", ma in effetti forse ai suoi tempi non ne esistevano più!
In efetti ho usato il termine 'mago' in senso generico. Però non sono
ben informata riguardo alla situazione del culto zoroastriano nel II
secolo d.C.: dovrei chiedere ai colleghi specialisti.
>
> > perfino in casa degli imperatori si trovavano statue di Serapide e
> > di Gesù (al quale ad es. era devota Marcia, la concubina di
> > Commodo)[cut].
>
> Dalla metà del II sec. in poi gli eventi presero una brutta piega per l' impero ed ho l' impressione che i praticissimi romani si siano votati a qualsiasi divinità potesse garantire loro la salvezza terrena o, quanto meno, ultraterrena.
Più che altro la classe dirigente non poteva più ignorare la dilagante
presenza di culti misterici, diffusi ormai sia fra la nobiltà sia fra il
popolo. Magari, di tanto in tanto, si poteva far fuori qualche
aristocratico dissidente e rompiscatole (e questo certo più per ragioni
politiche che religiose). Ma nell'età degli Antonini, ed ancor più in
quella severiana, bisognava fare i conti con il popolo e soprattutto con
l'esercito (i soldati si portavano sempre appresso statuette strane).
I culti misterici parvero i più promettenti ed in fondo anche il cris
> tianesimo lo è,
Senza dubbio, o almeno era sentito come tale dai solerti difensori della
religiosità tradizionale (che, a sua volta, garantiva la stabilità
politica).
> possiamo dirci fortunati che abbia prevalso su divinità ben
> più cruente tipo Cibele, Giove Dolicheno o Mithra (pensa che scomodità
> ricevere i sacramenti inondati di sangue taurino! :-))
E poi, a parte questo, di tanto in tanto nel corso dei rituali qualche
adepto spariva misteriosamente (magari il fratello scomodo di qualche
imperatore un po' dispotico).
> Chissà perchè nessuno si ricordava più del derelitto e diffamato Seth!
> :-o
Se non sbaglio, in Egitto se ne ricordavano benissimo! Ma l'Egitto
di età imperiale è un calderone in cui coesiste di tutto: divinità
locali, numi di origine greco-romana, religione cristiana alle prese
con quella bella rogna che erano le sette gnostiche. E in più platonismo
e pitagorismo frammischiati con elementi vagamente stregoneschi, in uno
strano coacervo che conduce a quel formidabile falso storico che è
l'ermetismo.
All'autenticità dei codici ermetici ci credettero più o meno
tutti,inclusi i neoplatonici italiani di età umanistica, finchè nel 1600
il Casaubon non provvide a smascherare la bufala.
>
> > Parlavo di banalità soprattuto riferendomi alle opere didascaliche. Il
> > _Simposio_ di Senofonte è ben poca cosa, specialmente se confrontato con
> > l'omonima opera platonica.
>
> Non infierire, in fondo era un dilettante! :-D
Sì, ma politicamente ambiguo, e anche violento (fu il guardaspalle dei
Trenta Tiranni).
>
> A questo proposito vorrei farti sbilanciare sull' interrelazione tra
> letteratura e storia materiale; nel caso in questione io ritengo possibile
> (ovviamente non certo) che l' _Anabasi_ (evidenziando le debolezze
> strutturali dell' impero achemenide) abbia avuto un certo influsso
> (conforto, se preferisci) sui piani espansionistici di Filippo II e,
> conseguentemente, di Alessandro. Sei a conoscenza di fonti che smentiscano
> questa ipotesi?
Devo verificare: però si vocifera che Filippo II fosse addirittura
analfabeta e quindi non potesse leggere le opere di Senofonte. Invece
Alessandro era molto istruito, ma ho l'impressione che i suoi modelli
fossero altri (Eracle, Dioniso e, soprattutto, il pensiero di Aristotele
sull'inferiorità naturale dei _barbaroi_).
Cercherò comunque le fonti.