p.s. ho già guardato nelle Faq ma senza risultato... molto probabilmente
non so dove cercare!
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Per il manifesto, le FAQ ed un'interfaccia Web visita http://www.menorah.it/
Ti posso rispondere in breve con il fatto che pietra in ebraico si dice
even, che si può scomporre nelle parole av e ben (lo so che non si capisce
così con la traslitterazione, ma credimi, è così). Ora la parola av
significa padre e ben significa figlio: dunque nella pietra c'è il senso
della continuità delle generazioni, della trasmissione della tradizione, da
padre in figlio, del perdurare della tradizione oltre la morte.
Questo per quello che so io.
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> > Ti posso rispondere in breve con il fatto che pietra in ebraico si dice
> even, che si può scomporre nelle parole av e ben (lo so che non si capisce
> così con la traslitterazione, ma credimi, è così). Ora la parola av
> significa padre e ben significa figlio: dunque nella pietra c'è il senso
> della continuità delle generazioni..
Ciao,
A me hanno dato un'altra spiegazione: La parola EVEN in ebraico si scrive
con
le lettere alef, beit, nun = quindi si mette la pietra (even) perche
significa Ani (alef) Bikarti(beit) Niftar (nun). La traduzione e' :
Io (ani) ho visitato (bikarti) un defunto (niftar). Un'altra spiegazione
e' che la pietra e' un simbolo, un ricordo, del Tempel. Cmq, non ho
potuto verificare la spiegazione di av-ben - even (padre -figlio - pietra).
Shabbat Shalom. Elena
Per vostra curiosita' (prendetela cosi')
Nella Sicilia occidentale, e precisamente nell'Agrigentino, agli inizi del
secolo e fino
agli anni '50 si era soliti testimoniare l'avvenuta visita a una casa
nella quale il proprietario non era in casa lasciando una pietra
dietro la porta come testimonianza concreta di una sorta di dovere compiuto.
La visita ai vivi e ai morti e' in Sicilia uno dei principali doveri e atti
sociali
di particolare importanza.
un saluto
Davar acher, ispirato all'opera di Mircea Eliade "Trattato di storia delle
religioni".
Eliade ha osservato che l'uso di porre pietre su una tomba non è
esclusivamente ebraico, e che in molte culture la pietra ha lo scopo di
marcare il luogo di una ierofania, cioèdi una manifestazione del sacro - e
l'esempio biblico più evidente è quello di Giacobbe che erige la stele di
Bet %l sul luogo in cui ha sognato la scala angelica; nel caso della tomba
siamo di fronte ad una manifestazione meno eclatante, ma comunque
significativa: la morte di una persona cara rappresenta l'irrompere del
sacro nella vita di un superstite, e la pietra (tombale o portata dai
visitatori) marca l'evento.
Volendo trarre un parallelo (che, lo ammetto, non ha certo la bellezza dei
midrashim citati), si può confrontare l'uso di porre una pietra su una tomba
ebraica con l'erezione di cippi sul luogo di incidenti stradali a cura dei
parenti delle vittime. Eliade aveva trovato un parallelo indiano a questo
(si ponevano pietre sul luogo in cui moriva improvvisamente un giovane), e
lo spiegava dicendo che chi muore prematuramente continua ad aggirarsi in
ispirito sul luogo della morte, e va perciò blandito e "segnalato".
E credo che non manchi nemmeno per questa spiegazione il parallelo ebraico.
Ciao.
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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Una riflessione mia: Non potrebbe essere anche perché, una pietra, almeno
apparentemente è immortale?
Ciao
Ad'I