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L'empireo nell'astronomia medievale

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Luca Lallini

unread,
Sep 30, 2023, 12:13:25 PM9/30/23
to
Il cosiddetto cielo empireo ha una storia
molto lunga che attraversa i secoli.
Tuttavia è relativamente facile capire
come durante la scolastica sia diventato
la nona sfera celeste.


____LE SFERE CELESTI_____

Tutto ebbe inizio con Eudosso
che volle elaborare un modello
di sfere omocentriche affinché
si potessero spiegare i moti
retrogradi dei diversi pianeti.
Inoltre con una sfera sulla quale
erano incastonate le stelle era possibile
spiegare il loro moto a medesima velocità,
tale da farle rimanere a medesima
distanza.

Consiglio di guardare questo breve
video dove si capisce come il modello
delle sfere risolve il moto retrogrado:https://www.youtube.com/watch?v=Mp6Y-iMgxn0&t=1s

____ARISTOTELE E LE SFERE CELESTI____

Non starò qui a spiegare passo passo
l'intera fisica di Aristotele.
Ma vale la pena far notare che per quest'ultimo
era fondamentale che il modello
di Eudosso (allievo di Platone che aveva
viaggiato in Egitto) divenisse qualcosa
di fisico capace di trasmettere
il moto alle sfere interne.

Tuttavia questo moto doveva essere generato
dalla sfera più esterna.
Ma questo comportava un regresso
all'infinito. Infatti per tenere in moto
l'ennesima sfera esterna ci voleva una sfera
anch'essa in moto e per questa ennesima
un'altra ancora e così via all'infinito.

Ma immaginare l'esistenza di una infinità
in atto di sfere celesti non conduceva
ad ottenere la prima sfera.

E allora come spiegare il moto
dei cieli visto che non c'era inerzia
e tutto quello che è in moto deve
essere costantemente spinto
da qualcosa?

Qui nasce l'idea del motore che muove
e che però non viene mosso.
Cioè un motore che rimane immobile
ma è capace di muovere.
Un po' come la forza del pensiero
che pur rimanendo (il pensiero)
non materiale e immobile
è capace di muovere il corpo
a suo piacimento.

Ed è chiaro che il motore immobile
pur dovendo agire sulle sfere è una
entità che trascende l'universo stesso è
cioè una entità composta di altra
materia, anzi non materiale.
Ed è qui che nasce una sorta
di teologia aristotelica.
Nasce quindi una forte connessione
tra entità immateriale che tiene
in moto l'intero universo.

____ARISTOTELE INCONTRA DEI PROBLEMI____

Aristotele per tenere conto
dei vari moti retrogradi e delle combinazioni
coi moti di altri pianeti pensa a circa
cinquanta sfere.
Il modello però verrà rivisto da Tolomeo
che lascia solo una sfera per ogni pianeta
comprese le stelle fisse.
Inoltre Tolomeo introduce (ma come modello
matematica ) epicicli e altro.

Tolomeo quindi non cambia la fisica
di Aristotele, la lascia immutata ma
al tempo stesso introduce un modello
più complicato capace di spiegare
quanto appare nei moti celesti di astri,
pianeti, luna e Sole.

___IL PRIMO MOBILE____

Sarà proprio Tolomeo a introdurre
il primo mobile.
Questo perché dalle osservazioni comprese
come c'era una precessione e la stessa
stella polare nel corso di decenni
cambiava posizione rispetto
alla terra.
Questo significa che la sfera delle stelle
fisse è a sua volta contenuta
in una sfera che può spiegare quindi
i moti di precessione.
https://www.astronomiamo.it/DivulgazioneAstronomica/Area/Nozioni%20di%20meccanica%20celeste/Precessione-degli-equinozi-e-stella-del-nord


___DAL SETTIMO ALL' OTTAVO CIELO____

Ancora oggi si dice: essere al settimo cielo.
Luna, mercurio, venere, sole marte, giove, saturno.

L'ottava sfera celeste serve per le stelle fisse.
Serve cioè per poter tenere sulla stessa
(che viaggia a velocità costante)
le circa seimila stelle fisse visibili a occhio nudo.
Stelle che così si spiega perché possano viaggiare
alla stessa velocità e rimanere quindi alla stessa
distanza.
La alternativa è ovviamente la rotazione
della terra. Ma il sistema è geocentrico
con terra sferica e FERMA.
Quindi ci vuole la sfera delle stelle fisse.


____DAGLI OTTO AI NOVE CIELI____

Il primo mobile quindi non è più quello
delle stelle fisse ma una ulteriore sfera
che non contiene alcun astro e tuttavia
ci deve essere per spiegare i moti
di precessione.

Tuttavia si arriva a nove cieli. Come è possibile?

___I LUOGHI DELLO SPAZIO____

Aristotele pensava ad un universo
eterno, sempre esistito e però finito
nello spazio.
Dopo l'ultimo cielo per Aristotele
non c'era più spazio ma semplicemente
il nulla, il non essere.
Per Aristotele quindi l'ultima sfera
da una parte conteneva l'intero universo
dall'altra "confinava" col nulla esterno.

Tutto questo perché per lo stagirita
il problema dei luoghi era a fondamento
della sua fisica.

Il centro della Terra per Aristotele era fermo,
era un luogo di riferimento.
Un po' come è fermo il centro
di una sfera euclidea in moto rotatorio.
Così come il punto adimensionale
rimane fermo e la rotazione
inizia immediatamente dal punto a seguire,
allo stesso modo succede per la Terra.

Una Terra quindi, per Aristotele, in moto rotatorio
ma che ha un punto "matematico" fermo.

Ovviamente senza pensare a qualcosa
di ideale come nel campo della matematica (punto
adimensionale) è possibile pensare che il centro
della terra ruoti intorno a qualcosa di fermo.
Insomma il centro della terra se pensato
spazialmente rimane un RIFERIMENTO
assoluto perché fermo rispetto
a tutto il resto.

Tuttavia da una lunga serie di riflessioni
di Aristotele su questa analisi dei luoghi
dello spazio viene fuori che in mancanza
di entità sensibili (sfere celesti)
manca anche lo spazio.
Ma come si concilia questo con l'ultima sfera,
cioè il settimo cielo?
O anche con quella delle stelle fisse?

____DA PROCLO AGLI SCOLASTICI____

Qui c'è un incrocio, durante il medioevo
della tradizione neoplatonica
e quella aristotelica per via araba.
E' nel mondo arabo in definitiva
che si elabora una teoria capace
di tenere insieme un po' tutto
questo scibile in modo sinergico
e omogeneo ed è qui che il concetto
di empireo viene a meglio esplicitarsi.

____I DUE CIELI NEL LIBRO DELLA GENESI____

Prima di vedere come si arriva all'empireo
del basso medioevo e quindi usato
da Dante nella Commedia, vediamo
come si interpretava Genesi.
https://www.vatican.va/archive/bible/genesis/documents/bible_genesis_it.html

1 In principio Dio creò il cielo e la terra.
2 Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.
3 Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu.
4 Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre
5 e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno.
6 Dio disse: «Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque».
7 Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che son sopra il firmamento. E così avvenne.
8 Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno.
9 Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo, si raccolgano in un solo luogo e appaia l'asciutto». E così avvenne.


Come si nota, al punto 1 c'è la creazione
di cielo e Terra. E quindi abbiamo un PRIMO
cielo già creato.

Molto interessante il punto 6. Il firmamento
per separare le acque dalle acque.
Perché?
Si tratta delle NUVOLE. Queste portano acque.
Ma da dove arriva quest'acqua? Cioè la pioggia
da dove arriva?
APRITI CIELO!
Qui si immaginava la capacità da parte del cielo
di aprire il SERBATOIO di acqua contenuta
sulla parte alta del cielo.

Dobbiamo quindi immaginare un serbatoio
posto in alto e un cielo sopra e sotto
tale serbatoio.

Il firmamento quindi è in mezzo alle acque perché
sopra di esso c'è acqua e sotto di esso il mare.
Aperto quindi questo cielo del firmamento ecco
che è come aprire il serbatoio da dove esce
l'acqua. Apriti cielo!

Quindi da una parte abbiamo il cielo inteso in senso
di spazio cosmico, dall'altra il firmamento cioè
quel cielo che contiene le stelle fisse.

____L'ASTRONOMIA ALL'EPOCA DI DANTE___

Pietro Lombardo già parlava di Empireo (si vedano
le sentenze e anche il commento di Tommaso)
perché ne aveva avuto notizia
da Valafredo Strabo.
L'Empireo era un ulteriore cielo ma IMMOBILE.

Un cielo che serviva ai neoplatonici (vedi Proclo)
per graduare la EMANAZIONE.
Cioè passare dal mondo intellettuale, via via
alla materia del mondo terreno.

L'empireo serviva per poter meglio giustificare
Genesi e così interpretare i due cieli di Genesi,
uno (il primo del punto 1) come EMPIREO
e poi il secondo come il firmamento, il cielo
fisico.

L'empireo serviva come primo mobile seguendo
le necessità di Tolomeo.
Insomma l'Empireo era utile prima di tutto
in campo scientifico per spiegare la creazione,
l'emanazione dei neoplatonici e l'astronomia
tolemaica nonché la fisica di Aristotele.
Infatti la teoria dei luoghi per Aristotele dava problema.
Problemi che gia Simplicio dovette affrontare
e così altri.
L' Empireo inteso come immobile e non materiale
risolveva il problema anche dei luoghi e dei
confini dell'universo.

____CREAZIONE DEGLI ANGELI E DELL'EMPIREO____

Su questa serie di sinergie scientifiche
si inserisce l'esegesi biblica anche di Pietro
Lombardo il quale ci parla di creazione
del cielo empireo e degli angeli (ivi contenuti)
come prima opera della creazione.

Ed è chiaro che quando si parla di regno dei cieli,
di entrata in cielo dopo la fine dei tempi
o di vita ultraterrena ecco che era inevitabile
pensare all'Empireo.

Per approfondimenti e bibliografia
consiglio questo articolo della Treccani:https://www.treccani.it/enciclopedia/empireo_%28Enciclopedia-Dantesca%29/

Va però detto che questi articoli spiegano
fino ad un certo punto e non possono entrare
in tanti dettagli.
Dettagli e chiarimenti che ho provato
a dare io per sommi capi.

Prima Idea

unread,
Sep 30, 2023, 1:27:20 PM9/30/23
to
ideaprima

senti, FALLA FINITA con tutte queste baggianate demenziali di tue interpretazioni e miscugli vari
di associazioni fantasiose tra cose diverse che scatenano la tua fantasia perennemente sovreccitata circa
questioni assolutamente al di fuori dell tua portata mentale ....
Non fai che dire e ripetere baggianate, e di tua assoluta fantasia!.... guarda che non e" concesso comportarsi cosi sai?
Manco sai usare i termini appropriati, oltretutto.... ignorante che non sei altro.
Darti dell-imbecille e' un dovere nei confronti di chi legge quanto scrivi e potrebbe farsi certe idee circa queste tematiche.
Questo non e' luogo per i tuoi sproloqui... a tutto c'e'un limite, sappilo.



Luca Lallini

unread,
Sep 30, 2023, 1:55:42 PM9/30/23
to
Il giorno sabato 30 settembre 2023 alle 18:13:25 UTC+2 Luca Lallini ha scritto:
>
>
> Per approfondimenti e bibliografia
> consiglio questo articolo della Treccani:https://www.treccani.it/enciclopedia/empireo_%28Enciclopedia-Dantesca%29/
>
>
Aggiungo ancora quanto ho potuto
leggere in Bruno Nardi, Saggi di filosofia dantesca.
Nella suddetta opera il Nardi parla per decine
di pagine sulla genesi dell'Empireo nella tradizione
occidentale.

Fa notare una cosa molto interessante.
Prima della diffusione dell'aristotelismo e quindi
dell'Almagesto di Tolomeo (quindi prima del XII sec.)
in Occidente c'era una astronomia molto scarsa
e ricavata dai teologi su quel poco di tramandato.

Parlavano di sfere celesti ma non avevano la minima
idea del modello di Eudosso e della fisica di Aristotele,
tuttavia ne parlavano tenendo presente la Sacra scrittura.
Ed ecco che arrivavano (come spiega Nardi)
a tramandarsi la seguente serie di cieli(sfere):

1.Aria
2. etere
3. Olimpo
4. spazio igneo
5. firmamento
6. cielo cristallino
7. Cielo degli angeli o Empireo.

Nardi spiega che a volte veniva aggiunto il cielo
della trinità.
Da qui a mio parere si capisce meglio cosa
si intende quando di dice essere al settimo cielo.
Infatti in questo elenco il settimo cielo è l'empireo
cioè il luogo dove vivono gli angeli.

Ovviamente con la traduzione dell'Almagesto
e delle altre opere di Aristotele metteranno
ordine e si arriverà alle nove sfere celesti in astronomia,
compreso il primo mobile.
AL primo mobile poi si aggiunge l'Empireo come motore
immobile. L'Empireo quindi perde i caratteri
di sfera celeste sensibile e diventa il Paradiso
inteso ora in senso intellettuale e cioè quindi
fuori dallo spazio e dal tempo o anche il Paradiso
(a seconda degli autori) con corpo fisico composto
di luce.
E' chiaro che quando si parla di corpo si fa riferimento
a entità sensibili che hanno una qualche
possibilità di manifestarsi visivamente.
Mancando la parte sensibile (visiva, come nel caso
della luce) si parla di mondo intellettuale.

E' quindi inevitabile che in entrambi i casi l'Empireo
venga posto fuori dall'universo stesso e cioè in una regione
dove non c'è neppure lo spazio.
E qui entra in scena di nuovo Aristotele.

La dimensione della divinità e quindi del Paradiso
è fuori dallo spazio.
Ma fuori dallo spazio non va inteso come a dire
in qualsiasi luogo, e cioè ovunque.
Fuori dallo spazio va inteso come fuori dall'universo.

Per noi oggi fuori dallo spazio significa altre dimensioni
visto che pensiamo ad uno spazio infinito.
All'epoca invece fuori dallo spazio significa
fuori da un universo FINITO.
Cioè oltre l'universo FINITO c'è il mondo
celeste, quello degli angeli, di dio ecc.


Massimo 456b

unread,
Sep 30, 2023, 2:28:28 PM9/30/23
to


comincio a pensare che il materialismo sia quel male curabile che
ha caratterizzato il 900.
Vediamo di liberarcene perche' ci rende insensibili e propensi al
conflitto.

https://www.augustinus.it/italiano/confessioni/conf_12.htm

--

ciao Massimo


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