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L'OCCIDENTE ALTERNATIVO DI MARIO FARNETI

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Rafmi...@libero.it

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Jul 30, 2004, 9:18:41 AM7/30/04
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From: donquixoTe2 <donqu...@virgilio.it>
Avvenire
IL CASO
E se Mussolini avesse vinto la guerra? Sulle orme di Philip Dick la
«fantastoria» impazza in libreria
1972, il duce regna a Mosca
È il capitalismo il vero nemico di questi fascisti postmoderni
Umberto Folena
C'è un'Italia che nel 1972 celebra i 50 anni del fascismo inaugurando una
colossale torre al largo di Ostia, 500 metri d'altezza, progettata da Nervi,
Segré, Fermi, Pontecorvo... Un'Italia in cui il giovane e ambizioso re Carlo
Alberto II, con l'appoggio dell'alta finanza, prepara un colpo di stato
contro Ciano, succeduto al novantenne Mussolini. Un'Italia che unica e sola,
ormai, incarna, difende e promuove i «valori dell'Occidente».
Un'Italia così esiste solo nell'universo alternativo, nell'ucronia,
immaginata da Mario Farneti nel suo romanzo politicamente scorrettissimo
intitolato in modo proditorio e sfacciato Occidente (Editrice Nord, pagine
304, lire 32.000). È un'Italia che non c'è ma che sarebbe potuta esserci.
Farneti immagina che Mussolini a poco a poco prenda le distanze da Hitler.
Ad esempio, dalla presenza di un Fermi tra i padri dell'atomica italiana si
capisce che le famigerate leggi razziali non sono state promulgate. Nel 1944
Hitler perisce in un attentato e la Seconda guerra mondiale finisce. E un
anno dopo, quando l'Armata Rossa varca l'Oder e comincia la terza guerra
mondiale, l'Italia fascista è l'unico Paese dell'Occidente ancora integro.
Mussolini scende in campo al fianco degli Alleati. Saranno gli italiani i
primi a entrare in Mosca e a catturare Stalin in Armenia. Illiria,
Bielorussia e Ucraina diventano protettorati italiani. L'Impero resiste,
anzi prospera.
Un'Italia così vi spaventa? La storia alternativa è un gioco. Tutti i giochi
sono istruttivi. E Farneti sa giocare con abilità indubbia. Su questo
tessuto storico alternativo imbastisce una trama che intreccia l'avventura
pura alla fanta-archeologia, la magia alla fantapolitica. Un pasticcio? Sì,
un pasticcio per lettori golosi. Perché Farneti racconta le improbabilissime
vicende del tribuno Romano Tebaldi con un piglio salgariano a ritmo
frenetico. L'approfondimento psicologico? Non chiediamo troppo. I fascisti
post-moderni di Farneti sono tagliati tutti d'un pezzo, senza sfumature,
eroi o traditori, slanci e impeti. La stessa prosa si fa qua e là
sobbalzante, come se lo scrittore stesso appartenesse a quell'universo
alternativo.
Un'apologia del fascismo? Sarebbe una lettura ingenua e ingiusta. Tanto più
che la voce "critica" è affidata a due giornalisti americani (e pazienza se
una, Dana Di Maggio, diventerà una miliziana) che non lesinano ironie e
perfidie sul regime, loro «autentici figli della libertà», come tali
presuntuosi e supponenti, prigionieri di un complesso di superiorità. Se un
nemico c'è, in Occidente, non è il comunismo, ma il capitalismo senz'anima,
la religione del profitto, il culto del denaro incarnato dall'infido
imprenditore Del Borgo, non a caso alleato con uno scienziato nazista
irriducibile.
Fascismo? I fascisti di Farneti sono idealisti convinti che la loro epoca
stia tramontando, ma che non per questo non continuano a lottare. Alla fine
del romanzo Mussolini muore, Carlo Alberto II finisce in esilio, e niente
sarà più come prima.
Nella post-fazione Gianfranco de Turris non rinuncia a leggere Occidente in
chiave ideologica. I romanzi di storia alternativa, scrive de Turris, in
genere servono a descrivere la società che non è ma potrebbe essere stata,
per concludere che il nostro, in fondo, è il migliore dei mondi possibili.
Cita anche uno dei romanzi ucronici più celebri, La svastica sul sole di
Philip K. Dick, per una singolare coincidenza appena riproposto da Fanucci
in una nuova edizione e un nuovo titolo, più fedele all'originale (L'uomo
nell'alto castello, pagine 382, lire 28.000 , con un'introduzione di Carlo
Pagetti e una postfazione di Luigi Bruti Liberati). Dick, com'è noto,
descrive dolentemente i suoi Stati Uniti divisi e occupati da giapponesi e
nazisti.
Farneti compie l'operazione contraria? Ognuno decida per conto suo. Farneti
fascista "sociale", Farneti fascista contro il capitale, Farneti nostalgico,
Farneti infame... Chissà quante se ne sentirà dire, in questi giorni. La
sensazione è che Farneti si sia divertito come un pazzo a scrivere il suo
pasticcio, rendendolo credibile con accurati riferimenti storici, militari,
architettonici. Il suo mondo alternativo è coerentissimo. Compresa la
"promozione" di Giulio Andreotti a cardinale segretario di Stato e ad altri
"scherzi" del genere. Tutto contribuisce a dare al suo romanzo una velocità
rara, che nessuno oggi in Italia può vantare. Occidente si legge d'un fiato.
Ora fa sorridere, ora rende inquieti. Soprattutto perché anche il più
sincero antifascista si troverà suo malgrado a fare il tifo per il tribuno
Tebaldi. Perché è fascista? No, perché è un "puro", d'una purezza ormai
estinta. Un po' come certi eroi sovietici tutti d'un pezzo. O il cow-boy
solitario. O Sandokan: scorrettissimo "elogio della pirateria", ad ascoltare
qualche critico inglese.
Umberto Folena


Corriere della Sera
Se Mussolini si fosse impadronito dell'Asia di Stefano Bucci
...Il nodo cruciale di Occidente si colloca... nell'ottobre 1972, quando
Mussolini (ormai quasi novantenne) si accinge a celebrare il cinquantenario
dell'Era Fascista e l'Italia è padrona di un territorio immenso che va
dalla Somalia alle steppe della Russia. Su questo sfondo è destinato a
muoversi un agente dell'Ovra, il tribuno Romano Tebaldi, a cui proprio
Mussolini ha affidato un pericoloso incarico: individuare le forze più o
meno occulte che complottano allo scopo di annientare l'Impero che lo stesso
Duce ha modellato "a immagine e somiglianza dell'antica Roma". Tra vere note
di costume ed eroi inventati, Farneti costruisce intorno a Tebaldi... una
vicenda piena di colpi di scena e di enigmi tutti da risolvere: qual è il
tesoro donato al Duce da Pio XI nel 1928? E per quale motivo un misterioso
scienziato nazista gli dà la caccia da quasi trent'anni? Dubbi che ci fanno
assaporare il gusto della storia quale sarebbe potute essere e non è stata.


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From: donquixote2 <donqu...@virgilio.it>


> IL RESTO DEL CARLINO
> L'OCCIDENTE ALTERNATIVO DI MARIO FARNETI
> di Carlo Moscelli
> Il suo primo libro fantapolitico, o meglio di storia alternativa,
> "Occidente" (2001 Editrice Nord), aveva ottenuto buone recensioni dai
> maggiori quotidiani italiani e anche dal Times.
IL RESTO DEL CARLINO
L'OCCIDENTE ALTERNATIVO DI MARIO FARNETI
di Carlo Moscelli
Il suo primo libro fantapolitico, o meglio di storia alternativa,
"Occidente" (2001 Editrice Nord), aveva ottenuto buone recensioni dai
maggiori quotidiani italiani e anche dal Times. E' stato un bestseller,
stampato anche in una seconda edizione rivista e ampliata. Il suo seguito
"Attacco all'Occidente" (Editrice Nord, 16 Euro) in questi giorni nelle
librerie, si propone come un altro successo, richiamando fra l'altro certi
attuali scenari. Mario Farneti, fanese d'adozione (vive e lavora a Roma, ma
è vissuto per molti anni a Fano dove ha fatto l'antiquario e fu tra i
fondatori di Telefano), giornalista professionista e documentarista, ha al
suo attivo un premio "Tolkien" per la narrativa fantastica (1991). Ma è
stato "Occidente" che lo ha rivelato come scrittore brillante, gradevole e
di grande fantasia. Il romanzo è ambientato in un mondo alternativo nel
quale l'Italia fascista, rimasta neutrale nella guerra 1939/'44 vince poi la
terza guerra mondiale contro l'Urss e diventa una superpotenza. Galeazzo
Ciano è capo del governo, ma è Mussolini a dirigere di fatto un grande
Impero. Giulio Andreotti, cardinale, è Segretario di Stato del Vaticano,
Spadolini è a capo del Minculpop, Mattei ha messo in ginocchio le "sette
sorelle", Montanelli è direttore dell'Eiar TV. Re d'Italia è Carlo Alberto
II che assieme al magnate Leopoldo Del Borgo (Berlusconi?) prepara un colpo
di Stato per liberarsi del fascismo. In "attacco all'Occidente" Mussolini è
morto da vent'anni, non c'è un nuovo Duce, l'Italia è sempre una
superpotenza, ma in Medio Oriente il presidente della Federazione Araba
Yasser Arafat viene ucciso in un attentato, un partito estremista assume il
potere, Israele viene attaccata e sconfitta e gli eserciti arabi minacciano
l'Europa...

Avvenire
IL GRANDE FRATELLO E LA MEZZALUNA
Di Umberto Folena
I miliziani arabi demoliscono a martellate la Pietà di Michelangelo. Roma è
nelle mani loro e dei collaborazionisti prontamente convertitisi. Prima, Tel
Aviv era stata rasa al suolo da una testata nucleare tattica e la Flotta Usa
del Mediterraneo affondata. Ma i fascisti italiani tengono duro. Si
riorganizzano. Passano al contrattacco. Si combatterà alle porte di Vienna e
sul Metauro. E infine. Infine, Mario Farneti ci riprova. Tre anni dopo
Occidente, il romanzo ucronico (o di storia alternativa) che immagina un'
Italia in cui Mussolini nel 1940 non entra in guerra al fianco dei nazisti
per diventare invece protagonista nel 1946 della terza guerra mondiale
contro l'Urss, esce con il fatal sèguito, Attacco all'Occidente (Editrice
Nord, 335 pagine, 16 euro). Insiste e rincara la dose facendo bingo. Perché
il suo romanzo esce proprio in concomitanza con la seconda guerra del Golfo
mettendo nero su bianco il peggior incubo immaginabile. E non solo per noi
che si sta dove il sole tramonta. Vediamolo. Nel 1992 Yasser Arafat,
presidente della Federazione Araba (Siria, Egitto, Iraq, Arabia Saudita,
Yemen, Libano e Giordania) viene assassinato. Prende il potere il misterioso
capo della Mezzaluna Nera, in possesso di ancor più misteriose armi, tra cui
la Bomba elettromagnetica, capace di mettere fuori uso ogni congegno
elettrico del nemico. L'Italia è invasa, papa Pio XIII si rifugia in
Messico, il fascismo vacilla. Ma a tenerne alto il vessillo c'è l'eroe del
primo romanzo, Romano Tebaldi, divenuto triumviro della Repubblica. Coi più
fidi camerati organizza (non ridete) la Resistenza, e questo è uno dei
giochini di rovesciamento che più piacciono a Farneti. Combatterà i
miliziani musulmani e le Brigate Internazionali, formate da italiani
convertiti all'islam. E un nutrito gruppo di protagonisti della cronaca
reale, la nostra, entrerà sia pure di sfuggita nella storia. Non sempre
onorevolmente.
Farneti gioca e il suo è un divertissement che si fa leggere d'un fiato,
sempre che l'operazione vi intrighi. Altrimenti, nella sua improbabilità vi
riuscirà indigeribile. Ma attenzione, perché una volta cominciate le prime
pagine non riuscirete più a smettere. Non certo per la psicologia dei
personaggi, del tutto approssimativa; ma per il ritmo tambureggiante dell'
azione che non dà respiro riservando continui colpi di scena. Alla fine
scopriremo che i veri "cattivi" non sono i fondamentalisti islamici o i
cristiani che rinnegano la propria fede, i fascisti fanatici o le
multinazionali che sperimentano letali virus. Neppure i
nazisti che tramano nascosti all'Antartide, in una sotterranea Nuova Svevia.
I cattivi burattinai sono i figli di Adamo e Lilith (secondo il mito narrato
dal Talmud e dal Libro degli Splendori), ibridi privi di "sapienza" che da
millenni stanno ingaggiando una lotta senza fine con gli uomini.
Troppa carne al fuoco? Macché, ce n'è dell'altra. Uno dei perni della storia
è Ettore Majorana: nel 1938, nell'universo ucronico di Farneti, s'è
rifugiato in un monastero sull'Isola di Pentecoste, questa sì inesistente ma
analoga all'Isola Ferdinandea. Per non dire della rivisitazione di Colombo,
di Atlantide e del mito dei Patres.
Un giocattolo dagli abili meccanismi. Un buon prodotto d'artigianato. Solo
questo? No. Farneti un'idea da promuovere ce l'ha, ed è quella di una destra
nazionale e sociale, anticapitalista, soprattutto antimaterialista, attenta
ai valori dello spirito, al coraggio, alla lealtà, alla sobrietà, all'
amicizia. Sono i valori dell'Italia fascista di Romano Tebaldi. A poco a
poco cederà il palcoscenico al figlio ventenne Benito e alla figlia
Cristiana, che proprio perché disgustata dal consumismo materialista
avanzante sceglie l'islam, ne resta delusa, ma prenderà strade diverse e suo
figlio. Già, il finale è ancora più aperto di tre anni fa, segno
inequivocabile d'una terza puntata della saga pronta nel cassetto. Farneti
colpirà ancora, basta aspettare.


Rama

unread,
Jul 30, 2004, 11:58:37 AM7/30/04
to
Rafmi...@hotmail.com wrote:

> - È un'Italia che non c'è ma che sarebbe potuta esserci.

se il succo di limone fosse il miglior propellente per razzi, sì;

ma questo è il terzo libro del ciclo?

r

--

non studio non lavoro non guardo la tv
non vado al cinema non faccio sport
[CCCP - fedeli alla linea]

tutto sui Pentangle: http://umpf.net/

Francesco Clemente

unread,
Jul 30, 2004, 4:44:33 PM7/30/04
to
E' la recensione al primo volume di Farneti, poi c'č stato Attacco
all'Occidente, il terzo non si sa quando esce.
"Rama" <ramalinux@slackware_9.1> ha scritto nel messaggio
news:NeuOc.59083$OR2.3...@news3.tin.it...
> Rafmi...@hotmail.com wrote:
>
> > - Č un'Italia che non c'č ma che sarebbe potuta esserci.
>
> se il succo di limone fosse il miglior propellente per razzi, sě;
>
> ma questo č il terzo libro del ciclo?

Rama

unread,
Jul 30, 2004, 5:00:50 PM7/30/04
to
Francesco Clemente wrote:
> E' la recensione al primo volume di Farneti, poi c'è stato Attacco

> all'Occidente, il terzo non si sa quando esce.

spero presto, abbiamo bisogno urgente di un'Italietta trionfante, anche
se immaginaria, visto com'è messa quella reale;

r

--

posted from a ridicoulus Country

Baudelaire e l'arte: http://umpf.net/

Andrea "Negróre - Shoâ'nhadêy" D'Angelo

unread,
Jul 31, 2004, 6:43:55 AM7/31/04
to
"Rafmi...@hotmail.com" <Rafmi...@libero.it> ha scritto:

> IL CASO

E quindi? Hai qualcosa da dire in merito?

Facciamo cosi', ragazzi, postiamo tutti recensioni di qui e di la', a
caso... cosi' magari mettiamo su mercatino virtuale via newsgroup.
O magari mettiamo su un newsgroup it.arti.propaganda, eh? :)


--
Un sorriso,
Andrea “Negròre” D'Angelo
Accendere una candela è gettare un'ombra [Ursula K. Le Guin]


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