>> CARLO
> ....E continui a IGNORARE ciò che ho scritto in proposito! E' incredibile!
> Il tuo rimuovere le osservazioni centrali dell'interlocutore è proprio un
vizio congenito, costitutivo, che mi obbliga a copia-incollare più volte ciò che
tu censuri dal dialogo col fine di continuare imperterrito nei tuoi soliloqui.
> Il pezzo di cui sto parlando te lo copio-incollo di nuovo, qui sotto, e spero
che questa volta ti degnerai di COMMENTARLO PUNTO PER PUNTO, altrimenti non la
finiamo più di girare intorno alla cazzata teorica "t/non-t". Ecco il pezzo che
tu e Loris avete finto di non vedere:
> ---------
> La proposizione <<In Italia sono numerose le miniere di tombacco>> non è
*analiticamente* contraddittoria, cioè, non si può stabilire la sua
contraddittorietà sul piano esclusivo dell'analisi logica dell'enunciato, ma
devi NECESSARIAMENTE uscire da essa ed entrare nel merito del suo CONTENUTO
SEMANTICO. Io, infatti, sono dovuto andare a informarmi su un testo di
metallurgia per capire se si trattava di una affermazione vera o falsa; e se non
esistessero testi, io avrei dovuto setacciare l'Italia intera per stabilire la
verità o la falsità della tua notizia.<<
Negando che quella sia una proposizione analiticamente contraddittoria per la
ragione che dici (la necessità di ricorrere a considerazione che entrano nel
merito del contenuto semantico dei termini) continui a fare questi errori:
1. utilizzi erroneamente "analiticamente contraddittorio" come sinonimo di
"immediatamente riconoscibile come contraddittoria";
2. dal fatto che per capire se in una proposizione ci sia la forma t/non-t
occorre eseguire una analisi semantica fai erroneamente seguire che, dunque, il
valore di verità della proposizione non è decidibile per via puramente logica,
che è quanto importa per la contraddittorietà analitica.
Due grossi errori. Una proposizione è analiticamente contraddittoria PROPRIO SE
(e solo se) l'ANALISI del concetto del soggetto e del predicato svela il
rapporto di contraddizione t/non-t. Dunque la definizione di "analiticamente
contraddittorio" tiene già in conto l'analisi semantica dei termini, perché essa
suona proprio: "tale che l'analisi del significato dei termini svela, nel loro
rapporto, la forma logica della contraddizione" e NON: "tale che il rapporto di
contraddizione sia immediatamente riconoscibile". "P è analiticamente
contraddittoria" SIGNIFICA PROPRIO: "mi basta analizzare il significato dei
termini in P per deciderne, negativamente, il valore di verità". E chiaro o no?
Se questo ti è chiaro, allora ti dovrebbe essere chiaro che l'immediatezza che
conta, qui, è quella della esclusione della verità (esclusione che non richiede
la mediazione di considerazioni empiriche ma solamente la considerazione dei
significati dei termini) e NON quella della riconoscibilità grafico-linguistica
della forma logica della contraddizione (una riconoscibilità che può comunque
essere assicurata attraverso un procedimento di sostituzione dei termini
concreti con simboli).
Perciò, quando dici:
>>Quindi, come vedi, la decisione contraddizione/non-contraddizione dipende da
BEN ALTRO che da una banale analisi logica dell'enunciato.<<
continui a non capire che il fatto che per decidere se la proposizione sia o no
una contraddizione sia necessaria una analisi semantica LASCIA INTATTA la
decidibilità per via puramente logica di una proposizione *che sia*
analiticamente contraddittoria (cioè "tale che l'analisi del significato dei
termini svela, nel loro rapporto, la forma logica della contraddizione").
E se adesso mi tiri fuori che per capire *se* una proposizione sia o meno
analiticamente contraddittoria devo ricorrere ad una analisi semantica, beh,
allora ti invito a rileggere quanto ho scritto, perché PROPRIO questa tua
considerazione, di per sé vera, ti spinge verso la confusione e dunque verso
l'errore nel quale persisti.
>>[...] E tra le informazioni di cui ho avuto bisogno (temendo un'imboscata
verbale) ho cercato quelle riguardanti l'estrazione del rame e dello zinco per
capire se la materia prima da cui si estrae il rame non fosse proprio un
composto di rame e zinco, perché, in tal caso, la tua affermazione ridiventava
VERA. Invece ho constatato che i minerali da cui si estrae il rame non hanno
niente a che a che vedere con lo zinco, e viceversa. Quindi, come vedi, la
decisione contraddizione/non-contraddizione dipende da BEN ALTRO che da una
banale analisi logica dell'enunciato.<<
Ti sei andato a ficcare in queste considerazioni o perché non avevi capito che
"miniera di tombacco" è un concetto contraddittorio a causa del fatto che il
tombacco è una lega e una miniera non può essere miniera di leghe; oppure perché
hai pensato (di per sé giustamente) che da una miniera possono essere estratti
anche dei minerali che siano dei composti (ed il tombacco un composto lo è, ma
*non* naturale, dove invece la naturalità è un predicato necessario dei prodotti
estraibili dalle miniere). Ma su questo mi pare che Loris ti abbia già risposto.
>> In altre parole, l'enunciato in oggetto non presenta immediatamente la forma
"t/non-t", ma deve ESSERE RICONDOTTO alla forma "t/non-t" ATTRAVERSO UNA ANALISI
SEMANTICA dei termini che vi compaiono. E questo vale per OGNI POSSIBILE caso di
contraddizione.
> E' chiaro, oppure dobbiamo continuare a elucubrare su questa minchiata ab
eaeternum?<<
Qui quello che solamente si rischia di dover ripetere *in aeternum* è ciò che è
chiaro *ab aeterno* - cioè, che la non immediatezza della presenza della forma
t/non-t è una cosa ben distinta rispetto al fatto che il valore di verità di una
proposizione *nella quale* sia presente quella forma sia decidibile per via
puramente logica, senza, nel nostro caso, andarsi a vedere miniere e tombacco,
ma solamente prendendo in considerazione il significato dei termini 'miniera' e
'tombacco'.