"Platero, non so se con sua paura o con la mia, trotta, entra nel ruscello,
calpesta la lune e la fa a pezzi. E' come se un sciame di chiare rose di
cristallo si ingarbugliasse, cercando di trattenerlo, al suo trotto..."
"Una fresca dolcezza lo avvolge tutto (il crepuscolo). E in campagna, che
ormai va verso dicembre, la tenera umiltà dell'asino carico comincia, come
l'anno passato, a sembrare divina..."
Da queste pochissime righe si può già comprendere come quest'opera si
collochi nella fase modernisra di J.R.J., all'interno di quel modernismo
simbolista che si affermò in Spagna dopo l'irruzione sulla scena letteraria
spagnola del poeta nicaraguense Rubén Darío, assieme ad indubbie influenze
del simbolismo francese (soprattutto Verlaine), di Whitman e di Poe, del
preraffaellismo britannico e del decadentismo di D'Annunzio.
In Spagna la rivoluzione romantica giunse in ritardo e con accenti
estetizzanti; il modernismo ne raccoglie la sfiducia nel razionalismo
scientista, ponendo l' accento sul malessere e l'angoscia romantica, il
cosmopolitismo, il recupero dei miti ispanoamericani di fronte ai valori
culturali dell'imperialismo yankee, l'evasione dal mondo reale attraverso il
sogno, la dicotomia fra amore impossibile ed erotismo sfrenato, la ricerca
del piacere, la mitizzazione dell'infanzia come "luogo felice" , l'uso
prodigioso del linguaggio, le innovazioni metriche in poesia.
Per chiarire il simbolismo di Jiménez è sufficiente citare la breve
composizione poetica che apre Piedra y Cielo.
"El poema
¡No le toques ya más
que así es la rosa!"
Il titolo è una chiave ( poema). Non toccarlo più, non cambiarlo, ci dice
J.R., perchè già siamo giunti alla perfezione. E questo poema, perfetto
così, con il massimo di espressività ed il minimo di parole, viene chiamato
"rosa". Si è definito un simbolo.
Per Jiménez si è parlato anche di modernismo intimista, in comune con il
grande poeta Antonio Machado.
Un po' alla volta Jiménez si allontanò dal modernismo per affrontare la
ricerca di una poesia più concettuale e "difficile", per scoprire la purezza
originale delle cose. Alla fine del suo cammino di interiorizzazione, il
poeta si fa poesia,crea se stesso attraverso lo scrivere, è un dio perchè
crea ed un dio in funzione di ciò che ha creato. Tutto questo richiede un
linguaggio nuovo e l'approdo al verso libero, fluido.
L'influenza di J.R.J. fu palese sui poeti della "generazione del 27" (Lorca,
Alberti, Guillén...) che pure lo criticarono per il suo "elitismo estético",
svincolandosi verso gli anni '30 dalla sua tutela e dal suo magistero e
contrapponendo ad una poetica rivolta ad una bellezza assoluta la "poesia
senza purezza" preconizzata da Pablo Neruda.
J.R.J. è presente anche in alcune formulazioni dell'ermetismo italiano ed è
comunque uno dei maggiori poeti del '900. Vinse il Nobel, mentre era in
esilio a Portorico (aveva appoggiato la Repubblica), nel 1956. Due anni
dopo morì.
Saluti a tutti e scusate la lunghezza del post.
Silvia
> Platero y yo è un testo che in Spagna viene proposto ai bambini, ma a me
> sembra solo apparentemente semplice.
solo per aggiungere che il platero e' stato anche messo in musica, da mario
castelnuovo tedesco, para narrador y guitarra. senza grandi rivelazioni, ma
col debito garbo. i chitarristi lo snobbano, figuriamoci gli altri.
> solo per aggiungere che il platero e' stato anche messo in musica, da
mario
> castelnuovo tedesco, para narrador y guitarra. senza grandi rivelazioni,
ma
> col debito garbo. i chitarristi lo snobbano, figuriamoci gli altri.
Io non so neanche chi è mario castelnuovo tedesco, quindi non mi azzarderò a
dire che la sua musica forse è brutta (come tutta la musica garbata che non
ha nulla da esprimere, al contrario del Platanal de Bartolo... muchacha
vamos a gozar en el platanal de nuestro amigo Bartolo...quiero
borrachar...). La musicalità è già una caratteristica del mezzo espressivo
di Jiménez.
La ragione del mio lunghissimo post (forse troppo) è dovuta all'entusiasmo
dal quale spesso mi faccio prendere. Mi sembrava giusto ricordare un autore
che mi pare interessante (indipendentemente dal fatto che abbia vinto il
Nobel, naturalmente, ed in questo modo mi ricollego alla discussione nata
dal post di Federico, visto che anche in quel caso giocavano importanti
fattori di tipo politico), tanto che nella foga di scrivere ho seminato
numerosi errori di battitura, per i quali mi scuso.
In ogni modo, fra poco vi rifilerò un altro gran pacco su Juan Valera...vi
piacciono o no i libri?
Vi beccherete anche quello!!! :-))) (senza pietà)
Silvia
>
i chitarristi sono giustificati: gli autori fatti e strafatti a scuola,
sotto la frusta e l'occhio esaminatore...! tu lo sai, come va.
chitarrista, compositore, didatta.
(come tutta la musica garbata che non
>ha nulla da esprimere, al contrario del Platanal de Bartolo... muchacha
>vamos a gozar en el platanal de nuestro amigo Bartolo...quiero
>borrachar...)
come come come? che è, codesta roba?
>La ragione del mio lunghissimo post (forse troppo) è dovuta all'entusiasmo
>dal quale spesso mi faccio prendere.
bof! bel post, ma Jimenez è un poco obliato: il thread non avrà gran
seguito, forse, ma non per la lunghezza del tuo (yawn!) post.
>In ogni modo, fra poco vi rifilerò un altro gran pacco su Juan Valera...vi
>piacciono o no i libri?
>Vi beccherete anche quello!!! :-)))
avanti, vediamo se ne hai ilcoraggio.
>(senza pietà)
ma smettila!
E' un son - montuno di Electo Rosell cantato da Ibrahim Ferrer.
> bof! bel post, ma Jimenez è un poco obliato: il thread non avrà gran
> seguito,
ni me va ni me viene
forse, ma non per la lunghezza del tuo (yawn!) post.
Lo sapevo che avresti sbadigliato, alla sera vai a letto troppo tardi, come
dice qualcuno.
>
> (omissis)
> avanti, vediamo se ne hai ilcoraggio.
Tutto dipende dal fatto che io riesca a terminare o no Pepita Jiménez (non è
una parente) in lingua originale.
>
> >(senza pietà)
>
> ma smettila!
>
>
> Io non so neanche chi è mario castelnuovo tedesco, quindi non mi azzarderò
> a dire che la sua musica forse è brutta
ne' io osero' pensare che tu forse, sotto sotto, lo pensi.
> come tutta la musica garbata che non ha nulla da esprimere [...]
forse, con o senza garbo, la musica non ha da esprimere altro che se'
medesima. la musica prestata a un testo ne offre una lettura, a volte
neanche troppo plausibile - vedi i lieder di schubert su heine, belli
da piangere, per altro. intesi, castelnuovo tedesco non e' schubert.
> La musicalità è già una caratteristica del mezzo espressivo di Jiménez.
lo credo bene. ma credo anche che il passo dalla musicalita' alla musica
sia lungo, tortuoso, arbitrario e irragionevole. mettiti sotto il naso i
sonetti del petrarca, e se ti riesce di cantare alcunche' di accettabile,
ti vengo a sentire fino a casa.
> La ragione del mio lunghissimo post (forse troppo) è dovuta all'entusiasmo
> dal quale spesso mi faccio prendere.
justify my love? dai, non e' necessario.
> Vi beccherete anche quello!!!
noi ti s'attende a pie' fermo, sai.
hai detto sòrbole! dàcci gli estremi del cd, magari. ('ste cose le avrò
sentite clandestinamente saran quindici anni...)
>> bof! bel post, ma Jimenez è un poco obliato: il thread non avrà gran
>> seguito,
>ni me va ni me viene
cmq:
"...Ahora, que tranquillo
recomenzar la senda con cimiento
firme, hacia todo,
...o, es lo mismo, hacie nada!"
così.
> forse, ma non per la lunghezza del tuo (yawn!) post.
>Lo sapevo che avresti sbadigliato, alla sera vai a letto troppo tardi, come
>dice qualcuno.
(yawn!) sì. forse. (yawn!) dicevi, scusa?
vedi i lieder di schubert su heine, belli
>da piangere, per altro. intesi, castelnuovo tedesco non e' schubert.
aha? (niente, m'era avanzata un po' dell'ironia di prima: l'ho mescolata ad
un'oncia di sarcasmo e ho infornato 'sta pagnottella da mortodifame...)
>lo credo bene. ma credo anche che il passo dalla musicalita' alla musica
>sia lungo, tortuoso, arbitrario e irragionevole.
parliamone. (sě, potevo cominciare io, ma ho un sonno che meglio che vada a
recuperare delle fonti)
mettiti sotto il naso i
>sonetti del petrarca, e se ti riesce di cantare alcunche' di accettabile,
>ti vengo a sentire fino a casa.
registrala, nel caso.
(Cose tristi, i poeti musicati: mai visto niente di piů triste?)
> (Cose tristi, i poeti musicati: mai visto niente di piů triste?)
( mamma mia, no! sono tremendi! perň non parlo di Heinrich Heine, e nemmeno
di Schubert.
Mi viene in mente anche che c'č qualcuno che traduce la Divina Commedia in
arabo o in dialetto romagnolo, non c'entra, ma č un orrore alla pari )
Silvia Seveso <silvia...@libero.it> wrote in message
cC3G5.14785$Nz.3...@news.infostrada.it...
> J.R.J. Vinse il Nobel, mentre era in
> esilio a Portorico (aveva appoggiato la Repubblica), nel 1956. Due anni
> dopo morì.
Allora non è il mio lettore di Spagnolo... omonimo?
Cen
>
>
>
--
========================
ll pleure dans mon coeur
Comme il pleut sur la ville
Quelle est cette langueur
Qui pénètre mon coeur?
[Paul Verlaine]
> Cose tristi, i poeti musicati: mai visto niente di più triste?
o tu e m.me seveso (che ti tiene bordone) siete fuori di senno, o
non avete mai udito un madrigale. sui ceci, tutti e due, e fino al
prossimo giubileo. se movete un muscolo siete fritti, miscredenti.
>Mi viene in mente anche che c'è qualcuno che traduce la Divina Commedia in
>arabo o in dialetto romagnolo, non c'entra, ma è un orrore alla pari )
in effetti.
però, chiaramente, la traduzione in altre lingue la si può anche capire;
quella dialettale, lasciamo sta'.
>
>o tu e m.me seveso (che ti tiene bordone)
ecco, il canto con bordone, lo apprezzo, ehm.
siete fuori di senno, o
>non avete mai udito un madrigale.
ehm. ah gią.
ma non dicevo quello, suvvia!
sui ceci, tutti e due, e fino al
>prossimo giubileo. se movete un muscolo siete fritti,
semmai lessi
> lo credo bene. ma credo anche che il passo dalla musicalita' alla musica
> sia lungo, tortuoso, arbitrario e irragionevole. mettiti sotto il naso i
> sonetti del petrarca, e se ti riesce di cantare alcunche' di accettabile,
> ti vengo a sentire fino a casa.
non ho capito: che vuoi dire, hor ch'el ciel e la terra e 'l vento tace? Che
sia difficile mettere in musica Petrarca?
ciao
Jürgen
>> un madrigale.
> ehm. ah già.
> ma non dicevo quello, suvvia!
il lied no, il madrigale manco. ma allora di che parliamo, quando
parliamo di poeti musicati?
>> siete fritti
> semmai lessi
fritti sottintende fermi e zitti. tu giannino stoppani, io calpurnio
bestia.
> Che sia difficile mettere in musica Petrarca?
non saprei, forse anche si', visto che nella letteratura madrigalesca
trovi piu' spesso il petrarchista del petrarca - ma c'e' anche una
questione cronologica, in questo.
dicevo, dilettantesco, donchisciottesco, che musicare un testo e' cosa
arbitraria e maleducata. tu proietti un corpo su un piano, e ne ottieni
un'ombra. mettere in musica e' il contrario: proietti una dimensione
lineare, il tempo della lettura, nel tempo della musica, che dimensioni
ne possiede parecchie: ne ottieni dei fantasmi. guarda con che sovrano
arbitrio un gesualdo dispone le tensioni melodiche, e le armoniche, e le
polifoniche *intorno* al testo. ogni soluzione possibile contiene per
intero la dimensione lineare della lettura: ma, appunto, dalla
musicalita' del testo alla musica del musicato, ci passa l'uzzolo e
l'ingegno e l'umore del musicante, e la sua capacita' di riempire il
tempo musicale con eventi non affatto impliciti nel testo, e obbedienti
a ragioni non testuali, benche' duttili e `cedevoli' al testo. questo,
soltanto, dicevo a silvia.
> non saprei, forse anche si', visto che nella letteratura madrigalesca
> trovi piu' spesso il petrarchista del petrarca - ma c'e' anche una
> questione cronologica, in questo.
non c'è quasi quasi la tradizione scritta della musica fino al quattrocento,
allora ci mancano le fonti. Ed i petrachismi vivono, non soltanto ai tempi
di Bembo o in Inghilterra nel ottocento.
> dicevo, dilettantesco, donchisciottesco, che musicare un testo e' cosa
> arbitraria e maleducata.
ahah, ma ne hanno guadagnato bene dal musicare i Sannazaro, Tasso, Gurarini,
Marino, ... Anche il famigerato Principe da Venosa aveva preso dei testi di
Tasso, sul primo libro.
> tu proietti un corpo su un piano, e ne ottieni
> un'ombra. mettere in musica e' il contrario: proietti una dimensione
> lineare, il tempo della lettura, nel tempo della musica, che dimensioni
> ne possiede parecchie: ne ottieni dei fantasmi.
o un'animazione del testo. Pensa un po' alla Gerusalemme liberata: Com'è
musicato la scena del combattimento di Tancredi e Clorinda, puoi pure
sentire il cavallo, il combattimento e la fine. Anche se non senti il testo.
> guarda con che sovrano
> arbitrio un gesualdo dispone le tensioni melodiche, e le armoniche, e le
> polifoniche *intorno* al testo.
intorno, ma sicuro: qui è realizzata fino al ultimo la pretesa di
Monteverdi, che il testo deve dominare la musica, non viceversa. Non
troverai altrove un testo come 'Moro, lasso' tradotto così perfetto in
musica, con armonie tanto distanti e un contrapunto da morire. Povera Maria
D'Avolos.
> ogni soluzione possibile contiene per
> intero la dimensione lineare della lettura: ma, appunto, dalla
> musicalita' del testo alla musica del musicato, ci passa l'uzzolo e
> l'ingegno e l'umore del musicante, e la sua capacita' di riempire il
> tempo musicale con eventi non affatto impliciti nel testo, e obbedienti
> a ragioni non testuali, benche' duttili e `cedevoli' al testo.
hai forse visto 'Morte a cinque voci' di Werner Herzog? Bel film sul
principe, ci mancava soltanto il Kinski come Gesualdo. Dunque c'hai la
trasformazione del testo in musica e la trasformazione di musica in un film.
Esperimento riuscito. Si dovrebbe scrivere un libro sul film.
> questo, soltanto, dicevo a silvia.
tanto in poche parole
ciao
Jürgen
Tutti fermi, tutti zitti, se arriva Muscolo siete tutti fritti. Giamburrasca
contro i madrigali.
>> se movete un muscolo siete fritti, miscredenti.
>
>Tutti fermi, tutti zitti, se arriva Muscolo siete tutti fritti.
Ricordavo "che' se vi vede Muscolo"...
E il signor Tyrynnanzy?
Giannino Stoppani, piu' Bildungsroman di cosi' non ce n'e'
--
Isa
Work like you don't need money,
Love like you've never been hurt,
And dance like no one's watching
Touchée. Allora questa è per te, carlo andrea.
Tacciono i boschi e i fiumi,
e 'l mar senza onda giace
ne le spelonche i venti han tregua e pace,
e ne la notte bruna
alto silenzio fa la bianca luna:
e noi tegnamo ascose
le dolcezze amorose:
Amor non parli o spiri,
sien muti i baci e muti i miei sospiri.
>
è probabile, l'ho letto trent'anni fa
>>> un madrigale.
>> ehm. ah gią.
>> ma non dicevo quello, suvvia!
>il lied no, il madrigale manco. ma allora di che parliamo, quando
>parliamo di poeti musicati?
di baglioni che canta trilussa, of course. (no, va be': mi riferivo agli
esempi contemporanei di "accompagnamenti" alle letture.)
>fritti sottintende fermi e zitti. tu giannino stoppani, io calpurnio
>bestia.
perbacco! parole valigia in Giamburrasca? non lo sopettavo.
>dicevo, dilettantesco, donchisciottesco, che musicare un testo e' cosa
>arbitraria e maleducata.
vedi che mi dai ragione?
bosch/ fiumi/mar/onda/spelonche/venti/notte/silenzio/bianca luna/
Come fai a essere cosě banale... o peggio, cosě bananale?
> [...] Anche il famigerato Principe da Venosa aveva preso dei testi di
> Tasso, sul primo libro.
uno che bàzzica spesso il petrarca è invece luca marenzio.
> o un'animazione del testo. Pensa un po' alla Gerusalemme liberata: Com'è
> musicato la scena del combattimento di Tancredi e Clorinda, puoi pure
> sentire il cavallo, il combattimento e la fine. Anche se non senti il testo.
sì, e con una economia di mezzi strumentali ch'è quasi fanciullesca, e come
nasce, è già quasi maniera. cioè: intorno alla musica si prendono misure di
sicurezza, ché non sopraffaccia il testo. nel volgere di quegli anni, galilei
père abbandona la disciplina dell'intavolatura strumentale e adotta lo stile
recitativo. le forme strumentali si avviano a maturità traendo le proprie
linfe dalla trascrizione d'opere vocali. dietro ad ogni sonata, giù fino a
brahms!, c'è come la perifrasi d'un testo assente, non pronunciato. vado
alla rinfusa, non me ne volere, è anche tardi.
> intorno, ma sicuro: qui è realizzata fino al ultimo la pretesa di
> Monteverdi, che il testo deve dominare la musica, non viceversa.
la parola domina il suono per non esserne inghiottita. un suono che non vuole
sottostare al testo lo trovi, mettiamo, nella sinfonia di berio. vedi, però,
che il grande movimento centrale ha ugualmente natura perifrastica - non si
organizza intorno alla parola, ma intorno ad altra musica, ch'è lo scherzo
della seconda di mahler.
> Non troverai altrove un testo come 'Moro, lasso' tradotto così perfetto in
> musica, con armonie tanto distanti e un contrapunto da morire.
sì: `non troverai altrove' compendia tutto gesualdo. e, del monteverdi,
metti a confronto i due lamenti d'arianna - il recitativo e il madrigale.
nel madrigale, come si suol dire, non c'è una nota di più o di meno del
necessario; ma senti quant'è implacabilmente accidentale, quella sostanza.
> Povera Maria D'Avalos.
ecco una martire che ha giovato alla causa.
> hai forse visto 'Morte a cinque voci' di Werner Herzog? [...]
no, e so che si deve. farò un'incursione al goethe institut, che possiede
una videoteca accreditata.
> Giannino Stoppani, piu' Bildungsroman di cosi' non ce n'e'
Silvia Seveso:
> [...] Giamburrasca contro i madrigali.
paolo:
> perbacco! parole valigia in Giamburrasca? non lo sospettavo.
suppongo che voi tre splendidi enfants terribles non aveste il
minimo patèma per le sorti del povero venanzio. oh, io, invece.
> Touchée. Allora questa è per te, carlo andrea.
> [...] sien muti i baci e muti i miei sospiri.
signora, voi mi lusingate - delle accademie, come
delle scapigliature.
> vedi che mi dai ragione?
n'ai-je jamais rien fait d'autre qu'arriver?
>minimo patèma per le sorti del povero venanzio. oh, io, invece.
mah, sai, questi fondisti dalla carriera effimera... (ci sono pure le Ultime
lettere, tanto per stornare in topic.)
>
> bosch/ fiumi/mar/onda/spelonche/venti/notte/silenzio/bianca luna/
>
> Come fai a essere così banale... o peggio, così bananale?
Tutt'al più bananale sarà il Tasso...e fra tutti i vari epiteti che potevano
affibbiargli questo è il più cretino. E' un record olimpico anche questo:
lancio in rete dell'aggettivo più stolido. Spero non mutuato dal Platanal de
Bartolo, nel qual caso, chi è causa del suo mal...
>
>
Intendevo così bananale da citare un passo così ananassale? Probabilmente
sei tutta fragolale.
Tante angurie
Alex Blando
> uno che bàzzica spesso il petrarca è invece luca marenzio.
si, con una produzione ampia. E Cipriano de Rore, specializzato ai sonetti
di Petrarca. E tanti altri, però più tardi preferivano testi 'moderni'.
> nel volgere di quegli anni, galilei
> père abbandona la disciplina dell'intavolatura strumentale e adotta lo
stile
> recitativo. le forme strumentali si avviano a maturità traendo le proprie
> linfe dalla trascrizione d'opere vocali.
Galilei, Peri e gli altri di Firenze volevano arrivare allo stile greco
antico, Omero cantato. Bisognava dello stile recitativo per accellerare, per
portar avanti il testo. Monteverdi ritornava alla musica, usando lo stile
recitavo come mezzo intermedio. E naturalmente 'con tutti gli stromenti' che
aveva a disposizione, basso continuo ed ostinato compreso. Cominciava anche
a distribuire il testo dell'opera al pubblico che ognuno fosse capace di
sequire.
> dietro ad ogni sonata, giù fino a
> brahms!, c'è come la perifrasi d'un testo assente, non pronunciato. vado
> alla rinfusa, non me ne volere, è anche tardi.
...e siamo sempre più OT. Facciamo musica, non libri.
> vedi, però,
> che il grande movimento centrale ha ugualmente natura perifrastica - non
si
> organizza intorno alla parola, ma intorno ad altra musica, ch'è lo scherzo
> della seconda di mahler.
va bene, siamo già arrivati alla vittoria degli istrumenti sopra la voce,
incominciato da Corelli con i concerti grossi.
> sì: `non troverai altrove' compendia tutto gesualdo. e, del monteverdi,
> metti a confronto i due lamenti d'arianna - il recitativo e il madrigale.
C'hai le due forme, la vecchia e la nuova: il madrigale, polifonico, senza
melodia dominante, sempre a capella. E la canzone con b.c., qui nella forma
speciale del lamento, dopo imitato centinaie di volte: i greatest hits del
seicento.
> ecco una martire che ha giovato alla causa.
a Napoli come il sangue di San Gennaro...
ciao
Jürgen
avanti così, grazie
>>minimo patèma per le sorti del povero venanzio.
>mah, sai, questi fondisti dalla carriera effimera... (ci sono pure le Ultime
>lettere, tanto per stornare in topic.)
Ma si vergogni, lei, di qs. ignobili calembour :-)
Ma il fondista non era Gelindo?
Ma Venanzio non era il miniaturista finocchio?
Ma quello delle ultime lettere non era Lorenzo Alderani?
Ma bando ai laevia.
Ci sono due Ortis nei libri. Uno e' Jacopo e non interessa. Il secondo
e' Silvio, faceva l'alpino e fu fucilato nel 1916 con altri tre per
insubordinazione e codardia davanti al nemico dopo un processo
sommario. Aveva vent'anni e il capitano che lo porto' davanti alla
carte marziale fu trovato sparato alla schiena una settimana dopo. Il
prete che li benedisse e li seppelli' dopo quel giorno non fu piu'
lui.
La sua storia e' raccontata in "la morte dell'alpino Sivio Ortis",
uscito da poco, chiedere in libreria. Elegiaco.
B.
levami anche quelli e poi mi sparo.
>
>Ma il fondista non era Gelindo?
quello che ha scritto "gelito lindo" (canto con bordino)?
>Ma Venanzio non era il miniaturista finocchio?
si dice contronatura, tanto per chiarire il nome della cosa.
>Ma bando ai laevia.
allora ciao
>Ci sono due Ortis nei libri. Uno e' Jacopo e non interessa. Il secondo
>e' Silvio,
ah, be'! questo sě che interessa!
faceva l'alpino e fu fucilato nel 1916 con altri tre per
>insubordinazione e codardia davanti al nemico dopo un processo
>sommario. Aveva vent'anni e il capitano che lo porto' davanti alla
>carte marziale fu trovato sparato alla schiena una settimana dopo. Il
>prete che li benedisse e li seppelli' dopo quel giorno non fu piu'
>lui.
orpo! sembra una ballata del primo de andré.
>La sua storia e' raccontata in "la morte dell'alpino Sivio Ortis",
>uscito da poco, chiedere in libreria. Elegiaco.
sě, leggilo e raccontacelo, vai: siam qui buonini coi popcorn e la gazosa.
Vedi? ecco cosa succede a buttare certi sassi ( Jiménez) nello stagno
icl). E tu che dicevi che tutti sarebbero morti di noia...Sono affascinata
da tutto ciò che scrivete! Mi interessa moltissimo e non lo trovo poi così
OT, ma si sa, io sono preda di facili entusiasmi...
Silvia
>
>
Io?!?
>
> Tante angurie...
e tante ingiurie
> Alex Blando
Silvia Seveso
>
>
>Vedi? ecco cosa succede a buttare certi sassi ( Jiménez) nello stagno
> icl). E tu che dicevi che tutti sarebbero morti di noia...
c'č stato un attento processo di riconversione - del quale non ho meriti,
per altro.
Sono affascinata
>da tutto ciň che scrivete! Mi interessa moltissimo e non lo trovo poi cosě
>OT, ma si sa, io sono preda di facili entusiasmi...
vuoi un po' d'acqua gelata?
juekoe:
> si, con una produzione ampia. E Cipriano de Rore, specializzato ai sonetti
> di Petrarca. E tanti altri, però più tardi preferivano testi 'moderni'.
bisognera' forse (ri)ascoltare le musiche di cipriano sopra le stanze del
petrarca in laude della madonna, e ritornare IT, perche' mentre il disco
(hilliard ensemble HMA 1901107, 1982, 1993) ronza, vien bene di leggerci
le dottissime chiose petrarchesche di giovanni pozzi, `alternatim', e cosi'
portarsi sull'orlo del cantabile parlare.
> vien bene di leggerci
> le dottissime chiose petrarchesche di giovanni pozzi, `alternatim', e
cosi'
> portarsi sull'orlo del cantabile parlare.
sono saggi? raccontaci se si trovi qualcosa di cantabile dentro...
ciao
Jürgen
>>Ma si vergogni, lei, di qs. ignobili calembour :-)
>
>levami anche quelli e poi mi sparo.
Basta dirlo, Beretta o Flobert (Gustave -) ?
Da vicino consiglio il Flobert, sporca meno :-)
Ti scriveremo un bellissimo deprofundis: "del Beneforti non si sapeva
un cacchio". Tipo che vende un casino, no?
>>Ci sono due Ortis nei libri. Uno e' Jacopo e non interessa. Il secondo
>>e' Silvio,
>orpo! sembra una ballata del primo de andré.
Non riciclarmi le battute.
>>La sua storia e' raccontata in "la morte dell'alpino Sivio Ortis",
>>uscito da poco, chiedere in libreria. Elegiaco.
>sě, leggilo e raccontacelo, vai: siam qui buonini coi popcorn e la gazosa.
L'ho gia' letto e l'ho appena raccontato.
B.
>>levami anche quelli e poi mi sparo.
>Basta dirlo, Beretta o Flobert (Gustave -) ?
sta' calmo, giovine. non tibi est.
>Da vicino consiglio il Flobert, sporca meno :-)
lo vide carlotta che caldo era ancora/ si terse una stilla dal bell'occhio
azzurro?
>Ti scriveremo un bellissimo deprofundis: "del Beneforti non si sapeva
>un cacchio". Tipo che vende un casino, no?
non ti seguo
>>orpo! sembra una ballata del primo de andré.
>Non riciclarmi le battute.
ah. l'avi fatta tu pure? non ti ho inventariato, pardon
>>sě, leggilo e raccontacelo, vai: siam qui buonini coi popcorn e la gazosa.
>L'ho gia' letto e l'ho appena raccontato.
non pareva. sembrava te l'avesse raccontato l'edicolante della stazione.
>>Basta dirlo, Beretta o Flobert (Gustave -) ?
>
> non tibi est.
Utraque (n. pl), tua jella, mihi sunt. Ta- clack!
>>Da vicino ti consiglio il Flobert, sporca meno :-)
>lo vide carlotta che caldo era ancora
Lo vide Isabella e disse, ovvia, da vivo gli era piu' harino, si
muoveva di piu'.
>>Ti scriveremo un bellissimo deprofundis: "del Beneforti non si sapeva
>>un cacchio". Tipo che vende un casino, no?
>non ti seguo
Parodia in stile "MAD" (rivista satirica USA) di un noto libro di S.
Vinci. Quelle sulla vendita sono congetture.
>>>orpo! sembra una ballata del primo de andré.
>>Non riciclarmi le battute.
>ah. l'avi fatta tu pure?
Sine. Su una poesia di L. Somma. Che infatti (blush) mi piaceva.
Ciao
P.S: Sei un dannato offtoparo. Ma l'Angelini e' peggio, aizza lo
svacco, provoca e si risponde da solo, ecc.
Lo fa perche' vuole dichiaratamente scrivere un libro-saggio tipo:
Lucio Angelini
"reazioni di una comunita' telematica alla somministrazione
multifasica di provocazioni a nick multiplo"
Tutta gente che si butta sul fenomeno sociologico per ritagliarsi il
proprio quadratino di utile, e fia lo scriver corto / che l' antico
opportunismo ne gli italici cuor / non e' ancor morto.
B.
> P.S: Sei un dannato offtoparo. Ma l'Angelini e' peggio, aizza lo
> svacco, provoca e si risponde da solo, ecc.
>
> Lo fa perche' vuole dichiaratamente scrivere un libro-saggio tipo:
>
> Lucio Angelini
> "reazioni di una comunita' telematica alla somministrazione
> multifasica di provocazioni a nick multiplo"
> Tutta gente che si butta sul fenomeno sociologico per ritagliarsi il
> proprio quadratino di utile
Sei simpatica, Serena
(dalla trasmissione televisiva di Guzzanti- Dandini)
>>>Basta dirlo, Beretta o Flobert (Gustave -) ?
>> non tibi est.
>Utraque (n. pl),
ho detto 'est', non 'sunt'
>tua jella, mihi sunt. Ta- clack!
non farlo! ripensaci!
>Lo vide Isabella e disse, ovvia,
(intendeva dire, il pbianchi: "Lo vide Isabella e disse, ovvìa...") (sennò
sembra che lei dica cose ovvie, e ciò NON è MAI vero.)
>da vivo gli era piu' harino, si
>muoveva di piu'.
rosica, rosica, perverso emailatore di fanciulle indifese
>>>Ti scriveremo un bellissimo deprofundis: "del Beneforti non si sapeva
>>>un cacchio". Tipo che vende un casino, no?
>>non ti seguo
>Parodia in stile "MAD" (rivista satirica USA) di un noto libro di S.
>Vinci.
ah. non l'avo pigliata. però se me lo scrivesse proprio lei, la simona, si
potrei stare a beccarmi la parodia.
(le Jong non te la leggi, almeno pijate "In tutti i sensi come l'amore":
sono certo che ti piacerà)
>P.S: Sei un dannato offtoparo.
non rompere.