Leopardi, annotazione zibaldoniana.
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Inviato via http://usenet.libero.it
> "Io sono, si perdoni la metafora, un sepolcro ambulante, che porto dentro
di
> me un uomo morto
Cfr. "Guai a voi, sepolcri imbiancati!"
"Lucangel"
> Cfr. "Guai a voi, sepolcri imbiancati!"
Ma anche:
[Memento, I.U.Tarchetti]
***
Quando bacio il tuo labbro profumato
cara fanciulla, non posso obbliare
che un bianco teschio v'è sotto celato.
Quando a me stringo il tuo corpo vezzoso,
obbliar non poss'io cara fanciulla,
che vi è sotto uno scheletro nascoso.
E nell' orrenda visione assorto,
dovunque o tocchi o baci, o la man posi...
sento sporger le fredde ossa di morto!
***
Ecco, adesso tutto è pronto per avviare una bella
discussione su "sepolcri, teschi e altre ossa letterarie".
Chi comincia?
Ciao
Luca
> Ecco, adesso tutto è pronto per avviare una bella
> discussione su "sepolcri, teschi e altre ossa letterarie".
> Chi comincia?
Io:
"Quindici uomini
quindici uomini
sulla cassa del morto
... e una bottiglia di Rhum!"
> "Luca Tassinari"
> > Ecco, adesso tutto è pronto per avviare una bella
> > discussione su "sepolcri, teschi e altre ossa letterarie".
> > Chi comincia?
>
> Io:
> "Quindici uomini
> quindici uomini
> sulla cassa del morto
> ... e una bottiglia di Rhum!"
La so! la so!
Raccolgo e rilancio con una delle più belle descrizioni di
scheletro della letteratura mondiale: i resti del pirata ucciso
dal capitano Flint e sistemato sotto un enorme pino col
braccio alzato a indicare la via per il nascondiglio del tesoro.
L'idea di accoppare una persona per usarla a mo' di cartello,
peraltro, rende per via puramente narrativa l'estrema crudeltà
del personaggio. Una trovata geniale.
Ciao
Luca
> > > Ecco, adesso tutto è pronto per avviare una bella
> > > discussione su "sepolcri, teschi e altre ossa letterarie".
Scusa, ma tu per 'ossa' intendevi anche Ossian:-)?
Con tutto il rispetto per Leopardi, per cui tanta tristezza era ben motivata
( aver denari e nome, ma portarsi una collina tra le scapole...), son
affermazioni che hanno nutrito valanghe e maree di paturnie adolescenziali !
Amori andati a male, derisioni dei bulletti deficienti, sgridate di
mammepapà
severi han spolverato leopardaggini spesso fuori luogo.
Insomma: ma se oltre ad aver la gobba fosse stato anche un pezzentone, che
avrebbe
scritto? "Io sono, si perdoni il tanfo, una misera fossa comune, che porta
con
tanti altri uomini morti, cuori che se mai furono sensibilissimi nessuno se
ne accorse,
perché non ci fu ermo colle che raccolse i loro pensieri ".
Insomma, la morte interiore è una cosa seria.
Quella ...integrale ( che a quella dell'animo abbina la malattia e la fine
che comporta
se seria e decisiva) l'unica a cui non c'è rimedio.
Non che il Leopardi potesse essere... spianato, ma se fosse stato a lagnarsi
in un campo
con una vanga in mano,non sarebbe stato ammesso a sognare di trine mai
annusate
in nessun bel salotto femminile di nobiltà certa.
rox
> Io:
> "Quindici uomini
> quindici uomini
> sulla cassa del morto
> ... e una bottiglia di Rhum!"
Non era una bottiglia!
rox
Come sei necrofilo.
rox
> "Luca Tassinari"
> > > > Ecco, adesso tutto è pronto per avviare una bella
> > > > discussione su "sepolcri, teschi e altre ossa letterarie".
>
> Scusa, ma tu per 'ossa' intendevi anche Ossian:-)?
No, ma parmi estensione del tutto lecita.
Ciao
Luca
> "Luca Tassinari"
> > L'idea di accoppare una persona per usarla a mo' di cartello,
> > peraltro, rende per via puramente narrativa l'estrema crudeltà
> > del personaggio. Una trovata geniale.
>
> Come sei necrofilo.
Ma no, ma no!
Lo scheletro segnaletico va ben oltre il semplice gusto
del macabro. L'uso funzionale del cadavere supera di
gran lunga il suo essere cadavere, e l'accento della scena
si sposta immediatamente sulla ferocia disumana del
capitano Flint.
Se poi vogliamo uscire dall'argomento "ossa" per spostarci
al più generico "cadavere", L'isola del tesoro non manca
certo di brillanti descrizioni di morti "freschi". Mirabile, a
dir poco, quella del pirata lasciato di guardia all'Hispaniola
da Silver, ucciso in una rissa dal suo compagno di consegne.
(per tacere della scena "splatter" in cui il medesimo Silver
trucida un ammutinato "pentito")
Ciao
Luca
cercasi romanzo sul teschio istoriato di Mozart. esiste. (ma paronzini non č
piů tra noi a dirne tutto il dicibile; pasini, poi, quello č sparito da mo).
>"Io sono, si perdoni la metafora, un sepolcro ambulante,
>che porto dentro di me un uomo morto, un cuore già
>sensibilissimo che più non sente."
A me incuriosisce il "si perdoni la metafora", e provo a
interpretarlo non nel senso della sua trucidezza (si dice
trucidezza?, vabè, chissenefotte), ma proprio dell'uso
della metafora per spiegare una condizione esistenziale.
Leggevo in questi giorni qualcosa di simile in Trevisan
(non ricordo se nei 15000 o nel mondo meraviglioso), in
cui il vicentino affermava di odiare le similitudini e diceva
di smettere subito di leggere un libro se ne trovava una;
e la cosa mi aveva un po' turbato (sì, insomma, sorpreso),
perché a mio avviso sono il sale della creazione artistica.
--
Ufic
> le similitudini a mio avviso sono il sale della creazione artistica.
Che bella metafora, sgarufone.
Lo spirito malsano e volgare del tuo post è in perfetta sintonia con quello
che ineffabili , boni vires recanatesi cantavano al passare del 'gobbo' :
' gobbus esto / fammi un canestro / fammelo cupo / gobbo fottuto'. Ecco,
diciamo che la mia maestra delle elementari aveva fatto una analisi più
approfondita ed intelligente della tua. Pensavo fosse stato Croce l'ultimo
a parlare di 'vita strozzata' e che dopo Binni, Luporini, Contini et alia
nessuno potesse di nuovo ritirare fuori la solfa tristanzuola e scipita del
Leopardi pessimista perchè gobbo. Ma le vie del signore sono infinite,
parrebbe. Comunque il gobbo aveva previsto tale ignobili speculazioni e (ti)
risponde da par suo in una famosa lettera al filologo francese De Sinner :
" tandis que de l'autre coté ce n'a été que par effet de la lacheté des
hommes, qui ont besoin d'etre persuadés du merite de l'existence, que l'on a
voulu considérer mes opinions philosophiques comme le résultat de mes
souffrances particuliéres, et que l'on s'obstine à attribuer à mes
circostances matérielles ce qu'on ne doit qu'à mon entendement. Avant de
mourir, je vais protester contre cette invention de la faiblesse e de la
vulgarité, et prier mes lecteurs de s'attacher à détruire mes observations
et mes raisonnements plutot que d'accuser mes maladies" ( lettera del 24
maggio 1832).
Comunque, cambio tutta la torrenziale vuotaggine dei tuoi scritti per una
riga del ' Diario del primo amore' del gobbo, che tu ovviamente non
conoscerai.
linnio.
E' innegabile che l'asimmetria della figura umana sia un danno estetico
grave.
Che, a sua volta, un errore della naturale armonia della natura si paghi in
stati d'animo che ben conoscono i buoni conoscitori della psiche umana,
ancor prima dei praticanti di chirurgia estetica, che pare guadagnino
benino.
Ancor più innegabile che certe languide malinconie umane nascano dalla
dissonanza
intima tra interiorità ed esteriorità fisica. Che esseri privi di grazia da
esibire siano
portatori di bellezza dell'animo da sfoggiare alla minima occasione.
Sempre che siano *realmente* portatori di tale bellezza interiore.
Nel caso di Leopardi la ricchezza interiore, ben coltivata dalla ricchezza
esteriore,
producono begli effetti collaterali: bella poesia, prosa interessante.
Ecco,
> diciamo che la mia maestra delle elementari aveva fatto una analisi più
> approfondita ed intelligente della tua.
Leggo una certa pochezza in questa frasucola.
Pensavo fosse stato Croce l'ultimo
> a parlare di 'vita strozzata' e che dopo Binni, Luporini, Contini et alia
> nessuno potesse di nuovo ritirare fuori la solfa tristanzuola e scipita
del
> Leopardi pessimista perchè gobbo.
Lo dimostra il suo continuo ed inutile sbavare dietro belle dame volitive
gentili quanto sfuggenti.
Ma le vie del signore sono infinite,
> parrebbe. Comunque il gobbo aveva previsto tale ignobili speculazioni e
(ti)
> risponde da par suo in una famosa lettera al filologo francese De Sinner
:
> " tandis que de l'autre coté ce n'a été que par effet de la lacheté des
> hommes, qui ont besoin d'etre persuadés du merite de l'existence, que l'on
a
> voulu considérer mes opinions philosophiques comme le résultat de mes
> souffrances particuliéres, et que l'on s'obstine à attribuer à mes
> circostances matérielles ce qu'on ne doit qu'à mon entendement. Avant de
> mourir, je vais protester contre cette invention de la faiblesse e de la
> vulgarité, et prier mes lecteurs de s'attacher à détruire mes observations
> et mes raisonnements plutot que d'accuser mes maladies" ( lettera del 24
> maggio 1832).
Ha messo le mani avanti per non cadere, a quanto pare.
Garanzia di verità?
Cadere in ogni caso in avanti, poiché all'indietro avrebbe fatto la fine
della tartaruga.
> Comunque, cambio tutta la torrenziale vuotaggine dei tuoi scritti per una
> riga del ' Diario del primo amore' del gobbo, che tu ovviamente non
> conoscerai.
Non cambio idea neppure d'una virgola.
Nulla toglie a Leopardi quel che penso, non la sua fama e non la gobba.
Che non significa deridere e men che mai sminuire, semplicemente vedere con
chiarezza
che i limiti fisici a volte possono essere spinta propulsiva per la
creatività.
Sempre che si possa e mi ripeto: se il tuo amato Poeta di Recanati fosse
nato contadino,
avrebbe avuto meno fortuna creativa e non avrebbe potuto metter le mani
avanti in francese.
Infine ti dirò: la compagnia di Croce non mi dispiace affatto.
Meglio la sua della tua, se vogliamo.
Il livello è ben diverso.
rox
Diciamo che è un buon uso funzionale dell'apparato scheletrico :-)
Perlomeno come immagine estetica.
Non come in sala biologia, a scuola.
Ricordo ancor lo scheletrino d'una minuscola suora ( si diceva).
Servito a ben poco, legato col fil di ferro nella sua immobile fragilità
racchiusa in bacheca. Meglio l'uso che descrivi tu! :-)
> Se poi vogliamo uscire dall'argomento "ossa" per spostarci
> al più generico "cadavere", L'isola del tesoro non manca
> certo di brillanti descrizioni di morti "freschi".
La narrativa ne abbonda, per non parlar del cinema.
Che vuoi che ti dica, non mi piace.M'annoiano i versamenti ematici.
Quanti cadaveri *veri*, dal vivo, ha visto la gente appassionata in tal
senso?
Non valgono quelli appesi in polleria.
rox
> A me incuriosisce il "si perdoni la metafora",
è vero, è quello che dovrebbe colpire.
forse una reazione a certo manierismo?
snip metafore
> perché a mio avviso sono il sale della creazione artistica.
in questo caso ti consiglio il cannocchiale aristotelico, ossia la macchina
creametafore descritta da Eco nell'isola del giorno prima.
ciao
Roberto
è altresì innegabile che l'acqua del mare sappia di sale, che il sole sia
giallo, mentre l'erba verde. Vogliamo dare avanti per molto con questo
incredibili dictu ?
> Che, a sua volta, un errore della naturale armonia della natura
sì, natura naturans.
si paghi in
> stati d'animo che ben conoscono i buoni conoscitori della psiche umana,
pure qui : agatos agatoi.
> ancor prima dei praticanti di chirurgia estetica, che pare guadagnino
> benino.
> Ancor più innegabile che certe languide malinconie umane nascano dalla
> dissonanza
> intima tra interiorità ed esteriorità fisica.
ah, le poesie di L. sarebbero ' languide malinconie umane' ?
Che esseri privi di grazia da
> esibire siano
> portatori di bellezza dell'animo da sfoggiare alla minima occasione.
> Sempre che siano *realmente* portatori di tale bellezza interiore.
> Nel caso di Leopardi la ricchezza interiore, ben coltivata dalla ricchezza
> esteriore,
> producono begli effetti collaterali: bella poesia, prosa interessante.
cioè : la tua prosa si interroga sui conti dei chirurghi estetici ,anche se
qua e là trasuda una certa invidia, malcelata, verso le sostanze del Conte
che, hèlas, visse sempre miseramente ( ma tu questo non lo sai) e liquida
il suo opus magnum come " effetti collaterali : bella poesia, prosa
interessante" , ma su L. neppure un barlume di analisi seria, l'ombra di
una critica poggiante su solide basi, la reminescenza, sia pur vaga ed
antica di una lettura. Sorge un sospetto : ma quando è stata l'ultima volta
che lo hai letto ?
> Ecco,
> > diciamo che la mia maestra delle elementari aveva fatto una analisi più
> > approfondita ed intelligente della tua.
>
> Leggo una certa pochezza in questa frasucola.
vero. ma è che sono stato contagiato dalla folgorante betise che
contraddistingue la tua prosa.
> Pensavo fosse stato Croce l'ultimo
> > a parlare di 'vita strozzata' e che dopo Binni, Luporini, Contini et
alia
> > nessuno potesse di nuovo ritirare fuori la solfa tristanzuola e scipita
> del
> > Leopardi pessimista perchè gobbo.
>
> Lo dimostra il suo continuo ed inutile sbavare dietro belle dame volitive
> gentili quanto sfuggenti.
ecco, questo mi mancava. Il Ranieri dei "sette anni di sodalizio con G.L",
quello che Arbasino, amichevolmente, apostrofava come 'l'imbecille di
Napoli', è , rispetto al tuo gossip da lavandaia , un accademico dei Lincei.
> Ma le vie del signore sono infinite,
> > parrebbe. Comunque il gobbo aveva previsto tale ignobili speculazioni e
> (ti)
> > risponde da par suo in una famosa lettera al filologo francese De
Sinner
> :
> > " tandis que de l'autre coté ce n'a été que par effet de la lacheté des
> > hommes, qui ont besoin d'etre persuadés du merite de l'existence, que
l'on
> a
> > voulu considérer mes opinions philosophiques comme le résultat de mes
> > souffrances particuliéres, et que l'on s'obstine à attribuer à mes
> > circostances matérielles ce qu'on ne doit qu'à mon entendement. Avant de
> > mourir, je vais protester contre cette invention de la faiblesse e de la
> > vulgarité, et prier mes lecteurs de s'attacher à détruire mes
observations
> > et mes raisonnements plutot que d'accuser mes maladies" ( lettera del 24
> > maggio 1832).
>
> Ha messo le mani avanti per non cadere, a quanto pare.
ecco, quello che dici suona conferma della verità ultratemporale
dell'affermazioni leopardiane. " Distruggi le sue osservazioni ed i suoi
ragionamenti piuttosto che mettere in rilievo le sue malattie". Sì, va
bene, another time...
> Garanzia di verità?
> Cadere in ogni caso in avanti, poiché all'indietro avrebbe fatto la fine
> della tartaruga.
di nuovo ? Poareta.
> > Comunque, cambio tutta la torrenziale vuotaggine dei tuoi scritti per
una
> > riga del ' Diario del primo amore' del gobbo, che tu ovviamente non
> > conoscerai.
>
> Infine ti dirò: la compagnia di Croce non mi dispiace affatto.
> Meglio la sua della tua, se vogliamo.
> Il livello è ben diverso.
'Ognuno riconosce i suoi' ( montale). Comunque, per me, la festa, appena
cominciata. è già finita. come in quella canzone.
linnio
>
>
>
>
Se la cosa ti rende felice e ti dà incommensurabili certezze, non ti
ostacolo.
> sì, natura naturans.
> pure qui : agatos agatoi.
Stai rimembrando i tempi tuoi passati di incrostazioni scolastiche?
> ah, le poesie di L. sarebbero ' languide malinconie umane' ?
Non molto di più.
A partire dall'intuizione del "sabato del villaggio" attraverso la quale non
passa
indenne un solo studentello alla maturità.
Sorge un sospetto : ma quando è stata l'ultima volta
> che lo hai letto ?
Tempo fa. Sinceramente non mi attrae leggere delle miserie di chi si formò
su
pregiata biblioteca del padre detestato , ma foraggiante.
Malcelata? Neanche per sogno! Evidente, perlomeno per i tomi del Settecento,
quanto alla gobba, non invidio tal patrimonio ispiratore.
> vero. ma è che sono stato contagiato dalla folgorante betise che
> contraddistingue la tua prosa.
Troppo onore. Direi che la banalità è tutta tua...
> ecco, questo mi mancava. Il Ranieri dei "sette anni di sodalizio con G.L",
> quello che Arbasino, amichevolmente, apostrofava come 'l'imbecille di
> Napoli', è , rispetto al tuo gossip da lavandaia , un accademico dei
Lincei.
Imbecilli partenopei o partedaltraparte non è il caso di scomodare.
Tra un'operetta morale e l'altra l'ometto ci provava, o almeno spiava le
belle forme della figlia del cocchiere, "grama " Teresa che se ne muore,
divenendo una musa angelicata.
Le Ricordanze invece mi ricordano Guccini e la sua opera più buffa.
> ecco, quello che dici suona conferma della verità ultratemporale
> dell'affermazioni leopardiane. " Distruggi le sue osservazioni ed i suoi
> ragionamenti piuttosto che mettere in rilievo le sue malattie". Sì, va
> bene, another time...
Nessuno toglie i meriti al tuo maculato vate, ma un pizzico di causa
ed effetto per la sua lagna, passamela.
> > Garanzia di verità?
> > Cadere in ogni caso in avanti, poiché all'indietro avrebbe fatto la fine
> > della tartaruga.
>
> di nuovo ? Poareta.
Poareto, lui. Prova a voltare una tartaruga e andartene.
O un Leopardi. Zampettano e non si girano più.
Naturalmente l'amore per gli animali offre una mano alla tartaruga.
Al Leopardi, ci devo pensare.Devo perdonargli il dialogo di Federico Ruysch
e le sue mummie ?
Lo giro o lo lascio sgambettare ?
> 'Ognuno riconosce i suoi' ( montale). Comunque, per me, la festa, appena
> cominciata. è già finita. come in quella canzone.
Meno vivace di Giacomo che almeno un trenta soldi di speranza in almanacchi
li spendeva.
Hai trollato.
rox
> Nessuno toglie i meriti al tuo maculato vate, ma un pizzico di causa
> ed effetto per la sua lagna, passamela.
Ma che ce ne facciamo del causa-effetto? Mi rendo conto che la mia è una
riflessione logora marcia ma: in che modo ci serve seguire presunte catene
di consequenzialità biografica? Non esiste il libero arbitrio, va bene, c'è
una causa per tutto eccetera, se Tizio fosse nato di là anziché qui sarebbe
cosà e non così: embè? Per questo cambia la forza artistica dell'opera?
Mi sembra un enorme e un po' bieco impoverimento fondere baldanzosamente
l'attenzione all'opera e alla biografia, mi sembra venga da una qualche
esigenza di disinnesco e di autoprotezione, mi sembra un atteggiamento
demiurgico e profondamente arbitrario come di quegli insegnanti che per
eccesso di relativismo minimizzano gli alunni dotati e esaltano i piccoli
passi di quelli mediocri perché (sanciscono nel loro improvvisato giudizio
universale d'aula) i mediocri si meritano più lodi e i bravi invece son già
fortunati di loro.
Poi, appassionarsi alla biografia - almeno per un semplice fruitore di testi
come me - per me è su un altro piano, separato, ci vorrebbe prima una
cipolla (o non so cos'altro) come fanno gli assaggiatori di vini per
azzerare i sapori.
Vabbè, scusate il cumulo di ovvietà.
M
> Con tutto il rispetto per Leopardi, per cui tanta tristezza era ben
> motivata
> ( aver denari e nome, ma portarsi una collina tra le scapole...), son
> affermazioni che hanno nutrito valanghe e maree di paturnie
> adolescenziali !
Non mi sembra che in tutto questo ci sia nulla di male.
> Amori andati a male, derisioni dei bulletti deficienti, sgridate di
> mammepapà
> severi han spolverato leopardaggini spesso fuori luogo.
Un amore andato a male è una bazzecola? Complimenti per il cuoricino
foderato d'acciaio :)
> Insomma: ma se oltre ad aver la gobba fosse stato anche un pezzentone,
> che avrebbe
> scritto? "Io sono, si perdoni il tanfo, una misera fossa comune, che
> porta con
> tanti altri uomini morti, cuori che se mai furono sensibilissimi
> nessuno se ne accorse,
> perché non ci fu ermo colle che raccolse i loro pensieri ".
Il fatto che non fosse un pezzente non mi sembra tolga un grammo
all'universalità dei suoi versi.
> Insomma, la morte interiore è una cosa seria.
Ma non è che Leo(pardi) la metta in burletta.
> Non che il Leopardi potesse essere... spianato, ma se fosse stato a
> lagnarsi in un campo
> con una vanga in mano,non sarebbe stato ammesso a sognare di trine mai
> annusate
> in nessun bel salotto femminile di nobiltà certa.
Ha sognato lui le trine anche per noi che stiamo con la vanga in mano e
alla sera abbiamo la scelta tra quello o la replica di "Un medico in
famiglia".
--
Hanno
>Pensavo fosse stato Croce l'ultimo a parlare di 'vita strozzata' e che
>dopo Binni, Luporini, Contini et alia nessuno potesse di nuovo ritirare
>fuori la solfa tristanzuola e scipita del Leopardi pessimista perché gobbo.
una sul gobbo però devo dirla:
sì. sì. tenetevi la vostra luna!
il gobbo l'ha talmente sputtanata
che non vederla più è una fortuna.
che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai?
tu senti che domanda scriteriata...
povera luna, che ha da fare mai?
tutti gli adolescenti segaioli,
con l'acne che gli dà le depressioni,
adorano leopardi, lune e duoli,
adorano se stessi, pelandroni...
io preferisco pascoli e manzoni.
(p. valduga - corsia degli incurabili)
dbn.io.preferisco.pascoli.e.manzoni
--
so i do what i do
when i'm through then i'm through
and i'm through. toodle-oo!
>Ma anche:
>[Memento, I.U.Tarchetti]
niente come tarchetti.
rinuncio a dispensarvi nuove perle dall'antologia
dal simbolismo al déco, benché sia un notevole
repertorio di variazioni le piů mirabolanti su eros
e thanatos.
partecipo con una valduga, donna di dolori.
migrazioni di vermi... verso est...
migrano in linea retta... nihil est
in intellectu... quod prius! non pria...
il mio latino che se ne va via
insieme con la testa... verso est...
ma se finis et bonum idem est
questa volta sarŕ la volta buona.
se il sangue coi suoi vermi mi imprigiona
viva o morta puň fare differenza?
e se il principio dell'equivalenza
non risparmia neppure le chimere,
i vermi verso est vanno a vedere
come scherza la sorte... come paga...
magari avendone dieci per piaga,
moltiplicando per le piaghe ferme,
mia non raggiunta speme, caro verme,
tutta la massa d'amore arginato,
per sangue e vermi a sorte disperato,
prima di... di sparire, no... spirare
all'ospedale... verrebbe a creare
un vuoto di volume equivalente,
ne sposterebbe la corrispondente
massa di... di... direi quasi... di rogna.
cosě che una visione mi bisogna
all'istante, nella mia galleria,
di te, č chiaro?, comunque tu sia
seduto in piedi sdraiato o impagliato
nel luogo detto cranio... e quel che č stato
č stato... sbrigati! č meno tre, due...
uno!... per queste ossa, per le tue...
non per le mie... ossa rotte... sě... per chi?
č cosě, cosě sia, sarŕ cosě!
cosa sarŕ cosě? come cosě?
sei ancora lě? mi stai ascoltando? sě?
e cosě... certe scariche di botte...
il vento... giorno e notte... le ossa rotte...
oh, farŕ notte un giorno... sulle ossa!
da ovest verso est... dentro la fossa...
sě... guarirň da te... cura omeopatica...
di vermi verso est... ho un po' di pratica
di vermi e piaghe... il vento vi disperda!
il vento... ascoltalo! il vento una merda.
prendi la spugna, lavami le piaghe...
stelle della memoria, voi presaghe
della mia... alt! cani ululanti, cani
e corpi, corpi e corpi, cani... mani
e morsi... mortui non mordent... ma i vermi...
verso est... clic clac clic clac... vuoi vedermi...
sě... senza denti... bianca come gesso...
per ogni osso dell'anima un cesso...
col tuo permesso... le ossa vicine...
dei vicini... vero rifugio infine...
č la mia fine... sě... clic clac clic clac...
la vecchia con le forbici... clic clac...
con la carriola d'ossa... con la massa
dell'amore... clic clac... dentro la cassa...
cassa in arrivo... per chi?... dei miei cari...
di questo passo se tu non appari...
io cosě buona... sě... io cosě buona...
i. no, non posso. i. brutta cialtrona!
i piccioni... lassů... sulle mie ossa...
clic clac in questo strafondo di fossa...
oh, prendimi la mano!... nella cassa...
dell'amore... per chi?... questa carcassa...
bianca come ossa... nella fossa... resto
di ossa... non un foruncolo... presto
piů cancri che foruncoli lassů...
di piů... clic clac... ogni notte... di piů...
e tanto caro sangue... cara massa...
che dorme... i vermi a torme... nella cassa...
dentro le ossa... nel sangue... che passa...
quindi ciao ciao sugli ossi... tutto passa...
la vita passa... il sangue passa... passa...
dbn
> niente come tarchetti.
Morto anche giovane, tra l'altro.
Una di quelle persone da cui te l'aspetti: lo guardi,lo leggi
e ti dici: questo dura minga.
Infatti, fatto fuori dal tifo.
> partecipo con una valduga, donna di dolori.
Marò, un'altra che mi fa l'effetto Tamaro.
Datemi un cornetto di corallo!
rox
Ne facciamo, ne facciamo.
E' abbastanza comune che una buona intelligenza, limitata da condizionamenti
fisici,
in presenza di un contesto sociale più che buono, "rende". E' caso comune.
Non vuole sminuire la "portata" dell'autore. Non vuole cancellare Leopardi
dall'antologia, d'altra parte molta filosofia giunge alle stesse conclusioni
del
Nostro, esistenzialismo per tutte, ma preceduto da pensiero ben più antico
e diversamente strutturato.
Mi rendo conto che la mia è una
> riflessione logora marcia ma: in che modo ci serve seguire presunte catene
> di consequenzialità biografica?
Inquadra il soggetto, trova ed identifica punti di riferimento biografici.
Ognuno è la storia della sua vita.
Non sono credente, per cui credo sommamente nel rapporto causa ed effetto.
Azione combinatoria di componenti che chiamiamo "destino".
Non esiste il libero arbitrio, va bene, c'è
> una causa per tutto eccetera, se Tizio fosse nato di là anziché qui
sarebbe
> cosà e non così: embè? Per questo cambia la forza artistica dell'opera?
No, ma la contraddistingue,la biografia è chiave d'interpretazione
fondamentale.
Non si risolve tutto in termini stilistici: quello *non* è il modo di
studiare letteratura.
> Mi sembra un enorme e un po' bieco impoverimento fondere baldanzosamente
> l'attenzione all'opera e alla biografia, mi sembra venga da una qualche
> esigenza di disinnesco e di autoprotezione, mi sembra un atteggiamento
> demiurgico e profondamente arbitrario come di quegli insegnanti che per
> eccesso di relativismo minimizzano gli alunni dotati e esaltano i piccoli
> passi di quelli mediocri perché (sanciscono nel loro improvvisato giudizio
> universale d'aula) i mediocri si meritano più lodi e i bravi invece son
già
> fortunati di loro.
Sei fuori strada.
L'insegnante adotta tale "relativismo" per motivazioni che vanno oltre la
valutazione
fine a se stessa.Bisogna distinguere una valenza educativo/formativa dalla
funzione
informativa. La scuola che informa valuta freddamente, la scuola che forma
considera
la *persona* nella sua globalità, per cui *deve* individualizzare l'apporto
ed il rapporto.
E niente di tutto ciò è improvvisato.
Nulla di ciò che accade a livello scolastico è improvvisato, mai.
La fusione tra la valutazione della parte informativa e quella informativa è
compito
difficilissimo, elemento fondante dell'attività docente quanto la
preparazione in termini
pratici.Escludendo soltanto l'Università.
Minimizzare i più dotati è sciocco ed avviene semmai oltre l'ambiente
scolastico, perché
i migliori sono spesso i più invidiati dall'imperante mediocrità.
Se poi *non* hanno la gobba, ma oltre ad essere intelligenti sono belli, su
di loro franerà
la cattiveria di questo piccolo mondo bieco, che non ha confini.
Più qualità aggiungiamo, più sarà feroce la maldicenza e l'invidia arriverà
a livelli capitali.
La scuola non deve e non può confondersi con lo stupidario che permea la
società dei
meschini. In nessun senso, in nessuna direzione.
> Poi, appassionarsi alla biografia - almeno per un semplice fruitore di
testi
> come me - per me è su un altro piano, separato, ci vorrebbe prima una
> cipolla (o non so cos'altro) come fanno gli assaggiatori di vini per
> azzerare i sapori.
Per me è esattamente il contrario.
La biografia mi rende l'autore vivo e brillante e ti dirò, anche guardare le
sue fotografie.
Parlano quanto i suoi testi.
rox
Parole sante.
Tutti ai primi dolori ci rifugiamo in quei testi che del dolore fanno
perle per collane di bellezza, perché tutti abbiamo le nostre...gobbe.
Passeggere, anche.Per fortuna.
Ognuno deve passare attraverso l'accettazione di se stesso e delle
vicende meno piacevoli della propria vita.
> adorano se stessi, pelandroni...
> io preferisco pascoli e manzoni.
>
> (p. valduga - corsia degli incurabili)
Io non credo che la Valduga sia totalmente sincera :-)
Anche se c'è dell'autocompiacimento nel piangersi addosso, in
effetti...
> dbn.io.preferisco.pascoli.e.manzoni
Io non saprei.
A volte Manzoni mi è odioso.Come marito doveva essere un mostro,
ad esempio.
Senza nulla togliere alla sua grandezza, come nulla tolgo a Leopardi
e m'inchino al suo genio.
rox
> Non mi sembra che in tutto questo ci sia nulla di male.
Ho ammesso anche una funzione terapeutica del Leopardi sulla paturnia,
che vuoi di piů?
> Un amore andato a male č una bazzecola? Complimenti per il cuoricino
> foderato d'acciaio :)
A volte, sě.
Col senno di poi.
C'č di peggio.
Sempre riferendosi a storie tra ragazzi.
> Il fatto che non fosse un pezzente non mi sembra tolga un grammo
> all'universalitŕ dei suoi versi.
Non toglie, semmai aggiunge.
Sempre allegri bisogna stare, se non si ha il sedere al caldo, che
il nostro piangere fa male al Re.
> Ha sognato lui le trine anche per noi che stiamo con la vanga in mano e
> alla sera abbiamo la scelta tra quello o la replica di "Un medico in
> famiglia".
Sei piazzato male, allora.
Lui sognava le trine, tu dovresti...consumare con portatrici sane di trine
e merletti e quant'altro ( fosse anche la piů sportiva microfibra).
Le alternative al mediconzolo sono molte, non credi?
rox
PS io apprezzo Leopardi.
Semplicemente evidenzio della sua natura elementi costitutivi del suo
pensiero.
> La biografia mi rende l'autore vivo e brillante e ti dirò, anche guardare
le
> sue fotografie.
> Parlano quanto i suoi testi.
Pensa a un povero artista genio che sperava d'immortalarsi colla propria
opera: come può sentirsi ora al tuo frugare tra le sue temporali quisquilie
che credeva finalmente sepolte?
ciaoM
>Marň, un'altra che mi fa l'effetto Tamaro.
>Datemi un cornetto di corallo!
dici davvero?
ma la donna di dolori o la valduga tutta intera?
perché - diciamolo - la lamentazione e l'invettiva
non sono proprio il suo, anzi: sono decisamente le
cose peggiori. da fanatica le ho citate lo stesso,
ma č colpa mia, non sua. lei eccelle nella lirica
erotica. e lě č bravissima, č la piů brava di tutti.
no, dico: hai presente medicamenta o le quartine?
>Parole sante.
>Tutti ai primi dolori ci rifugiamo in quei testi che del dolore fanno
>perle per collane di bellezza, perché tutti abbiamo le nostre... gobbe.
>Passeggere, anche. Per fortuna.
>Ognuno deve passare attraverso l'accettazione di se stesso e delle
>vicende meno piacevoli della propria vita.
ma.
secondo me leopardi ha una prosa splendida, elegantissima. la più
bella dopo quella di guicciardini. e il massimo pregio della sua
poesia anche è l'eleganza. mi capita di avere molta voglia di
rileggere i canti, come di ascoltare un disco. ne ho una quantità
di edizioni, perché mi è capitato almeno due volte di averne voglia
e non averli lì, e andavo a comprarmeli.
detto questo, è un frignone piuttosto insopportabile, e non ci
cercherei grandi verità esistenziali - ma parlo per me.
confesso che per qualche porco pregiudizio, aggravato dall'esperienza,
tendo a diffidare di chi dichiara leopardi il proprio poeta preferito
- naturalmente esclusi i presenti (e poi, è inteso, mi piace essere
smentita).
dbn
> Sono tra coloro che considerano la letteratura un mondo autonomo e
> separato dalla realtà che viviamo.
Io, no.
Ho trovato tuttavia interessantissimo e godibilissimo come lettura il
tuo intervento.Bello.
Punto di vista che fa dell'autore
> di un'opera un enzima, un catalizzatore (durante) o un lettore (dopo).
E' una sintesi che mi piace, ma che potrebbe essere considerata anche nel
quadro in antitesi.Ovvero: vita ed autore sono indissolubili, l'opera
esprime
la rara sintesi e ne fa il lettore. Ogni autore in fondo si costruisce "i
suoi".
L'insieme dei lettori di un autore è esattamente quello che egli vuole.
> Il problema del prima non si pone (poiché l'opera, semplicemente, non
> esiste, e quindi neanche il suo autore. E'
> IlViaggioAlTermineDellaNotte ad aver creato Celine, e non il
> contrario. Facci caso: il tempo scorre sempre nella stessa direzione.
> E' utile saperlo, quando si cercano relazioni di causa-effetto).
Osservazione profonda.
Vero.Il Viaggio è profondamente autobiografico.
Céline ci offre sul piatto la sua minuziosa impeccabile splendida
impareggiabile
impietosa analisi delle varianti umane senza distinzione di latitudine.
E' l'autore ad aver creato il Viaggio, ma è esattamente quel *viaggio*, quel
percorso
ad aver creato Céline.Quello che mi commuove nelle foto che Alfio ha
inserito nel
suo sito : la posa da *quasi* vincente della gioventù,la familiare
semplicità col suo
cagnone che invade lo spazio fotografico,l'uomo solo seduto sul letto
consapevole
dell'assoluta malinconia che lo pervade.Ma sai che mi piace in lui, che
sento anche
dentro di me?: che il pessimismo è talmente radicato, che non riesce ad
essere triste.
La convinzione va oltre le languide spire dell'autocompiacimento romantico,
a cui
si può cedere, per minuti ...ore ( quel che basta per scrivere ), persino
anni ( tanti
qb per "uscire" dalla giovinezza).Ci sono passi del "viaggio" in cui si
sorride, in modo
amarissimo, com'è spesso *giusto* nella vita, ma lo si fa.
L'autore crea l'opera e questa, che è vita metabolizzata ha creato
quell'autore ed
insieme sono un frammento di realtà immortalata tra le pagine.
Patrimonio.
Eternità concepita nei limiti umani del concetto stesso.
Un'eternità umana, molto umana, senza trascendenza, più tenera, triste,
vera.
> 1)autori la cui opera è anche documento e non (non solo) creazione
> letteraria, per cui non si può ignorarne l'aspetto autobiografico
> (Primo Levi per tutti)
Io non credo esistano autori di cui si può ignorare l'aspetto biografico.
> 2)autori amati al punto da "volerne sapere di più" (come se oltre alle
> opere ci fosse un "di più"), dei quali si è fan(atici). Questa
> perversione fa della loro biografia un feticcio, così come i libri
> (che si vogliono possedere e non prendere a prestito), interviste,
> foto ecc... (praticamente delle rockstar. Rockstar catalitiche)
Anche :-)
> "Ebbe devoti che piamente gustarono le successive fasi della sua
> decadenza fisica, e che furono certamente bene impressionati dalla sua
> morte precoce;in breve, egli aveva alcune di quelle qualità
> sommariamente affascinanti che sanno potenziare l'altrui inclinazione
> alla demenza."
> Manganelli a proposito di Lovecraft, da LaLetteraturaComeMenzogna,
> Adelphi pagina 82
> (citazione a mo' di capriola che mi permette di tornare al tema del
> thread)
Anche nella decadenza fisica ci sono aspetti che trasmettono un fascino
preciso, persino la morte fa feticcio.Ci sono divi che devono la loro fama
ad una morte precoce, che li ha lasciati icone incompiute.
E poi Manganelli è sempre Manganelli!!!:-)
rox
> ma la donna di dolori o la valduga tutta intera?
La donna di dolori:-)
> no, dico: hai presente medicamenta o le quartine?
Ho presente lei, fisicamente.
Stata presente alla nostra Biennale e viene volentieri in altre occasioni.
Mi è simpatica.
rox
E se a me *piacessero* le sue temporali quisquilie ? :-)
Se queste me lo rendessero piů vicino?
Se Leopardi tartarugoso mi fosse simpatico *anche* per questo,
per quell'affannarsi del genio nella miseria di un corpo?
Un astuccio che lo fece soffrire e nel contempo lo rese grande.
Secondo te *tutti* gli autori vogliono diventare monumenti a se stessi ?
Non ho un'immagine algida della scrittura.
E provo il fascino e della perfezione e dei difetti.
In modo diverso.
rox
> secondo me leopardi
ecc. ecc.
Sottoscrivo assolutamente tutto, persino quel che non si vede,
come i gesti d'insofferenza a questa giungla d'asfalto di giugno:-)
Grande studioso, abile scrittor poeta.
Mediocre , ma credibile filosofo.
rox
>E provo il fascino e della perfezione e dei difetti.
>In modo diverso.
Ma vai a cagare!
gss
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
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> Ma vai a cagare!
Quando ti leggo.
rox
> > Ma vai a cagare!
> Quando ti leggo.
E' un piacere contraccambiare. E' da quando ti si legge su icl che si
caga alla grande.
>La donna di dolori:-)
ah, be', sě. d'accordo.
>Ho presente lei, fisicamente.
uh. fisicamente, forse meglio di no.
>Stata presente alla nostra Biennale e viene volentieri in altre occasioni.
privilegiati. io l'ho aspettata dove diceva che sarebbe stata,
qualche volta, e non venne mai. poi mi sono stufata di inseguirla.
>Mi č simpatica.
pur tenendola in sommo pregio e forse anzi sproporzionato,
m'č sempre sembrata decisamente e deliberatamente antipatica.
> Per me è esattamente il contrario.
> La biografia mi rende l'autore vivo e brillante e ti dirò, anche guardare
le
> sue fotografie.
> Parlano quanto i suoi testi.
>
> rox
Ecco : allora, se davvero esiste questa liason fra testi e foto, ti immagino
come un riuscitissimo mix fra Moira Orfei e Kathy Bates.
O luna amata
da chi non dorme,
bianca medaglia degli Endimioni,
> che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai?
> tu senti che domanda scriteriata...
> povera luna, che ha da fare mai?
o astro fossile
che tutto esilia,
gelosa tomba
di Salammbò,
Imabarcadero
dei gran Misteri,
madonna e miss
Diana ed Artemide
> tutti gli adolescenti segaioli,
> con l'acne che gli dà le depressioni,
> adorano leopardi, lune e duoli,
Santa vedetta
di nostre orge,
o iettatura
dei baccarà,
dama stanchissima
delle terrazze
filtro che attizza
le lucciolette,
> adorano se stessi, pelandroni...
> io preferisco pascoli e manzoni.
rosone e duomo
dei salmi estremi,
occhio di gatto
d'ogni riscatto,
sii l'ambulanza
d'ogni credenza
ed il piumino
del Gran perdono.
> (p. valduga - corsia degli incurabili)
( p.laforgue - poesie - bur)
Così Nostra Signora dei Distici m'ha retrocesso ad un adolescente segaiolo,
con tanto di acne. Che lei ( e te ) preferiate il figlio di uno dei fratelli
Verri e l'incestuoso Zuani mi porta a ricitare il Montale di 'Piccolo
testamento' quell' "Ognuno riconosce i suoi" che ha spiegazione cruenta e
fededegna. Che la Valduga stessa poi reciti da dio anche il Manzoni che più
detesto, quello degli Inni sacri, è un altro paio di maniche ( o meglio, di
pizzi e merletti, visto il sobrio abbigliamento della valduga medesima).
Comunque dopo Leopardi e Laforgue, solo Zanzotto può permettersi di
indulgere sulla puella pallida :
Luna puella pallida,
Luna flora eremitica,
Luna unica selenita,
distonia vita traviata,
atonia vita evitata,
mataia, matta morula,
vampirismo, paralisi,
glabro latte,
polarizzato zucchero,
peste innocente,
patrona inclemente,
protovergine, alfa privativa,
degravitante sughero,
pomo e potenza della polvere,
phiala e coscienza della tenebre,
geyser, fase, cariocinesi,
Luna neve nevissima novissima,
Luna glacies-glaciei
Luna medulla cordis mei,
Vertigine,
per secanti
e tangenti fugitiva
La mole della mia fatica,
già da me sgombri
la mia sostanza sgombri
a me cresci a me vieni
a te vengo
( luna puella pallidula).
a. zanzotto " 13 settembre 1959 (variante) "
linnio.
> privilegiati. io l'ho aspettata dove diceva che sarebbe stata,
> qualche volta, e non venne mai. poi mi sono stufata di inseguirla.
La prossima volta che di sicuro vengo a sapere che arriva
te lo dico.Alla nostra Biennale ( con altri brevi incontri tra una e
l'altra)
verresti?
Lessi i miei versi in abbinamento con Luzi ( giuro).
Vergogna.Adesso, a quei tempi avevo l'età della faccia tostissima.
E come estimatrice del Tarchetti sai che a San Salvatore Monferrato esiste
una spocchiosa quanto eccellente associazione culturale che ha in somma
considerazione poeti e scrittori possibilmente negletti? :-)
> pur tenendola in sommo pregio e forse anzi sproporzionato,
> m'è sempre sembrata decisamente e deliberatamente antipatica.
Ma no.
A me stanno antipatici i simpatici di professione.
Una pacca sulle spalle e per me uno è morto per sempre.
rox
Interessante.
Mai sentito di qualcuno che cagasse per invidia.
Sei il primo caso.
rox
> Ecco : allora, se davvero esiste questa liason fra testi e foto, ti
immagino
> come un riuscitissimo mix fra Moira Orfei e Kathy Bates.
Ciò dimostra la tua mediocrità intuitiva.
Già ampiamente messa a nudo col tartarugo.
Sono piuttosto alta, bionda, piuttosto severa.
Tra la Redgrave e la Streep, semmai.
Quando avevano la mia età.
rox
.... solo Zanzotto puň permettersi di
....darsi all'ippica.
Zanzotto, un altro logorroico di cui la poesia italiana avrebbe potuto fare
a meno.
rox
>La prossima volta che di sicuro vengo a sapere che arriva
>te lo dico.
aspetto la soffiata.
>Alla nostra Biennale (con altri brevi incontri tra una e
>l'altra) verresti?
verrei, verremmo, che sì.
>Lessi i miei versi in abbinamento con Luzi (giuro).
urca. io luzi solo con alka-selzer.
>Vergogna. Adesso, a quei tempi avevo l'età della faccia tostissima.
>E come estimatrice del Tarchetti sai che a San Salvatore Monferrato esiste
>una spocchiosa quanto eccellente associazione culturale che ha in somma
>considerazione poeti e scrittori possibilmente negletti? :-)
dici che potrei darmi moltissime arie sfoggiando il mio ultimo,
qui, giuseppe torelli? yum. non vedo l'ora.
>A me stanno antipatici i simpatici di professione.
ma anche gli antipatici di professione, via.
> [...]
> >> Il Viaggio Al Termine Della Notte ad aver creato Celine, e non il
> >> contrario.
"rossana"
> >Osservazione profonda.
"Paolo"
> Maddai!? Ad essere generosi "suggestiva". Che è il massimo status a
> cui possa legittimamente ambire una cazzata. ;-)
Manganelli enunciò analoga cazzata in /Pinocchio un libro
parallelo/, dove dice che è l'opera a determinare l'esistenza
dell'autore, esattamente come il figlio determina quella del
padre.
E' un concetto che ha la chiarezza e la perentorietà di un
postulato, eppure è durissimo da digerire. Chissà perché.
Ciao
Luca
Per la sua reversibilità.
Un concetto *chiaro*,ma che puoi rivoltare come un impermeabile
classico bianco e blu ( l'autore crea l'opera e l'opera crea il suo autore),
provoca sconcerto. Il mondo non crede alla corrispondenza biunivoca
ed al movimento "sul posto", eppur la vita è il viaggio di Alice nel mondo
dello specchio, dove si corre per restare nello stesso posto.Per non perdere
certezza e conoscenza.Correre per restare immobili. Creare per essere a
nostra volta creati, come nel tuo richiamo alla paternità come concetto.
Il padre mette al mondo il figlio, che nel contempo lo determina vita
natural
durante ( neanche quella terrena del padre, quella del figlio, per cui
perdurante
oltre la morte fisica, nel ricordo e nella rielaborazione che lo contempla).
E così rispondo anche al rimpiangente la bella mora con l'ampio respingente,
della quale mi attribuisce le vedute. Sarà il davanzale simile.
rox
Ti prendo in parola.
> ma anche gli antipatici di professione, via.
Quelli mi piace smontarli.Spesso sono tenerissimi che esagerano
in autodifesa.
rox
Sì, ma soltanto *dopo* che le hai scritte.
Quanto alla vanità, è la cosa più bella dell'esistenza.
Nel momento in cui t'abbandona, inoltre, morire costa meno.
Sembra quasi doveroso.
rox
>Ti prendo in parola.
a proposito. ci ho in petto una rece.
patrizia valduga e giovanni manfredini, _manfred_,
mondadori. c'č scritto prima edizione maggio 2003,
ma io l'ho avuta in mano stasera per la prima non
sapevo, non sapevo che l e i avesse scritto di
nuovo. qualcuno, qui, sapeva e ha taciuto?
be', vi dico come riesco. č bello da piangere, come
le sue cose piů belle.
intanto. manfred non č manfred ma č manfredini, lui.
le quartine di lei sono alternate alle lastre del
corpo di lui, che lui fa di professione lastre arti-
stiche del proprio corpo che assomigliano molto alle
macchie di rohrschach.
comincia cosě:
oh manfred, nero senza fine, nero
come ogni matrice d'ogni nero,
ma tutta luce, manfred, senza nero
materia della mente, e spasmo nero.
finisce cosě:
eccomi manfred, prendimi per mano:
occorre che mi fermi e mi conforti
perché non posso andare piů lontano
perché dopo ci sono solo i morti.
quello che sta in mezzo non so ripeterlo. c'č tutta lei,
lei di sempre, e tutto quello che puň starci in un amore
dei suoi, suoi di sempre.
dbn
> [...]
> Fatico a prendermi sul serio, ma di solito con questo atteggiamento
> riesco a farla franca (rivolgendomi a chi non la pensa come me volevo
> sdrammatizzare). Speravo di riuscirci anche questa volta ma tu mi
> prendi per un orecchio, mi mortifichi, e mi porti al cospetto di
> Manganelli.
Eh beh, e ti lamenti? Pensa se ti avessi portato al cospetto,
che so, di Coelho!
Manganelli ha dato lezioni continue e irripetibili sul tema
"come non prendersi sul serio", e chi lo cita (io, in questo
caso) non dovrebbe mai dimenticarlo.
> Mi metti davanti alle mie responsabilità, ma quelle due righe non le
> ho scritte io! Sono state loro a creare me! ;-)
Ah no! non rivoltiamo la frittata! Va bene che è l'opera a
creare l'autore, ma chi scrive è proprio quella "ipotesi non
necessaria", come la definiva il nostro, e la responsabilità
"genetica" del testo è tutta sua. E' l'autore che "dona al
mondo" l'opera compiuta, esattamente come il padre fa
con il figlio.
Poi dobbiamo dimenticarci del padre, quando si tratta
di giudicare il figlio, ma il "peccato originale" resta.
Quindi ti concedo solo che un giudizio sulla tua frase non
implica un giudizio morale su di te, ma l'esistenza in vita
di quella frase (che resterà su google per i secoli a venire,
ihihihih) è tutta "colpa" tua!
Ciao
Luca
>a proposito. ci ho in petto una rece.
ecco. ne ho una nuova. mutata m'è la rece in petto.
se ne dicano dunque cose completamente diverse.
>patrizia valduga e giovanni manfredini, _manfred_,
>mondadori. c'è scritto prima edizione maggio 2003,
stampato in spagna. cento pagine. dieci euro e
quaranta. quaranta quartine. trentadue pagine con
calchi di manfred. tre pagine nere. undici pagine
bianche.
>ma io l'ho avuta in mano stasera per la prima non
>sapevo, non sapevo che l e i avesse scritto di
>nuovo. qualcuno, qui, sapeva e ha taciuto?
l'ho riletto quattro volte di seguito e un po' a
caso. chi avesse saputo e taciuto rimane deplorando.
certe cose bisogna avere il coraggio di dirle.
>be', vi dico come riesco. è bello da piangere, come
>le sue cose più belle.
sono cascami. sono gli avanzi delle quartine. soldati
dispersi, disertori acciaccati delle due centurie.
>intanto. manfred non è manfred ma è manfredini, lui.
>le quartine di lei sono alternate alle lastre del
>corpo di lui, che lui fa di professione lastre arti-
>stiche del proprio corpo che assomigliano molto alle
>macchie di rohrschach.
sono calchi ma il contrario dei calchi (lo dice lui).
ieri ho cercato di farmi erudire da gughel. pare che
lui giaccia nei lenzuoli incarbonati, o cose del genere.
l'effetto è quello delle radiografie. (il che peraltro
rende il libro - tutto nero e luce - sporcabilissimo).
>quello che sta in mezzo non so ripeterlo.
pieno di tempi, lunghi tempi, tempi enormi, senza, fine,
notte, attesa, annegamento, nero, grido, mente, godimento,
invano, cuore, amore, ossa, morti, occhi, tutto, conti.
con certi vezzi incomprensibili di parole unite dal trattino:
tempo-sangue, lui-mio-tutto, o dal puntino: s·centrata.
delle quaranta quartine, un po' sono contabili scespiriane,
un po' sono plagi di centuria, il resto canta (risuona) il
vuoto pneumatico.
ecco alcuni dei versi peggiori e pessimi:
... le nostre solitudini gemelle.
... manfred, sono una bambina cattiva?
... ho freddo e fame. e tu? grazie. a domani.
... io solo questo so, che non so niente.
... io voglio che tu voglia ch'io non voglia.
>c'è tutta lei, lei di sempre, e tutto quello che può starci
>in un amore dei suoi, suoi di sempre.
come la poetessa riconosce da sé:
oh, l'inutilità di questi affanni
la conosco a memoria, inutilmente;
e nel peso degli utili e dei danni
connetto notte a notte e niente a niente.
dbn
> quello che sta in mezzo non so ripeterlo. c'è tutta lei,
> lei di sempre, e tutto quello che può starci in un amore
> dei suoi, suoi di sempre.
E forse anche in altri, ma è dura ulularli alla luna in questo modo.
rox