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Un pellegrinaggio letterario

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Luca Tassinari

unread,
Aug 12, 2002, 6:50:54 PM8/12/02
to
I santuari dei grandi della letteratura sono
presi d'assalto dalle fameliche orde dei
pellegrini letterari, disposti a percorrere
qualunque distanza e a sopportare disagi
inenarrabili, pur di trascinare i loro corpi
mortali negli stessi luoghi che ospitarono
quelli dei loro miti.

E quando raggiungono la meta, allora
guardano, ascoltano, toccano tutto quello
che capita loro a tiro, accecati dal desiderio
perverso di congiungere i propri sensi con
quelli degli scrittori.

Ma gli autori più scafati sanno farsi beffe
di questi mostri. Niccolò Machiavelli, per
esempio, non si fa mica fregare, lui, dagli
zombi che calano a S.Andrea in Percussina.

La sua residenza di campagna, l'Albergaccio,
dove patì il confino e dove compose le sue
opere maggiori, adesso è la sede di un'azienda
vinicola.

L'incauto lettore necrofilo si mette in viaggio,
pregustando l'immondo rapporto carnale
postumo.

Per bene che gli vada, potrà al massimo
degustare un bicchierino di rosso, oltretutto
vinificato con metodi del tutto ignoti all'oggetto
della sua insana passione.

Io neanche quello, perché la cantina era chiusa
quando sono arrivato.

Ben mi sta!

Così imparo a cercare le reliquie di un morto,
quando ho sempre a portata di mano le sue
pagine, che morte non sono.

Ciao

Luca

Bartolomeo Di Monaco

unread,
Aug 13, 2002, 2:18:57 AM8/13/02
to

"Luca Tassinari" <luca...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:aj9e0e$b64$1...@newsreader.mailgate.org...

> I santuari dei grandi della letteratura sono
> presi d'assalto dalle fameliche orde dei
> pellegrini letterari, disposti a percorrere
> qualunque distanza e a sopportare disagi
> inenarrabili, pur di trascinare i loro corpi
> mortali negli stessi luoghi che ospitarono
> quelli dei loro miti.
cut

Devo confessarti che quando mi trovavo a passare vicino ai luoghi dove
sapevo erano sepolti alcuni grandi artisti, ho sempre cercato di andarli a
visitare, come una forma di omaggio e di rispetto. La mia fantasia immagina
(tu ci riderai sopra, forse) che il loro spirito si muova lě intorno, e ciň
mi conforta e - sembra un nonsense - mi rallegra. Ciao, Luca. Bart


--
www.bartolomeodimonaco.it
bartolome...@tin.it

Luca Tassinari

unread,
Aug 13, 2002, 5:16:02 AM8/13/02
to
"Bartolomeo Di Monaco"

> > I santuari dei grandi della letteratura sono
> > presi d'assalto dalle fameliche orde dei
> > pellegrini letterari

> [...]


> Devo confessarti che quando mi trovavo a passare vicino ai luoghi dove
> sapevo erano sepolti alcuni grandi artisti, ho sempre cercato di andarli a
> visitare, come una forma di omaggio e di rispetto

I santuari a cui mi riferivo sono i luoghi in
cui gli autori hanno vissuto, e dove gli
immondi pellegrini cercano un contatto
carnale con un morto.

Per le tombe il discorso č diverso. Presso
una tomba si instaura un contatto spirituale,
piů simile alla lettura e, di conseguenza,
piů sano.

Le tombe dei grandi sono un monumento
al loro intelletto e al loro spirito; i musei
letterari sono un monumento al loro corpo.

Sulla tomba di Machiavelli in Santa Croce
aleggiano i versi di Ugo Foscolo.

All'Albergaccio c'č solo la prosopopea
patriottarda di una lapide, collocata per
colmo d'ironia sull'edificio sbagliato.

Ciao

Luca

Antonio Fanelli

unread,
Aug 13, 2002, 8:59:29 AM8/13/02
to

"Bartolomeo Di Monaco" <bartolome...@tin.it> ha scritto

> Devo confessarti che quando mi trovavo a passare vicino ai luoghi dove
> sapevo erano sepolti alcuni grandi artisti, ho sempre cercato di andarli a
> visitare,

Quando sono stato a Ravenna per prima cosa sono stato alla tomba di Dante.
E' stato l'unico artista che abbia mai visitato.

MIpiacerebbe andare ad Amherst dove e' vissuta Emily Dickinson.
Ho un'amica che e' nata li' e da ragazina andava a sedersi sulla sua tomba,
l'ho sempre invidiata per questo.

Ma in genere preferirei visitare i posti dove hanno vissuto gli artisti che
amo.


Bartolomeo Di Monaco

unread,
Aug 13, 2002, 10:53:49 AM8/13/02
to

"Antonio Fanelli" <antonio....@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:ajavph$192ugh$1...@ID-124999.news.dfncis.de...

In Gran Bretagna, nella graziosa cittadina di Hawkshead, nella contea di
Lancaster (regione dei laghi), vi è il più bel cimitero che io abbia mai
visitato. Dietro la scuola dove ha studiato dal 1779 al 1787 il poeta
inglese William Wordsworth, si alza una dolce collina in cima alla quale si
erge la chiesetta di Saint Michael & all Angels. Questa collina è il
cimitero del luogo e le tombe, costituite da una semplice stele, sono sparse
nei prati e la gente vi passeggia lungo i diversi sentieri che
l'attraversano. C'è, in mezzo ai morti, un clima di grande gioia, di
serenità e di festa.

Un saluto Bart

--
www.bartolomeodimonaco.it (con "La rivolta dei leprotti" da scaricare)
bartolome...@tin.it


Giuseppe Ierolli

unread,
Aug 13, 2002, 5:04:23 PM8/13/02
to
Antonio Fanelli" <antonio....@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:ajavph$192ugh$1...@ID-124999.news.dfncis.de...

> MIpiacerebbe andare ad Amherst dove e' vissuta Emily Dickinson.
> Ho un'amica che e' nata li' e da ragazina andava a sedersi sulla sua
tomba,
> l'ho sempre invidiata per questo.

Impossibile! La pietra tombale è alta e sottile. Assolutamente inidonea per
sedercisi sopra. A meno che la tua amica non sia molto vecchia: in origine
c'era un semplice cippo con le iniziali (ce ne sono ancora molti nel
cimitero di Amherst e lì effettivamente ci si può sedere), che è stato
sostituito dalla nipote della Dickinson diversi anni dopo la sua morte
(credo negli anni '20).

A parte gli scherzi. Ci sono stato recentemente. Se non sia ama la Dickinson
è inutile andarci (questo vale un po' per tutti ovviamente) ma se si hanno
in mente i suoi versi, che mettono a nudo quasi come una radiografia
l'ambiente, fisico e umano, che la circondava, qualche giorno in quei luoghi
è veramente emozionante, anche perché credo ci siano pochi poeti, o
scrittori in genere, legati così intimanente al posto in cui sono vissuti.

Giuseppe Ierolli
www.incipitario.com

eusebia

unread,
Aug 13, 2002, 5:23:55 PM8/13/02
to

"Giuseppe Ierolli"

> A parte gli scherzi. Ci sono stato recentemente. Se non sia ama la
Dickinson

> č inutile andarci (questo vale un po' per tutti ovviamente) ma se si hanno


> in mente i suoi versi, che mettono a nudo quasi come una radiografia
> l'ambiente, fisico e umano, che la circondava, qualche giorno in quei
luoghi

> č veramente emozionante, anche perché credo ci siano pochi poeti, o
> scrittori in genere, legati cosě intimanente al posto in cui sono vissuti.

Risulta certo comprensibile che Marisa Bulgheroni, curatrice del Meridiano
di Emily Dickinson, prima di scriverne la biografia uscita l'anno scorso per
Mondadori abbia trascorso un mese ad Amherst, in una casa dalle
caratteristiche simili a quelle della Dickinson, soprattutto con una
finestra esposta sullo stesso paesaggio. Non so se fosse vestita di bianco;
certo, si č chiusa dentro quella stanza e ha guardato fuori da quella
finestra per un mese. E lě la biografia ha preso forma. Anzi, sostanza.

ciao eusebia


paolo beneforti

unread,
Aug 13, 2002, 5:22:25 PM8/13/02
to

eusebia

>Risulta certo comprensibile che Marisa Bulgheroni, curatrice del Meridiano
>di Emily Dickinson, prima di scriverne la biografia uscita l'anno scorso
per
>Mondadori abbia trascorso un mese ad Amherst, in una casa dalle
>caratteristiche simili a quelle della Dickinson, soprattutto con una
>finestra esposta sullo stesso paesaggio.

speriamo che si fosse documentata prima.


Giuseppe Ierolli

unread,
Aug 15, 2002, 4:44:48 PM8/15/02
to
"eusebia" <eusa...@virgilio.it> ha scritto nel messaggio
news:LNe69.207047$Jj7.4...@news1.tin.it...

> Risulta certo comprensibile che Marisa Bulgheroni, curatrice del Meridiano
> di Emily Dickinson, prima di scriverne la biografia uscita l'anno scorso
per
> Mondadori abbia trascorso un mese ad Amherst, in una casa dalle
> caratteristiche simili a quelle della Dickinson, soprattutto con una
> finestra esposta sullo stesso paesaggio. Non so se fosse vestita di
bianco;

> certo, si è chiusa dentro quella stanza e ha guardato fuori da quella
> finestra per un mese. E lì la biografia ha preso forma. Anzi, sostanza.
>
> ciao eusebia

Leggendola si capisce quanto sia stato importante quel soggiorno. La
biografia è molto bella (l'ho riletta prima di andare ad Amherst), anche per
questi richiami, sempre molto documentati (precisazione riferita alla
boutade di Beneforti), all'ambiente "fisico" dove la Dickinson ha vissuto.
Molte digressioni, che potrebbero sembrare su soggetti apparentemente
banali, aiutano a capire, e soprattutto ad entrare nel mondo di una poetessa
che non ha delimitato confini alle sue emozioni o esperienze intellettuali.
C'è una frase molto bella di Harold Bloom, nel "Canone occidentale", che
secondo me riassume mirabilmente, per quanto si possa, il carattere della
sua opera: "Non c'è banalità che sopravviva alle sue prese di possesso".

Giuseppe Ierolli
www.incipitario.com/dickinson.html

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