Questa e' l'ennesima risposta che scrivo al medesimo messaggio di Liviatan
http://www.deja.com/getdoc.xp?AN=570807886
sull'Ebraico; l'argomento di questa risposta e' una citazione che egli ha
dato, tra il serio ed il faceto, della pagina 20 della "Guida allo Studio
dell'Ebraico Biblico" di Giovanni Deiana ed Ambrogio Spreafico, pubblicata
dall'Urbaniana University Press e dalla Societa' Biblica Britannica e
Forestiera.
<citazione>
Ne prendo una e la apro alla pagina dove viene spiegato allo studente il
qere ketib. Ecco cosa dice:
"Con tale espressione, costituita da due participi aramaici (qere=letto e
ketib=scritto) (!!!) si indica il modo con cui nella Bibbia ebraica vengono
corretti eventuali errori (poveri i nostri Maestri...!), reali o presunti,
introdotti nel testo ebraico dalla trasmissione del testo consonantico (ce
l'avete presente il gioco del "telefono senza fili"?) furono rilevati in
esso degli errori e di conseguenza si ritenne opportuno segnalare la
necessaria correzione senza tuttavia mutare il testo tramandato". (Ecco un
emblematico esempio di "grammatica teologica").
Piu' avanti descrive il kere perpetuum! Come esempio viene preso il
Tetragramma!!!!!! E gia'... pure quello gli ebrei hanno scritto male... ma
che distratti 'sti ebrei che sono (((-:
In sostanza le cose sono andate cosi': gli ebrei per anni hanno trascritto e
studiato la "Bibbia ebraica", pero' non "avevano" le vocali. Quando sono
andati a mettercele, anche se in modo un po' cretino visto che quelle latine
erano molto piu' semplici, qualcuno si e' accorto che per millenni hanno
sbagliato. "E mo' che famo?" si sono detti? "Mettiamoci un segnetto...
piccolo piccolo... tanto, un puntino... che sara' mai un puntino!".
Meno male che il signore del Parmigiano Reggiano non era il loro rabbino,
senno' sai che strilla!
</citazione>
Vorrei dire due cose al proposito:
1) Il "qere ketib" sembra preoccupare piu' i Cristiani che gli Ebrei, a
giudicare dai siti che ho trovato con un motore di ricerca, ma, se non erro,
questo metodo di segnalare i passi dubbi era stato escogitato dagli stessi
massoreti.
Un sito interessante, redatto da professione un israeliano, sul problema dei
rapporti tra esattezza filologica di un'edizione della Tanach ed idoneita'
liturgica di un Sefer Torah, e':
http://cs.anu.edu.au/~bdm/dilugim/CohenArt/
Ci si puo' arrabbiare per il modo in cui i Cristiani trattano il concetto di
"qere ketib" (del resto, posso dire per esperienza che non ci sono
grammatiche, dizionari od enciclopedie, di qualsiasi lingua o materia, che
siano esenti da errori), ma non lo si puo' buttare alle ortiche.
2) Per quanto riguarda il "qere perpetuum", credo che gli autori della
grammatica abbiano sbagliato a presentare il concetto in quel modo, facendo
cadere Liviatan in un equivoco.
L'equivoco e' questo: nessun Cristiano pensa che il Tetragramma sia un
colossale errore di ortografia, ad onta di quello che hanno scritto Deiana e
Spreafico.
A tutti i fanciulli cattolici viene spiegato che #### NON si vocalizza
usando le vocali ".<shwa>..<qamesh>.", che pure sono scritte nel testo
massoretico, perche' esse sono state apposte per rammentare al lettore che
egli deve pronunziare #### come "'adonai" - e cosi' normalmente si fa.
Quando percio' questi fanciulli crescono e si mettono a studiare il testo di
Deiana e Spreafico, si rendono conto che gli autori hanno usato un esempio
infelice: sebbene la "vocalizzazione anomala" del Tetragramma sia
classificabile come "qere perpetuum", essa, al contrario di altri casi, non
viene considerata sintomo di errore di ortografia inveterato.
Del resto, se si va a leggere il dizionarietto in fondo al volume, a pagina
206, si vede che #### viene traslitterato con le consonanti corrispondenti
al "ketib", e non ad un "qere" che si dovrebbe ricostruire a partire dalla
vocalizzazione.
Inoltre, in qualsiasi enciclopedia redatta da "goyim" (vedi ad esempio
http://www.britannica.com/bcom/eb/article/6/0,5716,79806+1,00.html )
si trova sia il Nome di #### scritto per intero (me ne dispiace), sia una
dissertazione sulla sua pronuncia originale - non sempre e' acuta, ma
comunque mostra che TUTTI prendono sul serio le consonanti di cui il
Tetragramma e' composto.
Mi spiace per essere andato un po' off-topic, ma l'equivoco andava chiarito.
Non mi direte che era una cosa dappoco!
Ciao a tutti.
--
>Mi spiace per essere andato un po' off-topic, ma l'equivoco andava
chiarito.
>Non mi direte che era una cosa dappoco!
No, no, no: non e' cosi'.
I "fanciulli" che vogliono chiarire la questione basta che si prendano il
Shulchan Aruch al Capitolo "Din 'im nimtza ta'ut ufsul besefer-tora (Leggi
circa gli errori e i difetti in un Seifer Tora)". Letto quello tutto si
chiarisce. A meno che qualcuno non voglia smentire Caro...
Del resto, al di la' delle considerazioni tecniche trattate nel Capitolo, le
parole con cui inizia sono emblematiche (parole secche che parean fucilate,
per dirla alla De Amicis...):
"Se un Seifer Tora viene scoperto essere difettoso a causa di un errore, se
questo errore e' un grave errore noi non abbiamo il permesso di leggere in
esso, e un altro Seifer Tora deve essere estratto (dall'arca). Cosa
costituisce un grave errore? (segue un lungo elenco preciso e
dettagliato...)"
BTW: e' sbagliata anche la datazione che quel libro fa della nascita dei
masoreti... a Gerusalemme e' esposto un testo masoretico che retrodata di un
paio di secoli... Quel testo va bene per gli Stutgartensiani (((-:
Ciao,
Liviatan
Io no. Almeno non finche' non saro' capace di leggere il testo con i miei
occhi.
>
> BTW: e' sbagliata anche la datazione che quel libro fa della nascita dei
> masoreti... a Gerusalemme e' esposto un testo masoretico che retrodata di
un
> paio di secoli... Quel testo va bene per gli Stutgartensiani (((-:
>
Prendo nota e ringrazio. Finira' che mi tocchera' compare anche un'edizione
masoretica della Tanach.
Ciao.