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nessuna delle due, tra le antiche ti consiglio quella di Annibal Caro,
tra le moderne quella fatta da Virgilio Casale per la casa editrice ferraro
ramous, senz'altro.
(tieni conto che ci sono anche altre buone traduzioni, soprattutto
cetrangolo e canali)
ciao,
Marco
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Le caratteristiche della Calzecchi Onesti le conosco, ho l'Odissea
tradotta da lei. Di Ramous che mi dici? Nel senso... come mai dici
"senz'altro"? E' piů scorrevole, č in prosa, č in poesia, non so, dimmi
qualcosa.
Grazie mille!
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Fabrizio
Guarda, io della Calzecchi Onesti ho sia l'Iliade, che č bella scorrevole,
sia l'Eneide, versione per il Ginnasio, che invece non scorre per niente;
alle volte sembra di dover rintrepretare quanto scrive. Non so se č cosě la
versione per le scuole e poi ce ne siano altre, io perň la trovo stancante:
quasi quasi si fa meno fatica a leggerla in lingua originale.
Let's rock
Donar
> Le caratteristiche della Calzecchi Onesti le conosco, ho l'Odissea
> tradotta da lei. Di Ramous che mi dici? Nel senso... come mai dici
> "senz'altro"? E' più scorrevole, è in prosa, è in poesia, non so, dimmi
> qualcosa.
ramous era lui stesso poeta (e studioso di metrica e stilistica, che
insegnava), prima di dedicarsi a traduzioni dai latini.
memorabili sono rimaste quelle da orazio, che lui sentiva molto vicino.
mi ricordo le epistole, tradotte in versi brevi o brevissimi, con una
cadenza ritmica che mima quella di un parlato disinvoltamente elegante.
anche la traduzione delle georgiche è una gemma. con le metamorfosi di
ovidio passò all'epica. in una nota introduttiva (non ce
l'ho qui sotto mano, devo averla prestata a qualcuno)specifica che
la resa dell'esametro epico non deve ritenersi metricamente sciolta, in
versi liberi: l'esametro viene ricreato con la composizione di versi
della tradizione italiana (sulla falsariga, ma senza l'atruseria
della metrica barbara di carducci e anche pascoli: come mandruzzato dice
ne 'il piacere del latino' è schizofrenico comporre versi nella metrica
di un'altra lingua).
lo stesso vale per la sua ultima fatica, l'eneide. il poeta morì senza
aver dato l'extrema manus, ma la traduzione poté comunque essere
pubblicata dai curatori della marsilio. è una traduzione che a me pare
splendida per la naturalezza con cui ricrea l'esametro di virgilio,
così duttile, con scioltezza e brio narrativi, ma senza che la fluidità
(che a volte manca a canali, troppo duro e letterale) vada a scapito
della resa di singoli preziosissimi sintagmi o di particolari fenomeni
metrico-ritmici dell'originale. con una patina di arcaismo - ma non
troppo, come ha fatto invece scarcia per la BUR in una traduzione
imbalsamata (virgilio!)- usando un registro medio-alto di una lingua
poetica che forse sentirai tua.
> Grazie mille!
Seguesů