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Caro Giorgio Faletti...

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Alessandro Maiucchi

unread,
Feb 11, 2004, 6:01:25 AM2/11/04
to

...ho letto il tuo romanzo "Io uccido" e vorrei chiederti alcune cose, dopo
lo spazio spoiler per chi non ti ha letto...
ho cercato il tuo indirizzo email senza successo, questo di Usenet penso sia
il modo piu' facile per contattarti :-)

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Ho annotato sul mio blog le mie impressioni durante la lettura di Io uccido:
sarei curioso di sapere se e' tutto un caso, perche' avrebbe del
soprannaturale. Non credo sia possibile che tu abbia potuto leggere il mio
romanzo (depositato nel dicembre 2002 ma iniziato a luglio 2001, una parte
addirittura luglio 2000), e io il tuo non l'ho toccato prima del 25 gennaio
2004 (ah, no, l'ho regalato per Natale 2003 a mio fratello, ma non l'ho
neanche incartato io, figuriamoci leggerlo). A questo punto si potrebbe
pensare che il tuo lavoro sia stereotipato, e non lo e'. Il mio, peggio
ancora. Proprio per questo sono strane le similitudini... ma sono poi cosi'
simili? boh...

NOTA BENE: Il tuo libro mi e' piaciuto davvero molto, e sono sicuro che e'
farina del tuo sacco (contrariamente a cio' che ho letto su internet),
quindi ti faccio i complimenti, sei uno che ce l'ha fatta (anche se il nome,
non per colpa tua, magari ti ha aiutato...). Il mio romanzo, a livello di
trama, e' MOLTO diverso dal tuo e quindi lungi da me dire che si somigliano
in toto (parlo solo di piccoli pezzi, anche se molto curiosi!)


venerdě, gennaio 30, 2004
In questi giorni sto leggendo Io uccido di Faletti, e finora ne sono
soddisfatto: la storia di Frank Ottobre e' moooolto simile a quella del mio
Brian Moore, conosciuto in rete - nella finzione di Basta! - come Demonfly,
ossia il nickname che uso io nella realta' - virtuale - da parecchie
parti... la mia storia e' di gennaio 2002, sarei curioso di sapere quando
Faletti ha scritto il background del suo personaggio...
Sono quasi a pag. 150, ed eccoci di nuovo... Allen Yoshida e' un miliardario
a cui piacciono gli snuff movies (filmati della "morte in diretta") in Io
uccido. Yoshi Oben e' un miliardario che produce snuff movies in Basta!. La
figura di Yoshi ed il suo hobby risalgono al luglio 2000, e al racconto
Lurker (in origine Demonfly, ma dovetti cambiare titolo) in concorso su
www.infinitestorie.it ... sarebbe interessante sapere se il caso ha colpito
ancora, oppure... ;-) Cmq Io uccido mi sta garbando assai, ed e' la cosa
piu' importante :-)

martedě, febbraio 03, 2004
Sono a pag. 220 di Io uccido, e le orecchie fischiano di nuovo. Le vittime
del serial killer sono tutti "cattivi", proprio come quelle del mio
Cacciatore di carogne, Vincent. E qualcosa mi dice che, come Vincent, il
falettiano omicida diventera' un personaggio quasi positivo...

martedě, febbraio 10, 2004

Caro Giorgio Faletti, qui le combinazioni continuano! Se e' un caso, e' di
quelli da farci una tesi di laurea... ho letto un centinaio di pagine nel
weekend, e divido gli appunti per non sovrapporli:
Video - la pista che porta alla soluzione parte da un video e dalla sua
analisi al computer. In Basta!, Brian (alterego di Frank, come avevamo visto
in precedenza) analizza la stanza dove era stato girato lo snuff (quale e'
l'omicidio di Yoshida, peraltro) e in base a quello che vede nel filmato
trova gli assassini
Ricatto - il generale pedofilo di Io uccido ricatta Helena minacciando di
toglierle il bambino: accade in Basta! alla ragazza del filmato di Norma...
Allontanarsi - un protagonista si allontana dalla scena principale (Hulot in
Provenza) e scopre la pista (in Basta! e' il gruppo di Norma che va in
Pennsylvania e trova la perpetua... il solito Brian insegue Yoshi e lo trova
dopo un lungo giro, e per poco non muore (al contrario di...))
Sogno rivelatore - il sogno di Nessuno e' simile a quello del suo alterego
Vincent...
Cimitero - il colpo di scena al cimitero: in Basta! lo vivono Norma e i due
agenti FBI
Morte - un protagonista muore a sorpresa in un incidente d'auto sospetto (in
Basta! e' la dottoressa Johannson)
Prigioniera - la ragazza di Frank e' prigioniera come la Clara di Brian, e
per i due uomini l'amore ritorna dopo la tragedia del suicidio della moglie

A me sembra che i punti di contatto (e non sono entrato troppo nel dettaglio
per evitare spoiler) siano parecchi...

Mancano ancora 100 pagine, ma Io uccido ha preso il sopravvento: me lo porto
a casa, e ha soppiantato la Fenice di Harry sul comodino... Come mi era
accaduto con l'ultimo King, I lupi del Calla, mi fermo spesso a notare
errori. Qui non c'e' una traduzione, eppure ne ho contati almeno una decina.
Non capisco: rileggere un romanzo dovrebbe costare una manciata di euro da
dare ad un consulente, e invece escono libri da centinaia di migliaia di
copie con refusi da giornale sportivo (senza offesa...). Dal canto suo,
Faletti ha commesso a mio avviso degli errori da italiano, che ho fatto
anche io ma trovando poi il modo di correggerli: dire che una persona e'
scafata, e sottolineare l'allusione allo scafo di una barca, il tutto in un
romanzo ambientato a Montecarlo e descrivendo un americano... beh, ci vuole
fantasia ;-)

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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/

Alessandro Maiucchi

unread,
Feb 13, 2004, 6:57:28 AM2/13/04
to
Da La tela nera:

http://www.latelanera.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=214&whichpage=2

Argh Demonfly, ho letto il tuo blog. Certo č, porcogiuda, che siamo al
limite della fantascienza. Posso capire che due storie si somiglino,ma non
che siano talmente simili.

Davvero roba da pazzi.

Io ho letto "Io uccido" e m'era sembrato piů che altro un collage di vecchi
romanzi di Patricia Cornwell e Robert Ludlum. Non mi immaginavo che potesse
essere un plagio scaricato da internet.O il tuo libro č uscito in libreria,
magari stampato da te a pagamento senza depositarlo alla SIAE?

A me, in effetti, Faletti-minchia-signor-tenente come scrittore sa un pň di
operazione commerciale senza che ci sia dietro una vera ispirazione.

Poi ognuno ha i suoi gusti: secondo i miei, che valgono quanto quelli di
chiunque altro, la figura del maniaco onnipotente che lascia indizi alla
polizia č un pň troppo sfruttata e artificiosa. Di generali bastardi e
criminali č pieno un intero genere di letteratura, e cosě pure di detective
problematici con un passato pesante.

Certo, Faletti ce l'ha fatta, come giustamente fai notare. Ma se si fosse
chiamato Mario Rossi e non avesse mai lavoarto in TV l'avrebbero pubblicato?

Ho i miei fieri dubbi.

Saludos

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