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Aristotele e il cristianesimo

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guglielmo

unread,
Jan 31, 2003, 12:08:29 PM1/31/03
to

Didimo si è espresso male quando ha detto Aristotele "anticristiano":
l'obiezione secondo la quale non è possibile definire anti- qualcosa
chi è vissuto assai prima che quel qualcosa si manifestasse è,
indubbiamente, giustificata.

D'altra parte, chi afferma che Aristotele è "compatibile" con il
cristianesimo non dice affatto cosa più sensata. Se la storia della
filosofia non l'abbiamo appresa su un bignami neo-tomista dovremmo
sapere che lo studio dei testi aristotelici è stato più volte proibito
(con scarsi effetti) dalle autorità ecclesiastiche medievali. La
condanna subita dall'aristotelismo nel 1277 invece effetti ne avrà, e
decisivi per la storia del pensiero. Per inciso, furono condannate
anche alcune tesi di Tommaso d'Aquino.

Aristotele, deciso assertore dell'eternità del mondo, con una dottrina
dell'anima che poteva essere utilizzata per negare l'immortalità
dell'anima individuale e un'etica secondo la quale la felicità è data
dalla vita intellettuale, non era facilmente inseribile in un orizzonte
cristiano. Non sto dicendo cattolico, ma proprio cristiano. Anzi, ad
essere precisi, problemi molto simili li ebbero con Aristotele ebrei e
misulmani. Tutto il pensiero medievale si scontra con questa duplice
polarità: la rivelazione da un lato, la ragione (aristotelica)
dall'altro. E la ricerca di una "compatibilità" non è stata affatto
agevole.

teoristarco

unread,
Jan 31, 2003, 12:34:52 PM1/31/03
to

"guglielmo" <guglielm...@poste.it> ha scritto nel messaggio
news:310120031754085331%guglielm...@poste.it...

>
> Didimo si è espresso male quando ha detto Aristotele "anticristiano":
> l'obiezione secondo la quale non è possibile definire anti- qualcosa
> chi è vissuto assai prima che quel qualcosa si manifestasse è,
> indubbiamente, giustificata.
>
> D'altra parte, chi afferma che Aristotele è "compatibile" con il
> cristianesimo non dice affatto cosa più sensata. Se la storia della
> filosofia non l'abbiamo appresa su un bignami neo-tomista dovremmo
> sapere che lo studio dei testi aristotelici è stato più volte proibito
> (con scarsi effetti) dalle autorità ecclesiastiche medievali. La
> condanna subita dall'aristotelismo nel 1277 invece effetti ne avrà, e
> decisivi per la storia del pensiero. Per inciso, furono condannate
> anche alcune tesi di Tommaso d'Aquino.


Cristianesimo non è sinonimo di CHIESA CATTOLICA.
Altro che Bignami. QUi siamo al sussidiario:-)
A regà , per piacere!


DIDIMO CHIERICO

unread,
Jan 31, 2003, 1:13:52 PM1/31/03
to
a parte per il finalismo, aristotele è anti-cristiano nel senso che è
incompatibile col cristianesimo (this is my opinion): se pigli il XII libro
della metafisica, trovi un dio che è assolutamente diverso e incompatibile
con quello dei cristiani, un dio che non va pregato e che non agisce sul
mondo se non come causa finale, che muove senza esser mosso. l'anima,
essendo forma di un corpo che ha la vita in potenza, non può vivere dopo la
morte del corpo.
DIDIMO CHIERICO www.filosofico.net

--------------------------------
Inviato via http://usenet.libero.it

Nicole

unread,
Feb 2, 2003, 6:15:56 AM2/2/03
to

"guglielmo" <guglielm...@poste.it> ha scritto nel messaggio
>
> Aristotele, deciso assertore dell'eternità del mondo, con una dottrina
> dell'anima che poteva essere utilizzata per negare l'immortalità
> dell'anima individuale e un'etica secondo la quale la felicità è data
> dalla vita intellettuale, non era facilmente inseribile in un orizzonte
> cristiano. Non sto dicendo cattolico, ma proprio cristiano. Anzi, ad
> essere precisi, problemi molto simili li ebbero con Aristotele ebrei e
> misulmani. Tutto il pensiero medievale si scontra con questa duplice
> polarità: la rivelazione da un lato, la ragione (aristotelica)
> dall'altro. E la ricerca di una "compatibilità" non è stata affatto
> agevole.

Un po' come succede per le profezie di Nostradamus, che possono collegarsi a
qualunque avvenimento, opportunamente stiracchiate. Volendo si può
compatibilizzare tutto con tutto, volendo si può vendere lana spacciandola
per seta, e volendo si può definire aristotele cristiano e anticristiano,
muslim e anti muslim, buddhista e anti buddista, razionalista relativista e
hastalavistaseniòr. Che senso ha? In ogni caso si porrebbe in un'ottica di
manipolazione, di strumentalizzazione e di adattamento di un testo in vista
dei propri fini spesso accademici, pedanti e agonistici, in cui per
legittimare una propria tesi ci si serve di un testo o di porzioni
estrapolate di esso. Secondo me essendo ''sbagliati'' i presupposti (scusa
se mi esprimo come un cane), tutte le soluzioni avrebbero una pari
(bassissima) dignità.

peter schlemihl

unread,
Feb 5, 2003, 4:41:01 PM2/5/03
to
In article <M57%9.74704$ZE.20...@twister2.libero.it>, Nicole
<sicili...@NOSPAMMMlibero.it> wrote:

> Un po' come succede per le profezie di Nostradamus, che possono collegarsi a
> qualunque avvenimento, opportunamente stiracchiate. Volendo si può
> compatibilizzare tutto con tutto, volendo si può vendere lana spacciandola
> per seta, e volendo si può definire aristotele cristiano e anticristiano,
> muslim e anti muslim, buddhista e anti buddista, razionalista relativista e
> hastalavistaseniòr. Che senso ha? In ogni caso si porrebbe in un'ottica di
> manipolazione, di strumentalizzazione e di adattamento di un testo in vista
> dei propri fini spesso accademici, pedanti e agonistici, in cui per
> legittimare una propria tesi ci si serve di un testo o di porzioni
> estrapolate di esso. Secondo me essendo ''sbagliati'' i presupposti (scusa
> se mi esprimo come un cane), tutte le soluzioni avrebbero una pari
> (bassissima) dignità.

Toh, c'è qualcuno che legge un intero post prima di rispondere! :-)

Hai ragione: a un testo sufficientemente complesso si può far dire di
tutto. Però, il caso di Aristotele non è semplicemente riconducibile a
quelle derive interpretative che tu hai sottolineato.

Se Aristotele, ovviamente, non è definibile in termini di
cristianesimo/anti-cristianesimo, è anche vero che per circa 1500 anni
ci si è posti il problema della sua compatibilità con la rivelazione.
Non era un filosofo come tanti, rappresentava il paradigma scientifico
dominante. Dai padri della chiesa alla scolastica cattolica,
dall'ortodossia greca alla teologia protestante (per non parlare di
ebrei e musulmani), il confronto è stato continuo ed acceso. Si può
dire che sia finito, senza vincitori né vinti, solo con il superamento
del paradigma aristotelico provocato dalla rivoluzione scientifica del
XVII secolo.

Quando poi di aristotelici sono rimasti solo i tomisti, ecco che allora
si scopre, finalmente, che tutti quei conflitti non avevano ragion
d'essere. Aristotele era come Tommaso, solo non sapeva di esserlo. Gli
mancava la rivelazione. Se l'avesse avuta certo avrebbe scritto lui la
Somma Teologica e il De unitate intellectus. Con buona pace degli
storici, che mancando di autentica intelligenza filosofica non riecono
a cogliere ciò che a qualunque studente di seminario appare evidente.

peter schlemihl

unread,
Feb 5, 2003, 4:50:29 PM2/5/03
to
In article <80Z116Z102Z141Y...@usenet.libero.it>, DIDIMO
CHIERICO <iuh...@tin.it> wrote:

> a parte per il finalismo, aristotele è anti-cristiano nel senso che è
> incompatibile col cristianesimo (this is my opinion): se pigli il XII libro
> della metafisica, trovi un dio che è assolutamente diverso e incompatibile
> con quello dei cristiani, un dio che non va pregato e che non agisce sul
> mondo se non come causa finale, che muove senza esser mosso. l'anima,
> essendo forma di un corpo che ha la vita in potenza, non può vivere dopo la
> morte del corpo.

D'accordo sulla compatibilità, ma non credo che questo ci autorizzi a
definirlo anti-cristiano. Così come non è possibile definire San Paolo
anti-fascista, nonostante qualche problemino di compatibilità ci sia
anche lì.

Pensiero Debole

unread,
Feb 8, 2003, 6:23:33 AM2/8/03
to
> D'accordo sulla compatibilità

se a te aristotele pare compatibile...
io, leggendo i suoi testi, trovo molti spunti che, se travisati e
strumentalizzati, possono renderlo artificiosamente compatibile; ma, in sè e
per sè, non mi pare affatto che lo sia.

- il dio di aristotele è pensiero di pensiero, incurante delle vicende umane

- l'anima è mortale

- la vita suprema sta nel pensare, non nel "pregare"

- e (soprattutto) il mondo è uno, ed è quello che ci sta dianzi, popolato da
una miriade di sostanze...

e mille altre cose. certo, ci sono spiragli che, se colti, possono essere
sfruttati (e dico sfruttati) in direzione cristiana; ma aristotele sarebbe
stato d'accordo - se fosse vissuto anche in età cristiana - a tale
strumentalizzazione?
personalmente, mi pare alquanto inopportuno vedere la filosofia greca e
romana come mera "praeparatio evangelica", ma questo è un mio punto di
vista.
Pensiero Debole www.filosofico.net

peter schlemihl

unread,
Feb 8, 2003, 7:45:11 AM2/8/03
to
In article <80Z116Z102Z218Y...@usenet.libero.it>, Pensiero
Debole <iuh...@tin.it> wrote:

> > D'accordo sulla compatibilità
>
> se a te aristotele pare compatibile...

D'accordo CON TE sulla compatibilità di Aristotele con il
cristianesimo. Compatibilità che non c'è, o almeno che richiede
significativi adattamenti del pensiero aristotelico.

Credo che il senso dei post indirizzati a te e a Nicole fosse
abbastanza chiaro. La rete è un medium che favorisce la velocità e
l'immediatezza assai più che la riflessione (e questo vale per tutti
noi), però ai nostri interlocutori dovremmo concedere qualche
opportunità in più.

Attualmente mi trascino da settimane post, che forse non vedranno mai
la luce (senza eccessiva perdita per l'umanità), indirizzati a Davide,
a Seastorm e ad altri, semplicemente perché vorrei dedicare loro un po'
di tempo che attualmente non ho. Neanche così va bene, le discussioni
perdono mordente e interesse. D'altra parte la fretta è altrettanto
deleteria. I troll si possono evitare, ma se le persone con le quali
discuti non ascoltano...

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