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I Pilastri della Terra e In nome della Rosa

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af

unread,
Aug 8, 1998, 3:00:00 AM8/8/98
to
Che ne pensate dei due romanzi ?
Personalmente, credo che Ken Follet sia stato piu' realista. Ha avuto la
capacità di costruire un ambiente sicuramente piu' reale rispetto quello di
Umberto Eco.
E chiaramente bisogna riconoscere che Ken Follet non è un italiano e come
tale la sua cultura umanistica non è quella di U.Eco. Ed è appunto per
questa ragione che è da non trascurare affatto l'opera di Ken Follet.
Aspetto vostri commenti in proposito.
Tanti saluti

mario...@usa.net

unread,
Aug 8, 1998, 3:00:00 AM8/8/98
to
In article <01bdc2bf$82dcea60$0f48d2c3@falcone>,
Salve a tutti (visto che sono nuovo a questo ng)

Ho letto i due libri , e secondo me non sono comparabili, generi troppo
differenti.
Direi che tutto sommato Il nome della rosa e' meglio, almeno per me;
forse per via del tema giallo e tutti i riferimenti agli investigatori
classici.

Saluti

Mario


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Mauro Montanari

unread,
Aug 8, 1998, 3:00:00 AM8/8/98
to
"af" <pm...@iol.it> wrote:

>Che ne pensate dei due romanzi ?

Non puoi metterli sullo stesso piatto. Quello di Follet e' solo un
fotoromanzo :-)


Alessandro Contadini

unread,
Aug 9, 1998, 3:00:00 AM8/9/98
to

af <pm...@iol.it> scritto nell'articolo
<01bdc2bf$82dcea60$0f48d2c3@falcone>...


> Che ne pensate dei due romanzi ?

> Personalmente, credo che Ken Follet sia stato piu' realista. Ha avuto la
> capacità di costruire un ambiente sicuramente piu' reale rispetto quello
di
> Umberto Eco.
> E chiaramente bisogna riconoscere che Ken Follet non è un italiano e come
> tale la sua cultura umanistica non è quella di U.Eco. Ed è appunto per
> questa ragione che è da non trascurare affatto l'opera di Ken Follet.
> Aspetto vostri commenti in proposito.
> Tanti saluti
>

Credo che il libro di Follet sia molto bello ed appassionante ma non ha
neanche un millesimo del rigore narrativo e stilistico di Eco. L'americano
ha scritto della fiction ambientata nel medio evo mentre Eco va be oltre
quello che tu chiami realtà per fare una grande parabola sulla storia del
medium "letteratura" e di come si riflette sugli uomini.


Angelo LUBRANO

unread,
Aug 9, 1998, 3:00:00 AM8/9/98
to

af ha scritto nel messaggio <01bdc2bf$82dcea60$0f48d2c3@falcone>...

>Che ne pensate dei due romanzi ?
>Personalmente, credo che Ken Follet sia stato piu' realista. Ha avuto la
>capacità di costruire un ambiente sicuramente piu' reale rispetto quello di
>Umberto Eco.
>E chiaramente bisogna riconoscere che Ken Follet non è un italiano e come
>tale la sua cultura umanistica non è quella di U.Eco. Ed è appunto per
>questa ragione che è da non trascurare affatto l'opera di Ken Follet.
>Aspetto vostri commenti in proposito.
> Tanti saluti

Salve a tutti. SOno nuovo di queste parti.

Rispondo:
il libro di FOLLET è pieno di inesattezze sia storiche che "ambientali". una
fra tutte: cita di un personaggio (non ricordo chi) quando si sdraia
all'ombra di un IPPOCASTANO, albero che da quelle parti sarà impiantato
soltanto secoli più tardi.
Il nome della rosa ha una trama da GIALLO molto solida e difficilmente
smontabile. Credo che FOLLET cercasse un po' di consolazione dopo le vendite
nel mondo del Nome della Rosa. Mi dispiace per lui, non aveva bisogno di
fare un Best seller solamente parlando del MEDIO EVO, ma ci ha provato.

Due autori totalmente differenti:
FOLLET -------> ottimo sceneggiatore di telenovelas
ECO---------> erudito Professore, della migliore delle scuole del MONDO
(quella umanistica ITALIANA). PEr una volta tanto: VIVA l'Italia!

a presto.


angelo LUBRANO


Hanamichi Sakuragi

unread,
Aug 10, 1998, 3:00:00 AM8/10/98
to
Alessandro Contadini wrote:

> Credo che il libro di Follet sia molto bello ed appassionante ma non ha
> neanche un millesimo del rigore narrativo e stilistico di Eco. L'americano
> ha scritto della fiction ambientata nel medio evo mentre Eco va be oltre

Ken Follet è inglese

Alla prossima
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cat...@berica.gest.nipd.it

unread,
Aug 25, 1998, 3:00:00 AM8/25/98
to

Ciao a tutti! Avendo letto entrambi i libri mi permetto di dire la mia
opinione in merito, anche se con grave ritardo.


>il libro di FOLLET è pieno di inesattezze sia storiche che "ambientali". una
>fra tutte: cita di un personaggio (non ricordo chi) quando si sdraia
>all'ombra di un IPPOCASTANO, albero che da quelle parti sarà impiantato
>soltanto secoli più tardi.

Puoi citare anche tutti gli altri errori? La questione mi interessa.

>Il nome della rosa ha una trama da GIALLO molto solida e difficilmente
>smontabile. Credo che FOLLET cercasse un po' di consolazione dopo le vendite
>nel mondo del Nome della Rosa. Mi dispiace per lui, non aveva bisogno di
>fare un Best seller solamente parlando del MEDIO EVO, ma ci ha provato.

Per quanto mi riguarda "Il nome della rosa" puo' essere considerato
un capolavoro della letteratura per l' ambientazione e la
ricostruzione storica non certo per la sua trama da giallo.
Non credo poi che Follet si sia basato sul romanzo di Eco per il suo
stupendo libro; a parte il periodo storico (ci sono comunque 200 anni
tra i due), i luoghi, le vicende, i personaggi, sono completamente
diversi e mai mi sarei sognato di compararli.

>Due autori totalmente differenti:

Su questo hai pienamente ragione.

>FOLLET -------> ottimo sceneggiatore di telenovelas

Non oso chiederti cosa pensi di tutti gli altri scrittori minori.
Se Follet sceneggiasse telenovelas ci sarebbe molta meno spazzatura in
TV e probabilmente leggerei di meno.

>ECO---------> erudito Professore, della migliore delle scuole del MONDO
>(quella umanistica ITALIANA). PEr una volta tanto: VIVA l'Italia!

Concordo

Premesso che ho letto i due romanzi con grande piacere e li ho trovati
entrambi entusiasmanti, voglio mettere in luce quella che secondo me
e' la differenza maggiore tra i due libri nel trattare l' argomento
Medioevo.

-ne "I pilastri della terra" si ha una visione totale e diretta del
Medioevo inglese e l' autore ci permette di partecipare in prima
persona ad avvenimenti storici (uno fra tutti l' omicidio dell'
arcivescovo di Canterbury), cosi' facendo deve per forza maggiore
inventarsi particolari storicamente non provati o inesatti;

-ne "Il nome della rosa" il Medioevo ci viene raccontato dai
protagonisti con rigorosa precisione, ma l' ambiente chiuso dell'
abbazia non ci permette di vivere direttamente il particolare periodo
storico italiano (questo puo' essere un pregio o un difetto dipende
dai gusti);

Sinceramente tra i due metodi di narrazione preferisco il primo,
ma come gia' detto stiamo parlando dei due libri che si contendono il
posto migliore della mia libreria.


Ciao

Emiliano


***************************************************************
* *
* Emiliano Cattelan *
* *
* cat...@berica.gest.unipd.it *
* *
***************************************************************

mario...@usa.net

unread,
Aug 27, 1998, 3:00:00 AM8/27/98
to
In article <35e2c0b...@news.iol.it>,

cat...@berica.gest.nipd.it wrote:
>
> Ciao a tutti! Avendo letto entrambi i libri mi permetto di dire la mia
> opinione in merito, anche se con grave ritardo.
>
> >il libro di FOLLET è pieno di inesattezze sia storiche che "ambientali". una
> >fra tutte: cita di un personaggio (non ricordo chi) quando si sdraia
> >all'ombra di un IPPOCASTANO, albero che da quelle parti sarà impiantato
> >soltanto secoli più tardi.
>
> Puoi citare anche tutti gli altri errori? La questione mi interessa.
>
> >Il nome della rosa ha una trama da GIALLO molto solida e difficilmente
> >smontabile. Credo che FOLLET cercasse un po' di consolazione dopo le vendite
> >nel mondo del Nome della Rosa. Mi dispiace per lui, non aveva bisogno di
> >fare un Best seller solamente parlando del MEDIO EVO, ma ci ha provato.
>
> Per quanto mi riguarda "Il nome della rosa" puo' essere considerato
> un capolavoro della letteratura per l' ambientazione e la
> ricostruzione storica non certo per la sua trama da giallo.

Non sono d'accordo, a mio modesto avviso l'ambientazione medioevale e' dovuta
al fatto che quando il romanzo usci' c'era un certo revival del medioevo
dovuta tra l'altro,se ricordo bene, ai primi romanzi fantasy del genere il
signore degli anelli. Mi sembra di ricordare che Eco l'ha ammesso in
un'intervista. Al contrario la trama gialla e' funzionale a cio' che Eco in
fondo vuole dirci: il frate Baskerville (Sherlock Holmes) e Adso (Watson)
rappresentano il metodo scentifico opposto al dogma da una parte e alla
ribellione dall'altra (Che l'investigatore di trame poliziesche sia
assimilabile allo scienziato non e' un tema nuovo in Eco).

Metodo che permette al frate la corretta (migliore) lettura dei segni;
dai segni ai libri ,e quindi la biblioteca e la necessita' di salvare il suo
contenuto.

Saluti

Mario

---------------resto snippato-----------------------------------

Stefano Cirolini

unread,
Aug 31, 1998, 3:00:00 AM8/31/98
to
cat...@berica.gest.nipd.it wrote:
>

[qualcunaltro scrisse:]

> >il libro di FOLLET è pieno di inesattezze sia storiche che "ambientali". una
> >fra tutte: cita di un personaggio (non ricordo chi) quando si sdraia
> >all'ombra di un IPPOCASTANO, albero che da quelle parti sarà impiantato
> >soltanto secoli più tardi.
>
> Puoi citare anche tutti gli altri errori? La questione mi interessa.
>

Premettendo che il libro di Follett mi e` comunque piaciuto, mi sono
parse stonati soprattutto il carattere dei personaggi (troppo
"moderno"),
il fatto che sono divisi cosi` nettamente in "buoni" e "cattivi",
alcuni anacronismi, come parlare di "asso nella manica" in una storia
ambientata alcuni secoli prima dell'invenzione (o almeno, della
introduzione
in Europa) delle carte da gioco, etc.

Ci sono poi delle incoerenze: ad esempio, nella prima parte i personaggi
non possono viaggiare da un villaggio all'altro senza incappare in
banditi
e malfattori vari, mentre verso la fine una delle protagoniste viaggia
per mezza Europa con un neonato, senza incorrere in grossi
inconvenienti.

Un'altra cosa che mi ha un po' infastidito e` il ripetersi, nella trama,
di uno schema fisso: si ha una "crisi", in cui i cattivi trovano un modo
per fermare o ostacolare i buoni nella costruzione della cattedrale; in
seguito, i buoni trovano uno stratagemma per proseguire comunque la
costruzione
(fino alla prossima "crisi").


--
Stefano Cirolini | >> MELINDA MIGLIORA LE MELE <<
Ciro...@Sodalia.IT | (le buone mele della Val di Non)

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