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Letteratura greca

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Federico

unread,
Nov 26, 2002, 8:34:10 PM11/26/02
to
Qualcuno puo' consigliarmi una buona letteratura greca?
Federico

--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it

Sergio Audano

unread,
Nov 27, 2002, 8:35:07 AM11/27/02
to

Federico <fdel...@yahoo.it> wrote in message
as17gi$mjn$1...@news.newsland.it...

> Qualcuno puo' consigliarmi una buona letteratura greca?
>


> Dipende dal livello: per un primo approccio ti consiglio lo splendido
> manualetto (ad ex 1000 £) di Privitera-Basta
> Donzelli-Masaracchia-Pretagostini-Montanari (a cura di Giovanni D'Anna)
> "Storia della Letteratura greca" dei Tascabili Newton, ben più di una
> semplice introduzione. Per un approccio più profondo, soprattutto di
taglio
> antropologico, la "Letteratura greca" di Giulio Guidorizzi (Mondadori
> Università); per un'approccio storico di alto livello la "Storia della
> Letteratura greca" di Luciano Canfora (Laterza); per un taglio più attento
> alla dimensione della comunicazione letteraria la "Letteratura greca" di
> Luigi Enrico Rossi (Le Monnier); per un "classico" il mitico Lesky,
> recentemente ristampato (e se sei fortunato lo trovi a metà prezzo)!
> Sergio

Bijoy M. T.

unread,
Nov 27, 2002, 9:41:07 AM11/27/02
to
Sergio Audano wrote:

di
> taglio
> > antropologico, la "Letteratura greca" di Giulio Guidorizzi (Mondadori
> > Università

Scusa, Sergio, tu hai gia' visto la letteratura di Guidorizzi (Mondadori
Universita')? Mi hanno detto che deve ancora uscire, o e' gia'
distribuita?!


C'e' anche il Montanari (Laterza), che dal 2000 presenta un'edizione con
antologia di testi suddivisi tematicamente. Purtroppo, ed e' quasi
ingiustificabile, non e' presente la bibliografia in nessuna delle due
edizioni.
Quest'anno e' uscito il primo di tre volumi della storia-antologia di
Rossi-Nicolai (sempre Le Monnier): gli altri due dovrebbero uscire nei
primi mesi del 2003.
Un ulteriore libro di letteratura greca di ottimo livello puo' essere
quello di Privitera-Pretagostini (Einaudi).
Un'impostazione un po' superata caratterizza il testo di
Monaco-Casertano-Nuzzo (Palumbo).
Il testo di Del Corno (Principato), criticato di idealismo per alcune
parti, dedica ampi paragrafi alla fortuna degli autori antichi nella
tradizione occidentale.
Una delle prime storie-antologie della letteratura greca e' quella di
Ferrari (Cappelli).


Bijoy

Sergio Audano

unread,
Nov 27, 2002, 12:56:22 PM11/27/02
to

Bijoy M. T. <bmtr...@email.it> wrote in message

> Scusa, Sergio, tu hai gia' visto la letteratura di Guidorizzi (Mondadori
> Universita')? Mi hanno detto che deve ancora uscire, o e' gia'
> distribuita?!
>

Innanzitutto un caro saluto dopo il nostro incontro al convegno ravennate!
Sì la letteratura di Guidorizzi è uscita (Mondadori Università: penso
facilmente reperibile in ogni libreria universitaria): è la versione senza
antologia, con approfondimenti tematici della Letteratura con antologia di
Einaudi Scuola. Complimenti per l'ottima rassegna: mi permetto di aggiungere
l'ampia antologia (senza storia letteraria) di Guido Paduano per Zanichelli
e la versione italiana della Letteratura di Cambridge nei Meridiani
Mondadori. Si vocifera di un altro manuale in procinto di uscire da Paravia
(ma non sono un po' troppi?).
Un caro saluto
Sergio

Bijoy M. T.

unread,
Nov 27, 2002, 1:27:20 PM11/27/02
to
Sergio Audano wrote:

> Innanzitutto un caro saluto dopo il nostro incontro al convegno ravennate!

Un caro saluto anche a te!

> Sì la letteratura di Guidorizzi è uscita (Mondadori Università: penso
> facilmente reperibile in ogni libreria universitaria): è la versione senza
> antologia, con approfondimenti tematici della Letteratura con antologia di
> Einaudi Scuola.

Grazie per le indicazioni.

> Complimenti per l'ottima rassegna: mi permetto di aggiungere
> l'ampia antologia (senza storia letteraria) di Guido Paduano per Zanichelli
> e la versione italiana della Letteratura di Cambridge nei Meridiani
> Mondadori.

Veramente esistono anche altri manuali (Tarditi, Ferrante, Scarcella,
Cantarella, Biondi etc.). Da ricordare, per utili approfondimenti, i
cinque volumi di _Lo spazio letterario della Grecia antica_ (Salerno ed.),
curati da Cambiano-Canfora-Lanza.

> Si vocifera di un altro manuale in procinto di uscire da Paravia

Mi hai incuriosito...Chi sarebbe l'autore del nuovo manuale in procinto
d'uscire per la Paravia?

> (ma non sono un po' troppi?).

Non penso che siano troppi, se ognuno ha delle caratteristiche ben
definite. E' importante avere la liberta' e la possibilita' di scegliere
tra diversi punti di vista. All'estero, spesso, l'editoria e' restia a
pubblicare piu' di uno o due manuali 'scolastici' (grammatica o
letteratura) per le lingue e letterature classiche.

Ciao

Sergio Audano

unread,
Nov 27, 2002, 4:51:17 PM11/27/02
to

Bijoy M. T. <bmtr...@email.it> wrote in message >
> Mi hai incuriosito...Chi sarebbe l'autore del nuovo manuale in procinto
> d'uscire per la Paravia?

Si tratta di un team composto da docenti liceali: manca il "grande" nome col
quale per "antonomasia" si designano i manuali. Penso che possa essere
utile: la mia esperienza di scuola mi ha insegnato che i manuali scritti da
colleghi non avranno forse l' "alzata d'ingegno" dei volumi opera invece di
studiosi illustri, ma hanno, il più delle volte, il pregio di una buona
compilazione che dal punto di vista didattico (visto i tempi che corrono) è
una gran cosa.


>
> Non penso che siano troppi, se ognuno ha delle caratteristiche ben
> definite. E' importante avere la liberta' e la possibilita' di scegliere
> tra diversi punti di vista. All'estero, spesso, l'editoria e' restia a
> pubblicare piu' di uno o due manuali 'scolastici' (grammatica o
> letteratura) per le lingue e letterature classiche.
>

Sicuramente hai ragione: è chiaro che il lettore specialista utilizza i
manuali per comparare posizioni, analizzare giudizi critici, valutare lo
"status quaestionis" di molte problematiche (basti vedere come sia
radicalmente mutata l'impostazione verso l'epos omerico o la lirica greca
arcaica: si paragoni il Rossi al Cantarella). Come insegnante mi pongo lo
scrupolo di anteporre a quello che può essere il "mio" punto di vista (che
in ogni caso emerge nelle lezioni) con l'esigenza di un testo fruibile per
le conoscenze di ragazzi di 16 anni. In genere a Natale regalo sempre il
manualetto della Newton che ho citato nel mio primo post ai miei studenti
che unisce (rara avis!) ottima divulgazione a rigore filologico e
scientifico.
Ciao!
Sergio

Eleonora Cavallini

unread,
Nov 27, 2002, 8:06:17 PM11/27/02
to
"Sergio Audano" <sergio...@libero.it> wrote in message news:<aH7F9.30282$2B1.8...@twister2.libero.it>...

> Bijoy M. T. <bmtr...@email.it> wrote in message
> > Scusa, Sergio, tu hai gia' visto la letteratura di Guidorizzi (Mondadori
> > Universita')? Mi hanno detto che deve ancora uscire, o e' gia'
> > distribuita?!
> >
>
> Innanzitutto un caro saluto dopo il nostro incontro al convegno ravennate!
> Sì la letteratura di Guidorizzi è uscita (Mondadori Università: penso
> facilmente reperibile in ogni libreria universitaria): è la versione senza
> antologia, con approfondimenti tematici della Letteratura con antologia di
> Einaudi Scuola.

Ed è stata preentata a Milano proprio in concomitanza con il convegno
samio. Questo ci ha privati dell'amabile compagnia di almeno tre cari
colleghi ed amici: Guidorizzi, Cingano e Cantilena.


>Si vocifera di un altro manuale in procinto di uscire da Paravia
> (ma non sono un po' troppi?).


Veramente abbiamo qualcosa in cantiere anche a Ravenna;-) Ma dovrebbe
trattarsi di un lavoro specificamente studiato per una Facoltà di
Conservazione dei Beni Culturali, dunque con caratteristiche molto
diverse rispetto agli ottimi manuali che già sono in circolazione.
Eleonora

Bijoy M. T.

unread,
Nov 27, 2002, 8:38:26 PM11/27/02
to
Sergio Audano wrote:

> Si tratta di un team composto da docenti liceali: manca il "grande" nome col
> quale per "antonomasia" si designano i manuali. Penso che possa essere
> utile: la mia esperienza di scuola mi ha insegnato che i manuali scritti da
> colleghi non avranno forse l' "alzata d'ingegno" dei volumi opera invece di
> studiosi illustri, ma hanno, il più delle volte, il pregio di una buona
> compilazione che dal punto di vista didattico (visto i tempi che corrono) è
> una gran cosa.

Speriamo in un'attenta e curata opera "scientifico-didattica"! Purtroppo,
ancora oggi, molti testi di lingua e letteratura greca non prendono in
seria considerazione i destinatari ginassio-liceali, risultando troppo
difficili e, quindi, poco utili.

> In genere a Natale regalo sempre il
> manualetto della Newton che ho citato nel mio primo post ai miei studenti
> che unisce (rara avis!) ottima divulgazione a rigore filologico e
> scientifico.

Concordo pienamente con questo tuo molto positivo giudizio sul libretto
della Newton.


Un carissimo saluto

Alex 5630

unread,
Nov 28, 2002, 6:02:31 AM11/28/02
to
On Wed, 27 Nov 2002 17:56:22 GMT, "Sergio Audano"
<sergio...@libero.it> wrote:

>Bijoy M. T. <bmtr...@email.it> wrote in message

> Complimenti per l'ottima rassegna: mi permetto di aggiungere

Non ho studiato il greco. Ho comprato un vecchio testo di letteratura
greca trovato su una bancarella (autore Perrotta) e l'ho trovato molto
utile e di piacevole. A giudicare dal numero delle ristampe un tempo
doveva essere molto diffuso. Ho notato che nessuno di voi esperti di
letteratura greca lo ha citato. Si tratta sicuramente di un testo
vecchi; sono intervenute novita' negli ultimi decenni nel campo della
letteratura greca che rendono poco utile quel testo? (faccio questa
domanda non a scopo polemico, ovviamente, ma in vista di qualche
integrazione al manuale da me posseduto).

Ciao,
Alex (5630)

ipazia

unread,
Nov 28, 2002, 9:19:53 AM11/28/02
to

"Eleonora Cavallini" <leon.ca...@virgilio.it> ha scritto nel messaggio
news:1c00f5ed.02112...@posting.google.com...

> "Sergio Audano" <sergio...@libero.it> wrote in message
news:<aH7F9.30282$2B1.8...@twister2.libero.it>...
> >
> Veramente abbiamo qualcosa in cantiere anche a Ravenna;-) Ma dovrebbe
> trattarsi di un lavoro specificamente studiato per una Facoltà di
> Conservazione dei Beni Culturali, dunque con caratteristiche molto
> diverse rispetto agli ottimi manuali che già sono in circolazione.
> Eleonora


questa notizia mi rende particolarmente felice. avete anche intenzione di
farne un'edizione per i licei?
(si, penso al classico dei beni culturali che abbiamo appena aperto)

carmen

Sergio Audano

unread,
Nov 28, 2002, 5:47:13 PM11/28/02
to

Alex 5630 <alex56...@yahoo.it> wrote in message

> Non ho studiato il greco. Ho comprato un vecchio testo di letteratura
> greca trovato su una bancarella (autore Perrotta) e l'ho trovato molto
> utile e di piacevole. A giudicare dal numero delle ristampe un tempo
> doveva essere molto diffuso. Ho notato che nessuno di voi esperti di
> letteratura greca lo ha citato. Si tratta sicuramente di un testo
> vecchi; sono intervenute novita' negli ultimi decenni nel campo della
> letteratura greca che rendono poco utile quel testo? (faccio questa
> domanda non a scopo polemico, ovviamente, ma in vista di qualche
> integrazione al manuale da me posseduto).

Ti ringrazio invece per la menzione: uno dei lati positivi dei nostri studi
è che si può imparare sempre da ogni libro di valore dal momento che, se può
essere superato in molti dettagli, ha sempre un'idea "forte" da trasmettere.
Perrotta è stato un personaggio particolare nella storia della filologia
italiana: in lui il filologo testuale e metricista rigoroso (fu allievo e
cognato di Pasquali) conviveva con l'adesione convinta all'estetica crociana
che contraddistingue per impostazione il suo manuale. Oggi, come detto, il
nostro approccio alla lirica arcaica è per molti aspetti diverso rispetto a
quello di Perrotta, ma egli ebbe delle intuizioni (ad esempio l'apporto
della musica, derivato dalla sua esperienza di studioso di metrica) che
molti allievi (in primis Bruno Gentili) hanno meravigliosamente sviluppato
con così tanta dovizia di risultati. Uno dei grandissimi pregi del manuale
perrottiano (che molti autori contemporanei, celebri e meno
celebri,trascurano con l'esibizione talora gratuita di un certo
"critichese") è un grande calore direi affettivo verso la materia: a mio
avviso le caratterizzazione psicologiche dei personaggi tragici, in
particolare di quelli euripidei, che fece Perrotta rimangono insuperate.
Sergio

Eleonora Cavallini

unread,
Nov 28, 2002, 8:33:20 PM11/28/02
to
alex56...@yahoo.it (Alex 5630) wrote in message news:<3de5f5a3...@news.cis.dfn.de>...

>
> Non ho studiato il greco. Ho comprato un vecchio testo di letteratura
> greca trovato su una bancarella (autore Perrotta) e l'ho trovato molto
> utile e di piacevole. A giudicare dal numero delle ristampe un tempo
> doveva essere molto diffuso.

Il _Disegno storico della letteratura greca_ di Gennaro Perrotta è
stato un classico per decenni (lo usava anche mio padre). Tuttavia,
mentre l'antologia _Polinnia_ (peraltro radicalmente riveduta e
aggiornata da Bruno Gentili) può ancora offrire utili spunti di
riflessione, il manuale di storia letteraria deve purtroppo dirsi
datato.

> Si tratta sicuramente di un testo
> vecchi; sono intervenute novita' negli ultimi decenni nel campo della
> letteratura greca che rendono poco utile quel testo? (faccio questa
> domanda non a scopo polemico, ovviamente, ma in vista di qualche
> integrazione al manuale da me posseduto).


Le acquisizioni, soprattutto papiracee, degli ultimi decenni hanno un
rilievo determinante, da un punto di vista sia quantitativo che
qualitativo. Per mezzo dei papiri siamo entrati in possesso di
importantissimi frammenti di Archiloco, Stesicoro, Saffo, Alceo,
Ibico, Simonide nonché di autori pre-ellenistici ed ellenistici. Il
Papiro di Lille di Stesicoro è bastato, da solo, a buttare all'aria
vecchissimi stereotipi di ascendenza manualistica e a dare il via alla
vessatissima questione della _performance_. Inoltre, le scoperte
archeologiche hanno gettato nuova luce su molti problemi riguardanti
(anche) la storia letteraria, con particolare riferimento ai tempi più
antichi e dunque, in primo luogo, alla questione omerica.
Naturalmente il Perrotta non è da cestinare (ma non lo è nemmeno lo
stupendo Croiset che è molto più vecchio). Se però desideri avere un
panorama completo della letteratura greca, ti occorrerà un manuale
aggiornato.
Eleonora

Alex 5630

unread,
Nov 29, 2002, 4:55:37 AM11/29/02
to
On 28 Nov 2002 17:33:20 -0800, leon.ca...@virgilio.it (Eleonora
Cavallini) wrote:

>Il _Disegno storico della letteratura greca_ di Gennaro Perrotta

Grazie per la risposta (il ringraziamento è rivolto collettivamente a
te e a Sergio).

> Per mezzo dei papiri siamo entrati in possesso di
>importantissimi frammenti di Archiloco, Stesicoro, Saffo, Alceo,
>Ibico, Simonide nonché di autori pre-ellenistici ed ellenistici. Il
>Papiro di Lille di Stesicoro è bastato, da solo, a buttare all'aria
>vecchissimi stereotipi di ascendenza manualistica e a dare il via alla
>vessatissima questione della _performance_.

Cos'e' la questione della "performance", di cui mi vergogno di
confessare che non ho mai sentito parlare?

Ciao,
Alex (5630)

Eleonora Cavallini

unread,
Nov 29, 2002, 7:11:25 PM11/29/02
to
alex56...@yahoo.it (Alex 5630) wrote in message news:<3de738dc...@news.cis.dfn.de>...

>
> Grazie per la risposta (il ringraziamento è rivolto collettivamente a
> te e a Sergio).

Grazie a te. Ricordare il lavoro di Perrotta era doveroso, in effetti.


> Cos'e' la questione della "performance", di cui mi vergogno di
> confessare che non ho mai sentito parlare?
>

Apro un nuovo thread con poche parole di introduzione. Con
l'espressione _performance_ ci riferiamo, convenzionalmente, al
problema della modalità di esecuzione della poesia greca arcaica
(epica e soprattutto lirica). In particolare, per lungo tempo si è
creduto che a ciascun genere poetico corrispondesse una modalità di
esecuzione prestabilita, sulla base di classificazioni basate più
sulla tradizione manualistica che non sulle fonti e sui testi antichi.
Ad esempio, l'opera di Stesicoro ed Ibico era considerata globalmente
come 'corale', e così pure molti generi poetici trattati da Simonide,
Bacchilide e Pindaro. Si riteneva che fossero corali non solo il
partenio e il ditirambo (che evidentemente lo sono), ma anche
l'epinicio, l'encomio e altri generi la cui classificazione (forse un
po' troppo rigida) è già presente nelle fonti tardo-antiche
(soprattutto in Proclo).
La scoperta del Papiro di Lille stesicoreo ha rimesso tutto in
discussione. Infatti, in un frammento c'è un'indicazione sticometrica
dalla quale si ricava che ci troviamo al verso 1300 del componimento.
Gli studiosi si sono chiesti: come è possibile che un intero coro
imparasse a memoria ed eseguisse un carme tanto lungo? La risposta è
stata questa: in realtà le opere di Stesicoro erano poemetti
epico-lirici destinati ad esecuzione monodica di tipo citarodico.
A questo punto, è sorta un'ondata d'urto monodizzante che ha coinvolto
non solo Stesicoro, ma anche Ibico, nonché gli epinici e gli encomi
di Simonide, Pindaro e Bacchilide. Radicali, in questo senso, le
posizioni del britannico Malcolm Davies e dell'americana Mary
Lefkowitz, i quali, a partire dal 1988, affermarono che tutta la
produzione epinicia ed encomiastica sarebbe di carattere monodico.
Vivaci le risposte di altri studiosi, fra cui molti italiani (le cui
opinioni vennero esposte in un convegno tenutosi nel 1990 a Poznan).
Oggi si tende a ritenere che la modalità della _performance_ sia
legata non al genere, bensì all'occasione del carme e ai mezzi del
committente. Ad esempio, un encomio di argomento erotico, eseguito
nella ristretta cerchia di un simposio privato, sarà stato
probabilmente monodico: mentre è verosimile che un solenne encomio in
onore di un tiranno o di altro potente personaggio fosse destinato ad
esecuzione corale in presenza di un pubblico più vasto.
Se qualcuno vuole aggiungere indicazioni più dettagliate, la
discussione è aperta.
Eleonora

Alex 5630

unread,
Dec 3, 2002, 5:32:57 AM12/3/02
to
On 29 Nov 2002 16:11:25 -0800, leon.ca...@virgilio.it (Eleonora
Cavallini) wrote:

>l'espressione _performance_ ci riferiamo, convenzionalmente, al
>problema della modalità di esecuzione della poesia greca arcaica

>(epica e soprattutto lirica). [SNIP]


> Ad esempio, un encomio di argomento erotico, eseguito
>nella ristretta cerchia di un simposio privato, sarà stato
>probabilmente monodico: mentre è verosimile che un solenne encomio in
>onore di un tiranno o di altro potente personaggio fosse destinato ad
>esecuzione corale in presenza di un pubblico più vasto.

Faccio ancora qualche domanda, da profano.
- I testi poetici greci, o anche romani, che ci sono pervenuti, hanno
qualche indicazione grafica dei suoni (sto pensando ai neumi
medioevali)?
- E' noto il nome di qualche artista che abbia musicato qualche testo
greco all'epoca della loro composizione (l'euivalente di Casella per
Dante)?
- Esiste ancora in Grecia, o nei territori in cui si parlava greco in
eta' ellenistica, l'abitudine di comporre canti estemporanei (un po'
come si verifica ancora in Sardegna e nell'alto Lazio)?

Ciao,
Alex (5630)

Massimo Manca

unread,
Dec 4, 2002, 2:41:20 AM12/4/02
to
Alex 5630 wrote:
>
>
> - I testi poetici greci, o anche romani, che ci sono pervenuti, hanno
> qualche indicazione grafica dei suoni (sto pensando ai neumi
> medioevali)?

Talvolta sě; per esempio, a Delfi c'č un'ečografe famosa proprio epr
queste notazioni, e c'č anche un sito dove lu puoi ascoltare, ma non
ricordo dove :)


> - Esiste ancora in Grecia, o nei territori in cui si parlava greco in
> eta' ellenistica, l'abitudine di comporre canti estemporanei (un po'
> come si verifica ancora in Sardegna e nell'alto Lazio)?

Ancora-ancora non so, ma in effetti Parry per provare le sua teorie sui
poemi omerici fece proprio cosě: andň in Serbia e beccň un cantastorie
che gli improvvisň un lungo poema.
--
"Emilio Bacchelli, _Il Mulino del Po_" (_Quattrocento libri che (forse)
il professore di vostro figlio non ha letto_, "Il Domenicale", suppl. al
"Corriere".
it.cultura.classica: http://digilander.iol.it/mmanca

Eleonora Cavallini

unread,
Dec 4, 2002, 10:48:45 AM12/4/02
to
Massimo Manca <m-mancaTOGL...@vene.ws> wrote in message news:<3DED3A58...@vene.ws>...
> Alex 5630 wrote:

> > - Esiste ancora in Grecia, o nei territori in cui si parlava greco in
> > eta' ellenistica, l'abitudine di comporre canti estemporanei (un po'
> > come si verifica ancora in Sardegna e nell'alto Lazio)?
>
> Ancora-ancora non so, ma in effetti Parry per provare le sua teorie sui
> poemi omerici fece proprio cosě: andň in Serbia e beccň un cantastorie
> che gli improvvisň un lungo poema.

Credo che Alex parlasse di un'altra cosa, cioč di canti imbastiti lě
per lě per l'occasione (vedi ad es. la scena di matrimonio con cui si
apre _Mamma Roma_ di Pasolini). Il bardo serbo analfabeta di cui parli
sciorinň a Parry un poema piů lungo dell'_Odissea_: evidentemente lo
conosceva per tradizione orale, ma non poteva averlo improvvisato in
quel momento.
Eleonora

Massimo Manca

unread,
Dec 4, 2002, 4:38:54 PM12/4/02
to
Eleonora Cavallini wrote:
> Il bardo serbo analfabeta di cui parli
> sciorinò a Parry un poema più lungo dell'_Odissea_: evidentemente lo

> conosceva per tradizione orale, ma non poteva averlo improvvisato in
> quel momento.
> Eleonora

Non è detto: le canzoni erano sì trasmesse per via tradizionale, ma in
realtà ogni cantore aveva, più o meno, la sua. In uno studio incompiuto
su Huso, cioè 'sto tizio qui, Parry definisce alcune caratteristiche
nella trasmissione. I contenuti restano uguali, ma i versi si
modificano, con alcune comprensibili eccezioni:

1) In genere resta uguale il proemio, perché di solito l'incipit di
un'opera resta impresso nella mente e perché serve da "setting" per
creare un'atmosfera di condivisione e mettere in chiaro il codice.
2) Versi particolarmente ben riusciti o rilevanti per ragioni di
contenuto o metriche
3) Versi di forte tensione dramatica, che si ricordano meglio.
4) Versi "regionali", cioè, caratteristici dei cantori di *quella*
regione.
5) Se A è stato allievo di B, molti versi suoi dipenderanno dalle
versione particolare di B
6) se A ha ascoltato la versione di C parecchie volte, prenderà
proporzionalmente più versi da C

Per il resto, il cantore va a orecchio; conosce la storia molto
approfonditamente, ma la racconta più come uno conosce una barzelletta
che come uconosce una poesia a memoria. Parry, inoltre, attesta la
capacità dei cantori di interrompere il canto in un punto logico, o di
allungare o accorciare a piacere la loro versione. Però, visto che su
queste cose non mi posso permettere di dialogare con un grecista senza
peccare di hybris, mi permetto di raccontare invece un'esperienza
divertente più alla mia portata:

A scuola, tra le tante pazzie che mi concedo quando insegno, tempo
addietro ho trasformato i miei allievi in mezzi cantori, per far vedere
come poteva, più o meno, funzionare la faccenda. Prima ho fatto prendere
loro il testo della Calzecchi Onesti che avevano nel loro libro
(scientifico, dunque niente greco); ho fatto individuare tutti gli
epiteti che potevano, riferiti alle donne, agli uomini, ai topoi bellici
ecc., tutti i versi riempitivi ecc; poi ho fatto creare loro dei pattern
del tipo:

a lui X signore di uomini parlò parole fugaci

gli rispose la dea X Y (y=occhi azzurro, bianche braccia, ecc...)

ecc. ecc.

Poi davo loro dei temi tipo: Ulisse si scontra con Paride; sta per
vincere, ma interviene Afrodite e le prende: prego, versificare.

I pargoli si mettevano lì e effettivamente in un quarto d'ora tiravano
fuori cose che i miei colleghi non potevano credere che avessero scritto
dei quattordicenni, mentre era solo questione di tecnica. L'esperimento
ha avuto un certo successo, perché in effetti gli allievi si sono
convinti che 1) se avessero avuto, diciamo, un sei mesi di allenamento
in quel lavoro lì, e niente altro da fare nella vita, sulla base di una
storia data avrebbero potuto farlo in tempo reale e improvvisare ad
libitum 2) Se quasi ci riuscivano loro figuriamoci uno che lo faceva di
mestiere e magari aveva incominciato a sei anni.

In ogni caso, per queste cose, almeno a livello di insegnamento ai
quattordicenni, faccio sempre l'esempio del jazz (disgraziatamente pochi
quattordicenni conoscono il jazz), dove in effetti si può allungare il
brodo finché si vuole. Mi ha colpito il fatto che tu abbia usato la
parola "analfabeta", perché, in un contesto del genere, "analfabeta" è
quasi la condicio sine qua non: come scrivi un testo, ammazzi la
performance (tant'è vero che molti jazzisti sono musicalmente
analfabeti) :P

Vabbe', sono contento perché alla fine modero modero, ma su ICCl non
scrivo mai niente.

Eleonora Cavallini

unread,
Dec 4, 2002, 6:56:10 PM12/4/02
to
"ipazia" <dio...@libero.it> wrote in message news:<dCpF9.33789$2B1.8...@twister2.libero.it>...

>
>
> questa notizia mi rende particolarmente felice. avete anche intenzione di
> farne un'edizione per i licei?
> (si, penso al classico dei beni culturali che abbiamo appena aperto)
>

Abbiamo appena ottenuto il copyright:-)))))
Dunque il manuale si farà, e credo proprio che possa tornare utile
anche per il liceo:-)
Eleonora

Alex 5630

unread,
Dec 5, 2002, 3:42:50 AM12/5/02
to
On 4 Dec 2002 07:48:45 -0800, leon.ca...@virgilio.it (Eleonora
Cavallini) wrote:

>> > - Esiste ancora in Grecia, o nei territori in cui si parlava greco in
>> > eta' ellenistica, l'abitudine di comporre canti estemporanei (un po'
>> > come si verifica ancora in Sardegna e nell'alto Lazio)?
>

>Credo che Alex parlasse di un'altra cosa, cioč di canti imbastiti lě
>per lě per l'occasione

Si', stavo pensando ad alcuni "canti" estemporanei. A Tolfa, un paese
dell'alto Lazio, capita ancora di poter assistere a degli strani
concorsi poetici: viene dato un tema sul quale i concorrenti recitano
delle poesie improvvisandole estemporaneamente. Mi ha colpito il fatto
che i poeti, piu' che recitare i loro versi, li cantano. In realta'
quella "melodia" č ben povera cosa e consiste in una monotona melopea,
sempre la stessa, un po' come quella col le quali accompagnavamo da
bambini la recita delle tabelline.

I canti dei poeti tolfetani mi sono venuti alla mente leggendo il tuo
post sulla performance. Mi e' parso di capire che i poeti greci
fossero dei parolieri. E' difficile pero' che noi si ricordi il nome
dei parolieri delle canzoni, a parte rarissime eccezioni come Di
Giacomo o Prévert: riteniamo infatti di gran lunga piu' importante la
musica. Lo stesso vale per l'opera lirica: se non fosse stato per la
musica Mozart, col cavolo che ricorderemmo adesso Da Ponte. Per
l'antichita' invece varrebbe il contrario: la musica non avrebbe avuto
l'importanza delle parole, visto che non ricordiamo il nome di alcun
musicista. Mi sono chiesto perche'. Mi e' venuto in mente che la
"musica" fosse simile agli anonimi e monotoni ritmi dei "cantautori"
di Tolfa o degli alunni che imparano le tabelline: un modo come un
altro di "recitare", non di "cantare".
Tempo fa ho assistito in TV alla recita di un coro dell'Adelchi
("Dagli atri muscosi") da parte del solo Gassman. Doveva esser tratto
da uno spettacolo teatrale, visto che Gassman era in costume. Beh,
Gassman lo recitava, non lo cantava, ma accentuava ancor di piu' il
metro di Manzoni dando l'impressione che fosse un canto; e per di piu'
mi e' parso di sentire un un timpano in coincidenza con l'accento. Mi
chiedo se non fosse cosi' anche per le tragedie di Sofocle: gli attori
recitavano accentuando il metro, magari "guidati" da uno strumento
musicale, ma recitavano, essendo le loro capacita' artistiche piu'
simili a quelle di Ruggero Ruggero che a quelle di Ruggero Raimondi.

Ciao,
Alex (5630)

ipazia

unread,
Dec 5, 2002, 9:38:28 AM12/5/02
to

"Eleonora Cavallini" <leon.ca...@virgilio.it> ha scritto nel messaggio
>
> >
> >

> >


> Abbiamo appena ottenuto il copyright:-)))))
> Dunque il manuale si farà, e credo proprio che possa tornare utile
> anche per il liceo:-)
> Eleonora

ottimo, passo la notizia alla responsabile del classico "beni culturali".
grazie di cuore

carmen

Righel

unread,
Dec 5, 2002, 1:44:04 PM12/5/02
to
Ci scrive "Alex 5630", alex56...@yahoo.it :

(cut)
> ... essendo le loro capacita' artistiche piu'


> simili a quelle di Ruggero Ruggero che a quelle di Ruggero Raimondi.

Passatemi una pignoleria...

Il nome corretto č Ruggero Ruggeri
Non č un mio parente. :)
Ciao,

--
Righel
___________________________
FISA: http://www.ulixes.it/fisa
UAN: http://www.na.astro.it/uan


Alex 5630

unread,
Dec 6, 2002, 2:42:28 AM12/6/02
to
On Thu, 05 Dec 2002 18:44:04 GMT, "Righel"
<fun.ru...@PIEDElibero.it> wrote:

>Il nome corretto č Ruggero Ruggeri

A type, sorry. Sapevo che si chiamava Ruggeri, con la "i": ho visto
poco tempo fa un film interpretato da lui (Sant'Elena, piccola isola:
Ruggeri interpretava Napoleone). Non sapevo invece che anche tu ti
chiamassi Ruggeri.

Ciao,
Alex (5630)

Righel

unread,
Dec 6, 2002, 8:33:49 AM12/6/02
to
Ci scrive "Alex 5630", alex56...@yahoo.it :

> On Thu, 05 Dec 2002 18:44:04 GMT, "Righel"
> <fun.ru...@PIEDElibero.it> wrote:
>
>> Il nome corretto è Ruggero Ruggeri

(cut)
> ...Non sapevo invece che anche tu ti
> chiamassi Ruggeri.

Infatti non è così: il mio cognome è Ruggieri, con una _i_ in più, cui
tengo moltissimo ;o), come d'altra parte si evince dal mio indirizzo
elettronico.

Ciao,

PS. di nome non mi chiamo PIEDE ma Franco. :D

Eleonora Cavallini

unread,
Dec 6, 2002, 8:32:49 PM12/6/02
to
alex56...@yahoo.it (Alex 5630) wrote in message news:<3def1076...@news.cis.dfn.de>...

> Mi e' parso di capire che i poeti greci
> fossero dei parolieri. E' difficile pero' che noi si ricordi il nome
> dei parolieri delle canzoni, a parte rarissime eccezioni come Di
> Giacomo o Prévert: riteniamo infatti di gran lunga piu' importante la
> musica.

Nel mondo greco la situazione è diversa. Il poeta conferisce al
proprio componimento una struttura metrica rigorosa, cui la musica è
obbligata ad adeguarsi. Presso l'aristocrazia dell'età arcaica e tardo
arcaica, la musica è un'attività dilettantistica, cui il cittadino può
e deve partecipare, in quanto provvisto di adeguata educazione. Ma a
farla da padrona è sempre la poesia. Scrive B. Gentili (_Poesia e
pubblico nella Grecia antica, Laterza 1984, 36):
"Osservato nella sua dimensione diacronica, il rapporto poesia-musica
si pone, almeno sino ai primi decenni del V secolo, nei termini di un
adeguamento del disegno melodico alla catena verbale (...)La musica
consisteva di melodie semplici che trovavano il loro appoggio nel
ritmo-misura del verso ed erano affidate all'improvvisazione sui
moduli musicali della tradizione orale: la sua funzione fu soprattutto
quella di connotare il testo poetico in rapporto alla destinazione e
all'occasione della _performance_".In prosieguo di tempo, tuttavia, la
musica tende a svincolarsi dal testo e ad acquistare una sua
autonomia. Verso la fine del V secolo, in Atene, operano ormai
musicisti 'professionisti' quali i ditirambografi Filosseno di Citera
e Timoteo di Mileto, le cui virtuosistiche esibizioni non mancano di
incontrare aspre critiche fra i sostenitori della musica _old style_.
Un decisivo contributo in direzione di una forma 'professionistica'di
attività musicale è da attribuirsi alla democrazia ateniese e in
particolare al ruolo preponderante che assume il teatro nell'età
periclea: la musica, una volta riservata alla sola classe
aristocratica, diviene "intrattenimento" destinato all'intera
cittadinanza, ma questo comporta anche una netta separazione tra
esecutore (professionista) e fruitore (il popolo, non sempre
musicalmente educato e dunque propenso ad apprezzare prestazioni
musicali incontrollate e svenevoli). Un tempo appannaggio dei
ristretti circoli aristocratici, la musica diviene -con il prevalere
della _theatrokratia_- un prodotto spettacolare e "di massa", fino a
certe esasperate e degenerate manifestazioni di età ellenistico-romana
di cui parla Polibio (XXXIX 2,1-3).
Sull'argomento, si veda D. Musti, _Musica greca tra aristocrazia e
democrazia_, in "Synaulìa. Cultura musicale in Grecia e contatti
mediterranei", a cura di A. C. Cassio, D. M. e L. E. Rossi, Napoli
2000, 7ss.


Lo stesso vale per l'opera lirica: se non fosse stato per la
> musica Mozart, col cavolo che ricorderemmo adesso Da Ponte. Per
> l'antichita' invece varrebbe il contrario: la musica non avrebbe avuto
> l'importanza delle parole, visto che non ricordiamo il nome di alcun
> musicista.

In realtà conosciamo i nomi di vari musicisti: ma nei tempi più
antichi questi erano anche poeti. Nelle comunità aristocratiche
dell'età arcaica vi era "certamente uno strato artigianale
specialistico e professionale" (Musti), ma questo non era così
distinto dal fruitore come lo sarebbe stato nella società democratica
ateniese.


Mi sono chiesto perche'. Mi e' venuto in mente che la
> "musica" fosse simile agli anonimi e monotoni ritmi dei "cantautori"
> di Tolfa o degli alunni che imparano le tabelline: un modo come un
> altro di "recitare", non di "cantare".

Penso che la musica greca arcaica fosse ad un livello molto più
evoluto, anche se probabilmente era semplice ed austera.
Eleonora

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