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E' corretta questa domanda? (all'interno)

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Lory

unread,
Nov 22, 2014, 11:52:04 AM11/22/14
to
Premetto che sull'argomento so zero.

In rete ho trovato il seguente quesito:

"Come faccio a riconoscere una canzone libera da endecasillabi sciolti?
Che differenza c'è?
Leopardi nei piccoli idilli usa endecasillabi sciolti e nei grandi idilli la canzone libera."

Qualcuno potrebbe per piacere spiegarmi di che cosa si tratta?

E poi, la domanda corretta avrebbe forse dovuto essere "Come faccio a riconoscere una canzone libera da UNA CON endecasillabi sciolti?" o è corretta così?

Non so bene perchè ma 'sta cosa mi ha destato qualche interesse.

Grazie per ogni chiarimento!

Maurizio Pistone

unread,
Nov 22, 2014, 12:39:46 PM11/22/14
to
Lory <inkr...@libero.it> wrote:

> "Come faccio a riconoscere una canzone libera da endecasillabi sciolti?
> Che differenza c'è?
> Leopardi nei piccoli idilli usa endecasillabi sciolti e nei grandi idilli
> la canzone libera."

"endecasillabi sciolti", come dice il nome, vuol dire una serie di
endecasillabi, in numero variabile, che non fanno rima.

Non so se ti è chiaro che cos'è un endecasillabo; se non ti è chiaro,
possiamo parlarne.

Prima di vedere cos'è una "canzone libera" vediamo cos'è una "canzone".

È una forma poetica che ha avuto un grandissimo sviluppo tra la fine del
XIII e la metà del XIV secolo, con una ripresa nel XVI. È una forma
molto rigidamente normata, caratterizzata da una serie di strofe (o
"stanze") con schema metrico variabile, ma sempre legato a regole
prefissate, e ripetuto identico da una strofa all'altra. La canzone può
essere composta solo di endecasillabi, o di endecasillabi e settenari,
più raramente anche di quinari. Anche lo schema delle rime si ripete
identico da una strofa all'altra.

Poiché il massimo autore di canzoni nel XIV secolo è il Petrarca, a
volte si indica questo tipo di componimento come "canzone petrarchesca".

Esempio di canzone di soli endecasillabi: Dante, Donne ch'avete
intelletto d'amore.

Esempio di canzone di endecasillabi e settenari: Petrarca, Chiare,
fresche e dolci acque.

La "canzone libera" nasce già nel XVII secolo, ma è soprattutto legata
alla produzione leopardiana. È formata da una successione libera, cioè
senza schema fissi, né (in genere) rima, di strofe di varia lunghezza,
che comprendono o soli endecasillabi, o endecasillabi e settenari.

In pratica, la "canzone libera" di soli endecasillabi non si distingue
dal componimento in "endecasillabi sciolti". Es. Le ricordanze. Può
esserci una distinzione di tipo contenutistico: l'endecasillabo sciolto
è la forma poetica più vicina alla prosa, quindi viene usato per
componimenti di tipo argomentativo, filosofico ecc. Es. I Sepolcri del
Foscolo. Invece la canzone libera, che sia di endecasillabi o di
endecasillabi e settenari, appartiente al genere lirico, quindi è
un'espressione del sentimento. In questo senso quelle di Leopardi sono
sempre "canzoni" - o come diceva lui: Canti

Invece la "canzone libera" di endecasillabi e settenari ha una forma
peculiare, che non può essere confusa con nessun altro componimento. Es.
A Silvia.

--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it

Lory

unread,
Nov 23, 2014, 2:40:43 AM11/23/14
to
Ho capito poco o niente.
Sicuramente per colpa mia.
Comunque grazie.

Maurizio Pistone

unread,
Nov 23, 2014, 5:39:35 AM11/23/14
to
Lory <inkr...@libero.it> wrote:

> Ho capito poco o niente

se vuoi qualche chiarimento, sono qui
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