il motivo che mi ha spinto a inviarlo e' semplice ma curioso...
si tratta di una famosa frase nell'Eneide di Virgilio
ora non ricordo benissimo il contesto della frase, comunque il punto e'
questo
la versione accreditata virgiliana cita:
(1) "timeo danaos et dona ferentes",
io pero' ho un antico ricordo che invece fa suonare la frase cosi'
(2) "timeo danaos ut dona ferentes"
le ricerche su internet danno sempre come risultato la versione (1)!
ecco la domanda, la versione (2) esiste o e' puro frutto di ricordi
distorti?
mauro
> la versione accreditata virgiliana cita:
> (1) "timeo danaos et dona ferentes"
E' la versione esatta : temo i danai(?) anche se portano doni.
G.
il motivo che mi ha spinto a inviarlo e' semplice ma curioso...
si tratta di una famosa frase nell'Eneide di Virgilio
ora non ricordo benissimo il contesto della frase, comunque il punto e'
questo
la versione accreditata virgiliana cita:
E' probabile la seconda ipotesi.
"ut" non renderebbe senso.
Del resto spiega Servio: "ego timeo, id est formido, Danaos idest
Graecos, etiam dona ferentes; non solum dum nos hostiliter
oppugnabant, sed etiam nunc, cum dona se offerre simulant."
Il commentatore antico spiega molto chiaramente quell'"et" con "etiam"
=anche se. Quindi questo "ut" proprio non pare possibile.
C'è sempre, però, la possibilità, swu un vecchio libro di liceo, di un
errore di stampa. ;-)
Paolo Cassoli
paolo...@tiscalinet.it
http://digilander.iol.it/paolocssl
_)-¬_
______ m__(_° \°)__m_________
... si dileguerà e perderassi.
> E' la versione esatta : temo i danai(?) anche se portano doni.
Danaos = Greci
Danaos, figlio di Poseidone e Libia, dopo una disputa con il fratello
Egitto navigo` verso Argo con le sue 50 figlie dove venne accolto dal Re
Gelanor al quale successe regnandovi per molti anni. Cosi` importante fu
questo evento nella storia (mitologica) greca che i Greci si appellarono
"Danaoi" per secoli e pure Virgilio si riferisce a loro come "Danoi".
Queste notizie sono state da me raccolte su Internet e ricombinate alla
meno peggio per soddisfare una sete di conoscenza mia personale circa il
motivo per cui ci si fosse riferiti ai Greci con quell'appellativo nella
citazione di Virgilio. Mi sono sentito di condividere con gli altri
frequentatori del newsgroup queste informazioni, conscio che molti di
essi gia` ne sono a conoscenza in maniera decisamente piu` approfondita.
Spero il mio intervento non sia accessivamente fuori luogo!
Ciao ciao!
Roberto.
Ho due quesiti per i partecipanti al newsgroup. Probabilmente il
newsgroup piu` adatto sarebbe stato quello di linguistica ma ho
preferito attaccarmi a questo thread.
> Il Mon, 10 Jun 2002 19:18:49 GMT, "mauro" <mauro...@yahoo.it>
> graziosamente scrisse:
>>Grazie che hai aperto questo messaggio...
Il primo quesito riguarda questa espressione. Ho notato che nessuno l'ha
corretta. A me suona piuttosto cacofonica ma non mi esprimo sulla
correttezza, anche se preferirei la forma "Grazie di aver aperto...". La
mia ragazza dice che e` errata affermando che il "che", dopo di se`,
vuole il verbo al congiuntivo. Voi cosa mi dite?
Paolo Cassoli poi ha scritto:
> Del resto spiega Servio: "ego timeo, id est formido, Danaos idest
Non avendo fra le mani un vocabolario di latino ci e` risultato
difficile tradurre il termine "formido". E` esso un sinonimo di "timeo"?
Vuole cio` significare "aver paura"? Azzardo: puo` essere che esso sia
la radice etimologica del vocabolo inglese "fear" che in forma di
sostantivo o verbo indica l'aver paura di qualcosa?
Grazie e buona giornata!
Roberto.