A me, più che "Il giardino dei Finzi Contini", non viene in mente altro...
Michele
ciao Michele
Il giardino e la botanica sono temi importanti di un libro di Ernst
Junger, "Irradiazioni".
Poi non dimenticare "Giardini e strade", (trad. di Federico Federici,
Bompiani, Milano 1942) che non credo sia stato piu' riedito e che sto
cercando.
Massimino.
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Il giardino di Elizabeth di Elizabeth von Arnim, Bollati Boringhieri
bel libro, poi
Un romanzo di garbata delicatezza è " La ragazza in giardino" di Marise
Ferro, Rizzoli.
Nonostante la frase che lo apre..."jardin de mi agonia" di Federico Garcìa
Lorca...è una
storia pensosa, ma non disperata. "Storia di un'educazione", viene definito
dall'autrice,
scrittrice e giornalista, un'adolescenza femminile "naturale", frutto
d'un'educazione gentile, ma libera,
che si scontrerà in seguito col "mondo fuori", oltre il paradiso ( perduto)
d'un ambiente privilegiato
e protetto, che finisce col giardino (splendido) di casa. Bello come
dovrebbe esser la vita, nelle
migliori speranze.
Vengono descritte, ad esempio, nottate , in vestaglia e camicia da notte,
nell'abbraccio confortante di un chiosco di
caprifoglio, in un luglio caldo ed animato di voci di grilli e profumo di
gelsomino.
Dopo le delusioni resta il giardino, consolatore muto, tra il verde delle
magnolie, degli aranci, dei limoni,
degli ulivi, degli eucalipti...
Tanto che, sopraggiunta la coscienza di un'amara verità ( signore & signori,
Madame la Vie ), la decisione
è..."devo lasciare il mio giardino, non devo più contaminarlo".
Segue una partenza per un collegio di Losanna.
Il giardino, visto da occhi tristi, diviene, con la sua bellezza imperitura,
che si rinnova nelle stagioni, come
qualcosa di sovrumano:maestà degli alberi, purità dei gelsomini,grandiosa
bellezza delle rose, colore trionfale dei gerani, di cui l'animo umano
fluttuante e gretto sembra indegno.
I termini che ho usato sono di Marise Ferro.
Il romanzo è obsoleto.
Siamo abituati ormai a letture feroci.
rox
>libri che avessero come argomento dominante appunto "il giardino".
Jerzy Kosinski, Oltre il giardino (*Being There*).
Ciao, Luca
Luca Conti
When we listen to Pagliacci
We get itchy and scratchy.
[Spike Jones]
> Mio suocero, per dovendo tenere delle lezioni sul tema "il giardino
> nella letteratura", mi ha chiesto se potessi fare una ricerca su
> internet > relativa ai libri che avessero come argomento dominante
> appunto "il giardino".
> Ebbene, cari lettori italiani, potete aiutarmi?
Il signor giardiniere
di Frederic Richaud
Ed. Ponte alle Grazie
E' la storia del giardiniere di corte nella Versailles di Luigi XIV
Ciao, Mara
Non č l'argomento dominante, ma nel Gattopardo di Tomasi di Lampedusa c'č
una superba descrizione del giardino del principe che vale la pena di
citare. Ciao. Loreta
Cechov, Il giardino dei ciliegi
Calvino, Belinda e il mostro (ovvero Madame Le Prince de Beaumont,La bella e la
bestia)
Jean Giono, L'uomo che piantava gli alberi
Marco Lodoli, La notte.
Proust, Dalla parte di Swann.
Vamba, Ciondolino
James Barrie, Peter Pan nei giardini di Kensington
Paolella Grassi, Il giardino segreto
Burnett Hodgson Frances, Il giardino segreto
> Non è l'argomento dominante, ma nel Gattopardo di Tomasi di Lampedusa c'è
> una superba descrizione del giardino del principe che vale la pena di
> citare. Ciao. Loreta
a questo punto, leggendo la scena del giardino, mi ricordo, ho imparato la
parola 'putrido' che non conoscevo prima. Del giardino non mi ricordo molto,
soltanto un sentimento di declino piantale, meglio mi ricordo del cane e del
soldato morto sotto l'albero.
ciao
Jürgen
>Mio suocero, per dovendo tenere delle lezioni sul tema "il giardino nella
>letteratura", mi ha chiesto se potessi fare una ricerca su internet relativa
>ai libri che avessero come argomento dominante appunto "il giardino".
>Ebbene, cari lettori italiani, potete aiutarmi?
cao xueqin (ts'ao hsueh-ch'in), 'il sogno della camera rossa'.
romanzo cinese del XVIII secolo.
se googli, cerca sotto 'story of the stone', 'dream of the red
chamber/mansion' 'red chamber dream' 'honglou meng' 'hung-lou meng'
per il titolo, e 'daguanyuan' 'ta kuan yuan' 'prospect garden' per
il giardino.
sono state prodotte quantità esagerate di studi su quel giardino, che
vanno dalle minuziosissime mappature alle letture archetipiche. le
prime le trovi nell'introduzione alla traduzione francese (pléiade)
CAO Xueqin La rêve dans le pavillon rouge (I-II), traduction,
introduction, notes par Li Tche-houa e Jacqueline Alézaïs, Éditions
Gallimard, 1981.
le altre in molti libri, tra cui il classico
PLAKS, Andrew H., Archetype and Allegory in the Dream of the Red
Chamber, Princeton University Press, 1976.
tale giardino esiste poi nella realtà - foto in rete documentano
ampiamente. fu, prima che del nonno dell'autore del romanzo, del
grande poeta eccentrico yuan mei. del giardino reale parla
commoventemente il traduttore inglese della parte apocrifa del
romanzo nell'introduzione al quarto o al quinto volume (penguin)
CAO Xueqin, The Story of the Stone IV, The Debt of Tears, edited by
Gao E, translated by John Minford, Penguin Books, 1982.
CAO Xueqin, The Story of the Stone V, The Dreamer Wakes, edited by Gao
E, translated by John Minford, Penguin Books, 1986.
ciao.
dbn
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have you ever had a dream or two?
[d.bowie]
> cao xueqin (ts'ao hsueh-ch'in), 'il sogno della camera rossa'.
> romanzo cinese del XVIII secolo.
Ma va? :)
Io, ad ogni modo, c'ho provato. Sono stato picchiato da quell'inizio
cosi' arduo, e respinto sulle soglie della settantesima pagina: ma non
dispero. Ritentero'.
Ciao
--
Francesco Giannici -- zena...@libero.it
http://iamr.cjb.net
"You should pay rent in my mind" -- Fugazi
> Jean Giono, L'uomo che piantava gli alberi
Quanto è bello 'sto libretto! Biblico direi.
Mi sono trascritta questa frase: *gli uomini potrebbero essere altrettanto
efficaci di Dio in altri campi oltre la distruzione*. Eh?
E pensare che l'ho ricevuto in dono come bomboniera al matrimonio di
amici... Grandi amici! :-)
Ciao.
--
Giosi
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"Il pittore dipinge su tela. I musicisti dipingono invece i loro quadri sul
silenzio."
(Stokowski)
>Io, ad ogni modo, c'ho provato. Sono stato picchiato da quell'inizio
>cosi' arduo, e respinto sulle soglie della settantesima pagina:
oh. il primo capitolo è mirabolante, ma non risulta dalle traduzioni
italiane, che sono tagliate entrambe. l'einaudi comincia in sostanza
dal terzo capitolo. l'utet fa tagli meno forsennati, ma tagliuzza di
nascosto e non ha nessuna grazia. consiglio davvero il penguin - ma
neanche nel penguin è tradotto il primo capitolo. è riscritto in un
collage di varianti, come erano piaciute all'ottimo hawkes.
consiglio il seguente sito. contiene i ritratti dei personaggi, le
arie delle canzoni, le ricette con fotografie (in cinese e inglese)
- dei piatti di casa jia. [contiene anche l'edizione commentata da zhi
yanzhai, pagina per pagina, il testo completo e molte altre
squisitezze.]
http://cls.admin.yzu.edu.tw/HLM/EMAIN.htm
[per la versione cinese: codifica Big5, traditional chinese (taiwan)]
il primo capitolo rende un po' più l'idea in questa traduzione - che
tuttavia non è completa.
http://etext.lib.virginia.edu/chinese/HLM/CaoDrea.html
[l'inizio del capitolo, con un po' di varianti, è questo. un giorno o
l'altro lo traduco. ma tradurre il primo capitolo della camera rossa è
un po' come fare il giro in gondola sul canal grande.]
This is the opening chapter of the novel.
The author relates that he once passed through a dream-vision, and
afterwards he hid the real affairs therein and composed this book, the
Stone Record.
The author himself said: on the wake of experiencing a series of
illusory dreams, I therefore conceal the real events, and through the
idea of the Jade of Trascendent Essence, create a book, The story of
the stone.
The author claims that he relates that he once passed through a dream
vision, and afterwards he hid the real fact therein and, availing
himself of 'the words of numinous stone', he composed The Story of the
stone. Hence is recourse to names like Zhen Shiyin. Though I have
little learning or literary talent, what does it matter if I tell a
tale with fictive language and vulgar talk. This is why I use the
other name Jia Yucun.
Though dressed in red silks and delicately nurtured thanks to the
imperial favour and my ancestor's virtue, I have nevertheless ignored
the kindly guidance of my elders as well as the good advice of
teachers and friends, with the result that I have wasted half my life
adn not acquired a single skill. But no matter how inforgivable my
crimes, I must not let all the lovely girls I have known pass into
oblivion.
Having made an utter failure of my life, I found myself one day, in
the midst of poverty and wretchedness, thinking about the female
companions of my youth. As I went over them one by one, examining and
comparing them in my mind's eye, it suddenly came over me that those
slips of girls - which is all they were then - were in every way, both
morally and intellectually, superior to the 'grave and mustached
signior' I am now supposed to have become. The realization brought
with it an overpowering sense of shame and remorse, and for a while I
was plunged in the deepest despair. There and then I've resolved to
make a record of all the recollections of those days I could muster -
those golden days when I dressed in silk and ate delicately, when we
still nestled in the protectin shadow of the Ancestors and Heaven
still smiled on us.
I wanted to recount all my sins which have led to my present
desitution and failure; how, with the imperial favour and ancestral
glory smiling upon me in my days of silk gowns and lavish feasts, I
rejected my elders' guidance and my friends' counsil.
At this point I want to relate how, relying on the grace of heaven and
the virtues of my ancestors, at that time of enjoying silks and
brocades, relishing rare threats and delicacies, in defiance of my
father's and brothers' attempt to educate me properly and flouting the
advice and admonitions of teacher and friends, I have brought myself
to this present wretched state bearing the guilt of half a lifetime
wasted and and not a single skill acquired; all these then I will
bring together and record in a volume so that the world may know that,
although my guilt may not be absolved, yet there are all these
remarcable girls in the inner chambers who must not be allowed to pass
into oblivion because of my worthlessness or my desire to gloss over
my shortcomings through silence.
Even today's thatched beams and wicker lattices, tiled stove and
string bed, (at time of) morning breeze and evening moon, doorstep
willows and garden flowers, do not debar me from being inspired by
expansive feelings and the urge to put pen on paper. Although I'm not
learned and lack refinement on my writings, what arm is to use
'fictive language and vulgar words' to spin out and elaborate a story
to delight the reader? Hence the name 'Jia Yucun' .
Whenever the words 'dream' and illusions' are use in this chapter, the
aim is to catch the reader's attention. It is also the central concern
and overarching theme of this book.
Readers, How, you may ask, did this book come to be? Though a
discourse on origins may border on the absurd, careful reflections
will show that there is a deep significance to it all. Let me explain
its origins, so that the readers can be enlightened and undeceived.
The pleasures in the Red Dust can never be enjoyed for ever… in a
twinkling, extreme joy may beget sorrow as people depart and things
change. It is better not to go down as a mortal whose life is at
bottom a dream in which the kaleidoscopic vision will prove empty.
Although pleasurable things exist in the Red Dust, they do no last
forever; besides, the saying: every beauty some imperfections hold,
every good evil befalls' hold true in all cases. Within the swinkling
of an eye, extreme happyness is bound to breed sorrow, while people
and things undergo extreme reversals. In the end it is all a dream,
and all experiences come to nought. It would be better for you not to
go.
Now this block of stone, having undergone the melting and moulding of
a goddess, [became sentient]. Observing that all the other blocks had
been used for celestial repair and that it was the only one to have
been rejected as unworthy, it became filled with shame and resentment
and passed its days in sorrow and lamentation.
Beware the high feast of the fifteenth day,
when all in smoke and fire pass away!
In such commotion does the world's theatre rage:
as each one leaves, another take the stage.
In thrice five nights her perfect O is made,
whose cold light bathes each marble balustrade.
As her bright wheel starts on its starry ways,
on hearth ten thousand heads look up and gaze.
All men call the author fool;
Who can understand his woe?
[continua]
nevvero? quasi una favola. ricorda Biamonti.
sempre a proposito di giardini ci sarebbero poi vari titoli sui giardini
alchemici (l'iconografia tradizionale è il giardino del sapere cui il non
iniziato non ha accesso dato che gli mancano i piedi per camminare), ma ora non
li ho qui e non ricordo i titoli.
> a questo punto, leggendo la scena del giardino, mi ricordo, ho imparato la
parola 'putrido' che non conoscevo prima.
> ciao
> Jürgen
Mi colpì quel sentore di morte, di marcio, 'putrido' appunto, che è dei
luoghi dove la vegetazione ristagna. Ho avuto un'allucinazione olfattiva,
tanto è descritto bene quel giardino.Oltre alla presenza del cadavere del
soldato, direi che la putrefazione vegetale - sia pure nel rigoglio della
fioritura - anticipa quanto si deteriorerà nel mondo del principe. Ciao.
Loreta
> >> Jean Giono, L'uomo che piantava gli alberi
> > Quanto è bello 'sto libretto!
> [...] ricorda Biamonti.
Hai letto il suo "Attesa sul mare"? Che mi dici?
Strucòn. :-)
--
Giosi
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"Credo che si dovrebbero pagare le tasse con un sorriso. Io ci ho provato,
ma loro volevano i soldi."
> "paolo beneforti"
>> Giosi wrote:
>
>>>> Jean Giono, L'uomo che piantava gli alberi
com'é com'é?
anni e anni fa mi toccò "l'ussaro sul tetto"
conservo un ricordo piuttosto sbiadito del libro..
dovrei rispolverare anche il film, con la bella Juliette Binoche, prima dei
pastrugli di cioccolata.
ciao Giosi!
sbaciuz
Monica
> >Jean Giono, L'uomo che piantava gli alberi
> com'é com'é?
Come ha detto Paolo: una favola!
Insomma c'è 'sto uomo che vive solo e ramingo, uniche compagne, le pecore.
Conduce una vita lenta e ignora tutto ciò che avviene nel mondo, però per il
mondo sta compiendo una grande azione... (ohhhhhhh, basta, non ti dico
altro, che vuoi? Leggilo, ci metti pochissimo! :-)))))
> anni e anni fa mi toccò "l'ussaro sul tetto"
A me questo manca!
> ciao Giosi!
> sbaciuz
Ciao Monique!
Baciazzi!
Simo
>> [...] ricorda Biamonti.
>
>Hai letto il suo "Attesa sul mare"? Che mi dici?
che non l'ho letto, ma l'attesa non sarà lunga.
dell'Angelo di Avrigue dico invece ogni bene (nel dettaglio ho già dato)