> E' fatto noto che intorno alla pedagogia i punti fermi siano ancora
> pochi. Indubbiamente il motivo di questa poca nitidezza sui suoi fini
> e metodi è da imputare all'origine della disciplina, dapprima
> strettamente pratica, solo in seguito emancipatasi; chiaro che in quel
> "primo stadio" i caratteri di scientificità erano assenti, si trattava
> di massime, consigli, dettati dal buon senso.
E non sarebbe scienza? La scienza è proprio mettere le mani in pasto alla
realtà.
Diciamo che possiamo chiamarla tecnica a questo stadio.
Ma la mia impressione è che dovrebbe rimanere tecnica altrimenti si crede
di averla fatta diventare scienza quando in realtà è solo ideologia.
Anche perchè la scienza va bene con i grandi numeri in cui ci sono leggi
macrofisiche statistiche, non con un bambino che non è un numero.
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Bellissimo intervento.
La pedagogia era una disciplina a sé che si era emancipata dalla filosofia
in forma etica ed aveva presto figliato metodologia e didattica, cercando
aiuto nella psicologia, affondando parte delle sue radici nelle scienze.
Ora la pedagogia si è dileguata.Le scienze dell'educazione marciano al
plurale, ma non si distinguono. Di tanto in tanto rigurgitano statistica ed
altri tentativi di tabular costanti nei processi formativi.Di maestria della
pedagogia pare non esserci più ombra.Di politica invece pare essercene
talmente tanta da offuscare qualsiasi tentativo di fare pedagogia spulciando
il cane delle riforme.Con una variabile sempre in atto: cambia governo,
saltano le riforme, mutano gli indirizzi pedagogici nel bel mezzo del
percorso educativo e gli insegnanti, più che in mezzo al guado, si trovano
in mezzo al guano.
Rossana