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Libri all'indice: Sonia Gandhi perseguita Il sari rosso

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अश्वमित्रः

unread,
May 17, 2010, 9:09:40 PM5/17/10
to
Dal blog di Enrica Garzilli.

--


http://orientalia4all.net/post/libri-allindice-sonia-gandhi-perseguit...


Libri all'indice: Sonia Gandhi perseguita Il sari rosso


Una vicenda non proprio edificante fra Javier Moro, autore di Il Sari
rosso, e Sonia Gandhi. Dove a fare una figuraccia è Sonia.


Il Sari rosso, che ho comprato tempo fa, è un libro scorrevole, molto
romanzato, molto interpretativo, che racconta la storia di Sonia
Gandhi e, attraverso lei, anche un po' quella del marito (insieme
nella foto) e della suocera Indira.


Non contiene verità nascoste, il materiale è abbastanza reperibile,
non è basato su interviste originali alla famiglia - perché i Gandhi
si sono sempre rifiutati di concederle - ma certamente merita di
essere letto da chi non conosce la storia della potentissima Sonia
Maino, presidente del Partito del Congresso, e, in parte, della
dinastia Gandhi, quella che ha influenzato più profondamente la
storia
dell'Asia meridionale.


Non alleandosi né dalla parte della Nato né dell'URRS, ai tempi della
Guerra fredda, l'India di Jawaharlal Nehru ha compiuto una scelta che
l'avrebbe portata molto vicina ad altri paesi che sarebbero stati
chiamati del Terzo mondo, una definizione che non ha niente di
spregiativo, come di solito si crede, ma rappresenta la "terza via" e
un'alleanza fra la maggior parte dei paesi in via di sviluppo,
neutrali e non allineati: America meridionale e centrale, India,
Stati
Arabi e Sudest asiatico. Una scelta importante per i futuri rapporti
regionali, che ha messo al centro del mondo politico per la prima
volta l'India e i Gandhi, che hanno dato alla nazione ben tre primi
ministri - Jawaharlal Nehru, la figlia Indira Gandhi e suo figlio
maggiore Rajiv - e politici di primissimo piano come, appunto, Sonia.


Il Sari rosso è stato presentato ieri al Salone del Libro di Torino
dallo stesso autore. Subito dopo la pubblicazione del libro in
Italia,
nel 2009, lui e i suoi editori sono stati raggiunti da ingiunzioni da
parte dei legali della famiglia Gandhi che accusavano il libro di
essere calunnioso nei confronti di Sonia e della sorella. Alla fine
Javier e i suoi editori avevano concordato sulla pubblicazione di un
disclaimer che recita testualmente:


Questo è un romanzo basato sulla storia di Sonia Gandhi. Né Sonia né
alcun membro delle famiglie Gandhi, Nehru e Maino hanno fornito
informazioni o collaborato al libro. Alcuni dialoghi e situazioni in
esso contenuti sono il prodotto dell’interpretazione dell’autore,
senza corrispondere necessariamente alla realtà.


La cosa sembrava destinata a finire lì. Tre giorni fa però un nuovo
messaggio da parte dei legali di Sonia Gandhi all’autore e
all’editore
italiano ha ingiunto l’immediato ritiro del libro e ha diffidato
Javier dal partecipare a presentazioni del libro o a rilasciare
interviste su di esso. Al che, ovviamente, Javier, sostenuto
dall’editore, Luca Formenton de Il Saggiatore, ha deciso che non solo
il libro continuerà a circolare, ma ha cominciato anche a dare
pubblicamente conto della vicenda. In fondo uno scandalo non può che
fare bene a un libro; e poi non siamo più ai tempi dell'Indice e
della
Santa Inquisizione.


In realtà il libro illumina Sonia e Indira di una luce molto
favorevole, sin troppo, e non si dilunga certo su fatti e scandali
miliardari - come lo scandalo Bofors - che hanno coinvolto la
famiglia, di cui invece io ho parlato nell'articolo sulla Gandhi
Dynasty pubblicato su Limes, o sugli intrighi. Quindi Sonia dovrebbe
essere compiaciuta.


Ma a Sonia dà fastidio la verità sulle sue origini italiane. Infatti
è
noto che dice di non saper parlare più in italiano - le poche
interviste che concede sono in hindi o in inglese - ed evita
accuratamente i contatti con gli italiani, sebbene lo scandalo
miliardario Bofors abbia coinvolto il marito Rajiv e Ottavio
Quattrocchi, un amico della famiglia Gandhi, il cui figlio è
cresciuto
insieme ai figli di Sonia e Rajiv, Rahul e Priyanka, entrambi
politici. Il primo siede in Parlamento dal 2009 e da allora non veste
più gli abiti occidentali ma castigati e sofisticati kurta pajama
chiamati "Rahul Kurta". Priyanka poi pare abbia conosciuto suo
marito,
Robert Vadra, tramite Massimo, il figlio di Ottavio Quattrocchi.


Inoltre in India circola la leggenda secondo cui Sonia Maino
apparterrebbe a una famiglia di ricchi imprenditori. Le sue origini
insomma sono molto, molto abbellite. Infatti l’origine dei Maino,
come
Javier documenta, è invece assai umile. Il padre, prima di
trasferirsi
dal Veneto a Orbassano, faceva il guardiano di vacche. Una volta in
Piemonte ha risalito la scala sociale passando da muratore, a capo
mastro, a piccolo imprenditore edile. Sonia non è mai andata
all’Università; si trovava a Cambridge, dove ha conosciuto Rajiv,
perché stava perfezionando la sua conoscenza della lingua inglese,
visto che lavorava come interprete in occasione di eventi come fiere
o
convegni. Certo, era bella e bianca: e in India la bellezza è un vero
dono dal cielo e spesso supera le barriere sociali e di casta.


Le obiezioni fatte a livello legale sono che tutto quanto dice Javier
è inventato di sana pianta, cosa assolutamente non vera. In ogni caso
Javier non solo aveva tentato di intervistare Sonia senza riuscirci
ma
le aveva scritto, offrendole di visionare il dattiloscritto inedito,
per fare le critiche e le obiezioni che ritenesse opportune. La
lettera, però, non aveva mai avuto nessuna risposta. A quel punto, il
libro era stato pubblicato in spagnolo, riscuotendo subito successo,
e
poi in italiano.


È vero che, all’inizio della sua carriera politica, il tema
dell’italianità è stato un’arma che è stata spesso brandita contro
Sonia. Ma ora gli indiani adorano Sonia, eccetto gli induisti più
radicali che l'accusano di non essere indiana - e quindi induista,
dato che secondo i bramini ortodossi induisti si nasce, non si
diventa. A parte che Sonia è cittadina indiana da decenni, ma in
India
una donna che si sposa diviene parte della famiglia dello sposo. Dal
punto di vista dell’indiano medio, cioè di centiniaia di migliaia di
votanti, Sonia è indiana perché si è sposata in una famiglia indiana.
E lei ha fatto sempre di tutto per venire riconosciuta come tale:
veste solo in sari, parla solo in hindi, specie in pubblico, mangia
solo cibo indiano ed era vicinissima alla madre del marito, la
potente
Indira, che intelligentemente accettò da subito una nuora "diversa"
ma
scelta dal figlio, che l'adorava.


Insomma, la reazione della signora Sonia Gandhi Maino è davvero
abnorme. Penso sia molto più lesivo per la sua immagine questa
persecuzione, anche se giova al libro di Moro, che ammettere la sua
italianità. Vorrei davvero sapere però perché pensa che in Italia, o
nel resto del mondo, si debba tutti aver paura del suo enorme potere
politico.


E poi, si può davvero cucire la bocca a un libro? Un libro se piace
circola uguale, in un modo o nell'altro, non si ferma. Anzi, la
signora Gandhi gli ha fatto una bella pubblicità!

अश्वमित्रः

unread,
May 17, 2010, 9:10:55 PM5/17/10
to
Da quello di Giovanna Boglietti.

--


http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/05/sonia-gandhi-biografia-...


Sonia Gandhi: biografia non autorizzata


Sonia Gandhi si è trasformata in una donna indiana. Ma che ne è stato
delle sue radici italiane? Alla domanda prova a rispondere Il sari
rosso. La vera storia di Sonia Gandhi, l’ultimo lavoro dello
scrittore
e giornalista spagnolo Javier Moro. Il volume è stato presentato
dall'autore al Salone del Libro di Torino. Con lui, erano presenti la
scrittrice e giornalista Sandra Petrignani e l’esperto di India
Michelguglielmo Torri, docente di storia moderna e contemporanea
all’Università di Torino.


“Moro ha portato a termine il lavoro dopo una lunga ricerca – ha
esordito Torri – L’opera è caratterizzata da precisione, dovizia di
particolari e attendibilità storica”. Il libro si articola lungo gli
anni di crescita di Sonia Maino, nota a tutti come Sonia Gandhi, che
dal suo paese di origine – l’Italia – è arrivata in India per amore.
E
oggi è la terza donna più potente al mondo, secondo la rivista
Forbes.


Il racconto di questa evoluzione passa direttamente attraverso le
parole di Moro. Nata a Lusiana, in provincia di Vicenza, nel 1946,
Sonia Maino si trasferisce con la famiglia a Orbassano, in provincia
di Torino. Il padre Stefano (lo racconta nel libro uno dei testimoni,
l’amico Danilo Quadra) da contadino si trasforma in muratore e piano
piano apre una piccola impresa edile. Ragazza timida e riservata,
Sonia si trasferisce in un college a Cambridge, per imparare
l’inglese. Il 1965 è l’anno della svolta: lì conosce infatti Rajiv
Gandhi, ancora studente ma rampollo della potente famiglia indiana
Nehru-Gandhi, la dinastia iniziata dall’erede spirituale del Mahatma,
Nehru, e proseguita con la figlia di Nehru, Indira Gandhi, primo
ministro indiano.


Indira e Najiv, che succede alla madre, muoiono in due attentati uno
dopo l’altra e Sonia, che come il marito ha sempre odiato la politica
(lui era un pilota), decide di scendere in campo con il Partito del
Congresso (Inc). La sua è una scelta che viene dalla lealtà verso
l’uomo che amava e dal rispetto per la storia della sua famiglia.


Il matrimonio con Rajiv, contratto per vero amore (nel libro lo
assicura l’amico che li fece conoscere, il tedesco Christian von
Stieglitz), non trova l’appoggio del padre di Sonia, ma procede nella
gioia e nella semplicità e si regge sul forte legame tra Sonia e
Indira. Indira, Sonia e la figlia Priyanka: la continuità della
dinastia al potere passa attraverso le donne, tutte sposate, tutte in
sari rosso.


“Sonia piaceva a Indira e piace oggi perché è diventata una donna
indiana: parla hindi, indossa il sari, trasmette spiritualità. Ha
saputo rinunciare al potere senza secondi fini nel 2004, in favore di
un primo ministro indiano, Manmohan Singh. E chi rinuncia al potere è
divino, secondo la mentalità indiana”.


“Il libro di Moro tratteggia un ritratto di Sonia eccellente, anche
troppo celebrativo, come gli ho detto dopo aver letto la prima
stesura, in qualità di consulente storico – interviene Torri – Moro
non ha mai incontrato Sonia Gandhi, se non una volta di sfuggita, ma
Sonia ha parlato con lui quasi via lettera, attraverso i suoi
avvocati. Dice di non apprezzare il contenuto del racconto, eppure è
tutto vero. Un comportamento strano che attribuiamo o alla rimozione
progressiva fatta da Sonia delle sue radici italiane o al timore che
le origini semplici della sua famiglia intacchino l’immagine che in
India si ha di lei. Cosa concepibile prima del 2004, quando il
Partito
del Congresso non aveva ancora vinto le lezioni nazionali; ma non
adesso, che Sonia Gandhi è ancora più potente”.


L’autore Javier Moro dimostra di averla presa con filosofia: “Davvero
strana la reazione di Sonia Gandhi. E pensare che non può aver
scordato l’italiano, mangia pasta nel miglior ristorante di Nuova
Delhi e viene in Italia a visitare i parenti. Se dovessi scrivere un
epilogo alla sua storia lo intitolerei Delusione perché
inaspettatamente mi sono ritrovato a pensare che anche gli animi più
incorruttibili possono cambiare mentalità, solo per effetto del
potere. Una donna che fa politica ma non la ama, che vuole e non
vuole
il potere, che è indiana ma in fondo italiana trasmette uno
squilibrio
di identità. Eppure, la sua India è il Paese delle diversità, è il
Paese dei mille Paesi”.


Gianluca.

unread,
May 19, 2010, 8:46:29 AM5/19/10
to
E poi, si pu� davvero cucire la bocca a un libro? Un libro se piace

circola uguale, in un modo o nell'altro, non si ferma. Anzi, la
signora Gandhi gli ha fatto una bella pubblicit�!

*o forse � l'autore che ha messo in giro certe voci per farsi pubblicit� e a
sonia non gliene pu� fregare un cazzo di cane del libro in questione?!?!?!?


अश्वमित्रः

unread,
May 20, 2010, 8:42:18 PM5/20/10
to
On 19 Mag, 17:46, "Gianluca." <wqte...@retqretn.it> wrote:

> *o forse è l'autore che ha messo in giro certe voci per farsi pubblicità e a
> sonia non gliene può fregare un cazzo di cane del libro in questione?!?!?!?

Vedremo quando l'edizione inglese verrà pubblicata in India.


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