Lory <
inkr...@libero.it> wrote:
> "Come faccio a riconoscere una canzone libera da endecasillabi sciolti?
> Che differenza c'è?
> Leopardi nei piccoli idilli usa endecasillabi sciolti e nei grandi idilli
> la canzone libera."
"endecasillabi sciolti", come dice il nome, vuol dire una serie di
endecasillabi, in numero variabile, che non fanno rima.
Non so se ti è chiaro che cos'è un endecasillabo; se non ti è chiaro,
possiamo parlarne.
Prima di vedere cos'è una "canzone libera" vediamo cos'è una "canzone".
È una forma poetica che ha avuto un grandissimo sviluppo tra la fine del
XIII e la metà del XIV secolo, con una ripresa nel XVI. È una forma
molto rigidamente normata, caratterizzata da una serie di strofe (o
"stanze") con schema metrico variabile, ma sempre legato a regole
prefissate, e ripetuto identico da una strofa all'altra. La canzone può
essere composta solo di endecasillabi, o di endecasillabi e settenari,
più raramente anche di quinari. Anche lo schema delle rime si ripete
identico da una strofa all'altra.
Poiché il massimo autore di canzoni nel XIV secolo è il Petrarca, a
volte si indica questo tipo di componimento come "canzone petrarchesca".
Esempio di canzone di soli endecasillabi: Dante, Donne ch'avete
intelletto d'amore.
Esempio di canzone di endecasillabi e settenari: Petrarca, Chiare,
fresche e dolci acque.
La "canzone libera" nasce già nel XVII secolo, ma è soprattutto legata
alla produzione leopardiana. È formata da una successione libera, cioè
senza schema fissi, né (in genere) rima, di strofe di varia lunghezza,
che comprendono o soli endecasillabi, o endecasillabi e settenari.
In pratica, la "canzone libera" di soli endecasillabi non si distingue
dal componimento in "endecasillabi sciolti". Es. Le ricordanze. Può
esserci una distinzione di tipo contenutistico: l'endecasillabo sciolto
è la forma poetica più vicina alla prosa, quindi viene usato per
componimenti di tipo argomentativo, filosofico ecc. Es. I Sepolcri del
Foscolo. Invece la canzone libera, che sia di endecasillabi o di
endecasillabi e settenari, appartiente al genere lirico, quindi è
un'espressione del sentimento. In questo senso quelle di Leopardi sono
sempre "canzoni" - o come diceva lui: Canti
Invece la "canzone libera" di endecasillabi e settenari ha una forma
peculiare, che non può essere confusa con nessun altro componimento. Es.
A Silvia.
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Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
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