Del giovane autore nato Sandrigo (Vicenza) nel 1960 mi ero già occupato
qualche settimana fa, per discorrere del suo buonissimo libro d'esordio "Un
mondo meraviglioso" uscito nel 1997.
Quella di Vitaliano Trevisan è una prosa tutta in velocità che scalda la
mente e impressiona parecchio, con intuizioni geniali, certo, a volte però
si ha la sensazione che la velocità si trasformi in fretta espositiva, in
una eccessiva sicurezza di stile che sì accelera il flusso narrativo, ma ne
intorpidisce le acque, il contenuto. E qui la cosa accade soprattutto nella
seconda parte del libro. Alla fine della lettura si ha, comunque, la
certezza di aver letto un testo che graffia e lascia il segno.
Trio senza pianoforte - Oscillazioni (Theoria, 1998, pp. 101, £ 24.000)
raccoglie tre racconti dal ritmo jazzistico: "Uccelli", "Passato di
verdura", "Vasca imhoff". In effetti i primi due hanno come argomento di
base proprio la musica, mentre il terzo l'architettura. Il libro si chiude
con il monologo "Oscillazioni", che sebbene di taglio più originale dei tre
pezzi precedenti qui raccolti, non mi ha molto coinvolto né convinto, forse
perché troppo statico o per un eccesso di verbosità.
Il racconto più bello è "Uccelli" (un assolo di sax contralto). Il più duro,
sarcastico, interessante è "Vasca imohoff" dove più forte si sente, nella
capacità di evocare una situazione paranoica ma lucidamente proiettata in
un'aspra e acuta critica sociale, l'eco del grande Thomas Bernhard.
Bibliografia
1997 "Un mondo meraviglioso" (Theoria)
1998 "Trio senza pianoforte - Oscillazioni" ( Theoria)
febbraio 2000
Alex Brando
alexb...@libero.it