Il giorno mercoledì 29 maggio 2013 20:04:43 UTC+2, Malena ha scritto:
> "Carlo Pierini" <
pier...@ecuanex.net.ec> ha scritto nel messaggio
> CP
> >Se TU non sei ME, io e te siamo DUE esseri.
>
>
>
> Ma così talmente relativi personalmente, io, tu, egli\ella, noi voi,
> essi\esse, non significano granché, se..se invece si comprende l'unità della
> sostanza che è sia in te che in me ecc..
CP
Certo, ma è un'unità che NON ANNULLA la compiuta distinzione tra individui, tra enti. E ciò è possibile solo se l'unità si realizza su un piano diverso da quello della dualità o della molteplicità. Senza un OLTRE, due sarebbe sempre e comunque uguale a uno, contro il principio-base di ogni logica: il principio di non-contraddizione.
MALENA
> l'io non esiste se non come effimera
> increspatura nel grande oceano dell'Essere. Siamo maschere CP, maschere
> necessitate in tutto, maschere di qualcosa di unico, UNO e indivisibile che
> si può solo intuire.
CP
Se così fosse non esisterebbero né divorzi né contrapposizioni così nette come quella che c'è, per esempio, tra te e Arkannen!
> CP
> >E allora l'Essere Uno � OLTRE me e te: � il Principio di cui io e te (e
> >tutti gli altri esseri) siamo fatti a immagine e somiglianza. Se l'Essere
> >Uno non fosse OLTRE me e >te, io e te saremmo indistinguibili, cioè il
> >nostro essere due sarebbe solo apparente: TU saresti ME.
MALENA
> Manco a farlo apposta, prima di leggere questo tuo intervento ho postato
> Eckhart, Dio ci libera da Dio, ci libera dal Dio personale.
CP
Dio ci libera da Dio SOLO SE Egli è compiutamente ALTRO da noi, altrimenti non ci sarebbe alcuna distinzione tra noi e Lui.
Una molteplicità di enti può trovare l'unità NON nell'annullamento dell'individualità dell'ente (entità), ma, al contrario, realizzandola compiutamente fino all'autenticità. E solo in questa autenticità l'ente scoprirà la propria similitudine con l'Uno e quindi la propria complementarità con tutti gli altri enti compiuti.
E' questa chiarificazione essenziale ciò che manca alle varie forme di panteismo e che le rende inaccettabili al pari di tutte le varie concezioni religiose che cadono nell'errore opposto di postulare un Dio assolutamente trascendente e separato dal mondo.