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Matrilineari

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Iperboreo

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May 18, 2000, 3:00:00 AM5/18/00
to
Dal momento che si e' parlato di matrimonio tra consanguinei, riprovato
nella societa' ellenica ma praticato, ad esempio, in Egitto (e, aggiungerei,
in Persia, dato che Xanto, Sozione e Strabone accusano appunto i Persiani,
e soprattutto i magi, di praticare unioni consanguinee), vale forse la pena
di richiamare la teoria secondo la quale le unioni incestuose deriverebbero
da un, piu' antico, ordinamento "matrilineare".

Roman Ghirshman
Iran, Paris, 1951,
(trad.it.: La civilta' persiana antica, Torino 1972),
pag. 22

E' percio' in questa religione primitiva [della Dea madre]
che va cercata l' origine del matrimonio tra fratelli e sorelle
frequente nell' Asia anteriore... Da qui pote' ugualmente derivare
l' usanza di filiazione per discendenza materna che fu praticata
dagli Elamiti e dagli Etruschi ed era particolarmente diffusa in Licia.

Tali usanze avrebbero una remota origine che rinvierebbe ad un ordinamento
sociale che, nell'eta' classica, era stato ormai da tempo soppiantato da
culture patriarcali:

Gianluca Bocchi - Mauro Ceruti
Origini di storie
Milano 1993, pag. 32

La traccia di una societa' e di una struttura di pensiero "altre", sepolte
nel remoto passato della storia europea, era gia' affiorata alla meta' del
secolo scorso, quando il tedesco J.J. BACHOFEN rese popolare il termine
"matriarcato". Egli sostenne che, molto probabilmente, nell' Europa antica
la
linea di discendenza era stata matrilineare.

Marija Gimbutas (The Language of the Goddess) parla pero' di "riti e simboli
che sopravvissero come una corrente sotterranea". Pista interessante,
quest'ultima, che lascio ai... piu' competenti ;-)

Iperboreo

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Nei momenti in cui capisco ho sempre paura.
(B. Yoshimoto)
-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-

Alex 5630

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May 20, 2000, 3:00:00 AM5/20/00
to
On Thu, 18 May 2000 20:13:29 +0200, Iperboreo wrote:

> vale forse la pena
>di richiamare la teoria secondo la quale le unioni incestuose deriverebbero
>da un, piu' antico, ordinamento "matrilineare".

> [SNIP] era gia' affiorata alla meta' del


>secolo scorso, quando il tedesco J.J. BACHOFEN rese popolare il termine
>"matriarcato". Egli sostenne che, molto probabilmente, nell' Europa antica
>la linea di discendenza era stata matrilineare.

Conosco Bachofen solo attraverso fonti secondarie. Era, a quanto pare,
uno di quegli studiosi di scienze sociali di fine '800 che
interpretavano Darwin a modo loro. Sui testi di sociobiologia le sue
ipotesi sul matriarcato vengono ritenute fantasie, non essendo state
supportate mai da una prova. Fra queste ipotesi, c'era anche quella di
un'era primordiale di promiscuita' sessuale come tappa del genere
umano nel suo cammino evolutivo, che appare altrettanto poco fondata.

Attenzione a non confondere la matrilinearita' col matriarcato, come a
quanto pare faceva Bachofen. Il matriarcato e' quel sistema sociale
ipotetico secondo cui l'autorita' familiare e politica e' in mano alle
donne; "ipotetico" perche' si dubita sia mai esistito. Nelle societa'
matrilineari, invece, sebbene i rapporti di parentela siano computati
secondo la discendenza della donna, il potere e' in genere nelle mani
di un uomo, il fratello della donna. Non e' vero che in queste
societa' siano permessi dei rapporti incestuosi . E' vero invece che
e' in queste societa' sono leciti alcuni rapporti sessuali fra
consanguinei o affini che sarebbero incestuosi nella nostra societa'.
Ma nelle societa' matrilineari raramente si puo' identificare il padre
biologico di un bambino, e i rapporti di parentela --come peraltro il
tabu' dell'incesto-- sono fondati *ovunque* su considerazioni di tipo
non biologico. Tutto cio' permette ai sociobiologi, gente che spiegare
tutti i rapporti interumani con la quota di DNA a comune, ad affermare
che le societa' matrilineari non falsificano le loro teorie: il
maschio che esercita il potere protegge piu' efficacemente i figli
della sorella, che vivono con lui, dei figli "suoi", che vivono con la
moglie, in quanto geneticamente i primi sono sicuramente suoi
consanguinei, dei secondi non si sa ;-)
Ciao
Alex (5630)

Annalisa

unread,
May 22, 2000, 3:00:00 AM5/22/00
to

Sempre a proposito dell'importanza della "madre"nella Grecia dei
primordi,una volta ho letto un libro in cui ci si chiedeva perchč
Odisseo,giunto nel paese dei Feaci,saluta prima la regina Arete del re
Alcinoo.
Di cosa puņ essere indizio questo fatto?
(L'autore giungeva a ipotizzare una specie di "matriarcato".)
Se ne avete gią accennato nel thread,perdonatemi perchč me lo sono perso

Annalisa

Alex 5630

unread,
May 22, 2000, 3:00:00 AM5/22/00
to
On Mon, 22 May 2000 09:10:47 +0200, Annalisa wrote:

>Sempre a proposito dell'importanza della "madre"nella Grecia dei

>primordi,una volta ho letto un libro in cui ci si chiedeva perchè


>Odisseo,giunto nel paese dei Feaci,saluta prima la regina Arete del re
>Alcinoo.

>Di cosa può essere indizio questo fatto?


>(L'autore giungeva a ipotizzare una specie di "matriarcato".)

Resto sempre sbalordito nell'apprendere come gli studiosi in campo
umanistico traggano conclusioni stravaganti da fatti banali.
Di cosa poteva essere indizio quel fatto? Del fatto che Odisseo non
fosse uno zoticone come la maggior parte degli "eroi" omerici?
oppure del fatto che, al pari degli extracomunitari che giungono
fortunosamente alle coste italiche 3000 anni dopo, giudicava le donne
piu' inclini alla compassione e alla solidarieta'?
Ciao
Alex (5630)

Massimo Manca

unread,
May 23, 2000, 3:00:00 AM5/23/00
to
Alex 5630 wrote:
>

> Resto sempre sbalordito nell'apprendere come gli studiosi in campo
> umanistico traggano conclusioni stravaganti da fatti banali.

L'utente è pregato di evitare riferimenti generali e generalizzanti
potenzialmente offensivi per i frequentatori di it.cultura.classica,
molti dei quali sono "studiosi in campo umanistico" e chiedono dunque
che la loro povertà mentale e il loro misero status epistemologico siano
guardati con benevolenza dagli eventuali possessori di una cultura
superiore, così come affermato nel charter e nelle FAQ. In cambio sarà
garantita all'utente medesimo la libertà di poter paragonare Odisseo
agli extracomunitari, paragone verso cui, in effetti, la maggior parte
degli studiosi suddetti non saprebbe trattenere un ebete sorriso, frutto
certamente di insipienza metodologica.


--
"Ventitré milioni di italiani votò per il maggioritario nell'ultima
tornata elettorale" (W. Veltroni).

leoncavallini

unread,
Jun 4, 2000, 3:00:00 AM6/4/00
to
Alex wrote:

>Resto sempre sbalordito nell'apprendere come gli studiosi in campo
>umanistico traggano conclusioni stravaganti da fatti banali.

Vogliamo appunto sbalordire, se no come camperemmo?

>Di cosa poteva essere indizio quel fatto? Del fatto che Odisseo non
>fosse uno zoticone come la maggior parte degli "eroi" omerici?

Be' certo Odisseo è l'eroe della _metis_ e dunque non si comporta da
buzzurro come Aiace di Oileo, che mette le mani addosso a Cassandra e per
giunta in un tempio. O come Agamennone, che cerca di portar via Briseide ad
Achille, sebbene sia evidente che la bella schiava non vuole saperne del
nuovo padrone.
Entrambi i personaggi, si sa, la pagano cara: agli dèi non piace la
_hybris_.
Si potrebbe osservare che Odisseo, rispettoso nei confronti dell' amata
Penelope (nonostante qualche successiva scappatella con Circe, Calipso etc.)
dopo la fine della guerra di Troia evita di portare con sé una schiava
giovane e bella. Chi lo fa (Agamennone, Neottolemo) passa bruttissimi guai.
Odisseo invece si accontenta (si fa per dire: in fondo è la regina) della
vecchia Ecuba, che però poco dopo la partenza si trasforma in cagna e
sparisce in mare.

>oppure del fatto che, al pari degli extracomunitari che giungono
>fortunosamente alle coste italiche 3000 anni dopo, giudicava le donne
>piu' inclini alla compassione e alla solidarieta'?

Tra le donne compassionevoli nei confronti degli albanesi, citerei la
Pivetti.
Comunque, a Odisseo le cose andarono meglio, proprio perché seppe fidarsi
del giudizio di due femmine attendibili, , Nausicaa ed Atena.
Quest'ultima infatti gli consiglia (_Od._ 7,66ss.):
"Arete: questa Alcinoo fece sua sposa,
e l'onorò come nessun'altra sulla terra è onorata,
fra quante donne reggono una casa, sottomesse ai mariti.
Così ella è stata onorata di cuore e lo è ancora
dai suoi figli e dallo stesso Alcinoo
e dal popolo, che, guardandola come un dio,
l'accoglie con saluti, quando si reca in città.
Infatti ella non manca di nobile senno,
e a coloro verso i quali è ben disposta, anche se uomini, appiana le
contese.
Se dunque lei dovesse essere ben disposta nel cuore,
allora hai speranza di rivedere gli amici e ritornare
all'alta casa e alla tua terra patria."
E' chiaro che la figura di Arete è eccezionale. Forse solo Elena, figlia di
Zeus, ha altrettanto potere. Il problema , come sempre, è il rapporto
mito/storia: quali dati storici siamo in grado di ricavare dal mito?

Ciao
Eleonora


--
Posted from smtp2.libero.it [193.70.192.52]
via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG

Ruggieri

unread,
Jun 4, 2000, 3:00:00 AM6/4/00
to
"leoncavallini" <leonca...@libero.it> wrote in message
20000603235203$5c...@springfield.eden.it...
(cut)

> E' chiaro che la figura di Arete è eccezionale. Forse solo Elena, figlia
di
> Zeus, ha altrettanto potere. Il problema , come sempre, è il rapporto
> mito/storia: quali dati storici siamo in grado di ricavare dal mito?
>
> Ciao
> Eleonora

Liberamente tratto da:
Lello Riccio, "Neapolis anno zero"
De Simone; Napoli, 1969, pag. 83:

"ROMOLO - *genero* di Tito Tazio e sposo di Hersilia sua figlia - ratto
delle Sabine - ....
"NUMA POMPILIO - *genero* di Tito Tazio e sposo di Tazia sua figlia ...
"TULLO OSTILIO - *genero* di Numa Pompilio ...
"ANCO MARCIO - *genero* di Tullo Ostilio
"TARQUINIO PRISCO - sposa Tanaquilla nobile etrusca ... ucciso da un figlio
di Anco Marcio.
(l'unico che non aveva sposato la figlia del principale)
"SERVIO TULLIO - *genero* di Tarquinio Prisco ...
"TARQUINIO IL SUPERBO - *genero* di Servio Tullio e nipote del Prisco ...

relata refero, solo gli asterischi e le omissioni sono mie,
Qui finisce la monarchia ma non la tradizione, visto che Repubblica vede
come primo console (insieme a Collatino) lo stesso Bruto, cui si deve la
rovina del Superbo e Bruto *era figlio di sua sorella* (cioè della sorella
di Tarquinio).
E questi sembrano fatti (o miti?) di casa nostra. Forse l'idea della
matrilinearità non è solo una fantasia accolta da gente come Graves...
Ciao,
Franco

--
Franco
fun.ru...@libero.it
__________________________
Agnosco veteris vestigia flammae

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