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marzio pieri - monografico.

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dbn

unread,
Apr 12, 2003, 11:36:03 AM4/12/03
to
mi sembra di dovervi fare leggere questa cosa.

è il programma del corso monografico dell'insegnamento
di letteratura italiana di marzio pieri di tre anni fa.

perdonate il solo testo, che appiattisce tutti i formati
e i font e gli stili, notevolissimi nell'originale.


dbn
---------------------------------------------------------------------

La "notte di Como". Tarantin(ando) e un po' Namazian(ando):

Novecento tradito traditore.

Denontiando linee acquisite, ò circoscrittioni linguistiche, & d'area
da manouale dei giovani Sploratori nonche Valutationi da
Bolgiadiprontosoccorso, vuolsi metter'à fuoco un processo di lettura
Acrònico, inesauribile, et a fondo Perduto, solo per quei, che Brami
Impelagar(si) Dis/intereffatta, & materialistica mente. E' vietato
l'accesso ai Bonisti, et à i pighri. Il Seminario principale è
coftituito da una lettura dell'Adone (1623) come testo
dell'antibar(.)cco*. *Seminarii accessorii copriranno [con intenzione
compensativa senon dialettica, e come speditivo al "saper leggere" a
sgabello del "saper scrivere"] il particolare della prosa non
narrativa cinquecentesca (nello specifico Machiavelli), del teatro
secentesco (l'Adamo di G.B. Andreini) con escursioni nella lirica
marinista e antimarinista (e. g. Achillini, Artale, Pasini, Guidi,
Lubrano), delle scritture liriche neoclassiche (da Monti a Carducci).
La Bibliografia concepita come interminato spazïo si andrà concretando
(ma aspirando a complicazione) nel vivo di vive lezioni (:) e d'un
dolente passaggio.


PARTE ISTITUZIONALE


Primo esame

Le prime due Cantiche della Commedia di Dante.

Letteratura italiana dalle Origini all’Unità d’Italia.


Secondo esame

La terza Cantica della Commedia di Dante

Letteratura italiana dal 1861 al Novecento incluso.

Lettura di due classici a scelta dello studente, corrispondenti a un
tomo ciascuno di una delle principali collezioni di classici della
Letteratura italiana (p. es.: I Meridiani Mondadori, La Letteratura
italiana Ricciardi, I Classici italiani della Utet, Gli Scrittori
d’Italia del Laterza e simili).

Lo studente che desideri passare ad un corso di Letteratura italiana
alternativo e parallelo può farlo solo relativamente al primo esame.


N.B. – Le avvertenze relative a modalità d’esame, prove scritte ed
eventuali passaggi di corso sono visibili nella bacheca del Docente.


PROPOSTA BIBLIOGRAFICA INIZIALE SPECIFICA


o. Per volgare che la cosa sia per risultare - e me ne scuso, se fosse
necessario come temo, con gli studenti - ho deciso che non era decente
sottrarsi, in questa contigenza sia pure di lana caprina del trapasso
millenario, a un tentativo di bilancio delle forze culturali,
letterarie, ideologiche, poetiche, e via sedicendo, e bum-bum, del
secolo giunto a chiusura. Che è stato faticoso, a viverlo, ed è
faticoso, a ripensarlo; con un vantaggio "negativo": ci siamo liberati
di quasi tutti i senapismi e cataplasmi; e chi da questa liberazione
sia riuscito chiarito e fortificato, come davvero chi esca
bruciacchiato da un "auto da fé", ma ancora vitale e deciso a farsi
trovare, dalla morte, vivo, ne scaccia gli svolazzi serotini, ed i
colpi untuosi di coda di schifosa orca moribonda, con un colpettino di
dita, uno scrollar di spalle, una risata. Meglio, meglio morire di
riso. Morirono di riso l'Aretino e Margutte semi-gigante; e sono fra
le creazioni meno deprimenti della nostra mitologia letteraria. Prima
degnità: - fare a meno delle scorciatoie, dei "bigini" e delle prese
d'atto a libro chiuso.


I. Una parte del corso - era una fra le scelte possibili e le offriva
sostanza di probabilità il fatto che a questo il tenutario del banco
ha dedicato a lungo le migliori sue forze di studioso - si dedicherà
alla revisione di una delle tante idee ricevute e correnti: - che il
Novecento (e più l'ultima delle sue parti) sia stato un secolo
neo-barocco. Ebbene, andiamo allora a vedere un poco da vicino i
"barocchi" veri (che, frattanto, e com'è arcinoto, non seppero,
stando, di esserlo).


Rileggeremo, dunque, l'Adone di Giambattista Marino (Parigi 1623); e
questa rilettura sarà sostenuta, bilanciata e avvalorata o
contraddetta, dalla lettura (in sede di seminario; uno dei seminari,
che al corso faranno sponda; e sarà quello tenuto dalla dottoressa
Ruffino) dell'Adamo "sacra rappresentazione" di Giambattista Andreini
(Milano 1613).


<Dell'"Adone" il poema "essenziale" del vero o preteso "barocco",
esisterebbero, uscite a diverse riprese nell'ultimo venticinquennio,
quattro edizioni: due curate dall'autorevolissimo padre Giovanni Pozzi
da Locarno (la prima per l'editore Mondadori, con un intero volume di
commento a molte mani di allievi del maestro, la seconda, con belle
illustrazioni coeve e più corretta, per gli Adelphi di Milano), e due
curate dal Pieri medesimo (la prima per la collana degli "Scrittori
d'Italia", fondata dal Croce in età filo-barocca, [ma poi il Croce ci
ripensò], per l'editore Laterza di Bari; la seconda per la collezione,
in corso di completamento, dei "Cento libri per mille anni" del
Poligrafico dello Stato, diretta da Walter Pedullà) ma hanno tutte e
quattro una caratteristica comune: o sono esaurite (la Mondadori, la
Laterza e, temo, anche l'Adelphi) o sono inacquistabili in libreria
(la collana del Poligrafico si vende solo in abbonamento a scatola
chiusa - comunque disponibile, per l'edito e, in prospettiva di tempo,
per l'ancora inedito, presso la Biblioteca dell'Istituto di Filologia
Moderna). Questo ci indurrà a servirci, temo, di fotocopie, via via
che si passerà ai vari canti (e son venti; di durata crescente) del
poema.>

L'"Adamo" è invece facilmente reperibile (in Istituto) come numero 2
dei "Quaderni dell'Archivio Barocco", serie diretta (e realizzata
senza fini di lucro) dal Centro Studi dello stesso nome, con sede
presso l'Istituto di Filologia Moderna. Valga come notizia: nei
"Quaderni" si mira a far confluire il risultato, quando lo meriti,
delle migliori tesi di laurea prodotte da allievi del Prof. Pieri o di
altri docenti dell'Istituto a lui legati dall'opera comune e da stima
reciproca.


La lettura del poema mariniano e della "sacra rappresentazione"
andreiniana si appoggeranno allo studio di: M. Fieri, "Fischiata
XXXIII. Un sonetto di Giambattista Marino" [ed è quello sulla
famigerata, e molto equivocata, "meraviglia"], Parma, Pratiche
editrice, 1992. <Altra lettura di grande utilità potrebbe risultare
(ma è solo reperibile e consultabile nelle biblioteche) almeno:
Luciano Anceschi, "Del Barocco ed altre prove", Firenze, Vallecchi,
1953. Alternabile con "L'idea del Barocco. Studi su un problema
estetico", del medesimo Autore, Bologna, Nuova Alfa, 1984.>


II. Visto che si è fatto il nome di Luciano Anceschi, studioso-chiave
fra estetica e letteratura, barocco e neobarocco, avanguardia e
neoavanguardia, punto di riferimento e di formazione di molta poetica
(anche "cattiva") e di moltissimi intellettuali e poeti (anche
buonissimi) del secondò Novecento, in Italia, ci si permetta di
consigliare, come lettura-choc (e introduzione all"'altra faccia",
quella anzi antibarocca, neoclassica, neoclassicistica, puristica e
leopardiana, del secolo), quello che deve essere stato l'ultimo
davvero (anche per metodo; e anche per "sapienza") esemplare dei suoi
innumerevoli scritti: "Un laboratorio invisibile della poesia. Le
prime pagine dello "Zibaldone"", Parma, Pratiche editrice, 1992.
Questo per il versante "classicista". Per il versante
"anticlassicista", Edoardo Sanguineti-Jean Burgos, "Per una critica
dell'avanguardia poetica in Italia e in Francia", Torino, Biblioteca
Bollati Boringhieri (Lezione Sapegno 1995).


III. Per il discorso cui si richiama (chiassosamente; e se ne chiede
scusa, ma si deve?, in quest'età dello slogan ..., a studenti, e a
colleghi) il titolo del corso (ed è discorso sulla "decadenza" e sul
"manierismo" come ricaduta ovvia, e come antidoto manifesto e
precario, della decadenza):


- per Tarantino lo studente dovrebbe premurarsi circa la visione
preliminare (almeno per "cassetta", facilmente acquistabile) dei suoi
film proverbiali - Le iene, Pulp Fiction, e Jackie Brown -; e aiutarsi
nella ricognizione su senso e valori o disvalori di questo cineasta
"in progress" (se progresso sarà ...) quantomeno con la monografia a
più mani dedicatagli dalla rivista cinèfila "Garage-Cinema Autori
Visioni" della Paravia scriptorium (Torino 1996).


- per Rutilio Namaziano (sec. V d. C.) si vegga di lui: "Il ritorno",
a cura di Alessandro Fo, Torino, Einaudi (Collezione di poesia 234),
1992. <La lettura può essere rinterzata con quella dei "Poeti latini
della decadenza", a cura di Carlo Carena, Torino, Einaudi (Collezione
di poesia 205), 1988. E - più in generale - col primo, importante
prodotto di una "Ovidio Renaissance" in corso, ora, anche in Italia:
Ovidio, Opere, I. Dalla poesia d'amore alla poesia dell'esilio,
edizione con testo a fronte a cura di Paolo Fedeli, Torino, Einaudi,
Biblioteca della Pléiade, 1999>. La conoscenza, comunque
indispensabile a qualsiasi colto lettore anche non universitario (e di
"lettere"!) del tronco del Satyricon di Petronio, dovrebbe appoggiarsi
almeno comunque a tre recenti pilastri:


(i) Edoardo Sanguineti, "Il gioco del Satyricon" (p a r o d i a),
Torino, Einaudi, 1970;

(ii) "Fellini-Satyricon", f i l m, 1968 [cercando, magari, nelle
biblioteche specializzate, come dovrebbe poter essere quella della
cattedra di storia e istituzioni cinematografiche della facoltà, il
libro dedicato al film, con quel titolo, a cura di Dario Zanelli,
Bologna, Cappelli editore, 1969, nella oggi estinta collana "Dal
soggetto al film" diretta da Renzo Renzi, n. 38). Quanto a Fellini,
personaggio essenziale della cultura non solo cinematografica e non
solo italiana dagli anni 50 agli incipienti anni 90, vedere almeno il
libretto dedicatogli dalla grande dantista, e francesista, Jacqueline
Risser, "L'incantatore. Scritti su Fellini", Milano, Libri
Scheiwiller, 1994; e l'album a fumetti di Milo Manara, "Viaggio a
Tulum. Da un soggetto di Federico Fellini per un film da fare",
Milano, Rizzoli, 1990, o Montepulciano, Edizioni del Grifo, 1991;

(iii) Bruno Maderna, "Satyricon", o p e r a m u s i c a l e su l i b r
e t t o p o 1 i g l o t t a dello stesso Maderna, 1973 [ne esistono
due registrazioni in compact, fra cui quella, incompleta, diretta
dall'Autore].


L'attitudine a muoversi fra i "generi" e le arti diverse è presupposto
indispensabile per il lettore moderno; e non si esclude che, su questa
instituzione formati, si possa anche accingersi alla lettura
dell'opera postuma di P. P. Pasolini, "Petrolio", romanzo, Torino,
Einaudi, 1992 [per le cure filologiche del romanista sommo Aurelio
Roncaglia].


IV. A questo punto, data la difficoltà di orientarsi che un
principiante (o un provetto, anche, di mentalità diciamo letteraria
ristretta; ossia solo italiana, ministeriale, e, lontanamente,
manzoniana "for ever") può incontrare su questo estremo Pasolini -
"estremo" anche nel senso in cui si parla, oggi, di sport "estremi",
cioè fortemente arditi e per chi gli puzza la vita - (ma anche, in
fondo, sull'oggi addomesticato, scolasticamente, e indegnamente,
Gadda; su Pizzuto, su D'Arrigo, su Consolo, su Vittorini, sullo
stesso, addomesticato e quasi barbaramente impascolito, Palazzeschi,
ecc. ecc. [ q u a s i t u t t i g l i s c r i t t o r i e i p o e t i
i t a l i a n i n o v e c e n t e s c h i d e g n i d i e s s e r e l
e t t i s o n o s t a t i o r a d i a t i d a l l ' a l b o e d e m a
r g i n a t i n e l l ' o s p e d a l e d e i c e r v e l l i i n c u
r a b i l i ; o c a s t r a t i i n r i d u z i o n i a d u s u m d e
l p h i n i , m a g a r i c o l c o n c o r s o , b e n p a g a t o ,
d i f i l o l o g i , s o c i o l o g i , p e d a g o g i s t i e a l
t r i i n f e d e l i n o n d ' a m o r e ]), si ricordano alcune
letture ("rarae nantes ...") che si possono fare:


per esempio, la ricostruzione piuttosto eretica del Novecento italiano
ed europeo avviata da Ruggero Jacobbi ("L'avventura del Novecento", a
cura di Anna Dolfi, Milano, Garzanti, Saggi Blu, 1984), che da sola
basta a scorbacchiare tutti i guglielmini e gli altri bigini
raccomandati da una scuola di professoresse che non leggono a degli
studenti che non hanno voluto mai leggere;

il tronco affascinante (ma oggi remoto, nel gusto e nei criteri di
selezione; e, per questo, lentamente, "accettato" anche nella scuola)
di storia del romanzo affidato a memorabili lezioni da Giacomo
Debenedetti, "Il romanzo del Novecento", Milano, Garzanti, Saggi Blu,
1971 [con presentazione di Eugenio Montale];

certi riepiloghi illuminati, ma fermissimi, come "Critica e storia.
Rendiconti di fine secolo", di Nino Borsellino, Roma, Kepos Edizioni,
1993;

le mirabili "Fantasie di avvicinamento. Le letture di un poeta", del
poeta sommo fra i sommi Andrea Zanzotto (Milano, Mondadori, 1991).


A p o r t a t a d i m a n o d e l l o s t u d e n t e , q u i a P a r
m a , e s e p a i a n o n i n d e ce n t e g i u s t a p p o r r e a i
m a s s i m i p i ù u m i l i m a s e r i s s i m e c o s e , d u e s
i l l o g i d i b r e v i s t u d i s u l r o ma n z o i t a l i a n o
n o v e c e n t e s c o , r i s u l t a n t i , i n m a s s i m a p a
r t e , d a l a v o r i d i l a u r e a o p o s t l a u r e a m d i a
l l i e v i d e l P i e r i c o m e C a p o f e r r i - M a n g i o n
e - U g o l o t t i , " L ' o r o d i p o n g o " , P a r m a Z a r a
ed - , L a B e s t i a r a r a 1 2 , 1 9 9 7 [ s a g g i s u l l a l e
t te r a tu r a i t a l i a n a a l l a s v o l t a d e l 1 9 4 1 ; s
u l l a n a r r a t o l o g i a u s c i t a d a l l a n e o v a n g u
a r d i a ; s u A r b a s i n o , P a s c o l i n i e c c . ] o A A .
V V . , " C a p i t a n S c i r i c ò " , P a r m a , Q u a d e r n i
d e l l ' A r c h i v i o B a r o c c o , 1 9 9 9 [ s u B e r t o R i
c c i , D e C h i r i co s c r i t t or e , S i n i s g a l l i , M a
n g a n e l l i , P i z z u t o ] . <Ma, come modo di scrivere la
storia del contemporaneo si vorrebbe che tutti conoscessero il "Projet
d'histoire littéraire contemporaine" [1923] di Aragon, Paris,
Digraphe, 1994. Non è l'esame di "francese", il libro non è reperibile
in Italia, Aragon è difficile, si sa, non è possibile: si sa.>


P.S. A questo punto, chiedo allo Studente di permettermi di mantenere
"aperta" la bibliografia dei testi che si potranno concretamente
avvicinare, leggere, assaporare, comentare, nella misura stretta delle
lezioni possibili. Mi limito ad anticipare alcuni appuntamenti
presunti o dichiarabili:

il "Fanciullino" (e i "Poemi conviviali"; e qualcuno dei "Carmina") di
Giovanni Pascoli, magari attraverso le letture "mirate" (dunque,
scandalosamente pretestuose) di Agamben, di Perugi, di Garboli, di
Treves; e - per il "Latino del Pascoli" - di A. Traina.

MafarKa il futurista di Marinetti [1910]. <Ma, anche Sàlgari. - E "Zig
Zag. Il romanzo futurista" a cura di Alessandro Nasi [scritti,
illustri o tramontati, di Soffici, Corra, Primo Conti, Ginna,
Benedetta ... e Marinetti stesso], Milano, Il Saggiatore, 1995.>

Di Palazzeschi almeno due cose delle più extravaganti e malnote: "Due
imperi ... mancati" [1920] e "Interrogatorio della contessa Maria"
[postumo; Milano, Mondadori, 1988; probabilmente risale al '21-'26].

A specchio di questo, un romanzo svalutato di Moravia [il massimo
narratore italiano del 900], "La vita interiore" (Milano, Bompiani,
1980): sulle "radici" del terrorismo.

Di Alberto Savinio, "Hermaphrodito e altri romanzi", Adelphi, 1995
(contiene col capolavoro del Savinio avanguardista, inoltre, "La casa
ispirata", "Angelica o la notte di maggio", l'Introduction à une vie
de Mercure, Tragedia dell'infanzia e Infanzia di Nivasio Dolcemare, Il
Signore Dido e l'Innocenzo Paleari, fra i quali titoli andare vagando
quasi per un arcipelago).

Di Pirandello, magari l'"Enrico IV" (confronto con "La cena delle
beffe" di Sem Benelli; e con la riduzione che ne fece Carmelo Bene).
<Ma, di Pirandello, anche qualcuna delle lettere scambiate con Marta
Abba, da adirsi nel volume ad esse dedicato nei "Meridiani" del
Mondadori.>

Fra gli scrittori "europei", daremmo la preferenza ad Arturo Loria:
uno per tutti (e leggeremmo i racconti "Il falco e Fannias Ventosca"
[recentemente ripubblicati a Firenze dai Giunti]).


Per i poeti, si potrebbe partire da "I poeti italiani della "Voce"",
anche recentemente riediti [a cura di Paolo Febbraro; Milano, Marcos y
Marcos, 1998];

ma poi non si scanseranno - dei classici "per eccellenza" - almeno gli
"Ossi di Seppia", di Montale, anche se, per Montale, si vorrà poi
vedere il ciclo tardo dell"'autodafé" (e, da ultimo, il "Dovuto a
Montale" di Dante Isella: Milano, Archinto, 1997).


Contest(ual-/ativa) mente, anche se è difficile reperirle, leggeremo
le poesie italiane di J. R. Wilcock (ed. Adelphi) e quelle del
meraviglioso slavista A. M. Ripellino (ed. Einaudi).


Di Saba si preferiranno le "Scorciatoie e raccontini", in prosa.

Degli "ermetici", Sandro Parronchi, da adire nella recente
auto-antologia uscita negli "Oscar" Mondadori/Poesia.

Di Vittorio Sereni, il "poemetto improprio" "Un posto di vacanza" e le
prose de "La traversata di Milano" (in "La tentazione della prosa", a
cura di Giulia Raboni, Milano, Mondadori, l998).


Di Gadda, "L 'Adalgisa". Di Vittorini, almeno, "Le donne di Messina".
E il "Diario in pubblico".

Di D'Arrigo, "Horcynus Orca". Per finire con "Coblas. Il mistero delle
sei stanze" (di Fo, Vecce, Vela; Milano, All'insegna del pesce d'oro:
1987), "Il talento", romanzo di Cesare De Marchi (Milano, Feltrinelli,
1998), e il "Diario d'utopia" di Maria De Lorenzo (Roma, Empirìa,
1999).


Altro si teme non potrebbe entrarci. Ma la speranza è l'ultima a
morire; e il timore centuplica le forze; e poi: " c h i h a v i s t o
h a v i s t o " (Pietrino Bianchi, l'inventore di "Con Pasta Barilla è
sempre domenica", ai giovani, presuntuosi cinéphiles attaccati
all'ultima moda); e, dunque,: "chi ha letto ha letto". Dio ci perdoni
i silenzii. Non pochi necessitati ("un corso è un corso un corso un
corso"). Non pochi intenzionati ed esemplari; ripurgativi.


Quanto allo spettro dell'esame, diciamo che ogni studente si
presenterà con una "lista minor" - ma ragionata - di letture fatte,
all'interno della "lista major" (e "in progress") qui squadernata. E'
ovvio che il professore non fa il libraio; quindi, si ponga silenzio
alla querimonia sui soldi "dove li prendiamo". Si tratta, qui, di
un'ecstasy diversa (e, in fondo, meno costosa, anche se, ammetto, più
pericolosa). Del resto, è quasi impossibile procurarsi anche per un
riccone, più del 10-20 per cento dei libri qui suggeriti, in una
corrente libreria. <Un tempo, nelle librerie, ci si passavano (da
studenti) i pomeriggi, fino a ora di chiusura; e sbircia qui che io
sbircio là, senza spendere un soldo, si leggeva di tutto. Ma ora.> Ora
(ma anche allora) il luogo di studio di uno studioso è la Biblioteca.
<P r e m e r e s u C h i d i d o v e r e p e r c h é s i a n o s e m p
r e a p e r t e . A n c h e d i n o t t e . > L a n o t t e p o r t a
c o n s i g l i o . E si copia (ancóra il modo migliore di apprendere,
almeno in letteratura; in alternanza, leggere a voce alta; magari al
registratore; e risentirsi) e si fotocopia quello che non si può
altrimenti trovare pagando (si ricorda che una fotocopia abusiva è
passibile di colla, fustigazione, fucilazione o altro ad arbitrio di
S.E.).

Diciamo una decina di testi - almeno e a occhio e croce - pro capite.
Addio.

silvio

unread,
Apr 13, 2003, 2:40:55 AM4/13/03
to

"dbn" <wanna...@home.tonight> ha scritto nel messaggio
news:i9bg9vostaagg9at6...@4ax.com...

> mi sembra di dovervi fare leggere questa cosa.
(...)

Marzio Pieri is god (erano bei tempi, sembrano mille anni fa e invece sono
4, a star larghi).
Saluti
silvio
p.s..: la Fischiata era facilissima da reperire in remainder, sempre 3/4
anni fa e penso però anche adesso.


---
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Francesco Giannici

unread,
Apr 13, 2003, 7:11:42 AM4/13/03
to
dbn <wanna...@home.tonight> wrote:

> Contest(ual-/ativa) mente, anche se è difficile reperirle, leggeremo
> le poesie italiane di J. R. Wilcock (ed. Adelphi)

Eh si', eh si'!
(stupendo: dove insegna(va) questo Pieri?)

Ciao
--
Francesco Giannici -- zena...@libero.it
Comitato per la diffusione di Wilcock

dbn

unread,
Apr 13, 2003, 9:36:15 AM4/13/03
to
zena...@libero.it (Francesco Giannici) diceva:

>(stupendo: dove insegna(va) questo Pieri?)

parma

dbn

unread,
Apr 13, 2003, 9:44:08 AM4/13/03
to
zena...@libero.it (Francesco Giannici) diceva:

>Eh si', eh si'!
>(stupendo: dove insegna(va) questo Pieri?)

Il Prof. Pieri (Firenze 1940) lavora a vario titolo all’Università di
Parma dal 1968. Se allora, giovanissimo a non dire principiante, vi fu
chiamato forse per la sua indipendenza di giudizio rispetto agli
schieramenti politici e parapolitici del momento, donde l’etichetta
immediata di fascista, ebbe in seguito la amara soddisfazione di
vedere rientrati nei ranghi eccome tutti i fanciulletti
dell’"occupato". Figli di papà prima, allora e dopo. Comunisti,
cattolici, massoni, e ovviamente fascisti, lo hanno sempre avvertito
come un nemico. Eppure non ha mai avuto cariche politiche. I suoi
studi hanno privilegiato il barocco (attualmente è in corso una
impresa mariniana parigina, che nei prossimi anni dovrebbe portarlo
alla sua seconda edizione della Galeria, alla terza dell’Adone – dopo
quella per gli "Scrittori d’Italia" del Laterza e quella per i "100
libri per 1000 anni" del Poligrafico dello Stato – e alla sua prima
delle Dicerie sacre del poeta napoletano), imminente è anche l’uscita
di una edizione finalmente completa delle Scintille poetiche del
Lubrano – per la Finestra editrice in Trento -, solo parzialmente
edite a suo tempo presso il Longo ravennate. Pubblicò una scandalosa
edizione della Gerusalemme liberata secondo la stampa genovese del
1590, illustrata dal manierista Bernardo Castello, presso il Fògola.
Ha pubblicato per i "Classici italiani" Utet il tomo I – Romanzi – del
Verga ed è in attesa delle bozze del tomo II – Novelle e Teatro -.
Novecentista anomalo (si rifiuta alla comoda etichetta di
contemporaneista, che finisce coll’aver letto Capasso e non
Calzabigi), ha dedicato saggi a Campana, Ungaretti, Bertolucci,
Caproni, Sereni, Sinigaglia e altri poeti (amatissima la Di Lorenzo
dell’utopia), Macrì e Jacobbi, su invito della fiorentina Anna Dolfi.
Si è sempre occupato di teatro d’opera, giudicato un invasore di campo
dai colleghi parmigiani – le loro opere sono a catalogo – ma un utile
compagno di lavoro da Giovanni Morelli, Giorgio Pestelli, Mario
Messinis, dai giovani Sala, Streicher, e dal maestro di tutti,
Gianandrea Gavazzeni, che scrisse innamorata prefazione a un suo libro
verdiano (Electa ed.) voluto da Paolo Grassi e del quale il Pieri
inventò figura per figura il ricchissimo apparato iconografico
(l’unica cosa lodata da un critico S. S. che stroncò il testo e alzò
al cielo le illustrazioni perché le credeva dovute ad un altro; faceva
meglio a cambiarsi le imbarazzanti iniziali del nome); relatore alla
Cini veneziana in congressi su Verdi, Boito, Vivaldi, Malipiero – di
cui ha pubblicato tutto il Teatro, per la Marsilio -, Casella, Nono
(facendo perdere i freni inibitori al Cacciari) e altrove su Verdi,
Mascagni, Donizetti e Giannotto Bastianelli. Nonché su Bellini e su
Gluck per gli "Amici della Scala". Mai di domenica.

http://www.unipr.it/~italiano/ArchivioBarocco.htm

dbn

Sig.na Cuori Infranti

unread,
Apr 13, 2003, 10:11:07 AM4/13/03
to

"dbn" <wanna...@home.tonight> ha scritto nel messaggio
news:6bqi9vcnlktpasb2b...@4ax.com...

> zena...@libero.it (Francesco Giannici) diceva:
>
> >Eh si', eh si'!
> >(stupendo: dove insegna(va) questo Pieri?)
>
> Il Prof. Pieri (Firenze 1940) lavora a vario titolo all'Università di
> Parma (cut,sorry)

...con tutto che non ne conservo quel gran ricordo.
mah.

Sig.na


Monica

unread,
Apr 14, 2003, 3:11:40 AM4/14/03
to

dbn <wanna...@home.tonight> wrote in message
6bqi9vcnlktpasb2b...@4ax.com...

> zena...@libero.it (Francesco Giannici) diceva:
>
> >Eh si', eh si'!
> >(stupendo: dove insegna(va) questo Pieri?)
>
> Il Prof. Pieri (Firenze 1940) lavora a vario titolo all'Università di
> Parma dal 1968.

e dire che ci ho passato 5 anni a studiare il Diritto.
Vedi che significa sbagliare facoltà....
M.


dbn

unread,
Apr 14, 2003, 4:25:49 AM4/14/03
to
"Sig.na Cuori Infranti" <lonel...@west.com> diceva:

>...con tutto che non ne conservo quel gran ricordo.

oh. hai studiato con lui? e cosa ne ricordi?
parlare di un uomo molto libresco non è OT.

dbn

dbn

unread,
Apr 14, 2003, 4:32:39 AM4/14/03
to
"Monica" <monicaauri...@libero.it> diceva:

>e dire che ci ho passato 5 anni a studiare il Diritto.

>Vedi che significa sbagliare facoltą....

pensavo lo stesso, sullo sbagliare facoltą. ma gli errori
consapevoli hanno tutto il senso del disastro, che č un
valore aggiunto. poi forse pieri non vale venezia. ricordo
dei monografici spaventosi nell'italianistica vinegiana.
brizzi e d'annunzio primeggiavano.

dbn

Sig.na Cuori Infranti

unread,
Apr 14, 2003, 4:44:52 AM4/14/03
to

"dbn" <wanna...@home.tonight> ha scritto nel messaggio
news:41sk9vsfdb3270h2e...@4ax.com...


La grande capacità affabulatoria, l'ironia spiazzante, la "follia" delle
entrate al canto di arie note dell'amato Verdi o Rossini...
questa la parte piu' folkloristica, direi...
Poi
la (sua) passione per il barocco.
lezioni dalle quali, giovanissimi e poco esperti di insegmanenti così al di
sopra delle righe,si usciva storditi e pieni di dubbi, anche ridanciani a
volte, ma sempre col terribile sospetto di avere a che fare con un moloch
che mai si sarebbe compreso...
che sul capire era tutta un'altra cosa.
ecco.
Pieri presuppone la conoscenza.
l'ho apprezzato poi, quando sono tornata a sentire le sue lezioni, sul
finire del corso di laurea...

Sig.na


dbn

unread,
Apr 14, 2003, 6:23:38 AM4/14/03
to
"Sig.na Cuori Infranti" <lonel...@west.com> diceva:

> La grande capacità affabulatoria, l'ironia spiazzante,

> la "follia" delle entrate al canto di arie note dell'
> amato Verdi o Rossini...

e dio lo benedica, no?

le università sono sempre più piene di burocrati, di
demagogie imperanti, di lezioncine per minus habens,
robine povere e avvilenti. la carriera accademica è
roba da istrionici o da funzionari. meglio i primi,
no?

e poi c'è vari tipi di istrionici. mi sembra che il
pieri ci combinasse anche una certa audacia scientifica
e un talento vigoroso, che non sono merci comuni.

> questa la parte piu' folkloristica, direi...

anche il folclore ha vari livelli, dalla magnificenza
all'imbecillità.

> Poi
> la (sua) passione per il barocco.

dove forse sta la salvezza universale, forse.

> lezioni dalle quali, giovanissimi e poco esperti di

> insegnamenti così al di sopra delle righe, si usciva

> storditi e pieni di dubbi, anche ridanciani a volte,
> ma sempre col terribile sospetto di avere a che fare
> con un moloch che mai si sarebbe compreso...

e viva chi alza il tiro!

l'università macera in un'imbarazzante condizione di
analfabetismo diffusa e intoccabile. bisogna essere
prima di tutto popolari, in una sorta di imbecillità
collettiva, davvero opprimente.

> che sul capire era tutta un'altra cosa.
> ecco.

quella è la sfida, no?

> Pieri presuppone la conoscenza.

e viva!

perché gli altri stanno tutti giocando al ribasso, mi
pare. dal liceo sembra di sbarcare alla scuola materna.

poi sono gli anni più meravigliosi della vita, perché
come dice tom robbins 'non è mai troppo tardi per avere
un'infanzia felice', ma insomma.

> l'ho apprezzato poi, quando sono tornata a sentire le
> sue lezioni, sul finire del corso di laurea...

l'anno prossimo tengo d'occhio gli orari delle lezioni,
e salto su un treno al momento buono.

[tu parmigiana, sig.na?]

dbn

Francesco Giannici

unread,
Apr 14, 2003, 8:20:11 AM4/14/03
to
dbn <wanna...@home.tonight> wrote:

> ricordo dei monografici spaventosi nell'italianistica vinegiana. brizzi e
> d'annunzio primeggiavano.

Ommamma. Ma l'amica di Don Nunzio non posta piu'?

Visto che siamo in argomento aneddoti universitari, il boss di
antropologia (che ha cognome e nome, e fa Buttitta Antonino, ed e'
squallido oltre ogni dire), qui in Maghreb, alla fine della lezione fa
due battute di avvertimento, la claque parte con l'applauso e l'aula si
deve unire.

No, per dire.

Ciao
--
Francesco Giannici -- zena...@libero.it

http://iamr.cjb.net
"You should pay rent in my mind" -- Fugazi

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