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Leopardi e Qoèlet

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maria strofa

unread,
Mar 11, 2003, 6:09:32 AM3/11/03
to

Qui accade la stessa cosa che per Leopardi.
C'è sempre il prof o la profia che ti spiegano che Leopardi
non era mica pessimista, nooooo.

Schopenhauer leggendo Leopardi disse (non testualmente) ma il senso è questo:

<<Cazzo, credevo di essere pessimista io. Che meraviglioso poeta.>>

La verità è che Leopardi è indigeribile per la scuola italiana. O dici chiaramente
a ragazzi in tempesta ormonale che ascoltano i Coldplay, e hanno nervosi biblici
nelle mutande, che la vita è una merda, che la Natura è una Mortura,
che non c'è speranza, che è tutto vano, oppure gli fai leggere l'Infinito e dici che in fondo...

Leopardi non era pessimista perché "guardate" dice la prof o la profia "che amore
per la Natura".

Ma andate un po' affanculo. Quella di Leopardi è la più penosa mistificazione che ci sia.

Ma leggi lo Zibaldone, oppure l'estratto che ne ha fatto Mengaldo da Adelphi (La strage
delle illusioni).

Dove c'è speranza in Leopardi? E la poesia *A me stesso?* Dov'è la speranza?

Manca il coraggio di 'rivelarlo' il Leopardi e lo si insegna come un gobbetto di talento,
poverino era sfortunato e allora scriveva poesie per sfogarsi. Non ci aveva una figa
e mangiava i gelati.

Una delle più grandi menti pensanti di sempre, oh yes, altro che poeta. Lo Zibaldone
andrebbe inserito nella storia della Filosofia, altro che Letteratura.

Stessa cosa per Qoèlet.

"Vanità delle vanità, dice Qoèlet,
vanità delle vanità, tutto è vanità...' (I libri poetici e sapienziali)

Ceronetti traduce 'fumo' in luogo di 'vanità'. E siccome Ceronetti piazza delle coche cole in Marziale
mi sono un po' stufata di queste traduzioni.

Ad ogni modo, ti leggi Qoèlet e non c'è scampo: nero su bianco la condizione umana
rivelata com'è veramente. Uno dei pezzi letterari più belli di sempre, già dissi.

Poi, prima di leggere, c'è una noticina della Bibbia che avverte: (tipo la prof o la profia su Leopardi).

"Attenzione, non bisogna leggerlo in modo pessimistico, ma come un insegnamento di distacco
dai beni terreni."

Insomma: Leopardi e Qoèlet in fondo erano due ottimistoni. Ci manca Schopenhauer
come antesignano della new age e siamo a posto.

Mettetela come volete: l'ottimista può avere ragione per 102 anni, ma alla fine ha
ragione il pessimista.

maria

maria strofa

unread,
Mar 11, 2003, 6:15:38 AM3/11/03
to
On Tue, 11 Mar 2003 11:09:32 GMT, maria strofa <maria....@katamail.com> wrote:

>E la poesia *A me stesso?* Dov'è la speranza?

A se stesso.

=========

A SE STESSO

Or poserai per sempre,
Stanco mio cor. Perì l'inganno estremo,
Ch'eterno io mi credei. Perì. Ben sento,
In noi di cari inganni,
Non che la speme, il desiderio è spento.
Posa per sempre. Assai
Palpitasti. Non val cosa nessuna
I moti tuoi, né di sospiri è degna
La terra. Amaro e noia
La vita, altro mai nulla; e fango è il mondo.
T'acqueta omai. Dispera
L'ultima volta. Al gener nostro il fato
Non donò che il morire. Omai disprezza
Te, la natura, il brutto
Poter che, ascoso, a comun danno impera,
E l'infinita vanità del tutto.

QED

"Vanità delle vanità" dicono Qoèlet e Leopardi

maria

Federico Platania

unread,
Mar 11, 2003, 7:20:45 AM3/11/03
to
maria strofa wrote:
> Qui accade la stessa cosa che per Leopardi.
> C'è sempre il prof o la profia che ti spiegano che Leopardi
> non era mica pessimista, nooooo.

E' vero, questa difesa può ormai cominciare a stancare. Ma non è peggio il
pregiudizio ottuso dello studentello lobotomizzato che senza neanche
averlo letto e solo rimasticando la beceraggine di chi lo ha preceduto
ripete a pappagallo "Leopardi è uno sfigato, Leopardi è uno sfigato,
Leopardi è uno sfigato"?


> La verità è che Leopardi è indigeribile per la scuola italiana. O dici
> chiaramente a ragazzi in tempesta ormonale che ascoltano i Coldplay, e
> hanno nervosi biblici nelle mutande, che la vita è una merda, che la
> Natura è una Mortura, che non c'è speranza, che è tutto vano, oppure gli
> fai leggere l'Infinito e dici che in fondo...

Ma io quelli li ho conosciuti. E Leopardi non fa parte del loro
immaginario. Loro si fanno di Baudelaire da mane a sera.


> Una delle più grandi menti pensanti di sempre, oh yes, altro che poeta.
> Lo Zibaldone andrebbe inserito nella storia della Filosofia, altro che
> Letteratura.

Questo fatto che Leopardi è un grande filosofo e un mediocre poeta lo ha
già detto Patrizia Valduga. La quale, tra l'altro, scrisse: "Tutti gli
adolescenti segaioli, / con l&#8217;acne che gli dà le depressioni, /
adorano Leopardi, lune e duoli". Ma io ribadisco: i segaioli leggono poco
e i depressi leggono Baudelaire.

E comunque va detto che Leopardi ha toccato vertici poetici altissimi, ma
ha pure scritto delle poesie niente più che discrete. Voglio dire, se apri
il Canzoniere o la Divina Commedia, dove leggi leggi è un capolavoro. Nei
Canti c'è pure qualche pagina su cui puoi sorvolare. Insomma, i Canti non
sono un "all-hits" (come invece è quell'album di post-rock meraviglioso
che è "Doolittle" dei Pixies, che non c'entra niente, ma l'ho riascoltato
l'altra sera e allora).


> Stessa cosa per Qoèlet.
> [...]


> Ad ogni modo, ti leggi Qoèlet e non c'è scampo: nero su bianco la
> condizione umana rivelata com'è veramente. Uno dei pezzi letterari più
> belli di sempre, già dissi.

Cavolo se è vero. Ma i libri poetici e sapienziali sono tutti da leggere.
E Qoèlet se la batte con Giobbe. Il pezzo in cui Dio dice a Giobbe "chi
sei tu per parlare?" con tutto quel che ne segue, dal punto di vista della
forza visionaria è, imho, uno dei momenti più alti della poesia di ogni
tempo.


> Poi, prima di leggere, c'è una noticina della Bibbia che avverte: (tipo
> la prof o la profia su Leopardi). "Attenzione, non bisogna leggerlo in
> modo pessimistico, ma come un insegnamento di distacco dai beni terreni."

Vabbe', ma uno deve attenersi alla pagina, non alle sue interpretazioni.


> Insomma: Leopardi e Qoèlet in fondo erano due ottimistoni. Ci manca
> Schopenhauer come antesignano della new age e siamo a posto.

Io da quando i fascisti hanno "recuperato" Pasolini non mi stupisco più di
niente.

Federico
http://www.geocities.com/ilibrintesta
http://space.tin.it/clubnet/fedplata

--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it


kink64

unread,
Mar 11, 2003, 7:38:33 AM3/11/03
to
federico...@virgilio.it (Federico Platania) wrote in
news:b4kkeh$kf8$1...@news.newsland.it:
> (come invece è quell'album di
> post-rock meraviglioso che è "Doolittle" dei Pixies, che non c'entra
> niente, ma l'ho riascoltato l'altra sera e allora).
>

got me a movie
slicing up eyeballs
girlie so groovie
don't know about you
but I am un chien andalusia

Stefano

maria strofa

unread,
Mar 11, 2003, 7:44:45 AM3/11/03
to
On Tue, 11 Mar 2003 13:20:45 +0100, federico...@virgilio.it (Federico Platania) wrote:

>E' vero, questa difesa può ormai cominciare a stancare. Ma non è peggio il
>pregiudizio ottuso dello studentello lobotomizzato che senza neanche
>averlo letto e solo rimasticando la beceraggine di chi lo ha preceduto
>ripete a pappagallo "Leopardi è uno sfigato, Leopardi è uno sfigato,
>Leopardi è uno sfigato"?

Non solo è peggio, ma è orrendo. Byron, che sfigato non era affatto, ma aveva
tante donne quante voleva (compresa la sorella che si trastullava allegramente) scrive
nel Don Juan cose di un pessimismo iperleopardiano. Tra l'altro ci aveva il piede equino,
Byron (o cosa non ricordo bene) e Leopardi la gobba, ma visto che Byron
non era 'sfigato' il suo pessimismo non viene messo in relazione con la malformazione
fisica o con la sua attività sessuale.

Schopenhauer da giovane era bellissimo et puttaniere. Il Foscolo che non mi sembra
tanto tonico in quanto a ottimismo aveva impegnati il cavallo dei pantaloni, e le palle
ivi contenute, con le Pallavicini cadute da cavallo.

Jack Kerouac è stato uno degli uomini più belli di sempre: Diane di Prima gli offriva
l'estro, davanti, e Ginsberg il resto, dietro! Eppure né bellezza né successo bisessuale hanno trattenuto
Kerouac dalla deriva pessimistica e depressiva che lo ha condotto a morte.

Non gliel'ha data la Pivano, a Kerouac, ma questa è una storia già raccontata e non credo
che il problema fosse lì. La Pivano non ce l'aveva, ecco.

Pregiudizio infondato e orrendo, come dicevi, quello su Leopardi


maria

kink64

unread,
Mar 11, 2003, 7:58:39 AM3/11/03
to
maria strofa <maria....@katamail.com> wrote in
news:n4hr6v4e828lhcg2h...@4ax.com:


>
> "Vanità delle vanità" dicono Qoèlet e Leopardi

"però ch'esser beato
nega a' mortali e nega a' morti il fato"

(non riesco a levarmelo dalla testa da quando è morto Petrassi, che del
Coro di Morti fece una splendida versione musicale, il miglior Leopardi in
musica in assoluto).

> maria

Stefano

Federico Platania

unread,
Mar 11, 2003, 8:44:37 AM3/11/03
to
maria strofa wrote:

> Byron, che sfigato non era affatto, ma aveva tante donne quante voleva
> (compresa la sorella che si trastullava allegramente) scrive nel Don Juan
> cose di un pessimismo iperleopardiano. Tra l'altro ci aveva il piede
> equino, Byron (o cosa non ricordo bene) e Leopardi la gobba, ma visto che
> Byron non era 'sfigato' il suo pessimismo non viene messo in relazione
> con la malformazione fisica o con la sua attività sessuale.

Ammetterai che è più facile ascondere un piede equino che una gobba.

(lo spettro di Leopardi appare su ICL: "gobba? quale gobba?").


> Schopenhauer da giovane era bellissimo et puttaniere.

Epperò da vecchio sembrava lo gnomo rugoso di Labyrinth... (il che faceva
risaltare la bellezza di Jennifer Connelly, va detto...).

Lucangel

unread,
Mar 11, 2003, 11:47:04 AM3/11/03
to

"maria strofa" <maria....@katamail.com> ha scritto nel messaggio news:

> Qui accade la stessa cosa che per Leopardi.

Ahi, ahi, signora Strofa, lei mi è caduta sull'uccello... pardon, sul
passero solitario. Le dò sei meno meno meno, giusto perché è lei.

Luca Tassinari

unread,
Mar 11, 2003, 3:33:44 PM3/11/03
to
"maria strofa"

> [...]


> Insomma: Leopardi e Qoèlet in fondo erano due ottimistoni. Ci manca
> Schopenhauer come antesignano della new age e siamo a posto.

Ecco, avevo due curiosità a proposito di questi "pessimisti".
Perché nessuno di loro ha tratto le estreme conseguenze da
cotanto pessimismo?

Qoèlet era re, sapiente e gran praticone di arti e sollazzi più
o meno nobili; Schopenhauer sapeva difendere i propri interessi
così bene da riuscire a salvare il suo patrimonio da un fallimento
disastroso (che travolse sua madre e sua sorella, peraltro);
Leopardi, tra (s)fighe, gelati e gobbe, tutto sommato campava e
trovava il tempo di esortare il popolo alla buona arte e ai buoni
costumi (e, most important, erudirlo sugli errori degli antichi).

E poi, seconda curiosità, come mai 'sti pessimisti erano i maggiori
consumatori di testi della loro epoca? perché erano tutti lettori
bulimici? si diventa pessimisti leggendo o si diventa lettori accaniti
pessimisteggiando?

Son problemi seri, eh!

Ciao

Luca

dbn

unread,
Mar 11, 2003, 4:04:42 PM3/11/03
to
maria strofa <maria....@katamail.com> diceva:

>Dove c'è speranza in Leopardi? E la poesia *A me stesso?* Dov'è la speranza?

le otto sezione della raccolta *le sillabe della sibilla* t.s.
1983-1985 (contenute nell'elefante) sono:

te
la natura
il brutto
poter che
ascoso
a comun danno
impera
e l'infinita vanità

così, per dire. e lo scialoja triste triste è da *ada ride*
(1987-1989) in poi.

>Ceronetti traduce 'fumo' in luogo di 'vanità'.
>E siccome Ceronetti piazza delle coche cole in Marziale
>mi sono un po' stufata di queste traduzioni.

sì. ho discusso con mio suocero alle quattro di mattina del primo
dell'anno sulle traduzioni di marziale di ceronetti, che a lui
piacciono, e a me no. secondo me la traduzione più bella è quella
garzanti - come al solito - peccato che sia minima antologica. non ho
mai visto l'edizione utet, però.

dbn

maria strofa

unread,
Mar 11, 2003, 4:16:24 PM3/11/03
to
On Tue, 11 Mar 2003 22:04:42 +0100, dbn <wanna...@home.tonight> wrote:

>sì. ho discusso con mio suocero alle quattro di mattina del primo
>dell'anno sulle traduzioni di marziale di ceronetti,

Bisognerebbe chiedere (non chiudere) al Gas (non il gas) che traduzione ha.

Ho trovato nell'antologia di cui dicqui stamane (La passion predominante)
una nucnuccata di Sandro Penna:

*Il problema sessuale
prende tutta la mia vita
Sarà un bene o sarà un male
mi domando ad ogni uscita*

Comparimmo quasi insieme su IAP e io lo pigmalionai alquanto.
Lo incoraggiai e lo diffusi. Lo recensii, lo esaltai, lo spronai,
lo mailai, lo feci andare su ISR e poi su IAT.

Ho un suo file che raccoglie 350 quartine. Ora diserto
i luoghi che lui frequenta e si è fatto ascetico, quasi timoroso.

maria

dbn

unread,
Mar 11, 2003, 4:27:07 PM3/11/03
to
maria strofa <maria....@katamail.com> diceva:

>Bisognerebbe chiedere (non chiudere) al Gas (non il gas) che traduzione ha.

ero anche tentata, l'altra sera, ma ha un qi un po' troppo basso.
e senz'altro direbbe che legge solo in originale. o qualsiasi altra
cosa. non c'è niente nel suo discorso che non sia borioso e
approssimativo. allora a che pro mi sono detta. chi se ne frega della
traduzione che legge. per quel che se ne fa, dico. anche le poesie
sono qualsiasi.

>Ho trovato nell'antologia di cui dicqui stamane (La passion predominante)
>una nucnuccata di Sandro Penna:

di nucnuc ti avrei chiesto. l'ho guglato dopo il thread gassato ma
prima che tu ricomparissi, e ho visto che introducevi le praline, sì.

[quella di stasera è graziosa però.]

>Ho un suo file che raccoglie 350 quartine. Ora diserto
>i luoghi che lui frequenta e si è fatto ascetico, quasi timoroso.

ti chiederei perché, se non mi stessi già infilando le orecchie da
asino che il paolo è lì per porgermi.

dbn

maria strofa

unread,
Mar 11, 2003, 4:47:58 PM3/11/03
to
On Tue, 11 Mar 2003 21:33:44 +0100, "Luca Tassinari" <luca...@libero.it> wrote:

>Ecco, avevo due curiosità a proposito di questi "pessimisti".
>Perché nessuno di loro ha tratto le estreme conseguenze da
>cotanto pessimismo?

Non la seguo! Schopenhauer era contrario al suicidio. Qual è la
conseguenza estrema da trarre? Il pessimismo è un'arte che va
coltivata. Perché si è *ottimisti* se si pensa di risolvere le cose
uccidendosi.

Si spera in un mondo migliore: ma chi lo dice? Essendo pessimisti,
uno non trae le conseguenze per non peggiorare ancora di più.

Di là è peggio che di qua (soprattutto in Paradiso come ci ha spiegato
Mark Twain).

>
>Qoèlet era re, sapiente e gran praticone di arti e sollazzi più
>o meno nobili;

Risùltami che fosse un giudeo della Palestina che si finge re nella
narrazione.


>Schopenhauer sapeva difendere i propri interessi
>così bene da riuscire a salvare il suo patrimonio da un fallimento
>disastroso (che travolse sua madre e sua sorella, peraltro);
>Leopardi, tra (s)fighe, gelati e gobbe, tutto sommato campava e
>trovava il tempo di esortare il popolo alla buona arte e ai buoni
>costumi (e, most important, erudirlo sugli errori degli antichi).

Ecco.


>E poi, seconda curiosità, come mai 'sti pessimisti erano i maggiori
>consumatori di testi della loro epoca? perché erano tutti lettori
>bulimici? si diventa pessimisti leggendo o si diventa lettori accaniti
>pessimisteggiando?
>
>Son problemi seri, eh!

Ostia, ho mal di testa! Che cosa avrebbe detto Machiavelli?

maria

maria strofa

unread,
Mar 11, 2003, 4:56:03 PM3/11/03
to
On Tue, 11 Mar 2003 22:27:07 +0100, dbn <wanna...@home.tonight> wrote:

>chi se ne frega della
>traduzione che legge. per quel che se ne fa, dico. anche le poesie
>sono qualsiasi.

Ma la traduzione esiste in poesia? Perché se non c'è fabula e c'è soltanto
lirica, la traduzione de_lira o sliricizza il testo. La traduzione può soltanto
consegnarci la 'fabula'. Ma se fabula non c'è?

E una sequenza di parole che ha valore solo in una lingua (che non
può trasmettere l'invenzione psicologica) perché sono soltanto suoni
(e nemmeno universali come le note, ma nazionali come i suoni linguistici)
può aspirare al titolo di 'capolavoro'?

maria
--
Credo che il mio pc sia difettoso
perchè durante il boot di sistema
appare un cazzo turgido e peloso
quindi una fica e tosto il tower "trema". (nuc nuc)

silvio

unread,
Mar 11, 2003, 5:12:35 PM3/11/03
to

"dbn" <wanna...@home.tonight> ha scritto nel messaggio
news:l4js6vo0mlbaotrl2...@4ax.com...
(...)

> sě. ho discusso con mio suocero alle quattro di mattina del primo


> dell'anno sulle traduzioni di marziale di ceronetti, che a lui

> piacciono, e a me no. secondo me la traduzione piů bella č quella


> garzanti - come al solito - peccato che sia minima antologica. non ho

> mai visto l'edizione utet, perň.

bé, il Marziale di Ceronetti č, come sempre, Ceronetti che traduce se stesso
(non benissimo). Quello Utet č del Giuseppe Norcio - preciso, forse non
memorando. Prediligerei l'antico, insuperato Marziale di Cesare Vivaldi,
d'altronde grande poeta di suo (in origine doveva essere Guanda, ma oggi si
trova a pochissimo per Newton Compton).
Saluti
silvio


Luca Tassinari

unread,
Mar 11, 2003, 5:26:14 PM3/11/03
to
"maria strofa"

> >Ecco, avevo due curiosità a proposito di questi "pessimisti".
> >Perché nessuno di loro ha tratto le estreme conseguenze da
> >cotanto pessimismo?
>
> Non la seguo! Schopenhauer era contrario al suicidio. Qual è la
> conseguenza estrema da trarre? Il pessimismo è un'arte che va
> coltivata. Perché si è *ottimisti* se si pensa di risolvere le cose
> uccidendosi.

Non c'era bisogno di arrivare a tanto, perdinci! Se davvero
l'uomo era nato per soffrire, a che pro immergersi nel godimento
dei beni terreni? Un calcinculo alla miseria? Uno sberleffo alla
sfiga? Una risata in faccia alla malasorte? Il trionfo della volontà
sulla ragione?

> [...]


> >E poi, seconda curiosità, come mai 'sti pessimisti erano i maggiori
> >consumatori di testi della loro epoca? perché erano tutti lettori
> >bulimici? si diventa pessimisti leggendo o si diventa lettori accaniti
> >pessimisteggiando?
> >
> >Son problemi seri, eh!
>
> Ostia, ho mal di testa! Che cosa avrebbe detto Machiavelli?

Mah, probabilmente, fra un'amara considerazione sulla malvagità
degli uomini, e una stoica riflessione sulla necessità di combattere
l'avversa fortuna, avrebbe ordinato quattro spanne di tela azzurra
per confezionare graziose calzette. Mica per la moglie, neh!

Mi convincono poco, a me, 'sti pessimisti.

Ciao

Luca

maria strofa

unread,
Mar 11, 2003, 5:39:41 PM3/11/03
to
On Tue, 11 Mar 2003 23:26:14 +0100, "Luca Tassinari" <luca...@libero.it> wrote:

>

>Non c'era bisogno di arrivare a tanto, perdinci! Se davvero
>l'uomo era nato per soffrire, a che pro immergersi nel godimento
>dei beni terreni? Un calcinculo alla miseria? Uno sberleffo alla
>sfiga? Una risata in faccia alla malasorte? Il trionfo della volontà
>sulla ragione?

*Chi vorrebbe sudare e bestemmiare
spossato, sotto il peso della vita,
se non fosse l'angoscia del paese
dopo la morte, da cui mai nessuno
è tornato, a confonderci il volere
ed a farci indurire ai mali d'oggi
piuttosto che volare a mali ignoti?*

Penso che Shakespeare avesse risolto da tempo il problema.

Tolstoj replica a modo suo:

"Non ci sono cose futili e non ci sono cose importanti, tutto è eguale:
pur di salvarsi dalla vita come meglio si sa." (Pierre Bezuchov - Guerra e pace)

Ritorno al punto (scecspiriano) che hai cassato:
si cerca di stare meglio che si può in questa vita di merda
perché quella che c'è di là potrebbe anche essere peggio!

Pessimismo e masochismo sono due cose diverse.

E comunque non preoccuparti: la morte e il sole non si possono
che guardare obliquamente come ha detto La Rochefoucauld.

Ciò significa che siamo forniti in abbondanza di smemoratezza e idiozia
per non avere tutti i giorni la lucida consapevolezza di un Qoèlet.

>>
>> Ostia, ho mal di testa! Che cosa avrebbe detto Machiavelli?
>
>Mah, probabilmente, fra un'amara considerazione sulla malvagità
>degli uomini, e una stoica riflessione sulla necessità di combattere
>l'avversa fortuna, avrebbe ordinato quattro spanne di tela azzurra
>per confezionare graziose calzette. Mica per la moglie, neh!
>
>Mi convincono poco, a me, 'sti pessimisti.

Sei troppo pessimista sulla loro capacità di convinzione!

maria

Luca Tassinari

unread,
Mar 11, 2003, 6:07:50 PM3/11/03
to
"maria strofa"

> [...]


> *Chi vorrebbe sudare e bestemmiare
> spossato, sotto il peso della vita,
> se non fosse l'angoscia del paese
> dopo la morte, da cui mai nessuno
> è tornato, a confonderci il volere
> ed a farci indurire ai mali d'oggi
> piuttosto che volare a mali ignoti?*
>
> Penso che Shakespeare avesse risolto da tempo il problema.

Célo.

> Tolstoj replica a modo suo:
>
> "Non ci sono cose futili e non ci sono cose importanti, tutto è eguale:
> pur di salvarsi dalla vita come meglio si sa." (Pierre Bezuchov - Guerra e
pace)

Mamanca.

> Ritorno al punto (scecspiriano) che hai cassato:
> si cerca di stare meglio che si può in questa vita di merda
> perché quella che c'è di là potrebbe anche essere peggio!
>
> Pessimismo e masochismo sono due cose diverse.

Sì, ma anche pessimismo e fancazzismo dovrebbero esserlo.
Un pessimista coerente non dovrebbe mai pensare a "quella
che c'è di là". E se tutto è "di qua", e tutto di qua è dolore e
vanità, in cosa consiste lo "stare meglio"? Tenere la testa
leggermente più sollevata dalla merda rispetto alla media dei
viventi? Non dico che sia una risposta sbagliata, eh, solo non
del tutto in linea con le premesse.

> E comunque non preoccuparti: la morte e il sole non si possono
> che guardare obliquamente come ha detto La Rochefoucauld.

Piano, piano, che devo prendere appunti. Laroscéfochì?

> Ciò significa che siamo forniti in abbondanza di smemoratezza e idiozia
> per non avere tutti i giorni la lucida consapevolezza di un Qoèlet.

Su questo non fatico a concordare, per esperienza.

> [...]


> >Mi convincono poco, a me, 'sti pessimisti.
>
> Sei troppo pessimista sulla loro capacità di convinzione!

Iamme'à! Torno a cercare di capire se Montaigne era pessimista.

Ciao

Luca

maria strofa

unread,
Mar 11, 2003, 6:14:16 PM3/11/03
to
On Wed, 12 Mar 2003 00:07:50 +0100, "Luca Tassinari" <luca...@libero.it> wrote:

>> Pessimismo e masochismo sono due cose diverse.


>Sì, ma anche pessimismo e fancazzismo dovrebbero esserlo.
>Un pessimista coerente non dovrebbe mai pensare a "quella
>che c'è di là".

E' un postulato di Euclide o di chi?

?


>E se tutto è "di qua",

E chi lo sa se tutto è di qua? Non si può dimostrare con la
ragione se tutto è di qua.

>e tutto di qua è dolore e
>vanità, in cosa consiste lo "stare meglio"?

Meglio di chi? Stiamo tutti uguali!


>Tenere la testa
>leggermente più sollevata dalla merda rispetto alla media dei
>viventi? Non dico che sia una risposta sbagliata, eh, solo non
>del tutto in linea con le premesse.

Non ho capito questa della merda.


>
>> E comunque non preoccuparti: la morte e il sole non si possono
>> che guardare obliquamente come ha detto La Rochefoucauld.
>
>Piano, piano, che devo prendere appunti. Laroscéfochì?

E' uno che scrive massime per i baci Perugina!


>Iamme'à! Torno a cercare di capire se Montaigne era pessimista.

Abbia pazienza, figliuolo: ma uno che si chiude in una torre d'avorio, secondo
lei e che piange per anni la morte di un solo, UNO, UNO, UNO, amico, lei le
risulta molto ottimista? Molto ingaggiato in balli di società e di corte?

Senza considerare tutti i sassolini che doveva pisciare ogni volta, ma questo
è un discorso medico.

maria

kalle

unread,
Mar 11, 2003, 6:16:35 PM3/11/03
to
Il 11 Mar 2003, 12:09, maria strofa <maria....@katamail.com> ha scritto:
>
> Qui accade la stessa cosa che per Leopardi.
> C'è sempre il prof o la profia che ti spiegano che Leopardi
> non era mica pessimista, nooooo.

che Leopardi era pessimista, a me capito' di scriverlo -in lungo e in largo-
nel tema di maturita'. Naturalmente, agli orali, capii di aver fatto un
errore strategico notevolissimo: insomma, di aver peccato d'ottimismo.


--------------------------------
Inviato via http://usenet.libero.it

Luca Tassinari

unread,
Mar 11, 2003, 6:43:52 PM3/11/03
to
"maria strofa"

> >> Pessimismo e masochismo sono due cose diverse.
>
>
> >Sì, ma anche pessimismo e fancazzismo dovrebbero esserlo.
> >Un pessimista coerente non dovrebbe mai pensare a "quella
> >che c'è di là".
>
> E' un postulato di Euclide o di chi?
>
> ?
>
>
> >E se tutto è "di qua",
>
> E chi lo sa se tutto è di qua? Non si può dimostrare con la
> ragione se tutto è di qua.

Se si può dimostrare io non lo so, ma Schopenhauer e Leopardi
immaginavano un aldilà?

Un tale (che era pure famoso, ma non mi ricordo come si chiama),
durante una civile et amabile conversazione con Schopenhauer,
venne ad ammettere di essere credente. L'Arturo si alzò dalla sedia
e si mise a saltellare in mezzo alla stanza, esclamando fra una risata
e l'altra: "Lei ha bisogno di un Dio? Ah ah ah!". Non so se ci avesse
ragionato su, ma il dubbio che all'aldilà non ci credesse sorge
spontaneo.

Per tacere di Leopardi, che si immaginava come un arbusto di ginestra
sul punto di essere carbonizzato dalla lava del Vesuvio. E non diceva
granché sul dopo-lava.

> >e tutto di qua è dolore e
> >vanità, in cosa consiste lo "stare meglio"?
>
> Meglio di chi? Stiamo tutti uguali!

Appunto! Mica lo dico io che si può stare meglio. Era il tuo
punto scespiriano di poco fa, quello che avevo cassato:

*si cerca di stare meglio che si può in questa vita di merda*

> >Tenere la testa
> >leggermente più sollevata dalla merda rispetto alla media dei
> >viventi? Non dico che sia una risposta sbagliata, eh, solo non
> >del tutto in linea con le premesse.
>
> Non ho capito questa della merda.

Come sopra.

> >> E comunque non preoccuparti: la morte e il sole non si possono
> >> che guardare obliquamente come ha detto La Rochefoucauld.
> >
> >Piano, piano, che devo prendere appunti. Laroscéfochì?
>
> E' uno che scrive massime per i baci Perugina!

Fiuuut! Uno di meno!

> >Iamme'à! Torno a cercare di capire se Montaigne era pessimista.
>
> Abbia pazienza, figliuolo: ma uno che si chiude in una torre d'avorio,
secondo
> lei e che piange per anni la morte di un solo, UNO, UNO, UNO, amico, lei
le
> risulta molto ottimista? Molto ingaggiato in balli di società e di corte?
>
> Senza considerare tutti i sassolini che doveva pisciare ogni volta, ma
questo
> è un discorso medico.

Va be', oh, dammi tempo! Sono lento e rispettivo, io! Che la torre fosse
d'avorio, ad esempio, mi era sfuggito; ai calcoli renali ci sono già
arrivato,
all'amico trapassato no.

Ciao

Luca

maria strofa

unread,
Mar 11, 2003, 6:56:51 PM3/11/03
to
On Wed, 12 Mar 2003 00:43:52 +0100, "Luca Tassinari" <luca...@libero.it> wrote:

>
>Se si può dimostrare io non lo so, ma Schopenhauer e Leopardi
>immaginavano un aldilà?

Animato o inanimato un aldilà c'è. Esempio: io stasera non sto bene
in casa, ma non c'è dubbio che salga da quel rompicoglioni del vicino.

Sto qua, cerco di stare meglio che posso, ma non c'è luogo ove potrei
ire per meglio stare.


>Un tale (che era pure famoso, ma non mi ricordo come si chiama),
>durante una civile et amabile conversazione con Schopenhauer,
>venne ad ammettere di essere credente. L'Arturo si alzò dalla sedia
>e si mise a saltellare in mezzo alla stanza, esclamando fra una risata
>e l'altra: "Lei ha bisogno di un Dio? Ah ah ah!". Non so se ci avesse
>ragionato su, ma il dubbio che all'aldilà non ci credesse sorge
>spontaneo.

Mah, 'sti colloqui... Nell'opera principale dice trecento volte che il problema
di una vita ultraterrana trascende la nostra capacità di comprensione.


>
>Appunto! Mica lo dico io che si può stare meglio.

Ma sei di un pessimismo, guarda...


>> >Tenere la testa
>> >leggermente più sollevata dalla merda rispetto alla media dei
>> >viventi? Non dico che sia una risposta sbagliata, eh, solo non
>> >del tutto in linea con le premesse.

E quando hai la testa sollevata sopra tutti i viventi che cosa fai?
Ti tocca di parlare con un pellicano, ti tocca.


>
>Va be', oh, dammi tempo! Sono lento e rispettivo, io! Che la torre fosse
>d'avorio, ad esempio, mi era sfuggito; ai calcoli renali ci sono già
>arrivato,
>all'amico trapassato no.

Vai con ordine, sei alla 'm', vai lento e con ordine.

maria

maria strofa

unread,
Mar 11, 2003, 7:00:41 PM3/11/03
to
On Tue, 11 Mar 2003 23:16:35 GMT, kalle.b...@myself.com (kalle) wrote:


>che Leopardi era pessimista, a me capito' di scriverlo -in lungo e in largo-
>nel tema di maturita'. Naturalmente, agli orali, capii di aver fatto un
>errore strategico notevolissimo: insomma, di aver peccato d'ottimismo.

Lancio le monetine degli I CHING o me la spiegheresti volentieri?

maria

kalle

unread,
Mar 11, 2003, 7:39:03 PM3/11/03
to
Il 12 Mar 2003, 01:00, maria strofa

> >che Leopardi era pessimista, a me capito' di scriverlo -in lungo e in
largo-
> >nel tema di maturita'. Naturalmente, agli orali, capii di aver fatto un
> >errore strategico notevolissimo: insomma, di aver peccato d'ottimismo.
>
> Lancio le monetine degli I CHING o me la spiegheresti volentieri?

bah, te la spiego volentieri, la commissaria d'italiano era abruzzese, e fin
li', ma fan sfegatata di De Sanctis, quello che indottrino' schiere di prof
e scrisse tra l'altro: "perchè Leopardi produce l'effetto contrario a quello
che si propone. Non crede al progresso, e te lo fa desiderare; non crede
alla libertà, e te la fa amare", bla bla, etc etc. Insomma, l'orale stava
andado male causa divergenze critiche tra me e De Sanctis, ma poi mi
chiesero l'effetto fotoelettrico ed il calorimetro delle mescolanze, e le
cose migliorarono.

ps, De Sanctis su Leopardi e Schopenhauer sta qui:
http://www.liberliber.it/biblioteca/d/de_sanctis/schopenhauer_e_leopardi/html/testo.htm

prufrock

unread,
Mar 11, 2003, 11:02:34 PM3/11/03
to

"Luca Tassinari" <luca...@libero.it> ha scritto >

> Ecco, avevo due curiosità a proposito di questi "pessimisti".
> Perché nessuno di loro ha tratto le estreme conseguenze da
> cotanto pessimismo?

"Dialogo di Plotino e Porfirio" e " Dialogo di Tristano ed un amico",
entrambi nelle Operette morali, ti possono aiutare a svelare l'arcano.
linnio.


prufrock

unread,
Mar 11, 2003, 11:02:35 PM3/11/03
to

"Luca Tassinari" <luca...@libero.it> ha scritto >
> Per tacere di Leopardi, che si immaginava come un arbusto di ginestra
> sul punto di essere carbonizzato dalla lava del Vesuvio. E non diceva
> granché sul dopo-lava.
>

de hoc : Binni - la protesta di Leopardi; Luporini - leopardi progressivo :
testi fra l'altro di grandissima leggibilità e scorrevolezza. Entrambi
spessi, più o meno come la Vinci.
linnio.


Luca Tassinari

unread,
Mar 12, 2003, 3:27:45 AM3/12/03
to
"prufrock"

> "Luca Tassinari"


> > Per tacere di Leopardi, che si immaginava come un arbusto di ginestra
> > sul punto di essere carbonizzato dalla lava del Vesuvio. E non diceva
> > granché sul dopo-lava.
> >
>
> de hoc : Binni - la protesta di Leopardi; Luporini - leopardi progressivo
:
> testi fra l'altro di grandissima leggibilità e scorrevolezza.

Aggiungo al volo G.Guglielmi, l'infinito terreno. Involuto, tortuoso
e pensoso, come solo questo grandissimo sapeva essere.

Ciao

Luca


maria strofa

unread,
Mar 12, 2003, 11:06:46 AM3/12/03
to
On Wed, 12 Mar 2003 00:39:03 GMT, kalle.b...@myself.com (kalle) wrote:

>bah, te la spiego volentieri, la commissaria d'italiano era abruzzese, e fin
>li', ma fan sfegatata di De Sanctis, quello che indottrino' schiere di prof
>e scrisse tra l'altro: "perchè Leopardi produce l'effetto contrario a quello
>che si propone. Non crede al progresso, e te lo fa desiderare; non crede
>alla libertà, e te la fa amare", bla bla, etc etc. Insomma, l'orale stava
>andado male causa divergenze critiche tra me e De Sanctis, ma poi mi
>chiesero l'effetto fotoelettrico ed il calorimetro delle mescolanze, e le
>cose migliorarono.

Grazie.

Grazie anche di questo, ma avevo già letto il testo nelle edizioni Ibis.

maria

Hare Drummer

unread,
Mar 13, 2003, 7:49:52 AM3/13/03
to
Hai ragione:

"Tutto č male. Cioč tutto quello che č č male; che ciascuna cosa esista č un
male; ciascuna cosa esiste per fin di male; l'esistenza č un male e ordinata
al male; il fine dell'universo č il male; l'ordine e lo stato, le leggi,
l'andamento naturale dell'universo non sono altro che male, né diretti ad
altro che al male. Non v'č altro bene che il non essere: non v'ha altro di
buono che quel che non č; le cose che non son cose: tutte le cose sono
cattive. Il tutto esistente; il complesso dei tanti mondi che esistono:
l'universo; non č altro che un neo, un bruscolo in metafisica...."

Giacomo Leopardi, Zibaldone di Pensieri, pag. 4174, ed. Sansoni, 1969,
pagg.1097-1098

Facciamo leggere questo ai professori che dicono ciň che tu hai riferito...

Hare_Drummer


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