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Luigi Compagnone: Città di mare con abitanti

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Bartolomeo Di Monaco

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Jun 7, 2003, 6:58:42 AM6/7/03
to
Luigi Compagnone: "Città di mare con abitanti". Avagliano Editore, pagg.
198. Euro 8,26


Nei ritratti di una città complessa e variopinta come Napoli si alternano
visioni reali a quelle immaginifiche, se non addirittura surreali, che
costituiscono il nucleo principale della raccolta e valgono forse di più
delle prime, essendo il risultato di un pensiero che deve penetrare e capire
oltre l'apparenza "nel tentativo di appurare se e in quale misura noi
possiamo nutrirci delle sue vene per tradurre la sua ombra". Una specie di
forza centrifuga che si forma e agisce nel momento in cui si osserva la vita
quale appare. Non è un caso che spesso nei racconti è stando affacciati a
una finestra con i "gomiti sul davanzale" e "il viso incorniciato tra le
mani" che si snodano i pensieri sulla realtà. Come pure è il sogno che
spesso fa da filtro per leggere e capire.

Non c'è una Napoli oleografica, lucida di stampa, dunque, ma una città che
vive dentro i suoi abitanti (di lei vediamo solo una anodina Piazza Grande e
il Caffè delle Rose). È questa simbiosi che l'autore vuole sorprendere e
svelare: "Ahi, tutta questa scena è così falsa da essere vera". Con tale
intento nascono "La ripresa" o "Il mostro" o certe frasi de "La strada".
Sono ritratti ed episodi minimi, alcuni dei quali densi di significato e
suggestivi come "La pioggia", "Il fantasma", "La triglia", "La museruola",
"Il panino" (certamente questi tra i migliori, insieme con altri che
seguiranno); intessuti di ironia e di paradossi come "La pistola", "Il
salotto", "L'incendiario", "Le anime morte", "Il defunto" e così via; altri
arricchiti di un nonsenso che apre squarci insondabili come "Le facce", "Il
testamento", "La sparatoria", "L'anestesia", "Il gelato".
Sono i primi esempi che incontriamo, ma il passo resta sempre il medesimo e
i personaggi cambiano nome ma sono diventati ormai il prodotto omogeneo di
un humus abituato a dare gli stessi frutti ripetuti nel tempo.

L'eccessiva frammentarietà, però, delle storie, che sono il risultato
indubbiamente di spunti via via garantiti da un'osservazione attenta, arguta
e raffinata, nel momento in cui, così numerose, sono raccolte in un volume,
rischia di nuocere alla visione d'insieme e anche di confondere, sebbene con
il cantastorie cieco Antonio Calabra si cerchi di dare ad esse una qualche
congiunzione: e alcuni racconti hanno infatti il ritmo di una ballata, di un
canto, come "Serenamente", "La grossa Yvonne", "La vista del male".

Mentre si apprezza quasi sempre, infatti, il singolo racconto, alcuni dei
quali notevoli (da segnalare, fulminante per brevità, ma tra i più belli:
"Antoñito el Granadino", come pure "L'idillio", "Gli sposi", "Il cappotto",
"La visita", "Il principe" e altri già citati, ma su tutti, forse "La
sfera", che vale da sola il libro, e fa rimpiangere che non si sia
pervenuti ad una selezione più accorta), la presenza di certe cadute, come
ad esempio ne "I re", "La sfida", "Le agnizioni", "I miraggi", "Teatrino",
"La carica", induce a pensare ad una confusa miscellanea che stenta a far
riconoscere al lettore un punto di raccordo valido a dare un significato
evidente ed univoco alla raccolta.

Si tratta, comunque, di una originale e raffinata lettura di Napoli,
"ridente cittadina", che qui appare meno invadente, più riservata e
soprattutto surreale, che è la novità più ragguardevole del libro. Se
vogliamo, è la stessa lettura fattane da Giuseppe Marotta, ma con strumenti
narrativi agli antipodi, che si avvalgono, nel caso di Compagnone, di
sensitivi filtri avvezzi a setacciare nei pertugi brulicanti della realtà
più nascosta e inconscia e apparentemente - solo apparentemente -
inverosimile.

http://space.tin.it/clubnet/badimona/Compagnone.htm

Un caro saluto. Bart


--
Bartolomeo Di Monaco su www.ibs.it
www.bartolomeodimonaco.it


Dark

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Jun 7, 2003, 8:23:17 AM6/7/03
to
"Bartolomeo Di Monaco" <bartolomeo...@tin.it> ha scritto nel
messaggio news:CzjEa.91292$g92.2...@news2.tin.it...

> Luigi Compagnone: "Città di mare con abitanti". Avagliano Editore, pagg.
> 198. Euro 8,26

Bart, qual è l'ultimo autore/libro straniero che hai letto?
trattasi di ostracismo voluto o hai una passione per gli italiani?


Bartolomeo Di Monaco

unread,
Jun 7, 2003, 8:47:56 AM6/7/03
to

"Dark" <darknessL...@softhome.net> ha scritto nel messaggio
news:VOkEa.91668$g92.2...@news2.tin.it...

L'autore straniero sarà il prossimo, che comincerò forse domani. Rappresenta
una pausa del programma che mi sono prefissato: gli autori meridionali o di
letteratura meridionale. Leggerò, infatti, dopo l'incognito straniero,
Prisco, Ottieri e forse Pomilio. Poi alcuni narratori suggeritimi da silvio
(i testi li ho scelti io), quali Achille Giovanni Cagna: Alpinisti
ciabattoni e Giovanni Faldella: Un viaggio a Roma senza vedere il Papa.

Sappi che nel frattempo ho assaggiato alcuni autori del Seicento e del
Settecento, di cui vi ho risparmiato. Trattasi di storie che ho considerato
perlopiù frivole e di poco spessore. Ciò che ho cercato di apprendere
riguarda, ancora una volta, la bravura della scrittura. Ricordo che mi ha
colpito Bartoli per il suo nitore e Baretti per il pepe che sa spargere
sulle parole.

A presto, mio pugnace Dark.

Bart


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