Il giorno giovedì 12 agosto 2021 alle 16:51:03 UTC+2
loris.d...@fastwebnet.it ha scritto:
>
> > Per analogia, la coscienza una volta
> > generata dal cervello, può poi avere
> > vita propria e agire sul cervello stesso.
> > Poi, può succedere che "spegnendo" il cervello
> > ecco che la coscienza andrà a persistere
> > per pochi secondi o pochi minuti e poi via,
> > si spegne. Questo non lo sappiamo.
> >
> Qui c'e' un problema di carattere logico, legato al concetto di
> "sostanza" che necessita di una chiarificazione. "Sostanza" e' intesa
> tradizionalmente come "sub-stantia", corrispondente al greco
> "ὑποκείμενον", cioe' "cio' che sta sotto". Ma "sta sotto" a che cosa?
> Sta sotto i mutamenti fenomenici che essa subisce, ai suoi "accidenti"
> per dirla con Aristotele.
>
>
Hai fatto molto bene a insistere sul concetto
di sostanza perché è qui che si potrebbero
annidare delle contraddizioni.
Cosa hanno in comune gli oggetti materiali?
Sono tutti composti di particelle e/o atomi.
Per cui i fotoni (che sono particelle) sono materia
così come lo sono le macromolecole che sono composte
da atomi.
Di cosa è composto lo spazio vuoto?
Qui non ci sono atomi e particelle.
Per cui lo spazio vuoto è una sostanza
diversa dalla materia.
Lo spazio vuoto è un esempio di sostanza
immateriale.
Quando la lampada genera i fotoni e questi
diventano indipendenti dalla sorgente, io dico
che i fotoni sono della stessa sostanza della sorgente.
Come è possibile poter dire questo?
E' possibile perché ho notato che tutta
la materia è formata di particelle e i
fotoni sono particelle.
Se avessi detto che tutta la materia è formata
solo da atomi, ecco che i fotoni apparterrebbero
ad un'altro genere di sostanza.
Per la coscienza, a mio parere, ci troviamo
come nel caso degli atomi e delle particelle.
Il cervello produce la coscienza che diventa indipendente.
Ma non è chiaro quanto sia indipendente
e per quanto tempo dopo che la sorgente
scompare.
Questo significa che il cervello è capace
di produrre una sostanza totalmente
diversa dalla materia.
Perché è totalmente diversa?
Perché la coscienza per come la percepiamo
noi non è composta di atomi e di particelle.
Si dirà: ma sono atomi e particelle che la generano.
Non esattamente.
Atomi e particelle sono modelli di una realtà
che percepiamo tramite strumenti elettronici, microscopi
ecc.
Il modello atomico non funziona per spiegare
la coscienza.
C'è un salto dalle particelle alla coscienza.
Ora il monismo ha insistito nel cercare
un qualcosa di *intermedio* tra particelle
e coscienza capace di generare
la coscienza ma non si è trovato.
Quest'ultimo è un aspetto centrale
che tende a sfuggire:)
Si ha sempre la sensazione che prima
o poi ci sveleranno (i neuroscienziati)
il circuito capace di generare la coscienza.
Ma se anche fosse scoperto, non si capirebbe
perché quel circuito la genera e un altro
no.
Di questo parla Edelman e ne conclude
(dopo anni e libri scritti) che alla fine
rimarrà un mistero.
Penrose va oltre a parla di microtubuli
per toccare la struttura della materia
in modo da fargli inglobare la coscienza.
Ma è un tentativo.
Come far per rimanere nel monismo?
L'unica è un modello atomico capace
di inglobare la coscienza come sua
proprietà e questo perché i livelli
intermedi non sono in grado di spiegarci
come generare la coscienza.
Anzi, si è andati a capire che non c'è nulla
di intermedio.
Quando parliamo di circuiti neurali parliamo
di particelle, di elettroni ecc. Ma quindi
gli elettroni bene organizzati sono in grado
di generare la coscienza?
Dobbiamo pensare che la coscienza è sparsa
un po' ovunque nella materia?:)
Qui capiamo che c'è una irriducibilità
della coscienza al modello atomico attuale.
Non si può escludere che sia la materia
a generare la coscienza, ma il modello
che noi usiamo per spiegare la materia
non spiega la coscienza.
Ovvero la sostanza potrebbe essere la materia,
il cervello, ma così come abbiamo individuato
la materia (come composta da atomi e di particelle)
non funziona per spiegare anche la coscienza.
Funziona per spiegare la luce, i campi, le cellule
ma non la coscienza.
Da qui allora la necessità di dare
al fenomeno coscienza un substrato
immateriale. Nel senso che non viene
spiegata da atomi e particelle.
Non si capisce come possano fare atomi
e particelle a generare la coscienza.
Ci sono delle evidenze dove si nota
che se viene meno il sostrato materiale
viene meno anche la coscienza.
Ma ci sono state altre scoperte (vedi
il libro di Derek Denton che avevo consigliato
di consultare) dove si nota che la coscienza
riesce a modificare la struttura neurale.
Cioè si nota come il cervello dopo
aver generato la coscienza (cioè un pensiero)
riesca poi ad attivare qualcosa di materiale nel
cervello.
Sono stati calcolati i tempi di reazione
tra un pensiero e quello che poi si
va a modificare nel cervello.
Secondo il monismo la *causa* è un evento
neurale che genera un pensiero cosciente.
Ci sono ormai tanti esperimenti che
confermano il contrario e cioè il pensiero
che va a modificare la rete neurale.
Questo però avviene dopo un lasso
di tempo durante il quale non c'è alcun
evento neurale.
L'esempio più calzante è quello dello specchio
che ho fatto prima.
La lampada genera i fotoni, questi scappano
via indipendenti. Uno specchio li riflette
sulla superficie della lampada e *sembra*
che sia la lampada a generare anche questi
fotoni.
Allo stesso modo questo modello spiega
tanti fatti neurali e il relativo pensiero cosciente.
Perché ci sono dei tempi di risposta durante
i quali non avviene nulla di fisico nel cervello,
cioè *manca la causa* di certi pensieri.
L'unica allora è notare che il flusso di coscienza
generato è talmente potente tale da rendersi
per alcuni secondi del tutto indipendente
dalla materia *che noi oggi siamo in grado
di osservare*.
Perché qui il punto che noi oggi osserviamo
la materia parzialmente. Non è che osserviamo
atomi, particelle e molecole al microscopio,
questi sono modelli.
Fino a quando non saremo in grado di cambiare
il modello sulla struttura della materia per inglobarvi
anche la coscienza ecco che è un dato di fatto
che la coscienza è una sostanza diversa
dalla materia perché capace di sussistere
senza la materia.
E' un po' come quello che avveniva per lo spazio
vuoto.
Fino a prima della fisica quantistica non si capiva
come lo spazio vuoto potesse generare le particelle.
Poi ci sono equazioni (Dirac per es.) che dimostrano
come sia logicamente non contraddittorio che il vuoto
possa produrre particelle.
Ma si tratta di modelli anche qui.
Ora, e concludo, siccome noi conosciamo la materia
tramite questi modelli (che funzionano parzialmente)
e notiamo enormi differenze tra spazio, materia
e coscienza, ecco che ci conviene parlare di tre
sostanze diverse.
Quando la struttura della materia sarà meglio
compresa e magari capiremo come fa lo spazio
a produrre la materia e come questa a produrre
la coscienza, ecco che possiamo parlare di monismo.
Ma attenzione, non sarà certo il monismo
attuale coi suoi gradi intermedi. Si tratterà
di un monismo che va a trascendere quello
attuale. Qualcosa che rivoluzionerà le nostre
conoscenze sulla struttura della materia.
Ci vorrà un modello completamente diverso,
un modello che oggi non abbiamo.
Un modello capace di spiegare spazio, materia
e coscienza in modo coerente.
Al momento questo modello non c'è, quando
lo avremo, possiamo ritornare al monismo:)
Anche io speravo nel monismo e nei gradi
intermedi. Ma questi gradi intermedi non si sono
trovati.
Ciao:))