Grazie
Fabio
Fabio wrote:
>
> Salve vorrei porvi un quesito particolare.
> Data la grande mole della letteratura Latina vorrei sapere come hanno
> fatto a giungere fino ai giorni nostri i testi di molteplici autori.
> Immagino che l'opera degli Amanuensi sia stata decisiva, ma chi sa
> precisamente quali sono stati tutti i canali per cui tali volumi sono
> giunti fino ai giorni nostri?
Chi sa precisamente quali? nessuno.
L'opera degli amanuensi e' difatti sparpagliata su tanti secoli e tanti
luoghi e filoni che e' impossibile elencarli tutti. Certo un elenco
completo di tutte le abbazie, monasteri, conventi dal 5. secolo D.C.
sarebbe molto utile. Non so abbastanza di fonti per la storia medievale
ma non ricordo niente di simile dai miei anni universitari.
> Conoscete siti che se ne occupano?
Di libri antichi ad esempio
http://www.uniud.it/lettere/discipline/index.html
ma una cosa è il libro antico e una cosa è la tradizione filologica
classica.
> È possibile secondo voi che ai giorni nostri si facciano nuove scoperte
> di testi antichi?
Si', anche se piuttosto raro. Puo' capitare restaurando codici che
abbiano nella legatura parti di codici ancora piu' antichi. E' successo
di recente e ne hanno parlato al telegiornale ma non ricordo per quale
autore.
> Questa ultima domanda la faccio in particolare riferimento agli annali
> di Tacito che sono arrivati fino ai giorni nostri mancanti di molte
> parti.
Allora ti conviene partire nella tua ricerca dagli Annali e cercare di
ricostruire l'albero delle tradizioni manoscritte, sulle quali sono
state costruite le attuali edizioni critiche. Parlo al plurale perche'
sono un po' ignorante in materia e quindi non so se sia stato raggiunto
un accordo sull'esemplare teorico di riferimento.
Data la specificita' dell'argomento e' meglio se ti rivolgi ad una
biblioteca di universita', dipartimento filologia classica.
> Grazie
> Fabio
Prego, Serena
Su certi argomenti diffido un po' dei siti internet, che
talvolta spacciano per verità acclarate opinioni più
o meno vaghe.
Ci sono però ottimi libri piuttosto chiari e
(relativamente) semplici che cercano di dare un po'
di risposte a quesiti come quelli che poni tu.
Ma credo tu debba rinunciare alla completezza a
cui aspiri.
Un titolo su altri:
L.D.Reynolds-N.G.Wilson, _Copisti e filologi. La
tradizione dei classici dall'antichità ai tempi moderni_,
terza edizione, ed. Antenore, Padova 1987.
Un testo classico, ma assai arduo se non si è specialisti,
è: G.Pasquali, _Storia della tradizione e critica del
testo_, recentemente riedito dalla casa editrice Le Lettere
di Firenze.
> È possibile secondo voi che ai giorni nostri si facciano nuove scoperte
> di testi antichi?
Assai improbabile, almeno in forma di manoscritti.
Serena Sangiorgi parlava dei frammenti pergamenacei
nascosti nelle legature: è però raro che si tratta di testi
di qualche valore (almeno dal punto di vista del contenuto)
dal momento che al momento in cui simili legature furono
create (per lo più dopo l'età umanistica) si aveva qualche
nozione del valore che una pagina di pergamena poteva
avere. Se si fosse trattato di un autore antico probabilmente
l'avrebbero salvaguardato.
Più probabili, invece, altri due canali. Il primo è quello
dei palinsesti, codici contenenti in origine autori antichi oggi
perduti che sono stati ad un certo punto della loro esistenza
cancellati e riscritti con un altro testo per noi di minor
valore. Con tecniche moderne (tipo la lampada di Wood)
è possibile leggere quello che un tempo era stato cancellato
e che non è visibile ad occhio nudo. Perciò, qualche codice
di infimo valore e poco studiato potrebbe contenere qualche
perla segreta. Ciò è però difficile, perché molti fondi
manoscritti delle principali biblioteche occidentali sono
stati attentamente scandagliati in questo senso.
L'altro canale, realmente promettente, è quello
delle traduzioni di opere classiche in lingue orientali.
Ciò a dire il vero riguarda più la letteratura greca che quella
latina. I fondi manoscritti di molte biblioteche orientali,
in lingua araba, siriaca, persiana o simili, potrebbero
contenere traduzioni in quelle lingue di testi originariamente
scritti in greco o in latino, oggi perduti. Avremmo una
traduzione, non l'originale, ma non è poco. Si tratta
però di testi che potevano interessare ai traduttori dell'epoca,
soprattutto trattati di filosofia, di medicina, di matematica
o di scienza in generale. Difficilmente si tratterà di storiografia,
di poesia o, meno che meno, teatro. Lo studio dei manoscritti
in lingue orientali, però, pone difficoltà davvero enormi.
> Questa ultima domanda la faccio in particolare riferimento agli annali
> di Tacito che sono arrivati fino ai giorni nostri mancanti di molte
> parti.
La letteratura latina, come quella greca, è un vero e
proprio colabrodo. Si può stimare che quello che ci è
pervenuto sia appena un decimo di quello che doveva
essere il totale.
Un saluto
Hypatos
Un caro saluto
Fabio
Hypatos ha scritto:
In bocca al lupo e buon viaggio
in questo affascinante ed isolato mondo
Hypatos
Ovviamente...
Io facevo solo riferimento alla probabilità che siffatte
scoperte potessero riguardare gli autori della classicità (latina)
ai quali colui che aveva inviato il messaggio originario
faceva riferimento. Naturalmente, il discorso è piuttosto
differente se invece parliamo di testi di ambito
cristiano o di età medievale, per i quali probabilmente
qualche scoperta interessante può ancora essere effettuata,
se si scava a fondo in biblioteche ed archivi.
A mio modesto avviso, ma spero che il tempo e lo zelo
dei paleografi mi diano torto.
Hypatos
Hypatos
P.S. Sono molto incuriosito da questo nick: fa riferimento
allo splendido libro di Gide?