E' malato chi si sente male. Il malato va dal medico, dal prete, dallo
psicologo, dallo sciamano, perché sente qualcosa che non va.
Malattia è: qualcosa che non va.
Ciao,
Sel.
| E' malato chi si sente male.
dissento.
il malato non sempre è consapevole di non *stare* bene.
| Malattia è: qualcosa che non va.
o che va nel verso sbagliato.
tuttavia questo non sempre implica il sentire male, o meglio la sua
consapevolezza.
| Ciao,
| Sel.
Un saluto
Chérie
>> Esistono definizioni sensate di "malattia" e di "malato"?
>> G
>
> E' malato chi si sente male. Il malato va dal medico, dal prete, dallo
> psicologo, dallo sciamano, perché sente qualcosa che non va.
Se si sente male non vuol dire che sia malato veramente.
> Malattia è: qualcosa che non va.
Un po' vaga come definizione.
Io direi che noi chiamiamo "malata" una persona le cui funzioni corporee
siano significativamente alterate rispetto alla media degli individui
"simili".
--
http://blog.libero.it/MjkaCat/
"Giovanni Lagnese" <lagnese@[remove me] ngi.it> ha scritto nel messaggio
news:dp41ds$6af$1...@nnrp.ngi.it...
> Esistono definizioni sensate di "malattia" e di "malato"?
> G
....partiamo da Husserl....corpo-anatomico e corpo-intenzionato.
La condizione di salute è essere nel corpo-intenzionato, nel pro-getto.
Quando una qualunque cosa ti costringe invece nel corpo-anatomico e non te
ne lascia uscire....sei malato !
Esempio semplice semplice : con una gamba rotta di Nietzsche non te ne può
fregar di meno.
In alcuni casi anche senza gamba rotta.
Ma questo è un'altro discorso :-)
> Esistono definizioni sensate di "malattia" e di "malato"?
Si', dipendono dal comportamento desiderabile della propria auto, dalle
aspettative ragionevoli del suo proprietario.
Per cui un rumorino a chilometri zero è un difetto intollerabile, se la
macchina ha 200mila chilometri è invece normale.
Tu sai se la tua macchina o la tua moto si comporta in maniera da
soddisfare le tue aspettative oppure no, cosi' accade al corpo umano.
O meglio, cosi' accade al rapporto che hai tu con il tuo corpo, se il tuo
corpo non ti soddisfa pîù sei malato.
Mi pare cosi' ovvio.
--
Emilio? Voil'him!
Ateo ed anarchico per grazia di Dio e volonta' della Nazione.
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
> "selandros" <sela...@aliceposta.it> ha scritto nel messaggio
> news:43b5929f$0$1077$4faf...@reader1.news.tin.it...
> | E' malato chi si sente male.
> dissento.
> il malato non sempre è consapevole di non *stare* bene.
Allora non e' malato, sta solo morendo, come tutti.
E' normale che questo accada.
> | Malattia è: qualcosa che non va.
> o che va nel verso sbagliato.
> tuttavia questo non sempre implica il sentire male, o meglio la sua
> consapevolezza.
Be', se non c'e' consapevolezza allora non e' vera malattia, le cose
rientrano nell'ordine naturale delle cose.
La malattia subentra se c'e' la cura, se c'e' una situazione che non si
gradisce e che si vuole mutare.
| Allora non e' malato, sta solo morendo, come tutti.
le due condizioni dell'essere non sono collegate.
l'hiv, ad esempio, è o non è una malattia?
conosci le tempistiche di manifestazione e di conclamazione?
Saluti
Chérie
> "uahlim" <uah...@bynoia.com> ha scritto nel messaggio
> news:dp4f87$v4h$1...@news.newsland.it...
> | Allora non e' malato, sta solo morendo, come tutti.
> le due condizioni dell'essere non sono collegate.
> l'hiv, ad esempio, è o non è una malattia?
Se sai di essere sieropositivo è una malattia, altrimenti no.
La nostra più grave malattia sai qual'è?
La mortalità!
Ma non eravamo sempre mortali, lo siamo diventati solo da quando ci siamo
resi conto che dobbiamo morire.
Io credo di ricordarmi quando mi sono reso conto di dover morire, ero
piccolo e mi ricordo ancora adesso cosa provai.
In fondo ero incazzato con i miei genitori perchè mi avevano messo loro in
quella penosa situazione.
Prima di quel momento eravamo degli dei immortali.
Molti animali sono degli dei immortali, e vivono come dei immortali.
| Se sai di essere sieropositivo è una malattia, altrimenti no.
prova a fare un fade dal pensiero autereferenziale del singolo individuo:
non può che essere privo di significato, senza alcuna interazione con una
realtà evidente e concreta, condivisibile dagli altri.
| La nostra più grave malattia sai qual'è?
| La mortalità!
questa è la tua opinione: io la vedo più come il prezzo della vita su
questa terra.
| Ma non eravamo sempre mortali, lo siamo diventati solo da quando ci siamo
| resi conto che dobbiamo morire.
no: non eravamo immortali, ma inconscienti.
| Io credo di ricordarmi quando mi sono reso conto di dover morire, ero
| piccolo e mi ricordo ancora adesso cosa provai.
io credo di averlo capito quando nacque mia sorella: per un confusa
applicazione del principio di identità (alla base della conoscenza).
| In fondo ero incazzato con i miei genitori perchè mi avevano |messo loro
in
| quella penosa situazione.
Non credo di aver mai attraversato la fase di rabbia verso i genitori per
avermi messo al mondo: o forse è talmente lontana che non la ricorda.
Piuttosto per *come* ero nata, non avendo potuto scegliere le mie
caratteristiche.
Credo del resto che il mio rispetto nei loro confronti, in particolare di
mia madre, sia dovuto al fatto che mi avessero messa al mondo: in un certo
senso scommettendo con il fato, o il caso, o con dio.
| Prima di quel momento eravamo degli dei immortali.
| Molti animali sono degli dei immortali, e vivono come dei immortali.
non credo: il loro strenuo attaccamento alla vita è dovuto alla coscienza
della precarietà.
è l'illusione dell'immortalità la vera malattia: annienta il senso e lo
scopo della difesa personale.
Un saluto
Chérie
> è l'illusione dell'immortalità la vera malattia: annienta il senso e lo
> scopo della difesa personale.
Un certo voler fingere che si è immortali e rimuovere il pensiero della
morte si', credo sia una forma di alienazione che porta poi ad un
eccessivo attaccamento alle cose.
Ad esempio molti sono attaccati ad un disco, ad un quadro, alla
possibilità di poterlo godere in eterno, più che alla fruizione momentanea
dell'opera in quel momento.
Altri credono che scaricando giga e giga di mp3 possano scaricare anche il
tempo e la voglia poi di sentirli tutti quei brani musicali.
|Ad esempio molti sono attaccati ad un disco, ad un quadro, |alla
|possibilità di poterlo godere in eterno, più che alla fruizione
|momentanea
|dell'opera in quel momento.
|Altri credono che scaricando giga e giga di mp3 possano |scaricare anche
il
|tempo e la voglia poi di sentirli tutti quei brani musicali.
| Altri credono che scaricando giga e giga di mp3 possano scaricare anche
il
| tempo e la voglia poi di sentirli tutti quei brani musicali.
Non lo so..qui la musica va in continuazione, come in continuazione guardo
opere d'arte, o così dette.
Per il resto credo di essere attaccata al vivere la vita.
A volte vedo immagini bellissime e mi chiedo se è un'illusione della mia
volontà di vedere il bello, prodotti di una matrix che non riesco a
scollare dalla mia pelle..
altre incontro persone o oggetti dalla bruttezza sconvolgente,
come una vecchia dal viso bellissimo e dal corpo minuscolo e deformi le
gambe
e nessuno pare vederli, così come ho udito urla nella notte e non ho visto
alcuno scomporsi:
ho dubitato spesso di aver visto o sentito, se non fosse che qualcuno era
con me, a dirmi che sì: era vero.
ma in quel momento non avrei potuto fare altro che restare immobile, perché
sarei stata io a infrangermi.
nella dispercezione delle dimensioni che si fanno impalpabili e ovattate,
tutto ciò che vediamo, il dolore, il male così come la gioia, il risultato
della rielaborazione sensoriale e poi intelllettuale, fisica e poi
psichica, non può essere cancellato e ritorna, parossisticamente o
rarefatto, ad attraversarci lo sguardo.
Un saluto
Chérie
malattia: funzionamento di un organismo discordante da uno standard
predefinito
Dunque la malattia è sempre relativa alla definizione di uno standard di
funzionamento
| malattia: funzionamento di un organismo discordante da uno standard
| predefinito
| Dunque la malattia è sempre relativa alla definizione di uno standard di
| funzionamento
sì, ma manca il concetto di benessere e completezza delle funzioni
possibili: che è in grado di far stilare una gradualità del danno.
Un saluto
Chérie
Italo!! La domanda implicita era: quale canone può considerarsi assoluto?
Sel.
Impossibile definire il possibile se non come già passato. Io potrei star
male per il desiderio di qualcosa che non esiste ancora, ma che potrei
creare e che, ad es, non posso creare a causa dell'altro.
In sintesi, per citare Solania, il corpo-intenzionato è protenzione.
Interdetta la protenzione, qualcosa non va.
Sel.
>
> Un saluto
>
> Chérie
>
Solo stabilito uno standard, si possono definire il benessere e la
completezza delle funzioni
(giacchè solo lo standard ci può dire quali e quante sono le funzioni etc)
ciao e auguri
Italo
| "Chérie" <oouic_...@virgilio.it> ha scritto nel messaggio
| news:43b67bca$0$1067$4faf...@reader4.news.tin.it...
| Impossibile definire il possibile se non come già passato.
stando all'ambito medico: già sperimentato.
restando con i piedi per terra: tutti conosco le funzionalità di una gamba,
ad esempio.
il fatto che un individuo non possa flettere adeguatamente il ginocchio ad
esempio mi pare palesemente indice di malfunzionamento.
Io potrei star
| male per il desiderio di qualcosa che non esiste ancora, ma che potrei
| creare e che, ad es, non posso creare a causa dell'altro.
| In sintesi, per citare Solania, il corpo-intenzionato è protenzione.
| Interdetta la protenzione, qualcosa non va.
è una semplificazione che non tiene conto dell'aspetto teoretico: la
struttura stessa può impedire all'intenzione di protendersi.
| Sel.
Un saluto
Chérie
| Solo stabilito uno standard, si possono definire il benessere e la
| completezza delle funzioni
| (giacchè solo lo standard ci può dire quali e quante sono le funzioni
etc)
certamente.
ma il margine di aleatorietà dello standard in relazione al benessere non
mi sembra amplissimo.
in pratica conosciamo abbastanza i limiti fisici del corpo umano: molto
meno quelli psichici.
| ciao e auguri
|
| Italo
Un saluto e auguri anche a te,
Chérie
| Italo!! La domanda implicita era: quale canone può considerarsi assoluto?
| Sel.
secondo me conoscendo lagnese non vi alcuna domanda implicita, bensì
un'accusa alla categoria dei medici.
Un saluto
Chérie
Quello che volevo dire è che anche la definizione di "benessere" dipende
dallo standard scelto
Addirittura si potrebbe dire che lo stessa permanenza di un certo equilibrio
dell'organismo (senza il quale si avrebbe la morte) presuppone comunque
l'esplicitazione di uno standard