Corriere della Sera
Se Mussolini si fosse impadronito dell'Asia di Stefano Bucci
...Il nodo cruciale di Occidente si colloca... nell'ottobre 1972, quando
Mussolini (ormai quasi novantenne) si accinge a celebrare il cinquantenario
dell'Era Fascista e l'Italia è padrona di un territorio immenso che va
dalla Somalia alle steppe della Russia. Su questo sfondo è destinato a
muoversi un agente dell'Ovra, il tribuno Romano Tebaldi, a cui proprio
Mussolini ha affidato un pericoloso incarico: individuare le forze più o
meno occulte che complottano allo scopo di annientare l'Impero che lo stesso
Duce ha modellato "a immagine e somiglianza dell'antica Roma". Tra vere note
di costume ed eroi inventati, Farneti costruisce intorno a Tebaldi... una
vicenda piena di colpi di scena e di enigmi tutti da risolvere: qual è il
tesoro donato al Duce da Pio XI nel 1928? E per quale motivo un misterioso
scienziato nazista gli dà la caccia da quasi trent'anni? Dubbi che ci fanno
assaporare il gusto della storia quale sarebbe potute essere e non è stata.
----- Original Message -----
From: donquixote2 <donqu...@virgilio.it>
> IL RESTO DEL CARLINO
> L'OCCIDENTE ALTERNATIVO DI MARIO FARNETI
> di Carlo Moscelli
> Il suo primo libro fantapolitico, o meglio di storia alternativa,
> "Occidente" (2001 Editrice Nord), aveva ottenuto buone recensioni dai
> maggiori quotidiani italiani e anche dal Times.
IL RESTO DEL CARLINO
L'OCCIDENTE ALTERNATIVO DI MARIO FARNETI
di Carlo Moscelli
Il suo primo libro fantapolitico, o meglio di storia alternativa,
"Occidente" (2001 Editrice Nord), aveva ottenuto buone recensioni dai
maggiori quotidiani italiani e anche dal Times. E' stato un bestseller,
stampato anche in una seconda edizione rivista e ampliata. Il suo seguito
"Attacco all'Occidente" (Editrice Nord, 16 Euro) in questi giorni nelle
librerie, si propone come un altro successo, richiamando fra l'altro certi
attuali scenari. Mario Farneti, fanese d'adozione (vive e lavora a Roma, ma
è vissuto per molti anni a Fano dove ha fatto l'antiquario e fu tra i
fondatori di Telefano), giornalista professionista e documentarista, ha al
suo attivo un premio "Tolkien" per la narrativa fantastica (1991). Ma è
stato "Occidente" che lo ha rivelato come scrittore brillante, gradevole e
di grande fantasia. Il romanzo è ambientato in un mondo alternativo nel
quale l'Italia fascista, rimasta neutrale nella guerra 1939/'44 vince poi la
terza guerra mondiale contro l'Urss e diventa una superpotenza. Galeazzo
Ciano è capo del governo, ma è Mussolini a dirigere di fatto un grande
Impero. Giulio Andreotti, cardinale, è Segretario di Stato del Vaticano,
Spadolini è a capo del Minculpop, Mattei ha messo in ginocchio le "sette
sorelle", Montanelli è direttore dell'Eiar TV. Re d'Italia è Carlo Alberto
II che assieme al magnate Leopoldo Del Borgo (Berlusconi?) prepara un colpo
di Stato per liberarsi del fascismo. In "attacco all'Occidente" Mussolini è
morto da vent'anni, non c'è un nuovo Duce, l'Italia è sempre una
superpotenza, ma in Medio Oriente il presidente della Federazione Araba
Yasser Arafat viene ucciso in un attentato, un partito estremista assume il
potere, Israele viene attaccata e sconfitta e gli eserciti arabi minacciano
l'Europa...
Avvenire
IL GRANDE FRATELLO E LA MEZZALUNA
Di Umberto Folena
I miliziani arabi demoliscono a martellate la Pietà di Michelangelo. Roma è
nelle mani loro e dei collaborazionisti prontamente convertitisi. Prima, Tel
Aviv era stata rasa al suolo da una testata nucleare tattica e la Flotta Usa
del Mediterraneo affondata. Ma i fascisti italiani tengono duro. Si
riorganizzano. Passano al contrattacco. Si combatterà alle porte di Vienna e
sul Metauro. E infine. Infine, Mario Farneti ci riprova. Tre anni dopo
Occidente, il romanzo ucronico (o di storia alternativa) che immagina un'
Italia in cui Mussolini nel 1940 non entra in guerra al fianco dei nazisti
per diventare invece protagonista nel 1946 della terza guerra mondiale
contro l'Urss, esce con il fatal sèguito, Attacco all'Occidente (Editrice
Nord, 335 pagine, 16 euro). Insiste e rincara la dose facendo bingo. Perché
il suo romanzo esce proprio in concomitanza con la seconda guerra del Golfo
mettendo nero su bianco il peggior incubo immaginabile. E non solo per noi
che si sta dove il sole tramonta. Vediamolo. Nel 1992 Yasser Arafat,
presidente della Federazione Araba (Siria, Egitto, Iraq, Arabia Saudita,
Yemen, Libano e Giordania) viene assassinato. Prende il potere il misterioso
capo della Mezzaluna Nera, in possesso di ancor più misteriose armi, tra cui
la Bomba elettromagnetica, capace di mettere fuori uso ogni congegno
elettrico del nemico. L'Italia è invasa, papa Pio XIII si rifugia in
Messico, il fascismo vacilla. Ma a tenerne alto il vessillo c'è l'eroe del
primo romanzo, Romano Tebaldi, divenuto triumviro della Repubblica. Coi più
fidi camerati organizza (non ridete) la Resistenza, e questo è uno dei
giochini di rovesciamento che più piacciono a Farneti. Combatterà i
miliziani musulmani e le Brigate Internazionali, formate da italiani
convertiti all'islam. E un nutrito gruppo di protagonisti della cronaca
reale, la nostra, entrerà sia pure di sfuggita nella storia. Non sempre
onorevolmente.
Farneti gioca e il suo è un divertissement che si fa leggere d'un fiato,
sempre che l'operazione vi intrighi. Altrimenti, nella sua improbabilità vi
riuscirà indigeribile. Ma attenzione, perché una volta cominciate le prime
pagine non riuscirete più a smettere. Non certo per la psicologia dei
personaggi, del tutto approssimativa; ma per il ritmo tambureggiante dell'
azione che non dà respiro riservando continui colpi di scena. Alla fine
scopriremo che i veri "cattivi" non sono i fondamentalisti islamici o i
cristiani che rinnegano la propria fede, i fascisti fanatici o le
multinazionali che sperimentano letali virus. Neppure i
nazisti che tramano nascosti all'Antartide, in una sotterranea Nuova Svevia.
I cattivi burattinai sono i figli di Adamo e Lilith (secondo il mito narrato
dal Talmud e dal Libro degli Splendori), ibridi privi di "sapienza" che da
millenni stanno ingaggiando una lotta senza fine con gli uomini.
Troppa carne al fuoco? Macché, ce n'è dell'altra. Uno dei perni della storia
è Ettore Majorana: nel 1938, nell'universo ucronico di Farneti, s'è
rifugiato in un monastero sull'Isola di Pentecoste, questa sì inesistente ma
analoga all'Isola Ferdinandea. Per non dire della rivisitazione di Colombo,
di Atlantide e del mito dei Patres.
Un giocattolo dagli abili meccanismi. Un buon prodotto d'artigianato. Solo
questo? No. Farneti un'idea da promuovere ce l'ha, ed è quella di una destra
nazionale e sociale, anticapitalista, soprattutto antimaterialista, attenta
ai valori dello spirito, al coraggio, alla lealtà, alla sobrietà, all'
amicizia. Sono i valori dell'Italia fascista di Romano Tebaldi. A poco a
poco cederà il palcoscenico al figlio ventenne Benito e alla figlia
Cristiana, che proprio perché disgustata dal consumismo materialista
avanzante sceglie l'islam, ne resta delusa, ma prenderà strade diverse e suo
figlio. Già, il finale è ancora più aperto di tre anni fa, segno
inequivocabile d'una terza puntata della saga pronta nel cassetto. Farneti
colpirà ancora, basta aspettare.
> - È un'Italia che non c'è ma che sarebbe potuta esserci.
se il succo di limone fosse il miglior propellente per razzi, sì;
ma questo è il terzo libro del ciclo?
r
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non studio non lavoro non guardo la tv
non vado al cinema non faccio sport
[CCCP - fedeli alla linea]
tutto sui Pentangle: http://umpf.net/
spero presto, abbiamo bisogno urgente di un'Italietta trionfante, anche
se immaginaria, visto com'è messa quella reale;
r
--
posted from a ridicoulus Country
Baudelaire e l'arte: http://umpf.net/
> IL CASO
E quindi? Hai qualcosa da dire in merito?
Facciamo cosi', ragazzi, postiamo tutti recensioni di qui e di la', a
caso... cosi' magari mettiamo su mercatino virtuale via newsgroup.
O magari mettiamo su un newsgroup it.arti.propaganda, eh? :)
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Un sorriso,
Andrea “Negròre” D'Angelo
Accendere una candela è gettare un'ombra [Ursula K. Le Guin]