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domande su Giacomo Da Lentini

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Sarah

unread,
Jul 7, 2002, 3:50:08 AM7/7/02
to

Salve,
devo urgentemente parafrasare alcuni versi di Giacomo
Da Lentini, ma, aime', mi trovo attualmente in un piccolo paese,
lontana da biblioteche dove consultare un testo con note esplicative.
Se qualcuno fosse cosi' gentile da chiarirmi i seguenti passi,
lo ringrazio anticipatamente.
Mi scuso se le domande possono sembrare eccessivamente banali;
in realtà ho una mia ipotesi di parafrasi, ma vorrei riceverne conferma.
Cio' che chiedo si trova tra parentesi quadre in mezzo ai brani che riporto di seguito.


--- " Madonna dir vo voglio"-----

Madonna, dir vo voglio
como l'amor m'à priso,
inver' lo grande orgoglio
che voi bella mostrate, e no m'aita.

[" e no m'aita" si riferisce all'amore ?]

Oi lasso, lo meo core,
che 'n tante pene è miso
che vive quando more
per bene amare, e teneselo a vita.

["teneselo a vita"? a cosa si riferisce?]


------Ben m'e' venuto--------
Ben m'è venuto prima cordoglienza,
poi benvoglienza - orgoglio m'è rendente
di voi, madonna, contr'a mia soffrenza:
non è valenza - far male a sofrente.
Tant'è potente - vostra signoria,
c'avendo male più v'amo ogni dia:
però tuttor la tropp'asicuranza
ubria caunoscenza e onoranza.
Adunque, amor, ben fora convenenza,
d'aver temenza - como l'altra gente,
che tornano la lor discaunoscenza
a la credenza - de lo benvogliente:
chi è temente - fugge villania,
e per coverta tal fa cortesia,
ch'eo non vorria da voi, donna, semblanza
se da lo cor non vi venisse amanza.
E chi a torto batte o fa increscenza,
di far plagenza - penza, poi si pente:
però mi pasco di bona credenza,
c'Amor comenza - prim'a dar tormente;
dunque più gente - seria la gioi mia,
se per soffrir l'orgoglio s'umilìa
e la ferezza torna in pietanza;
be·llo pò fare Amor, ch'ell'è su' usanza.
Eo non vi faccio, donna, contendenza,
ma ubidenza, - e amo coralmente;
però non deggio planger penitenza,
ca nullo senza - colpa è penitente.
Naturalmente - avene tuttavia
c'omo s'orgoglia a chi lo contrarìa;
ma vostr'orgoglio passa sorcoitanza,
che dismisura contr'a umilianza.
E voi che sete senza percepenza,
como Florenza - che d'orgoglio sente,
guardate a Pisa di gran canoscenza,
che teme 'ntenza - d'orgogliosa gente:
sì lungiamente - orgoglio m'à in bailia,
Melan'a lo carroccio par che sia;
e si si tarda l'umile speranza,
chi sofra vince e scompra ogni tardanza.

[Come parafrasare "Melan'a lo carroccio?"
Cosa intende?]


Grazie per l'attenzione
Saluti

Paolo Cassoli

unread,
Jul 7, 2002, 1:44:34 PM7/7/02
to
Il Sun, 07 Jul 2002 07:50:08 GMT, nos...@inwind.it (Sarah)
graziosamente scrisse:

>
>
>Salve,
>devo urgentemente parafrasare alcuni versi di Giacomo
>Da Lentini, ma, aime', mi trovo attualmente in un piccolo paese,
>lontana da biblioteche dove consultare un testo con note esplicative.
>Se qualcuno fosse cosi' gentile da chiarirmi i seguenti passi,
>lo ringrazio anticipatamente.
> Mi scuso se le domande possono sembrare eccessivamente banali;
>in realtà ho una mia ipotesi di parafrasi, ma vorrei riceverne conferma.
>Cio' che chiedo si trova tra parentesi quadre in mezzo ai brani che riporto di seguito.
>
>
>--- " Madonna dir vo voglio"-----
>
>Madonna, dir vo voglio
>como l'amor m'à priso,
>inver' lo grande orgoglio
>che voi bella mostrate, e no m'aita.
>
>[" e no m'aita" si riferisce all'amore ?]

Lo intendo così:
"Madonna vi voglio dire come mi ha preso l'amore, e non mi giova (no
m'aita) nei confronti del grande sussiego (orgoglio) che voi, bella,
mostrate.


>Oi lasso, lo meo core,
>che 'n tante pene è miso
>che vive quando more
>per bene amare, e teneselo a vita.
>
>["teneselo a vita"? a cosa si riferisce?]

Suppongo al "bene amare"
(Ho consultato Poeti del Duecento a cura di G. Contini, Classici
Ricciardi Mondadori, ma è alquanto avaro di spiegazioni)

E voi che siete senza discernimento, come Firenze, che ispira la
propria condotta all'orgoglio, guardate a Pisa, così perspicace che
teme il contrasto della gente superba.
Da così tanto tempo l'orgoglio mi ha in sua balìa che pare Milano con
il carroccio; e l'umile speranza tarda tanto che
chi sappia pazientare vince e riscatta ogni ritardo
(Milano aveva perso il carroccio nella battaglia di Cortenuova, 1237)


>Grazie per l'attenzione
>Saluti


Paolo Cassoli
paolo...@tiscalinet.it
http://digilander.iol.it/paolocssl

_)-¬_
______ m__(_° \°)__m_________

... si dileguerà e perderassi.

Sarah

unread,
Jul 8, 2002, 4:34:34 PM7/8/02
to

>
>Paolo Cassoli

Grazie infinite per l'aiuto e per la disponibilita'

Sara

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