1193 a.C.- Inizio della guerra di Troia (Secondo Eratostene)
1184 a.C circa. - Caduta e distruzione di Troia (Secondo Eratostene)
1100 a.C. - Definitiva distruzione o incendio di Troia
748 o 668 a.C.- Prima introduzione di una specie di moneta in Grecia, forse
a Egina.
A memoria non ricordo se Omero parli mai di monete (anche se mi sembra di
ricordare che non citi affatto le monete sugli occhi a quanto pare
ripetutamente presentate alla vista degli spettatori del film), però posso
sbagliarmi, anche perchè al momento non ho per le mani una copia dell'Iliade
e non posso controllare...
Qualcuno può sciogliere il mio dubbio?
ciao e grazie
--
Amy-- Il coccodrillo come fa, non c'è nessuno che lo sa.
Si dice mangi troppo, non metta mai il cappotto,
che con i denti punga, che molto spesso pianga,
però quando è tranquillo come fa sto coccodrillo....
No, non scomodarti a prendere l'Iliade, testo cui Petersen si č
semplicemente "ispirato"... :-)
Non ti voglio sciupare la sorpresa, ma se stasera andrai a vedere il film,
scoprirai delle cose interessanti e del tutto inaudite sui destini di
Menelao ed Agamennone...
Comunque, per quanto chiedi, ebbene sě: "coins are dutifully placed on the
eyes of all the heroes who get killed in the movie, never mind that coins
won't be invented for another five or six centuries" (fonte:
http://www.archaeology.org/online/reviews/troy/index.html).
E' uno degli innumerevoli anacronismi del film (un elenco molto godibile lo
puoi trovare qui:
http://omega.cohums.ohio-state.edu/mailing_lists/CLA-L/2004/05/0416.php);
del resto cosě commenta Nick Lowe (Royal Holloway Univeristy of London),
classicista con la passione del cinema (si veda
http://web.rhul.ac.uk/classics/NJL/films.html): "No classicist appears to
have been consulted at any stage, and Nigel Phelps (production designer) has
been quite frank about abandoning any attempt at historical coherence".
Buona visione,
Nico
> Qualcuno può sciogliere il mio dubbio?
Ho come il presentimento che sarai stupito/a da ben altre "incongruenze" (in
Troy le si sparano talmente grosse, che le virgolette sono d'obbligo!)
durante la visione del film...
Visto. Ed è un bel film, nonostante gli anacronismi a profusione. L'ho
recensito in IAC, ma potete leggere la mia opinione anche in
http://www.geocities.com/ociroe/recensioni
Eleonora
> Visto. Ed è un bel film, nonostante gli anacronismi a profusione.
L'ho visto anch'io, ed effettivamente non sono gli "anacronismi" ad avermi
lasciato perplesso, ma gli (spesso inutili) "arbitrii" rispetto alla
narrazione dell'Iliade, cui il film è "ispirato".
(come tu ben avvisi: "Naturalmente, è opportuno non prendere come punto
di riferimento l'Iliade e nemmeno le fonti mitografiche sulla guerra di
Troia: altrimenti, è inevitabile che lo spettatore resti deluso di fronte ai
molti arbitrii e anacronismi presenti nel film").
A differenza di te, però, ("La caratterizzazione dei personaggi principali è
ottima e risponde, nella sostanza, a quella che di essi aveva dato Omero"),
penso che, sostanzialmente, lo "spirito" del film risulti semmai più affine
al trattamento post-omerico dei miti correlati alla guerra di Troia: mi
riferisco ai poemi epici del ciclo troiano, ma soprattutto alla
patetizzazione delle vicende troiane operata, senza soluzione di continuità,
dai tragediografi e da moltissimi altri poeti, greci ma anche latini
(Virgilio,Ovidio, Stazio,...), successivi, nelle loro riprese e
variazioni-sul-tema...
In quest'ottica ("riscrittura"/"riattualizzazione" di un mito,
contemporaneamente alla "selezione" di determinati episodi ed eventi), si
possono accettare a mo' di varianti p.e. la non menzione dell'apparato
divino (un "razionalismo" che già data dall'epoca dei greci...), l'inopinata
uccisione di Menelao da parte di Ettore, lo sgozzamento di Agamennone
compiuto da Briseide, la fuga di Andromaca e l'apparente salvataggio di
Astianatte, peraltro abbastanza incompatibile con la "spada del potere"
tràdita -nel film- da Paride ad Enea...
Eppure, chissà? Magari questa è solamente una nostra fallace impressione di
spettatori _nepioi_: l'occhio divino, che tutto sa (e se la ride dei
pronostici sbagliati degli indovini, figurarsi delle recensioni
cinematografiche...), vede già che un attimo prima di
imboccare il tunnel della fuga Andromaca, che indugiava ad attendere Paride
cedendo il passo agli altri fuggitivi, sarà riacciuffata dai greci e ridotta
in schiavitù, assieme ad Ecuba, che mai si vede perché colta da un
improvviso malore e chiusa nella propria camera per tutta la durata del
film; Agamennone, poi, quella pellaccia, la scapolò dal primo femmineo
coltello, perché un altra donna vendicativa a Micene era ad attenderlo;
quanto ad Elena, nel film è così scialba e lontana dall'omerica "cagna"
certamente per rendere evidente la sua natura di _eidolon_: ed allora forse
anche il Menelao ucciso sarà stato un automa, che "e mangia e bee e dorme
e veste panni", visto che, in realtà, entrambi saranno a spassarsela, alla
faccia di Teoclimeno, ad Hurghada (chi non ci crede, cecità lo colga: per
referenze, chiedere a Stesicoro); Menelao, lo dice persino Petersen, era da
lunga pezza stanco di combattere... La freccia di Filottete, infine, avrà
stroncato Paride esultante per aver colpito al tallone Achille (il punto
gliel'aveva suggerito Polissena, per gelosia: infatti -tutti l'avrete
riconosciuta- era una delle due tizie -l'altra era Ifigenia- che in
Tessaglia -patria, per gli italici doppiatori, dei "tessaliani"-
allietavano i sonni di un Achille combattente renitente alla leva...taccia
:-).
Dei dieci anni di guerra contro Troia, poi, i primi 9,99 furono di "guerra
fredda" (una vera "peste" mandata dagli dèi, in nome del _chrysos_ se non di
Criseide), mentre Agamennone-Bush era a coscrivere eroi da tutta la Grecia
per condurre le proprie battaglie imperialiste, a fianco il neocon
straussiano Odisseo e Nestore-Cheney...
Insomma, questa caduta di Bagadad, ops, Troia, made-in-Hollywood è
altrettanto "vera" e filia temporis quanto quella narrata lungo tutto il
libro secondo dell'Eneide...
Il vero problema quindi, in fondo, non sono le varianti mitiche e gli
anacronismi (quisquilie da filologi o da archeologi): il fatto è che
l'onesto Peterson non ha molto a che spartire con Virgilio; penso anch'io,
che, tutto sommato, sia un "bel" film d'intrattenimento, ma lo considero un'
occasione sprecata.
Cordialmente,
Nico
Annalisa
> Visto. Ed è un bel film, nonostante gli anacronismi a profusione. L'ho
> recensito in IAC, ma potete leggere la mia opinione anche in
>
> http://www.geocities.com/ociroe/recensioni
Bella paginetta.
Siccome, appena entrato, mi è caduto l'occhio su <<A quanto pare, la
condizione femminile nel mondo antico è un tema che 'tira'...>>, quando poi
sono andato a leggermi la recensione di Troy (che non ho visto e non vedrò,
perché nelle faccende cinematografiche sono un po' fighetto) ha continuato a
girarmi in testa la faccenda della 'condizione femminile', e mi sono
chiesto:
Ma lo diranno, in 'sto film, che ciò che spingeva gli eroi greci a mostrarsi
impavidi in battaglia era il desiderio di impressionare i loro giovani
amanti, o racconteranno che erano animati dal desiderio di vendicare il
rapimento di una gentile signora, dimentichi del fatto che nell'economia del
racconto originale essa appare come fuggevole casus belli, di cui tutti si
dimenticano in fretta per dedicarsi a ben altre passioni?
E, già che ci siamo, l'avranno capito i comandanti persiani che se,
nonostante la superiorità dei mezzi, furono sconfitti a Salamina, Platea e
Micale è perché lo spirito 'da caserma' che si era imposto a Sparta e ad
Atene (anche se in una forma più intellettualizzata) non poteva essere vinto
da coloro che, come ben vide Erodoto, <<portavano al proprio seguito
carrozze da viaggio nelle quali trovavano posto le loro concubine>>? L'avrà
capito Serse che facendosi costruire quell'immenso harem nel quale, come
ricorda Schweizer, <<lo si poteva incontrare molto più spesso che assieme ai
suoi ministri>> aveva irrimediabilmente rinunciato a ciò che gli sarebbe
servito per tenere in piedi quell'immenso impero?
Insomma, l'avranno capito 'sti classici che ciò che dà forza alla spada è
una sublimazione dell'erotismo, e per questo si tennero a debita distanza
dalle donne, oppure quella distanza era dettata da altre ragioni, e continuò
a dare forza alla spada come 'effetto collaterale', secondo uno schema
tipicamente 'darwiniano'?
Un saluto,
D.
> l'onesto Peterson non ha molto a che spartire con Virgilio; penso anch'io,
> che, tutto sommato, sia un "bel" film d'intrattenimento, ma lo considero un'
> occasione sprecata.
>
In fondo sei stato moderato. Certo, si potrebbe realizzare un film
molto più rigoroso sulle vicende dell'_Iliade_, ma a quanti
piacerebbe? Forse a 25 persone.
Con molti problemi, fra cui la resa dei personaggi divini. Per un
moderno, gli dèi iliadici sarebbero insopportabilmente ridicoli (ma lo
erano già per la tarda antichità). L'arcaico senso dell'onore di Aiace
sarebbe incomprensibile. Il mistero di Elena, figura sospesa fra
natura divina e umana, risulterebbe a dir poco spiazzante (come mai
tutti rispettano una donna che si comporta così male, tanto che
perfino Menelao si astiene dal portare concubine nella propria tenda)?
Pertanto, qualsiasi cosa ne pensino i filologi duri e puri, ho già
iniziato a parlare di "Troy" con i miei studenti, e intendo dedicare
al film alcuni seminari, naturalmente sottolineando le più evidenti
deviazioni dal testo omerico e le eventuali consonanze con altre
tradizioni.
Come hai ammesso anche tu (mi sembra), ciascun autore adatta racconti
appartenenti ad altre epoche alle esigenze della propria. L'importante
è che la 'rilettura', per quanto spericolata, riesca ancora a
trasmettere emozioni.
Ed io Ettore e Achille continuo ad amarli, anche nella tanto discussa
versione di Petersen.
Eleonora
Elena è davvero un personaggio affascinante, e non solo nell'Iliade
(nell'euripideggiante, razionalistico, Petersen, è mero eidolon). Il
problema che sollevi è quantomai interessante: sotterraneamente, nel poema
ci sono cenni ad una critica di Elena da parte troiana (III 156-60 e XXIV,
768-770; chiaramente, da parte greca c'era invece tutto l'interesse ad
attribuire l'intera colpa a Paride, deresponsabilizzando la "rapita"
consorte di Menelao; sarà la greca Elena, semmai, ad autoaccusarsi, anche
con forza, dandosi della "cagna": VI, 344segg; III, 180); di contro sta però
il saldo legame d'affetto costantemente coltivato da Priamo ed Ettore.
Scrive bene, in proposito, il mio ex professore pisano Vincenzo Di
Benedetto, Nel Laboratorio di Omero, Torino, 1994, pagg. 335-339 ("pur
suggerendo una dissociazione rispetto al comportamento di Elena, Omero è
refrattario a suggerire un percorso degli eventi che abbia come sbocco la
sua punizione. Come anche a proposito di Paride, il giudizio morale non
appare, a lungo termine, produttivo di discorso poetico", p.337).
PS: fai bene a proporre Troy ai tuoi allievi universitari,
contestualizzandolo e mettendo in luce le "riattualizzazioni" del mito. Mi
chiedo se sarà possibile farlo anche con chi non ha mai letto l'Iliade,
nemmeno in traduzione, e magari in questo momento si trova sui banchi delle
medie inferiori o superiori... C'è il rischio che si accontenti di un
surrogato -"ben fatto", tipico prodotto hollywoodiano, non ho difficoltà, da
filologo "molle e impuro" :-) a riconoscerlo- che non pone sufficientemente
l'accento sull'alterità del mondo omerico.
Un'alterità, certamente, difficile da trasporre sul piano filmico (tu ben
citi i continui interventi divini; le motivazioni dell'agire eroico, etc):
ma era appunto questa la sfida che Petersen non ha raccolto (peraltro non è
una colpa, ma una scelta: in nome di... 250 milioni di spettatori, credo),
ed è per questo che ho parlato di occasione perduta.
Per il resto ben venga la sprezzatura mitica del (non molto) spericolato
Petersen: basta esserne consapevoli...
Tu chiamale se vuoi... emozioni :-)
Cordialmente,
Nico
Posso accettare che il regista abbia scelto di non rappresentare gli dèi:
come avete già detto, il rischio "ridicolo" era alto (anche se con quel
budget e la tecnologia di oggigiorno si poteva trovare una soluzione
dignitosa e, anzi, di effetto.) Sappiamo tutti benissimo che un film ha le
sue esigenze ed i suoi meccanismi, e per questo non può e direi non deve
essere la trasposizione esatta di un libro o di un poema. L'importante è,
secondo me, ricreare lo spirito e l'atmosfera di quel che si porta sul
grande schermo. E' da questo punto di vista che (secondo la mia modesta - ma
non isolata - opinione) Troy è molto misero. Come Nico, lo considero
un'occasione sprecata, e in più mi dà fastidio che l'atmosfera di Omero sia
stata resa in modo così approssimativo, sbrigativo e, a tratti,
caricaturale.
> Per il resto ben venga la sprezzatura mitica del (non molto) spericolato
> Petersen: basta esserne consapevoli...
> Tu chiamale se vuoi... emozioni :-)
Almeno ci fossero state, le emozioni, non mi interesserebbero le modifiche
della "trama"! ;-) Ma metà della sala si stava addormentando (l'altra metà
era ben sveglia per guardare Brad Pitt); e anch'io, che pure avevo un
notevole interesse per la storia, ho provato noia a un certo punto.
Poi, si sa, tutti i gusti son gusti, e ognuno ha una sua propria concezione
di ciò che è epico, grandioso ed emozionante. Perciò la chiudo alla maniera
erodotea: "e tanto basti su Troy" :-).
Ciao
Annalisa
>lo considero
> un'occasione sprecata, e in più mi dà fastidio che l'atmosfera di Omero sia
> stata resa in modo così approssimativo, sbrigativo e, a tratti,
> caricaturale.
Secondo me il maggiore problema del film sta proprio nell'alternanza fra
un registro serio, drammatico, ed uno parodistico (o caricaturale, se
vuoi). Non è facile distinguere i due aspetti, e questo rischia di
produrre un certo disorientamento.
Già qualcuno mi ha fatto notare che le mie interpretazioni sono
troppo sottili e che probabilmente vanno al di là delle intenzioni degli
sceneggiatori.
Ora però faccio un esempio (rifacendomi a un'osservazione di Nico).
Achille è renitente alla leva, e questo lo sappiamo tutti: come
raccontano numerose fonti, rimase imboscato a Sciro presso Licomede per
evitare di andare in guerra. In questo periodo, Achille, più o meno
travestito da donna, se la spassa con le figlie di Licomede e ne mette
incinta una, deidamia, madre di Neottolemo.
Nel film, Sciro e Licomede non ci sono: ma guarda caso, quando
Agamennone manda a chiamare Achille, lui è spaparanzato nella tenda con
due fanciulle, e lo stesso bambino/messaggero rischia di scambiarlo per
una ragazza, salvo poi capire la situazione allorché si becca una sberla
decisamente 'virile'.
La storiella di Sciro è stata in qualche modo reinterpretata, e non
senza ironia: Achille continua infatti a mostrarsi renitente alla leva,
o meglio (come ha scritto Nico) alla levataccia;-)
>
> Almeno ci fossero state, le emozioni, non mi interesserebbero le modifiche
> della "trama"! ;-) Ma metà della sala si stava addormentando (l'altra metà
> era ben sveglia per guardare Brad Pitt); e anch'io, che pure avevo un
> notevole interesse per la storia, ho provato noia a un certo punto.
Tutto questo è molto soggettivo. Non dirmi però che butti via, ad
esempio, la scena del duello fra Achille ed Ettore.
E poi una parola sulla scenografia (beninteso, non sei stata tu a
criticarla). Le tende degli Achei sono incredibilmente simili a come le
descrive Omero. Anche le mura di Troia rispondono sorprendentemente alla
rappresentazione omerica. Su tutto il resto si può discutere. E sono
disposta a farlo, naturalmente con chi ne abbia voglia;-)
Eleonora
--
Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG
Condivido questo giudizio. Il film non l'ho visto, quindi non esprimo alcuna
opinione in merito. Però vedo che amici e parenti cominciano a interrogarmi
sulle vicende di Troia, sul brutto carattere di Achille etc etc... beh, è
proprio la prima volta, da quando ho intrapreso gli studi classici, che noto
questo interesse! Non so se questa 'popolarizzazione' sia un bene, ma almeno
contribuisce a farci uscire da un ghetto o da un dorato _museum_!!
Luca B.
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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
> Tutto questo č molto soggettivo. Non dirmi perň che butti via, ad
> esempio, la scena del duello fra Achille ed Ettore.
Al contrario! La sequenza formata dall'addio ad Andromaca e Astianatte,
duello tra Ettore ed Achille, giro delle mura, visita di Priamo alla tenda
di Achille mi č sembrata veramente bella, in grado di riscattare l'intero
film.
Per il resto, se devo dire la mia, mi sono spiaciute alcune caratteristiche
da "peplum": Agamennone presentato come la macchietta del tiranno
guerrafondaio, il duello iniziale tra Achille ed un muscoloso "tessaliano"
(aaaargh!) che mi ricordava qualcosa del genere "Totň contro Maciste", la
descrizione della caduta di Troia.
Avrei preferito che il film si chiudesse come l'Iliade, con gli "estremi
onor renduti al domatore di cavalli Ettorre". D'altronde perň il film č
sincero nelle sue intenzioni e non si intitola "The Iliad" bensě "Troy";
scelta plausibile quindi, anche se a parer mio artisticamente molto
discutibile, quella di descrivere la caduta della cittŕ.
Infine - e lo ammetto vergognandomene non poco - ho avuto un brividino di
commozione vedendo Enea che fugge col padre (e Iulo dov'era finito?) tra le
fiamme della cittŕ. Sě, lo ammetto, la scena della consegna della "spada di
Troia" (doppio aaaargh!) da parte di Paride č un'americanata della piů
bell'acqua, ma evidentemente un qualche spirito livian-virgiliano mi ha per
un attimo lambito con la sua ala destando in me, sentimentalone quale sono,
quel caro brivido passeggero.
panurgo13
"Fay ce que vouldras"
http://www.bloggers.it/panurgo13/
P.S. Avendo visto il film con la fidanzata che non sa di greco e di latino,
sono stato l'involontario artefice di una scena comica. Dopo che i Greci
hanno abbandonato il cavallo e i Troiani sono lě in riva al mare che lo
guardano, io tutto preso dal film e senza accorgermene le sussurro con
convinzione "Quidquid id est, timeo Danaos et dona ferentes"... E la
risposta č stata un "Eeeeeh? ma che stai dicendo?" che ancora mi fa
sorridere... ;-)
>
> Al contrario! La sequenza formata dall'addio ad Andromaca e Astianatte,
> duello tra Ettore ed Achille, giro delle mura, visita di Priamo alla tenda
> di Achille mi è sembrata veramente bella, in grado di riscattare l'intero
> film.
Sono d'accordo. Ma secondo me anche le (apparenti?) fracassonate non
sono affatto prive di senso.
> Per il resto, se devo dire la mia, mi sono spiaciute alcune caratteristiche
> da "peplum": Agamennone presentato come la macchietta del tiranno
> guerrafondaio,
Be', il buon vecchio peplum di una volta non aveva certe
motivazioni...
il duello iniziale tra Achille ed un muscoloso "tessaliano"
> (aaaargh!)
Colpa dei doppiatori: in inglese "Thessalian" è corretto.
che mi ricordava qualcosa del genere "Totò contro Maciste", la
> descrizione della caduta di Troia.
> Avrei preferito che il film si chiudesse come l'Iliade, con gli "estremi
> onor renduti al domatore di cavalli Ettorre".
La caduta di Troia è indispensabile nell'economia del film. Purtroppo
l'ultima parte è un pastiche di elementi tratti da diverse tradizioni
mitiche: senza contare l'assenza di Neottolemo, che comunque è di per
sé una poco credibile creazione dell'autore dell'_Iliupersis_ (ma
quanti anni aveva Achille se il figlio era in grado di prendere il suo
posto?). In realtà, mettere insieme _Iliade_ + _Odissea_+ _Ciclo_ +
_Eneide_, è un'impresa disperata, perché un simile mix mette in luce
le contraddizioni presenti nella stessa tradizione mitica antica.
> D'altronde però il film è
> sincero nelle sue intenzioni e non si intitola "The Iliad" bensì "Troy";
> scelta plausibile quindi, anche se a parer mio artisticamente molto
> discutibile, quella di descrivere la caduta della città.
Qualsiasi _sequel_antico di Omero doveva essere artisticamente
discutibile (per es. la _Telegonia_ fa ridere i polli). Se la cava
bene Virgilio, perché, scaltramente, finge di dimenticarsi di Omero:-)
>
> Infine - e lo ammetto vergognandomene non poco - ho avuto un brividino di
> commozione vedendo Enea
Non vergognarti. Io confesso che mi è scivolata una lacrimuccia nel
moimento in cui Achille esce dalla tenda e rivolge due paroline al
cadavere di Ettore (sob!).
> che fugge col padre (e Iulo dov'era finito?) tra le
> fiamme della città. Sì, lo ammetto, la scena della consegna della "spada di
> Troia" (doppio aaaargh!) da parte di Paride è un'americanata della più
> bell'acqua,
E lasciamogliela questa Excalibur, poveracci!
In fondo, le armi avevano un bel valore simbolico anche per i Greci
dell'età eroica. Pensiamo solo alla tragica fine di Aiace.
>io tutto preso dal film e senza accorgermene le sussurro con
> convinzione "Quidquid id est, timeo Danaos et dona ferentes"... E la
> risposta è stata un "Eeeeeh? ma che stai dicendo?" che ancora mi fa
> sorridere... ;-)
Omnia vincit Amor...;-)
Eleonora
Sě, ma in inglese, nel film, c'č "Thessalonians"... "tessalonicesi" :-)
Comunque se anche il bonus dormitat Homerus, figurarsi gli adattator
d'Omero, soprattutto in un film cosě lungo: verum operi longo fas est
obrepere somnum :-)
Un (divertente) blooper, nulla piů.
Nico