On 30 Gen, 10:50, Bhisma <
af.bhi...@gmail.com> wrote:
> SE (è solo un'ipotesi la mia beninteso) la pubblicazione di autori di
> intrattenimento molto venduti aumentasse la redditività della collana
> e ne la prosecuzione e la pubblicazione di autori di altro tipo che
> fanno assai meno cassa, ne varrebbe la pena?
Non credo proprio. Ma secondo me un'operazione del genere non avrebbe
senso nemmeno ragionando in termini di mercato. Intanto, che significa
"redditività di una collana"? Perché un editore dovrebbe giudicare la
redditività sulla base di una collana invece che di un'opera, o un
autore? Per esempio, supponiamo che una casa editrice possieda due
collane con 100 libri ciascuna, una delle quali conitene 99 opere che
vendono una copia l'anno e una che ne vende 100.000, mentre l'altra
contiene 100 libri che vendono ciascuno 500 copie l'anno. Facendo una
media, la redditività della prima collana sarebbe circa 1000 copie
l'anno per ogni opera, mentre quella della seconda sarebbe di 500.
Stando così le cose, se l'editore volesse sfoltire il proprio catalogo
rinunciando a una delle due collane, e decidesse solo in base alla
redditività delle collane stesse, dismetterebbe la seconda, eliminando
dal catalogo 100 opere che garantiscono 500 copie l'anno, per
continuare a pubblicarne 99 che invece di copie ne vendono solo una,
solo perché nella collana di queste ultime c'è anche un libro che ne
vende 100.000. Questa sarebbe un'operazione intelligente, dal punto di
vista economico? E se invece l'editore volesse continuare a pubblicare
quei 99 libri utilizzando per coprire le eventuali perdite quanto
ricavato con il best seller, è proprio necessario che quest'ultimo
stia nella stessa collana degli altri? Di più: è utile che stia lì, se
la sua presenza dovesse significare una perdita di prestigio, o
comunque snaturasse l'immagine della collana in questione? Non si
rischierebbe così che magari accada che qualcuna di queste opere, non
avendo più dalla sua neppure il fatto di appartenere ad una collana
prestigiosa, non venda più neppure l'unica copia che vendeva prima?
Tornando ai Meridiani, ogni volta che esce un nuovo volume escono
anche articoli su riviste letterarie o sulle pagine culturali di
quitidiani, critiche, discussioni, recensioni... insomma: se ne parla.
Ma se ne parla proprio perché i Meridiani non sono una una collana
qualsiasi. Ora, continuando di questo passo, rischia invece di perdere
il prestigio che ha e quindi la sua specificità. Di conseguenza
articoli e recensioni diminuiranno o scompariranno del tutto col
risultato che il meridiano di Camilleri e di altri come lui venderanno
comunque molto, come vendono in qualsiasi collana vengano pubblicati,
ma gli altri venderanno ancora meno copie di prima. Insomma, questa
nuova direzione che i Meridiani hanno preso a me sembra un suicidio
anche dal punto di vista economico.