Personalmente preferisco ed utilizzo la pronuncia "vu", comunque,
considerando la pronucia di tutte le altre lettere, il caso della "v" e'
davvero anomalo, sia che si utilizzi la pronucia "vu" o la pronuncia "vi".
E' anomalo perche' la pronuncia delle lettere dell'alfabeto si riferisce al
fonema corrispondente nella catena parlata, anche se, com'e' noto, non
esiste una corrispondenza perfetta fra grafia e fonetica.
1) Le consonanti che graficamente corrispondono a dei fonemi occlusivi (o
esplosivi, o momentanei) vengono denominati con la consonante + la vocale
"i":
b (occlusiva bilabiale sonora) = "bi";
c (sia come occlusiva velare sorda [k] che come affricata [occlusiva
dentale sorda + sibilante palatale sorda, pron. di "ciao"]) = "ci";
d (occlusiva apico-dentale sonora) = "di";
g (sia come occlusiva velare sonora [g] che come affricata [occlusiva
dentale sonora + sibilante palatale sonora, pron. "gesto"]) = "gi";
p (occlusiva bilabiale sorda) = "pi";
t (occlusiva apico-dentale sorda) = "ti";
2) Le consonanti che graficamente corrispondono a dei fonemi continui (cioe'
che possono essere prolungati nel tempo, come i sibilanti, i rotanti, i
liquidi, i nasali, i fricativi) vengono denominati con la vocale "e" + la
consonante doppia + la vocale "e":
f (fricativa labio-dentale sorda) = "effe";
l (liquida apico-dentale sonora) = "elle";
m (nasale bilabiale sonora) = "emme";
n (nasale apico-dentale sonora) "enne";
r (rotante apico-dentale sonora) "erre";
s (sia come sibilante apico-dentale sorda [pron. di "sempre"] che come
sibilante apico-dentale sonora [pron. di "rosa"]) = "esse";
Secondo la suddetta "regola" la lettera "v", corrispondendo ad un fonema
fricativo labio-dentale sonoro (il corrispondente sonoro della "f") non
dovrebbe essere denominata ne' "vu" ne' "vi" bensi' "evve".
Molto probabilmente questa denominazione e' stata eliminata nel corso della
storia linguistica per evitare confusioni a livello uditivo con la "f",
confusioni che gia' avvengono quasi sistematicamente con le lettere del
primo gruppo, tanto da richiedere ulteriori specificazioni ("c" di "Como",
"d" di "Domodossola", eccetera).
Nella scelta fra "vu" e "vi" la prima sembra aver avuto la meglio, a mio
avviso, per i seguenti motivi:
1) "vi" avrebbe creato confusione a livello uditivo con "bi" e "pi". Cio'
non ha interessato, ad esempio, il sistema linguistico inglese, nel quale la
denominazione "vi" coesiste con "bi" e "pi"; nel sistema linguistico
spagnolo pero', dove ad inizio di parola la "b" e la "v" vengono entrambe
pronunciate con un fonema occlusivo bilabiale sonoro (b), e' stata
necessaria la distinzione tra "b" che viene denominata "be" e "v" che viene
denominata "ùbe" (dove pero' la "b", essendo intervocalica, viene
pronunciata con un fonema approssimante identificato in fonetica con una
beta).
2) Nella lingua latina non vi era distinzione fra "v" ed "u" quindi e'
possibile che la "v" abbia assunto una denominazione molto simile alla "u",
cosi' come e' avvenuto per la lettera "q" denominata "cu", trovandosi in
italiano sempre precedente alla lettera "u" (tranne in rarissimi casi come
"soqquadro" in cui alla seconda "q" segue comunque una "u").
Ciao, Luca Tassoni.
Daniela ha scritto nel messaggio <7udcgb$32e$1...@nslave1.tin.it>...
Luca Tassoni ha scritto nel messaggio ...
>
>Giuseppe Majorino <gm...@libero.it> wrote in message
>%nYN3.15087$i06.1...@typhoon.libero.it...
>> Scusate l'ignoranza: io pronuncio la lettera "V" "vi", qualcun altro la
>> pronuncia "vu".
>> Qual'è, se esiste, la verità.
>> Nota Bene: la lettera "W" viene comunemente pronunciata doppia "vu".
>> Grazie a tutti.
>> L'ignorante
>>
>>
>
>Personalmente preferisco ed utilizzo la pronuncia "vu", comunque,
>considerando la pronucia di tutte le altre lettere, il caso della "v" e'
>davvero anomalo, sia che si utilizzi la pronucia "vu" o la pronuncia "vi".
(...ecc.)
>>Ciao, Luca Tassoni.
>
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