Emanuele
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> Qualcuno mi sa dire a che epoca risalga l'uso di recitare "rosa, rosae"
Credo nella tarda antichità, sperando che qualcuno sappia dare una
risposta più circostanziata esauriente. Ma aggiungo un quesito e una
considerazione:
1. Perché mai si è imposto ed si è continuato ad adottare nei secoli l'uso
di imparare a memoria proprio il genitivo singolare e non, per esempio, il
genitivo plurale, che sarebbe molto più comodo per riconoscere la
flessione precisa del nome? P.es., se anziché consul consulis, frater
fratris, mons montis si imparasse a memoria consul consulum, frater
fratrum, mons montium non ci sarebbe bisogno di inventare la storia dei
parisillabi-imparisillabi (che dal punto di vista scientifico è
un'approssimazione grossolana) con tutte le eccezioni e controeccezioni;
2. Ispirandosi alla grammatica latina varie grammatiche sei-settecentesche
di lingue orientali hanno dato come norma per la flessione dei sostantivi
il nominativo e il genitivo singolare, quando c'erano a disposizione altri
casi che potevano riflettere meglio l'appartenenza di un sostantivo a una
determinata classe tematica.
Moreno
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