On Fri, 29 Mar 2013 09:44:14 +0100, Saturnino Farandola ha scritto:
>> Valerio HT:
>
>> ... "mediocre",...nonostante l'utilizzo errato
> che troppi fanno di questa parola, significa di valore MEDIO,
> non "scarso"....
>
Saturnino Farandola:
> Caro Valerio HT, contrariamente a quanto tu affermi, "mediocre"
> ha usi e significati diversi tutti ugualmente corretti.
>
> Riporto dal Nuovo Zingarelli:
>
> 1 - Di grado, qualit� o grandezza media...
> 2 - Inferiore alla media, alla norma...
> 3 - Che non eccelle, che lascia insoddisfatti perch� decisamente scadente...
Valerio HT:
Hai ragione.
Ho trovato riscontro di quanto hai detto, e persino su di una vecchia
edizione dello stesso Zingarelli del 1970. Si, evidentemente io mi
ero fermato al primo significato, che probabilmente � stato anche
il primo storicamente. Ma io sono uno di quelli che per dire che
una cosa � falsa afferma "niente affatto", invece ora spesso si
usa il semplice "affatto", che in origine invece era una conferma;
si vede che linguisticamente sono conservatore, probabilmente.
Per altre cose, ad esempio le mie ricerche musicali, non mi
reputo conservatore. Forse potrei essere un po' conservatore
anche su certe espressioni della fantascienza: ad esempio,
sono un ammiratore di Philip K. Dick, ma non del Cyberpunk
di William Gibson o di Bruce Sterling (nonostante proprio
Philip Dick sia per certi versi anticipatore del genere).
Nota che Gibson per� aveva detto di non aver letto quasi nulla
di Philip Dick all'epoca di "Fragments of a Hologram Rose"
nel 1977 e poco persino nel 1984 quando usc� "Neuromancer".
Trovo poi molto curioso che Gibson abbia identificato come
"unici autori del cyberpunk originale" quelli presenti nei
racconti della raccolta "Mirrorshades" del 1986, curata
dal vero "teorico" del Cyberpunk, ossia Bruce Sterling.
Fra di essi ad esempio vi � anche Greg Bear per il suo
racconto "Petra". Greg Bear ha abbastanza "spaziato"
attraverso diverse espressioni della Science Fiction,
ma penso che sia solitamente citato soprattutto
per il suo contributo alla "new wave" dell'Hard SF
con opere come la serie di EON e "The Forge of God"
("l'ultimatum"). Certamente Greg Bear � fra i miei
autori molto graditi. Curiosamente uno dei miei
preferiti � Daniel F. Galouye, forse il rappresentante
pi� significativo della SF "surreale". Qui vi sono
dei punti di contatto con Philip Dick in alcuni
romanzi: i suoi magnifici "Tonight The Sky Will Fall"
e "Simulacron-3 (da cui come saprai � stato tratto il
film "il tredicesimo piano") dipingono dei "mondi da
incubo" (o persino "universi da incubo") che
indubbiamente richiamano impressioni analoghe
ricevute da romanzi di Dick (come "Illusione Di
Potere" e "Le tre stimmate di Palmer Eldritch",
ad esempio); ma anche dalla cronologia dei
romanzi si evince che Daniel Galouye � "autonomo"
rispetto a Philip Dick: le idee sono realmente sue originali,
non le prende in prestito da Dick, e anche in quanto a stile
ed espressivit� a mio avviso non � affatto inferiore a Dick.
Uno dei problemi della sua scarsa notoriet� rispetto al
suo talento � che ha avuto relativamente poco tempo
per fare lo scrittore, in quanto negli anni '60 era gi�
malato abbastanza gravemente; in pratica riusc� a
produrre romanzi e racconti di SF solo dal 1952 al
1965. Semmai, considerato che il suo primo romanzo
fu proprio "Stanotte il cielo cadr�" nel 1952, si potrebbe
persino ipotizzare che invece potrebbe essere stato
Philip Dick ad esserne stato influenzato. Ma Dick sostenne
che il suo "maestro" era Robert Hinlein, nonostante
la palese diversit� di approccio al genere e di stile,
per non parlare delle idee sulla societ� dei due,
decisamente molto lontani fra loro in questo.
Si, lo so che i primi racconti di Philip Dick sono stati pubblicati
anch'essi nel 1952, e che il suo primo racconto "Stability",
pubblicato postuno, risale addirittura al 1947, ma non �
ancora il Dick maturo, il suo primo romanzo
"Il Disco di Fiamma" � del 1955 (quindi tre anni *dopo*
il romanzo "Tonight the sky will fall" di Daniel Galouye),
ma il tema della realt� illusoria e di un universo surreale
� presente la prima volta in "La citt� sostituita", del 1957,
versione lievemente differente di "A Glass of Darkness"
del 1956, infine pare che la scrittura di quest'ultimo
risalga al 1954. Penso comunque che quasi tutti i migliori
roamanzi di Dick siano degli anni '60, come La Svastica
Sul Sole ("The Man in the High Castle"), I Simulacri,
Le Tre Stimmate Di Palmer Eldritch, Cronache Del Dopobomba,
Ma Gli Androidi Sognano Pecore Elettriche? (ovvero quello
che poi diverr� nel cinema "Blade Runner"), e quello che
forse ritengo il migliore di tutti: UBIK. Tuttavia, almeno
un altro romanzo posteriore agli anni '60 annovero fra i
suoi migliori: "Un Oscuro Scrutare", purtroppo non
riuscito nella trasposizione cinematografica.
Per il resto, si, fra i miei preferiti ci sono anche
Philip Farmer, Ursula Le Guin, poi l'intera triade
che Isaac Asimov considerava "i tre moschettieri
dell'Hard Science Fiction", ovvero lui stesso,
Robert Heinlin ed Arthur Clarke; da parecchi anni
va di moda dire che sono stati molto sopravvalutati,
soprattutto Asimov e Clarke, ma io di quello che
va di moda me ne batto il belino, come si dice
qui a Genova. Esattamente come me ne frego
di chi mi dica che Ummagumma dei Pink Floyd
� un album "troppo pretenzioso". Io ho conosciuto
la musica di questo gruppo nel dicembre del 1968,
quando il gruppo aveva solamente due album
al suo attivo, peraltro ancora poco conosciuti
in Italia. Ma qui sono Of Topic (seppure nei primi
tempi un certo rapporto dei PF con la fantascienza
ci sia effettivamente stato...).
Ah, il mio romanzo di SF preferito? SOLARIS.
Finalmente tradotto in versione integrale e direttamente
dal polacco.
Ciao e scusa la mia vena di scrittura prolissa.