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[RECE] Shock e vari - Richard Matheson

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Gordie

unread,
Mar 18, 2000, 3:00:00 AM3/18/00
to
“Richard Burton Matheson è nato il 20 Febbraio 1926 ad Allendale, nel New
Jersey, da genitori norvegesi”.
Inizia così la breve biografia di Giuseppe Lippi curatore del numero 1775 di
Urania, un numero oggi speciale per la sua difficile reperibilità, un
cofanetto formato da quattro volumetti, una raccolta eccezionale di 52
racconti scritti da Matheson durante la sua straordinaria carriera di
scrittore e sceneggiatore (creatore di una delle serie televisive più
importanti della nostra infanzia: Ai Confini della Realtà e primo
collaboratore di Steven Spielberg basti ricordare lo straordinario successo
di “Duel”).
Dicevo quindi Matheson ispiratore di King, più volte ricordato dallo stesso
scrittore nel suo saggio Danse Macabre, in special modo proprio con i suoi
racconti fulminanti ed agghiaccianti di cui “Shock” ne è l’apoteosi.
Prima di soffermarci su questa straordinaria raccolta, è bene ricordare
alcuni romanzi che nondimeno hanno lasciato un’impronta indelebile su
Stephen King ;
primo tra tutti “Io sono leggenda” (I’m a Legend - I Vampiri - Longanesi
1957), straordinaria intuizione di Matheson che, spostando il punto di
vista, è riuscito a scambiare normalità con diversità e a dare una decisa
svolta al genere sempre amato ed affascinante del Vampiro.
Un virus sconosciuto ha vampirizzato l’intera umanità, solo un uomo, Robert
Neville ne è rimasto immune (ora il diverso tra la “normalità”) ed è
costretto a vivere in un incubo in cui “i mostri costituiscono la norma e
lui è diventato, paradossalmente, la chimera, la leggenda”.
Altro grande capolavoro è invece “3 millimetri al giorno” (The Shrinking
Man), uscito in Italia per Mondadori nel 1962.
Racconta le incredibili avventure di Scott Carey, che, investito da onde
radioattive comincia inesorabilmente a rimpicciolire, 3 millimetri al
giorno, senza alcuna possibilità di fermare il processo che lo vede cambiare
continuamente abitudini e trovarsi ogni giorno in un ambiente diverso sempre
più’ ostile, una spirale d’incubo che lo spinge verso un terrore sempre più
concreto di cancellazione, ma che un finale mirato porterà il lettore a
cambiare radicalmente il proprio punto di vista.
I lettori kinghiani più attenti a questo punto si saranno accorti,
nonostante i brevi riassunti, della straordinaria similitudine con alcune
opere dell’autore del New England o meglio della contaminazione letteraria
che la produzione kinghiana ha assorbito da quella Mathesoniana.
Pensiamo solamente al romanzo scritto da King sotto lo pseudonimo Richard
Bachman, “l’occhio del male” (Thinner) in cui il protagonista, colpito dall’
anatema malefico di uno zingaro infuriato comincia a dimagrire
inesorabilmente un tanto al giorno vivendo, secondo un punto di vista
diverso, lo stesso incubo del povero Scott Carey e cioè la paura dell’
annientamento totale senza alcuna alternativa.
Sono entrambe situazioni paranoiche.
Una delle accuse che più i critici hanno mosso contro Matheson dopo l’uscita
di Io sono leggenda, sarà proprio di “attitudine verso le trame paranoiche”
che in qualche modo lo stesso autore giustificherà con “le incertezze di
quel periodo sulla carriera di scrittore e le pressioni economiche connesse
al mantenimento di una famiglia”;
Un altro bel romanzo che Richard Matheson scrisse tra il 1956 e il 1958 è
sicuramente “io sono Helen Driscoll” (Stir of Echoes - Mondadori 1959),
storia che vede il protagonista Tom Wallace, alle prese con uno spettro di
una misteriosa donna che lo invoca e lo perseguita a più riprese.
Anche in questo romanzo Matheson porta il protagonista a sconvolgere i
cardini e le convinzioni di tutta un’esistenza, “allo sgretolamento dei
dogmi”, “in un mondo dove esistono gli spettri non si può più vivere alla
vecchia maniera, non si può più far finta di niente” e trascina quasi con
forza il lettore a cambiare ancora una volta il punto di vista, modificando
quelle regole che cercano di dare una definizione alla realtà, di tracciare
una linea di demarcazione tra quest’ultima e quella zona d’incubo più volte
ripresa nella seria televisiva Twilight zone (ai confini della realtà).
Altro ottimo romanzo di ambientazione paranormale è “La casa d’Inferno (Hell
Hause - 1974 Rizzoli).
La classica casa infestata avvolta e nascosta tra le nebbie del Maine sembra
l’ennesimo e scontato romanzo di fantasmi caro alla produzione “ghost story”
inglese, ma Matheson cambia la struttura classica cercando di spiegare
scientificamente, coadiuvato dalla tecnologia e dalla ragione, i misteriosi
fenomeni che avvengono nell’antica magione pseudo-infestata.
(Da questo romanzo è certamente partita tutta una serie di produzioni
cinematografiche quali “La Casa”, “Non aprite quella porta” e
“Poltergeist”).
Matheson è stato anche autore molto sensibile alle tematiche relative ai
sentimenti umani, al rapporto uomo-donna, all’amore, alla paura legata alla
perdita degli affetti, un autore completo quindi, paradossalmente snobbato
in Italia dove alcuni dei suoi lavori restano ancor oggi inediti;
per fortuna due romanzi a conferma di quanto detto, sono stati pubblicati
recentemente (1997-1998):
“Appuntamento nel tempo” (Bid time return - Urania classici) e “Al di là dei
sogni” (What dreams may come - Oscar Mondadori), da quest’ultimo è stato
recentemente tratto un film con Robin Williams.
Brevemente le due trame direttamente dalle quarte di copertina:
Appuntamento nel tempo - Innamorato di una donna vissuta molto tempo prima,
il protagonista di questo libro straordinario comincia a studiarne i
ritratti, la carriera, l’ambiente. Finchè l’ossessione lo porta a tentare di
raggiungere la misteriosa attrice...nel passato. Ma è solo l’inizio dell’
avventura.
Da questo grande romanzo è stato tratto un film con Christopher Reeve.

Al di là dei sogni - Chris Nielsen non riesce a rassegnarsi alla separazione
dall’amata moglie Ann, neanche quando a dividerli è il più invalicabile dei
confini, quello tra la vita e la morte.
Per aiutare la donna che ama e per potersi ricongiungere con lei è disposto
ad affrontare qualsiasi prova e qualsiasi “perdita”.
La storia appassionante di un lungo e tenace percorso d’amore, che
attraversa i territori della nostra esistenza e quelli della “vita oltre la
vita”, per arrivare a una conclusione sorprendente.

Prima di passare ad analizzare i racconti della raccolta Shock, volevo
segnalarvi una curiosità riguardo a Matheson sceneggiatore.
Il produttore Dan Curtis incaricò Matheson di adattare un manoscritto mai
pubblicato da lui recentemente acquistato: “The Kolchak Tapes”.
La storia narrava di un giornalista di Las Vegas, che nell’indagare su una
serie di delitti scopriva che il loro autore era un vampiro.
Il film sceneggiato da Matheson uscì nel Gennaio 1972 con il titolo “The
Night Stalker”, un successo che diede il via ad una serie di seguiti con lo
stesso protagonista.
Trama ripresa senza ombra di dubbio più in là da King con il suo racconto
“Il volatore notturno” (the night flyer), prova inconfutabile di quanto le
opere di Matheson gli siano rimaste fissate nella mente e, perchè no, anche
nel cuore in maniera indelebile.

Ebbene arriviamo finalmente ai racconti fulminanti raccolti in Shock, titolo
emblematico che spinse Matheson a sottoscrivere una clausola in cui proibiva
la pubblicazione dell’opera con titoli diversi.
Chi ha avuto la fortuna e la possibilità di leggere questa raccolta,
sicuramente comprenderà immancabilmente il legame profondo con la produzione
kinghiana (romanzi e specialmente racconti), una realtà che, forse
paradossalmente, rafforza la figura di entrambi gli scrittori americani.
Ovviamente non starò ad opprimervi con il lungo elenco dei 52 racconti
contenuti e divisi nei quattro volumi dell’opera, mi limiterò a segnalare
quelli che più rimarcano il legame di cui parlavamo prima.
Del primo volume ricordo molto bene “una chiamata da lontano” in cui un’
anziana signora costretta a letto da vari acciacchi ed assistita di giorno
da una governante, si trova alle prese con un’interferenza telefonica, uno
squillo la sveglia una notte e dall’altro capo della linea le giunge una
voce agghiacciante, un pronto..., per favore...., che sembra venire
direttamente dall’aldilà.
“L’orlo”, invece racconta la storia di un impiegato che, sceso al bar per la
colazione, viene raggiunto da un uomo che sembra conoscerlo talmente bene,
fin nei particolari , ma che è sicuro di non aver mai incontrato ne
conosciuto in vita sua.
Nell’arco del breve incontro, il protagonista entra in un incubo che sfocerà
in un finale sconvolgente; ancora una volta la forzatura delle famose regole
di cui parlavo prima, procura lo stesso effetto già osservato in precedenza
e puntualizza maggiormente la precaria condizione della ragione umana,
affonda la lama nella piaga che è la realtà e ne dilata ed offusca i
confini.
Emblematico è poi l’ultimo racconto del primo volume “il dispensatore”.
Theodore Gordon, il protagonista di questo racconto, assomiglia in maniera
eclatante a qualcuno di nostra conoscenza, un certo Leland Gaunt,
proprietario del negozio di antiquariato Cose Preziose.
Gordon giunge un giorno in Sylmar Street ed in poco tempo simpatizza con le
famiglie vicine alla sua abitazione.
Nel giro di due mesi, con delle diaboliche trovate degne di Gaunt, Gordon
riesce ad aizzare i tranquilli abitanti del quartiere l’uno contro l’altro,
prima dando luogo a semplici scherzi di cattivo gusto, poi creando delle
situazioni allarmanti che sfoceranno in un finale tragico.
Prima di trasferirsi, il dispensatore, aprirà il suo grosso registro a
pagina 700 per annotarvi con mera soddisfazione gli eventi scaturiti dal suo
passaggio.
Dire che Cose Preziose di Stephen King non si è ispirato a questo bel
racconto di Matheson sarebbe negare l’evidenza, ciò non togliendo nulla alla
genialità e alla ricchezza di stile espressa dallo scrittore del Maine nel
suo lungo romanzo.
Nel secondo volume spiccano “I vampiri non esistono”, storia vampiresca
molto particolare ed intrigante, “Discesa”, racconto molto bello seppur
amaro che narra le ultime ore di vita in superficie di due famiglie che si
apprestano, come l’intera umanità, a trasferirsi per sempre nei tunnel del
sottosuolo per scampare alla distruzione di un attacco nucleare ormai
irreversibile, “Lazzaro II” un omaggio al mito di Frankenstain con dei
chiari presupposti morali tuttora attuali, “Grilli”, agghiacciante ed
improbabile storia che vede per protagonisti i piccoli e simpatici insetti.
Anche nel terzo volume le storie si abbattono sul lettore come manrovesci
mozzafiato, a memoria:
“La macchina del Jazz” riesce a tradurre in sentimenti le note arrabbiate e
struggenti di uno jazzista negro, “Slaughter House”, ancora sulle magioni
stregate e precursore del famoso “Shining” di Kinghiana memoria, l’
agghiacciante e terribile “Primo Anniversario”, dopo averlo letto
faticherete ad addormentarvi a fianco della vostra donna, moglie o fidanzata
(ovviamente per tutti i maschietti), il folle concorso interplanetario di
bellezza in“Miss Stardust” ed infine sicuramente da segnalare “Incubo a 6000
metri” da cui fu tratto il famoso episodio di “Ai confini della realtà” dove
l’ignaro passeggero di un DC-7 pensa di avere le allucinazioni quando vede
sull’ala un essere mostruoso che sta mettendo fuori uso il motore
sghignazzando come un matto e fissando il protagonista come a sfidarlo se
credere o no a questa nuova realtà che gli piomba tra capo e collo in
pochissimi istanti (ancora una volta Shock è l’unico termine per descrivere
la fragilità della ragione umana a cui fa capo l’intera nostra esistenza).
Infine il quarto e ultimo volume della raccolta si apre con un vero e
proprio thriller “Una visita a Babbo Natale”, prosegue poi con un altro
“schiaffo” improvviso in “Deus ex machina”, dove il protagonista scopre di
colpo di non essere quello che è stato per una vita intera, da segnalare
ancora “un sorso d’acqua” dove il titolo è già tutto un programma (che
direste se una concomitanza di semplici circostanze vi negasse un semplice e
rituale bicchier d’acqua in una torrida serata estiva?),
“Therese”, racconto che gioca ancora una volta sulla doppia personalità,
“Preda”, altro racconto da cui è stata tratta una riduzione cinematografica
ad episodi, chi non ricorda il malefico feticcio di legno, spirito di un
antico guerriero, che rincorre per tutto l’appartamento la ragazza
terrorizzata con un affilato coltello da cucina stretto nella sua buffa
mano?,
in “Venite ombre, venite simulacri”, ancora il contatto con l’aldilà e la
visione della famosa Aura colorata che circonda ogni individuo e ne
caratterizza i sentimenti ed il destino (vi ricordate l' Insomnia di
kinghiana memoria?) ed infine a concludere la raccolta ancora un vero e
proprio thriller mozzafiato, “Tocco Finale”.

Accidenti, solo ora mi accorgo che, completamente rapito dall'universo di
Richard Matheson, perso tra i meandri della sua produzione, ho sforato di
parecchio l'articolo.
Dovevo parlarvi di Shock, inizialmente, poi non me la sono sentita di
trascurare tutto il resto della sua straordinaria opera ed eccomi ora a
scusarmi per essermi così dilungato senza aver trattato in modo più preciso
la raccolta in questione.
Spero però che la mia superficiale recensione delle maggiori opere di
Richard Matheson, possa avervi dato l'opportunità di conoscere un autore
fuori dal comune e ancor più di avervi fatto comprendere i legami
evidentissimi con il suo naturale erede Stephen King.
Ora non mi resta, come degna conclusione a questo omaggio verso Richard
Matheson, che citare un passo della nota finale di Giuseppe Lippi a Shock e
ringraziarvi per l'attenzione e la pazienza:

Da Shock Exit a cura di Giuseppe Lippi:

Matheson, come altri autori drammatici, ritiene che le corde più vibranti
della tastiera umana siano la paura e l'amore: la paura deprime e
devitalizza l'essere, gli procura i pallori e le pulsazioni di cui parla il
dizionario: l'amore dà sicurezza e quindi esercita l'azione opposta, ma non
esclude la prima: le è complementare.
Matheson nei suoi racconti, associa sempre amore e paura: è raro trovare la
seconda senza il primo, e il primo senza la morsa della seconda.

Salutoni:
Gordie

tommaso la selva

unread,
Mar 18, 2000, 3:00:00 AM3/18/00
to
Gordie wrote:
>
> “Richard Burton Matheson è nato il 20 Febbraio 1926 ad Allendale, nel New
> Jersey, da genitori norvegesi”.

Uhm... 3 domande a papà Gordie più un appello a stemyl...;-)

1a domanda:
Come ti viene in mente di scrivere un post così bello su Matheson
sapendo che in libreria di suo non si trova quasi niente?:-) Il tuo
articolo è un attentato alla quiete di ICH...:-)))

2a domanda:
Lo sai che FORSE in autunno la Mondadori ristampa "shock"?;-)

3a domanda:
L’hai avuta poi la t-shirt di ICH?;-)

Appello:
stemyl, metti subito nel sito di ICH questo post enciclopedico di
Gordie!:-)

Tom

--
Scrivetemi a tom...@insinet.it

stemyl

unread,
Mar 18, 2000, 3:00:00 AM3/18/00
to
tommaso la selva ha scritto:

> 3a domanda:
> L’hai avuta poi la t-shirt di ICH?;-)

ce l'ho ancora io, devo ancora spedire... ^_^;;;;;;;;;;;;;;;;;;;



> stemyl, metti subito nel sito di ICH questo post enciclopedico di
> Gordie!:-)

ci provo... e' che in questo periodo... devo ancora trovare il giusto
equilibrio tra le varie cose... -____^

--
burp! stemyl

ICHer, UDDer e Membro della Mano Nera di ICH
IAFo #78, LINU #5, Le.Pro.(t)To.
IHGGer a intermittenza #439
#--Sito Pirata Ufficiale di It.Cultura.Horror--#
http://utenti.tripod.it/ICH/
"rally together gather around - the scent of a battle
is near - the cannon sounds - a new year begins - fear
nothing now - the GANG's ALL HERE"
-Dropkick Murphys-
"non ci sono regole d'ordine; che la spontaneita' ci
assista tutti, entro i limiti del decoro"
-Jack Vance-

Gordie

unread,
Mar 19, 2000, 3:00:00 AM3/19/00
to
On Sat, 18 Mar 2000 18:21:14 +0000, tommaso la selva
<tom...@insinet.it> wrote:

>Gordie wrote:
>
>Uhm... 3 domande a papà Gordie più un appello a stemyl...;-)
>
>1a domanda:
>Come ti viene in mente di scrivere un post così bello su Matheson
>sapendo che in libreria di suo non si trova quasi niente?:-) Il tuo
>articolo è un attentato alla quiete di ICH...:-)))

Non parlarmi di attentati alla quiete dei NG adesso.... e' cosa
mooolto delicata ^____^

Semplice. Doveva essere un articolo scritto da me per inaugurare il
primo numero di una neorivista elettronica di prossima pubblicazione,
alche', ancor prima di iniziare, io e il "direttore" della stessa
abbiamo comunemente compreso che non c'era filling, che non eravamo
fatti l'uno per l'altro ^__^
Ho quindi ritenuto piacevole ed interessante divulgare questo articolo
a tutta la comunita' di ICH, poi oggi e' pure la festa del papa', e
cosa, meglio di questo regalino potevo farvi ? ^___^


>
>2a domanda:
>Lo sai che FORSE in autunno la Mondadori ristampa "shock"?;-)
>

Sarebbe stupendo!! Questi racconti meritano di essere letti da tutti,
e da tutte le generazioni, potrebbero stamparlo nei classici,
certamente.


>3a domanda:
>L’hai avuta poi la t-shirt di ICH?;-)

Non ancora. Chiedo a Stemyl come gli e' piu' comodo farmela
recapitare: posso fare un vaglia telegrafico comprensivo delle spese
di sped. e me la mandi per posta oppure me la mandi in contrassegno?
Altra alternativa potrebbe essere trovarci a Milano alla libreria
Sherlockiana di via Peschiera in una delle mie visite alla signora
Tecla. Sicuramente (ma non so ancora la data precisa) saro' da quelle
parti o a Meta' Aprile o i primi di Maggio.
Stemyl, fai pure come va meglio a te, diciamo che sarebbe bello
incontrarti con l'occasione della maglietta a Milano, invito che giro
anche a Tommaso ed agli altri amici di Milano e di ICH.
Fammi sapere.


ciao:


email : stephe...@earthling.net

mIRC : xfiles.azzurra.com ch. #sk (Gordie)
ICQ : UIL number 4070304


zio tibia

unread,
Mar 19, 2000, 3:00:00 AM3/19/00
to
Approfitto dell'occasione per segnalare anche il racconto-emblema di
Matheson,mancante
dalla sopracitata antologia,e cioè "Su dai canali"(presente sull'altra
antologia-complemento a Shock Regola per sopravvivere(Urania classici nr
2)),agghiacciante breve racconto sotto forma di interrogatorio,in cui anche
l'immagine rassicurante della tv viene investita di
un'aura quantomeno "sinistra"(il racconto è del '52,brillante esempio di
tecnofobia verso l'allora neonato schermo televisivo),e che dimostra come in
sette pagine Matheson sia
capace di condensare orrori che altri autori avrebbero impiegato libri per
dispensare.

Saluti
zio tibia

Boil Giuvill

unread,
Mar 19, 2000, 3:00:00 AM3/19/00
to
zio tibia wrote:

> Approfitto dell'occasione per segnalare anche il racconto-emblema di
> Matheson,mancante

> dalla sopracitata antologia,e cioč "Su dai canali" che dimostra come in


> sette pagine Matheson sia
> capace di condensare orrori che altri autori avrebbero impiegato libri per
> dispensare.

Che ci crediate o no, "su dai canali" era sulla mia antologia delle
elementari!!! ^___^

boil

--
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************************************

Max Baroni

unread,
Mar 19, 2000, 3:00:00 AM3/19/00
to
>Altra alternativa potrebbe essere trovarci a Milano alla libreria
>Sherlockiana di via Peschiera in una delle mie visite alla signora
>Tecla. Sicuramente (ma non so ancora la data precisa) saro' da quelle
>parti o a Meta' Aprile o i primi di Maggio.
>Stemyl, fai pure come va meglio a te, diciamo che sarebbe bello
>incontrarti con l'occasione della maglietta a Milano, invito che giro
>anche a Tommaso ed agli altri amici di Milano e di ICH.
>Fammi sapere.

Quando passi da Tecla fai un fischio, nei limiti del possibile ci sarò
anch'io.

--
MAX BARONI

Strenuo difensore del cinema di HK
Uomo immagine di it.cultura.horror
Membro ufficiale della Mano Nera di ICH

"Bela Lugosi is dead
undead undead undead"

http://www.geocities.com/sunsetstrip/vine/9175/index.htm

Alessio Lucilli

unread,
Mar 20, 2000, 3:00:00 AM3/20/00
to
Gordie ha scritto nel messaggio

(cuttone)

ARGH! Ed io che pensavo di avere letto tutto o quasi di Matheson.
A questo punto non mi resta altro che unirmi all'appello lanciato sulla
pagine di IT:

RISTAMPATE SHOCK!!!

aL

PS: bella rece!
PPS: anche il figlio di Matheson, Christian, ha scritto dei racconti carini.
Brevissimi, una, massimo due pagine. Forse non all'altezza del padre, ma
sicuramente da approfondire.

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