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Inviato via http://usenet.libero.it
> Nella mia terra il Salento,i messapi veneravano un dio di nome
> Batas.Ha lui era dedicata la grotta Porcinara nei pressi di Leuca
> ,sulla punta piu'meridionale del tacco d'Italia.Non molto distante è
> la Grotta dei cervi,un santuario neolitico ricchissimo di dipinti
> rupestri.
Seee... una volta!... :)
Ma che cosa è rimasto oggi delle pitture parietali fatte col guano dei
pipistrelli, dopo che un geniale archeologo di fama mondiale ha fatto
"chiudere" la Grotta dei Cervi... con un cancello?
> Mi chiedo:Badisco è chiamato tal luogo in ricordo della
> venerazione del dio Batas.Cosa sapete dirmi su questo dio e sul
> panteon messapico.
Da parte mia, niente. I culti dei Messapi sono pressoché ignoti oggi.
Anzi ti sarei grato se mi facessi conoscere da dove hai tratto
l'informazione su Batas e sulla sua correlazione con PortoBadisco.
> .....La mia cultura scientifica
> mi impedisce di confrontarmi attivamente nel dibatter tesi e mi
> limito soltanto a leggere con spirito critico quanto gia' in altre
> occasioni gentilmente mi avete comunicato.
E qual è il problema?
Anche la mia formazione è sostanzialmente scientifica (certo molto più che
non classica) ma questo non mi impedisce di confrontarmi con persone che la
pensino in maniera diversa da me.
Ammesso che sia veramente diversa!... :)
Il buon senso e l'intelligenza parlano un'unica lingua, non importa se sia
basata greco della koiné oppure sulle equazioni differenziali.
Ciao e benvenuto su ICCl,
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Righel
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UAN: http://www.na.astro.it/uan
FISA: http://fisa.dyndns.org
1) LA RELIGIONE, IL CULTO
I Messapi veneravano parecchie divinità che rappresentavano le forze della
natura, gli agenti atmosferici, le fonti d'acqua e di cibo; erano politeisti
come la maggior parte dei popoli antichi.
Essi onoravano i loro dei con celebrazioni in spazi aperti fra i boschi,
oppure in grotte naturali o presso sorgenti, e non usavano edifici dedicati
al culto religioso, come i pempli dei Greci.
Solo con l'arrivo dei Greci, i Messapi cominciarono a imitarli costruendo
templi e santuari, sempre però molto semplici.
I Messapi erano in genere contadini e pastori e la loro vita dipendeva
dall'abbondanza di raccolta e dalla nascita degli animali: perciò essi
veneravano soprattutto divinità femminili, che rappresentavano la
procreazione, la fertilità non solo degli esseri umani, ma anche delle
piante, della terra, degli animali.
I Messapi del Salento veneravano una dea del grano e dei raccolti, Damarta,
simile alla dea greca Demetra; adoravano la divinità indigena Thana, forse
corrispondente al latino Diana; nominano una dea Venas, corrispondente al
latino Venus.
Il massimo dio dei Messapi era Zis Batas, che essi raffiguravano come un
pilastro o una colonna di pietra conficcata nel terreno, signore della luce
e della folgore assimilato a Zeus dai Greci.
I Messapi imitano i Greci e tale processo di ellenizzazione del mondo
messapico è evidente anche nel culto.
Adoravano uno Zeus Kataibates a cui erano dedicati alcuni santuari-emporio
frequentati da naviganti e commercianti, e il dio Thaotor Andirraho (Inferus
latino) da cui è derivato il nome latino tutorius (protettore), divinità
salutare legata alle acque che trova corrispondenza in molti luoghi del
meridione.
Alcuni studiosi mettono in relazione questo tipo di culto dentro l'abitato
con il Fonte Pliniano di Manduria, tuttora meta di visitatori.
I culti originari dei Messapi dovevano essere semplici:il culto
illirico-epirotico di <Giove padre> è attestato indirettamente da quello di
Juppiter Menzana, dio al quale si sacrificava gettando un cavallo vivo nel
fuoco
2)Se interessanti potrebbero essere le ipotesi sulla nascita del centro
messapico di Galatina, suggestive sarebbero le sue connessioni con una certa
ritualità religiosa che avrebbero interessato un più vasto territorio
salentino che includeva non solo Sallentia ed i suoi dintorni ma anche una
parte della fascia paracostiera. Il triangolo Dizos-Hydruntum-Gàlatas
costituiva probabilmente l'area originaria di penetrazione delle genti
illiriche e traco-tessaliche che si spostarono in questo versante del
Mediterraneo. Queste ultime appartenevano forse allo stesso ceppo etnico e
portarono con loro le usanze ed i costumi delle regioni di provenienza.
Molte sono le corrispondenze toponomastiche ed antroponomastiche che sono
state riscontrate fra le due sponde dell'Adriatico per indurre a concepire
una medesima matrice culturale. Non è escluso che alcuni particolari culti
furono importati nel Salento dai suddetti colonizzatori, che esercitarono
una certa influenza culturale e religioso sulle popolazioni autoctone. Sono
importanti da considerare a questo proposito le dediche a Thaotor (nume
illirico) nella Grotta della Poesia a Roca Vecchia, le numerose iscrizioni
messapiche in onore di Zavadios (teonimo che ricorda lo Zeus ellenico), di
Aprodita (Aphrodite), di Mandhias o Menzanas (il sacro cavallo illirico) ed
i siti cultuali dedicati a Damatra e Grahia (dee delle messi), a Thana
Sasynide, al dio della luce Bàlakras, ad Artemis Bendis (i più importanti
dei quali furono rinvenuti presso Torricella e nel luogo dove si trova
adesso la cappella della Madonna d'Altomare, sulla costa vicino Campomarino
in prov. Di Taranto). Molti di quei culti erano di origine traco-illirica ed
alcuni di essi (quelli di Bàlakras e di Bendis) erano già penetrati in
Beozia, Eubea e in Attica, prima di approdare nel Salento.
Tornando a parlare delle corrispondenze etimologiche tra le due sponde
dell'Adriatico, l'idronimo Asso, che denomina il canale o corso d'acqua che
sicuramente una volta scorreva nei pressi di Gàlatas, non distante
dall'antica Galathena, potrà avere avuto una derivazione macedone dal fiume
Axios, il quale, secondo Euripide nelle Baccanti, era attraversato da
Dioniso per recarsi sul colle Prieria nei pressi dell'Olimpo per onorare
insieme alle adepte del suo culto ed alle instancabili Menadi, sue fedeli
servitrici, i riti bacchici che tanto furore ebbero in varie parti
dell'Ellade, incluse anche le sue regioni a nordiche.
purtroppo poco materiale è stato pubblicato sull'argomento.Negli ultimi anni
gli studi condotti dall'universita' di Lecce sulle iscrizioni messapiche
nella grotta della poesia a Roca ( sita a nord di Otranto) e della grotta
porcinara nelle vicinanze di Leuca,hanno permrsso una maggiore cossenza
della religione messapica.Purtroppo poco mo nulla è stato divulgato al di
fuori degli ambienti accademici.