Se non ricordo male la differenza tra di loro e' fondamentale nella
filosofia di Heidegger.
(ancora lui!).
Ciao e grazie briganti.
L’Occidente, la terra della sera, ha le radici del suo pensiero in una
metafisica della luce. Liberatosi dalle catene che lo tenevano nel fondo
della caverna e nell’errore, lo schiavo dell'allegoria della caverna
(Platone, Repubblica VII) sale verso il Sole che garantisce la
contemplazione dell’essere delle cose, lontano dall’ombra. La verità
delle cose (verità ontologica) è la contemplazione diretta della loro
forma. Quanto sia pericoloso fissare il Sole senza un filtro, senza
utilizzare un riparo per gli occhi è cosa che il prigioniero sperimenta
da subito. Spostare lo sguardo può essere allora una soluzione
all’accecamento: la dialettica diventa la tecnica preparatoria al
raggiungimento progressivo del Vero. Ma questa dislocazione dello
sguardo («Perciò ritenni di dovermi rifugiare nei "logoi" e considerare
questi la verità delle cose che sono» ) non poteva lasciare tutto come
prima. Se la verità è nella sua essenza "aletheia", non-nascondimento
dell’essere allo sgaurdo che lo coglie, nella pratica della dialettica
platonica diventa "orthotes", corretto riferimento alla forma («giudico
vero ciò che concorda con il paradigma»).
Quando Heidegger introduce la distinzione tra verità ontologica e
verità ontica intende precisamente questa dislocazione di senso.
L’attenzione viene spostata assieme alla domanda filosofica, che non si
chiede più «perché l’essere fa accadere l’ente piuttosto che il nulla?»
ma «chi fa essere l’ente?». La metafisica occidentale ha sempre
perseguito il progetto di spiegare un ente (mondano e creato) sul
fondamento di un altro ente (sovrasensibile e increato), «[...] quasi
che l’essere avesse il carattere di un possibile ente» . La gnoseologia
dell’adaequatio medievale e il soggettivismo moderno erede del cogito
cartesiano sono naturali sviluppi dell’impostazione platonica.
«Qual è il compito del poeta nel tempo della povertà estrema?» si
chiedeva Hölderlin nell’elegia Brot und Wein. Nelle Delucidazioni alla
poesia di Hölderlin , Heidegger precisa che il tempo della povertà
estrema è il nostro tempo, in cui si assiste al tramonto dell’Occidente,
quella terra in cui, da Platone in poi, l’uomo ha lasciato
progressiavamente tramontare dal suo sguardo l’essere a favore
dell’ente, inventandosi menzogne o pseudo-fondamenti per salvare
quest’ultimo dalla minaccia del nichilismo. ‘Abendland’ è il termine
tedesco che traduce l’italiano ‘Occidente’. Entrambi custodiscono nel
loro etimo il riferimento al tramontare del sole. L’Occidente è quel
luogo della terra (land) in cui il sole viene meno, scendendo (occidere
è il cadere dei latini) sotto il filo dell’orizzonte. Eclissatosi il
sole, le cose perdono la loro forma, il riferimento per cui assumono la
propria identità e il proprio valore. Nella notte manca la causa
efficiente della distinzione della forma, poiché le cose che vediamo
sono in realtà la luce che esse riflettono in quanto illuminate dal
sole. La verità e il valore sono, allora, giudizi che riguardano la
correttezza rispetto alla Forma che risiede nell’iperuranio. Nella
gerarchia delle forme il Bene è quella che domina le altre: «ciò che è
il Bene rispetto all’intelletto e agli intelligibili, così è il sole nel
visibile rispetto alla vista e ai visibili [...] E così dirai che
proviene dal Bene non solo l’essere conosciuti, ma anche l’essere e
l’essenza provengono loro da questo, pur non essendo il Bene essere, ma
ancora al di sopra dell’essere, superiore ad essa in dignità e potere» .
Secondo Heidegger Nietzsche ha avuto il merito di cogliere
l’inconsistenza di tutte le gerarchie di valori, all’interno delle quali
l’occidente si era assestato. «L’inconsistenza dei valori risiede nel
fatto che a porli non è l’essere, ma l’uomo che, proprio in occasione
dell’assentarsi dell’essere, va alla ricerca di quell’ente capace di far
essere la totalità degli enti. [...] Andare al di là del bene e del
male, misconoscere i valori, proclamare la morte di Dio significa
riconoscere l’impossibilità di affidare ad un mondo sovrasensibile di
enti o ad un ente privilegiato il compito di salvare l’ente dal nulla»
Concludevo solo indicando la lettura dell'introduzione di Umberto
Galimberti al testo di Heidegger "Sull'essenza della verità" (Brescia
1973).
Bisognerebbe forse studiare spazi di discussione dedicati alla filosofia
strutturati in maniera diversa rispetto al NEWSGROUP. Forum moderati
accessibili via WEB, per esempio.
Boh, non so. Dite voi...
Saluti Davide
> Brigante wrote:
> >=20
> > Mi piacerebbe una chiarificazione sulla differenza di contenuto tra i
> > termini Ontico ed Ontologico.
> >=20
> > Se non ricordo male la differenza tra di loro e' fondamentale nella
> > filosofia di Heidegger.
> > (ancora lui!).
> >=20
> > Ciao e grazie briganti.
>=20
> =09L=92Occidente, la terra della sera, ha le radici del suo pensiero in u=
na
> metafisica della luce. Liberatosi dalle catene che lo tenevano nel fondo
> della caverna e nell=92errore, lo schiavo dell'allegoria della caverna
> (Platone, Repubblica VII) sale verso il Sole che garantisce la
> contemplazione dell=92essere delle cose, lontano dall=92ombra. La verit=
=E0
> delle cose (verit=E0 ontologica) =E8 la contemplazione diretta della loro
> forma. Quanto sia pericoloso fissare il Sole senza un filtro, senza
> utilizzare un riparo per gli occhi =E8 cosa che il prigioniero sperimenta
> da subito. Spostare lo sguardo pu=F2 essere allora una soluzione
> all=92accecamento: la dialettica diventa la tecnica preparatoria al
> raggiungimento progressivo del Vero. Ma questa dislocazione dello
> sguardo (=ABPerci=F2 ritenni di dovermi rifugiare nei "logoi" e considera=
re
> questi la verit=E0 delle cose che sono=BB ) non poteva lasciare tutto com=
e
> prima. Se la verit=E0 =E8 nella sua essenza "aletheia", non-nascondimento
> dell=92essere allo sgaurdo che lo coglie, nella pratica della dialettica
> platonica diventa "orthotes", corretto riferimento alla forma (=ABgiudico
> vero ci=F2 che concorda con il paradigma=BB). =09
Non riesco a capire una cosa di questa "metafisica della luce" vale a
dire, per usare termini un po` rozzi, il ruolo del Sole.
Il sole e` la verita` o e` solo uno strumento di verita` in quanto
illumina le cose e garantisce la possibilita` di contemplare il loro
essere?
E`, la luce che illumina gli enti, l`essere stesso degli enti (la loro
verita` ontologica) oppure l`essere degli enti e` altro dalla luce che
li illumina?
In tal caso cos'e` la luce?
In secondo luogo: cosa si intende per "aletheia", che vuol dire
svelamento o meglio, come dici tu, non-nascondimento?
La verita` dell'essere degli enti e` gia` da sempre non-nascosta?
Voglio dire: siamo noi che non capiamo da subito questo svelamento e
percio` inventiamo la dialettica oppure la pratica della dialettica
(dunque la filosofia) e` parte necessaria di questo svelamento?
> =09Quando Heidegger introduce la distinzione tra verit=E0 ontologica e
> verit=E0 ontica intende precisamente questa dislocazione di senso.
Cosa intendi per "dislocazione di senso"?
> L=92attenzione viene spostata assieme alla domanda filosofica, che non si
> chiede pi=F9 =ABperch=E9 l=92essere fa accadere l=92ente piuttosto che il=
nulla?=BB
> ma =ABchi fa essere l=92ente?=BB. La metafisica occidentale ha sempre
> perseguito il progetto di spiegare un ente (mondano e creato) sul
> fondamento di un altro ente (sovrasensibile e increato), =AB[...] quasi
> che l=92essere avesse il carattere di un possibile ente=BB .=20
E` questa la cosiddetta "differenza ontologica"?
Vale a dire, per usare termini ancora rozzi, che l'essere non e` un ente
ma rende possibili gli enti (piuttosto che il nulla) senza essere a sua
volta un ente?
Ma come si puo` pensare all'essere se non in termini ontici? Se non come
ente?
Voglio dire, come si puo' afferrare l'essere se non in termini
concettuali, vale a dire, ancora una volta, in termini ontici (o il
linguaggio ed i concetti che esprime non sono enti?)?
>La gnoseologia
> dell=92adaequatio medievale e il soggettivismo moderno erede del cogito
> cartesiano sono naturali sviluppi dell=92impostazione platonica.
Infatti credo che la dicotomia tra luce che illumina e cosa illuminata
faccia il paio con la distinzione tra res cogitans e res extensa.
> =09=ABQual =E8 il compito del poeta nel tempo della povert=E0 estrema?=BB=
si
> chiedeva H=F6lderlin nell=92elegia Brot und Wein. Nelle Delucidazioni all=
a
> poesia di H=F6lderlin , Heidegger precisa che il tempo della povert=E0
> estrema =E8 il nostro tempo, in cui si assiste al tramonto dell=92Occiden=
te,
> quella terra in cui, da Platone in poi, l=92uomo ha lasciato
> progressiavamente tramontare dal suo sguardo l=92essere a favore
> dell=92ente, inventandosi menzogne o pseudo-fondamenti per salvare
> quest=92ultimo dalla minaccia del nichilismo.
Ma perche` l'uomo avrebbe lasciato cadere lo sguardo dall'essere a
favore dell'ente?
C'e` un atto di volonta` dell'uomo in questo (dell'uomo occidentale) o
e` l'essere stesso (il suo essere) che progressivamente gli si nega?
E, tanto per mettere ancora carne al fuoco, cosa si intende qui con la
parola nichilismo?
La mancanza di fondamenti dal momento che, svanito l'essere dal nostro
orizzonte, non puo` esistere un ente privilegiato che fondi gli altri?
Dunque tutta la nostra storia occidentale sarebbe un progressivo
affermarsi o disvelarsi del nichilismo?
Che vuol dire: levato lo sguardo dall'essere per occuparsi di dialettica
l'uomo occidentale ha dovuto via via riconoscere il valore nullo e
l'inconsistenza di tutte le spiegazioni fondanti che dava di se` e del
mondo?
Dunque, come diceva Nietzsche, la stessa volonta` di verita` alla fine
scopre la propria inconsistenza e la propria infondatezza? Il nulla su
cui (non) si fonda?
> La verit=E0 e il valore sono, allora, giudizi che riguardano la
> correttezza rispetto alla Forma che risiede nell=92iperuranio. Nella
> gerarchia delle forme il Bene =E8 quella che domina le altre: =ABci=F2 ch=
e =E8
> il Bene rispetto all=92intelletto e agli intelligibili, cos=EC =E8 il sol=
e nel
> visibile rispetto alla vista e ai visibili [...] E cos=EC dirai che
> proviene dal Bene non solo l=92essere conosciuti, ma anche l=92essere e
> l=92essenza provengono loro da questo, pur non essendo il Bene essere, ma
> ancora al di sopra dell=92essere, superiore ad essa in dignit=E0 e potere=
=BB .
Dunque, per ripeterci, la verita` diviene adeguamento ad una forma
perfetta gia` data, di cui l'espressione suprema e` la forma (l'idea)
del Bene da cui anche l'essere deriva.
> Secondo Heidegger Nietzsche ha avuto il merito di cogliere
> l=92inconsistenza di tutte le gerarchie di valori, all=92interno delle qu=
ali
> l=92occidente si era assestato. =ABL=92inconsistenza dei valori risiede n=
el
> fatto che a porli non =E8 l=92essere, ma l=92uomo che, proprio in occasio=
ne
> dell=92assentarsi dell=92essere, va alla ricerca di quell=92ente capace d=
i far
> essere la totalit=E0 degli enti. [...] Andare al di l=E0 del bene e del
> male, misconoscere i valori, proclamare la morte di Dio significa
> riconoscere l=92impossibilit=E0 di affidare ad un mondo sovrasensibile di
> enti o ad un ente privilegiato il compito di salvare l=92ente dal nulla=
=BB
Dunque Nietzche avrebbe riconosciuto l'impossibilita` di fondare l'ente
su di un altro ente, per di piu` sovrasensibile (il mondo vero che e`
divenuto favola).
In definitiva: non possiamo domandarci "che cos'e` l'essere" perche` la
stessa domanda presuppone una sua pregiudiziale entificazione ma allora
in che modo dobbiamo interrogarci sull'essere?
Oppure non possiamo interrogarci affatto ma dobbiamo solo attendere che
l'essere si mostri nuovamente a noi?
Per concludere una domanda sciocca: che cosa hanno a che fare queste
discussioni con la nostra vita quotidiana?
=09=09=09 Bye By Brig
=09=09 **********************************
=09=09=09 Personal replies to:
=09=09=09 dfu...@iol.it
=09=09 (Bad flames directly to /dev/null)
=09=09=09 Cash payments contact
=09=09=09 de...@hell.com
=09=09 **********************************
> Scusate per la lunghezza dell'intervento (tra l'altro =E8 stato troncato
> prima della fine), ma l'argomento non pu=F2 essere troppo semplificato,
> per evitare di travisarlo.
Giustamente!
Certo non si possono scrivere dei messaggi-romanzo ma se ci vuole un
minimo di approfondimento credo che non ci si possa lamentare.
=20
> Concludevo solo indicando la lettura dell'introduzione di Umberto
> Galimberti al testo di Heidegger "Sull'essenza della verit=E0" (Brescia
> 1973).
>=20
> Bisognerebbe forse studiare spazi di discussione dedicati alla filosofia
> strutturati in maniera diversa rispetto al NEWSGROUP. Forum moderati
> accessibili via WEB, per esempio.
> Boh, non so. Dite voi...
Tipo mailing list con argomento piu` specificato?
Non comprendo cosa vuoi dire con "forum moderato via web"...
Vi sono ovviamente su internet mailing list specifiche di filosofia e su
specifici filosofi o correnti di pensiero, se l'inglese non spaventa (a
me personalmente spaventa quando devo cercare di esprime concetti) ci si
puo` trovare li` oppure, senza troppe complicazioni, se siamo pochi di
noi interessati ad uno specifico argomento, diciamo massimo sei sette,
si puo` sfruttare il campo Cc (carbon copy) degli header dei messaggi e
spedire ognuno a tutti gli altri i propri messaggi.
Oppure ancora si puo` restare nel gruppo e mettere nel Subject del
messaggio una breve sigla che identifica una sorta di sottogruppo e
limitarsi a leggere quei messaggi ( questo avrebbe il vantaggio di
rendere i messaggi comunque sempre disponibili per tutto il gruppo ).
=09=09=09 =20