"Marco V.":
> Omega:
>
>> Proprio i laboratori di analisi praticano sistematicamente l'ostensione -
>> in particolare sotto il microscopio.
>
> Osservazione al microscopio che puт essere usata come esempio di quanta
> teoria ci sia dietro il "eccolo qui, и lui!"
Gli strumenti non sono che protesi di noi stessi in quanto strumenti in
tutte le nostre interazioni. Noi individuiamo una cosa focalizzandola e
comuchiamo ad altri la sua presenza indicandola in vari modi. Tu dici che и
sempre tutto linguaggio. Certamente lo и, ma la protesi/strumento ne и solo
un'estensione, per quanto sofisticata.
>> Un coniglio и un coniglio. Non si puт confondere con un fenicottero.
>
> Se и per questo anche un gavagai и un gavagai.
E non si puт confondere con un barabai.
> Ma questo non dice altro che
> l'identitа del segno (e dunque del significato). Quando poi volessimo
> continuare la frase, rimpiazzando un termine concreto alla variabile in
> "non si puт confondere con x" allora и lм che ci troveremmo in difficoltа.
> Possiamo dire: "non si puт confondere con un non-gavagai" oppure "non si
> puт confondere con ciт che non и denotato dal termine 'gavagai'" etc. - e
> cosм
> dicendo staremmo ancora enunciando la pretesa della determinatezza del
> significato.
La difficoltа di cui parli и sempre risolta dal contesto, che si puт
restringere quanto di vuole. Penso che non esista alcun significato che non
includa il contesto della definizione del significato stesso.
Se il gavagai и in un prato - o in una parte di prato che si puт
delimitare - insieme a un barabai, allora indicare uno anzichй l'altro non
mi sembra un problema.
Perlomeno con riferimento alle orecchie, Loris ha indicato un gavagai
politico :-)
> ... se sei d'accordo che il significato и
> nella relazione, allora la domanda "in relazione con cosa?" non puт essere
> aggirata.
И nella relazione nel senso che solo nella relazione fra enti - non solo
della stessa specie - un gesto o una parola assume un significato pertinente
(il cane a cui dici la parola "spasso" corre a prendere il guinzaglio e te
lo porta).
Non esiste un significato "isolato" o "in sй", ossia che non sia appunto
*significato* dagli enti nelle loro interazioni.
> E se ciт con cui и in relazione un qualunque significato и la
> *totalitа dei significati* [**], allora ecco che la ragione della non
> esibibilitа del denotato del termine 'vita' vale anche per il termine
> 'coniglio', perchй anche tale *esibizione completa* richiederebbe
> l'esibizione della totalitа dei significati.
Come dicevo qui sopra, non и questo che intendevo per 'relazione', ma mi
riferivo alla relazione fra enti: и essa a svolgere l'opera sdi
significazione dei segni che tali enti utilizzano nella loro interazione.
> Questo, perт, a mio avviso non distrugge affatto la validitа di questi due
> asserti:
> 1. la pretesa della esibizione del significato и a fondamento del
> linguaggio, ed и da questo inestirpabile, perchй и la stessa pretesa della
> determinatezza dei significati.
> 2. il fatto che l'esibizione completa del denotato del termine 'coniglio'
> richiede l'esibizione della totalitа dei significati (perchй ogni
> significato и in relazione con la totalitа dei significati) *non* implica
> l'identitа del significato tra 'coniglio' e 'totalitа dei significati' -
> non implica, cioи, che tutti i significati (nel senso distributivo di
> 'ogni
> significato') vengano a collassare sulla totalitа dei significati (nel
> senso cumulativo).
Il 2, come dicevo, non и nell'ottica della relazione come da me intesa.
>> anche un muto puт comprare il pane indicandolo.
>
> Il muto indica il pane. Il pane indicato и un indicato. L'indicazione
> trascina il pane, ovvero ciт che sporge oltre il linguaggio,
> nell'indicato?
Insisto sulla relazione: per il panettiere quell'indicazione и esauriente.
In sй, invece, non и niente.
>> > La cosa indicata non и, in quanto indicata, esterna al linguaggio,
>> > perchй
>> > il gesto ostensivo (il "questo!") non sporge oltre la linguisticitа.
>
>> Questo significa estendere il significato di 'linguaggio' a ogni gesto,
>> incluso quello del muto che mette il dito sul pane che vuole comprare.
>> Su questo sono d'accordo, ma allora non sono d'accordo che l'ostensione
>> non precisi ciт che la parola non riesce a precisare.
>
> Ma se l'indicazione и linguaggio, allora anche per l'indicazione e *per
> l'indicato* (in quanto indicato) valgono le proprietа essenziali del
> linguaggio. E qual и la proprietа essenziale del linguaggio, se non
> l'astrattezza -
Ti riferisci alla parola, non certo al gesto. Gesti astratti non ce ne sono,
che io sappia, essendo sempre attuati nell'ambito di una relazione (reale o
virtuale).
> proprio quell'astrattezza che il gesto ostensivo pretende di
> colmare tramite l'esibizione del denotato (e dunque la determinazione
> concreta del significato)?
E ci riesce anche per il muto!
Quindi vedi che l'ostensione non и proprio linguaggio in senso stretto.
L'ostensione puт essere l'afferrare il pane anzichй indicarlo.
L'ostensione esce e vuole uscire dall'astratto proprio del linguaggio preso
a sй (inteso come parola).
>> Se come premessa il gesto ostensivo (ogni gesto quindi, incluse le
>> boccacce)
>> lo si include nel linguaggio, allora и lapalissiano dire che non и
>> extra-linguistico.
>> Perт ti ricordo che Quine - come riportato da Loris - parlava di
>> 'traduzione',
>
> Di "traduzione radicale", per l'esattezza. Ma dietro l'affermazione della
> impossibilitа della traduzione radicale c'и una precisa teoria del
> linguaggio e del significato. D'altra parte la possibilitа della
> traduzione
> radicale implica a sua volta una certa teoria del linguaggio e del
> significato.
> Per criticare Quine, ad esempio, si potrebbe pensare di mettere in
> questione
> il rapporto tra astrattezza ed ambiguitа: l'astrattezza implica
> necessariamente l'ambiguitа?
Se si ignora il potere significante delle interazioni concrete, l'ambiguitа
и inevitabile.
И in questo senso - dell'ignorare le interazioni - che le considerazioni
quiniane (almeno come qui riportate) sono per me senza fondamento.
Non c'и significato senza almeno due enti fra loro in relazione che lo fanno
essere un significato - sia esso parola o anche gesto (tipo il dito medio o
le corna, per esempio; nota al riguardo che per noi le corna sono ... le
corna, mentre per gli americani sono un 'in bocca al lupo' o anche un 'ok').
>>e non mi sembra includesse il linguaggio dei sordomuti o
>> l'interessantissimo ancheggiare della mia vicina :-)
>
> Ecco, sarei tentato di dire che lм ogni astrattezza ed ogni (potenziale)
> ambiguitа si dileguano:-))).
Lo vedi che le "relazioni" sono utili a chiarire i significati verbali? :-)
Un saluto
Omega