Dovresti - credo - specificare meglio i compiti di questa bimba. Che
"tovaglia" era quella di cui parli? Il corporale usato per la Consacrazione
o proprio la tovaglia che copre l'intero altare? Nel primo caso è normale
che se ne occupi un chierichetto. Nel secondo caso non è che sia "vietato",
solo che mi sembra anomalo che venga lasciata la mensa completamente
"spoglia" dopo la celebrazione della Messa. Di solito è il sacrestano a
cambiare la tovaglia una o due volte al mese... non che non possa farlo il
chierichetto dopo la celebrazione, solamente è poco pratico.
Che il ministrante sia maschio o femmina, non muta la sostanza del discorso.
Non ci sono scritti da nessuna parte i servizi liturgici che sarebbero
prerogativa del ragazzo o della ragazza. Da quando è invalso l'uso
dell'utilizzo di "chierichette" (termine, che - etimologicamente - è una
contraddizione in termini: chierichetto è "il piccolo chierico", e ancora
non sono stati ammessi i preti donna), automaticamente ad esse può essere
affidato qualsiasi servizio in passato attribuito ai maschietti, dal momento
che nessuna regola definisce il contrario.
E' ovvio che tale constatazione vale solo per la liturgia "riformata"
attualmente in uso nella Chiesa cattolica. Prima della riforma conciliare e
post-conciliare, non solo le chierichette non esistevano (nemmeno erano
pensabili, e le suore, in caso di necessità, potevano al massimo servire "ai
cancelli dell'altare"), ma qualsiasi laico, maschio che fosse, doveva
guardarsi dal toccare i sacri lini durante e subito dopo la celebrazione,
cura che era riservata allo stesso sacerdote.
[.......]
> Dovresti - credo - specificare meglio i compiti di questa bimba. Che
> "tovaglia" era quella di cui parli? Il corporale usato per la
Consacrazione
> o proprio la tovaglia che copre l'intero altare? Nel primo caso č normale
> che se ne occupi un chierichetto.
Se non sappiamo di cosa pčarliamo, non diamo patenti di normalita'
grazie.
Non e' normale per nulla, anzi e' un gravissimo abuso che vuiene
tollerato e spero non sollecitato, dal Sacerdote.
[......]
> Che il ministrante sia maschio o femmina, non muta la sostanza del
discorso.
Vedremo cosa ne pensa la Chiesa magisteriale, preghiamo esca presto
il Documento che gia' il Papa aveva preannunciato nella enciclica ultima.
E preghiamo che il demonio, che naturalmente sta remando contro
questo documento disciplinare, sia subito sconfitto.
> Non ci sono scritti da nessuna parte i servizi liturgici che sarebbero
> prerogativa del ragazzo o della ragazza.
Lo saranno presto.
Da quando č invalso l'uso
> dell'utilizzo di "chierichette" (termine, che - etimologicamente - č una
> contraddizione in termini: chierichetto č "il piccolo chierico", e ancora
> non sono stati ammessi i preti donna),
Ma il demonio ispirando vari abusi, sta cercando di fare sotto sotto
cio' che apertamente non puo' fare perche' verrebbe smascherato in un
attimo.
automaticamente ad esse puň essere
> affidato qualsiasi servizio in passato attribuito ai maschietti, dal
momento
> che nessuna regola definisce il contrario.
Automaticamente per nulla. Mai niente nella Chiesa e' automatico, ci
sono delle regole, quelle si seguono, non si fa automatismo per niente.
E comunque la regola arrivera'.
[.....]
> ma qualsiasi laico, maschio che fosse, doveva
> guardarsi dal toccare i sacri lini durante e subito dopo la celebrazione,
> cura che era riservata allo stesso sacerdote.
Il che e 'ancora oggi.
Benedetta fra le donne, prega per noi.
Antonio Casini
>Durante le mie ferie, ogni sera andavo a Messa, mi ha stupito vedere: dopo
>la comunione il celebrante si siede e la bimba di circa 8 o 9 anni piega la
>tovaglia usata per la consacrazione e mette in ordine l'altare.
Chi ha purificato il calice e la patena?
Questo compito è affidato all'accolito (istituito o di fatto). E il
fatto che lo possa fare un accolito di fatto in *pratica* significa
che lo può fare *quasi* chiunque.
Se invece si è limitata a riporre il corporale e riordinare l'altare
allora nessun problema.
>Cosa che nella mia diocesi hanno fatto sempre il celebrante o concelebrante,
>mi chiedo se é normale tale comportamento.
Sul normale dipende da cosa si è abituati. Sul lecito vedi sopra.
>Ringrazio chi possa illuminarmi.
>Vito Valenti
Pace e benedizione
Julo d.
Dio, perche' grande, ama dare cose
grandi. Noi, purtroppo,
abbiamo i cuori piccoli
per riceverle (Angelo Silesio)
Carissimo,
è compito dell'accolito servire la messa, aiutare il sacerdote porgendogli
tutto quello di cui ha bisogno, dall'ostia non consacrata alle ampolline con
acqua e vino, riporre il tutto su una mensola lontana dall'altare durante la
consacrazione, lavare le mani al sacerdote e porgergli il fazzoletto per
asciugarsi, aiutarlo infine a "ripulire" l'altare alla fine.
Quello che succede i questa parrocchia non è consentito, in quanto la
bambina può solo allontanare i vasi (solo quelli che non vanno riposti nel
tabernacolo),ma non può ella stessa ripulire l'altare. Questo deve farlo il
prete (o perlomeno un diacono) come pure, di qui a qualche settimana, non
sarà più consentita la presenza di chierichette, ma solo i maschi potranno
servire messa, salvo assoluta indisponibilità di maschi. Questo è contenuto
in un documento congiunto delle Congregazioni per la Dottrina della Fede e
per la Liturgia che il Papa firmerà e pubblicherà al più tra qualche
settimana.
Tale documento, chiede inoltre a tutti i fedeli, laici e non di denunciare
questo ed altri abusi liturgici o nell'amministrazione dei sacramenti
all'autorità Ecclesiastica, di modo che possa provvedere a raddrizzare le
cose. Aspetta il documento, leggilo, valuta, chiedi consiglio e nel caso
agisci.
CICCIO
Veramente sappiamo di cosa parliamo: stiamo parlando del corporale.
E quanto al corporale, basta assistere al servizio di una qualsiasi Messa
feriale o festiva in qualsivoglia parrocchia per notare che lo spostamento e
il dispiegamento dello stesso venga tranquillamente effettuato da
chicchessia: ministrante, sacrestano, perpetua del parroco... Quanto alla
liceità, è un altro discorso: si può dare "patente" solo di liceità; la
normalità è data da ciò che effettivamente accade, non perché questa sia *la
norma*, ma perché *di norma* avviene così.
In secondo luogo ti faccio notare che non esiste alcuna regola sullo
spostamento e sul dispiegamento del corporale e del purificatoio. Esiste una
regola sulle abluzioni (la purificazione del calice, della patena e della
pisside), ma non mi pare che sia l'argomento in oggetto.
>
> [......]
> > Che il ministrante sia maschio o femmina, non muta la sostanza del
> discorso.
>
> Vedremo cosa ne pensa la Chiesa magisteriale, preghiamo esca
presto
> il Documento che gia' il Papa aveva preannunciato nella enciclica ultima.
>
> E preghiamo che il demonio, che naturalmente sta remando contro
> questo documento disciplinare, sia subito sconfitto.
La Chiesa magisteriale non ne pensa nulla, dal momento che tale enciclica
non esiste. Può esistere nei desideri tuoi e di altri, ma di fatto non c'è.
Perciò ci si deve appoggiare sulla prassi vigente. E la prassi vigente,
appoggiata dai vescovi, non fa alcuna differenza tra ministrante maschio e
femmina, anzi il servizio di ministranti femmina mi pare in diffusione assai
ampia e veloce da cinque-sei anni a questa parte. Nella diocesi di Milano
sono state formati tre anni fa i primi cerimonieri-ragazza.
>
> > Non ci sono scritti da nessuna parte i servizi liturgici che sarebbero
> > prerogativa del ragazzo o della ragazza.
>
> Lo saranno presto.
>
Santa illusione. La pratica è forse più diffusa di quanto tu ti aspetti.
Ti faccio notare inoltre che l'attuale normativa sul servizio liturgico, a
partire dalla SC 29 passando per i successivi documenti in materia, equipara
il compito del ministrante (chierichetto) ad ogni altro servizio liturgico
(commentatore, lettore, coro..) al fine di una più ampia partecipazione
attiva dell'assemblea dei fedeli al sacrificio eucaristico. Se una
distinzione sessista è dunque introducibile, dessa deve essere introdotta
nell'intero servizio liturgico, dal momento che un servizio specifico del
"chierichetto" non è contemplato da alcuna normativa vigente, ma solo dalla
prassi. Ora, tu te lo immagini un documento che limita l'utilizzo delle
"lettrici"? Data l'ubiqua e radicata diffusione delle stesse da alcuni
decenni, sarebbe ipotizzabile che tale documento avesse un seguito?
La prassi liturgica, per fortuna o purtroppo, è mutevole.
>> automaticamente ad esse può essere
> > affidato qualsiasi servizio in passato attribuito ai maschietti, dal
> momento
> > che nessuna regola definisce il contrario.
>
> Automaticamente per nulla. Mai niente nella Chiesa e' automatico,
ci
> sono delle regole, quelle si seguono, non si fa automatismo per niente.
>
> E comunque la regola arrivera'.
Sono pronta a scommettere che non ne arriverà alcuna. Se dovesse arrivare
qualche monito, sai benissimo che rimarrà lettera morta.
Dici bene che nella Chiesa nulla è automatico e ci sono dele regole da
seguire. Quando tuttavia tali regole non ci sono, si è liberi di fare ciò
che si vuole, secondo la propria pietà ed esperienza pastorale. Così è
avvenuto, ovviamente senza interrogarsi se, in un futuro assai vago, sarebbe
stata promulgata una regola. Finora non c'è punto stata.
come pure, di qui a qualche settimana, non
> sarà più consentita la presenza di chierichette, ma solo i maschi potranno
> servire messa, salvo assoluta indisponibilità di maschi. Questo è
contenuto
> in un documento congiunto delle Congregazioni per la Dottrina della Fede e
> per la Liturgia che il Papa firmerà e pubblicherà al più tra qualche
> settimana.
>
> Tale documento, chiede inoltre a tutti i fedeli, laici e non di denunciare
> questo ed altri abusi liturgici o nell'amministrazione dei sacramenti
> all'autorità Ecclesiastica, di modo che possa provvedere a raddrizzare le
> cose. Aspetta il documento, leggilo, valuta, chiedi consiglio e nel caso
> agisci.
Una domanda importante che rivolgo prima di tutto a Frodo come
giustificazione di ciò che è qui sopra scritto:
Dove si può trovare in anteprima questo documento?
Quali sono le fonti che ti fanno "prevedere" cosa in esso sarà scritto, in
particolare riguardo il servizio delle chierichette?
Attendo con vero interesse le risposte.
PS
Nessuno ha il presentimento che una tale ingiunzione, sempre ammesso che
venga promulgata, sia inapplicabile e rimanga in effetti inapplicata? Gli
uffici liturgici diocesani sono già stracolmi di denunce di abusi o presunti
abusi nella celebrazione dei scaramenti. Troveranno allora il tempo e
soprattutto l'intenzione di intervenire per correggere un uso così diffuso
da essere ormai praticamente normale nel 30-40% delle parrocchie italiane? I
preti saranno tutti attenti ad osservare il documento "sine glossa" e ad
applicare con rigore le norme in esso prescritte o, di fronte alla miriade
di documenti che sono sfornati a tutto spiano da diocesi e Vaticano, ne
daranno solo un'applicazione "pastoramente acettabile", nei limiti della
sensibilità e delle prassi consolidate della propria comunità?
Quando qualche anno fa era uscito il documento sul clero, tutti dissero che
finalmente non si sarebbero più visti preti in giacca e cravatta e religiosi
senza abito liturgico. Risultati a distanza di qualche anno? Esattamente
come prima.
E' un gravissimo abuso, sia lo faccia la "chierichetta" sia il
chierichetto, sia che lo faccia un laico.
E' compito del Sacerdote, che puo' delegare un Diacono in quanto
ministro consacrato.
Purtroppo i Sacerdoti stanno perdendo il senso del Sacro, preghiamo
per tutti loro.
[......]
> Vito Valenti
Benvenuto
Antonio Casini
--
"qual meraviglia se i cattolici, strenui difensori della Chiesa, son fatti
segno dai modernisti di somma malevolenza e di livore?"
(Papa San Pio X)
[......]
> Veramente sappiamo di cosa parliamo: stiamo parlando del corporale.
Mi fa piacere che dopo l'assurdo del pensare che si potesse
spogliare la mensa della tovaglia, ora hai capito che si parla del
Corporale.
Un passo in piu' e capirai che mai e' stato abrogato il carattere di
Sacro all'Eucarestia ed a tutto cio' che con questa viene in contatto e che
ancora e' e sara' al Sacerdote o al Diacono e non un chierichetto, a dover
come nei prenotanda si dice, occuparsi con venerazione del Corporale e dei
Sacri lini come tu giustamente li hai chiamati.
[......]
> Sono pronta a scommettere che non ne arriverà alcuna. Se dovesse arrivare
> qualche monito, sai benissimo che rimarrà lettera morta.
[.....]
Ho saltato tutto il resto e mi accorgo di questo, davverop dulcis in
fundo....
L'albero si riconosce dai frutti.
Antonio Casini
--
Benedetta fra le donne, chiedi che siamo liberati dal male.
[......]
> Nessuno ha il presentimento che una tale ingiunzione, sempre ammesso che
> venga promulgata, sia inapplicabile e rimanga in effetti inapplicata?
Si chiama norma, non ingiunzione, che la Chiesa in base al potere di
Cristo Gesu' di insegnare, promulga.
E' Gesu' Cristo stesso nell'Eucarestia che chiede rispetto massimo
(leggi anche biografie di santi ed anche ad esempio "Il Dialogo della Divina
Provvidenza" di Santa Caterina da Siena dove lei, Dottore della Chiesa,
riceve da Dio terribili parole sui peccati commessi da chi tratta in maniera
cosi'0 assolutamente deprecabile l'eucaristia, come la trattano oggi e come
certo di meno, la trattavano tempo fa.
Figurati quindi oggi come il Signore e' adirato, e queste norme
saranno giustissime in quanto porteranno obblighi sotto pena di certo di
gravi provvedimenti gia' accennati mesi fa dalo stesso Papa in conclusione,
lo puoi trovare scritto, della "Ecclesia de Eucharestia", e il Papa ha il
dovere di insegnare ed ora, grazie a Dio, vi sara' un canale aperto ed
attentissimo per denunciare gli abusi.
Grazie a Dio.
> soprattutto l'intenzione di intervenire per correggere un uso cosě diffuso
> da essere ormai praticamente normale nel 30-40% delle parrocchie italiane?
I
Solo la Chiesa sa e sapra' le percentuali non tu con il tuo voler
insabbiare e dire:
"Ma lasciateli fare come vogliono"
grazie a Dio la tua mentalita' non attecchisce invece ed ora sotto
la spinta del Papa gli abusi saranno repressi, e dico repressi e
giustamente.
Non diamo le cose sacre ai cani!!
[......]
> di fronte alla miriade
> di documenti che sono sfornati a tutto spiano da diocesi e Vaticano,
Sono cose non vere quelle che scrivi, ma si sa', cambia il nick ma
non la sostanza di chi disprezza la Chiesa :-( e la vorrebbe piegata al
mondo.
[.....]
> Quando qualche anno fa era uscito il documento sul clero, tutti dissero
che
> finalmente non si sarebbero piů visti preti in giacca e cravatta e
religiosi
> senza abito liturgico. Risultati a distanza di qualche anno? Esattamente
> come prima.
Proprio la stessa ikjportanza, complimenti.
Ah, desidererei i titoli della miriade di documenti disciplinari, ma
come vedi ne hai trovato solo uno. E sono piochi, non miriadi.
> Una domanda importante che rivolgo prima di tutto a Frodo come
> giustificazione di ciò che è qui sopra scritto:
> Dove si può trovare in anteprima questo documento?
> Quali sono le fonti che ti fanno "prevedere" cosa in esso sarà scritto, in
> particolare riguardo il servizio delle chierichette?
> Attendo con vero interesse le risposte.
CRONACHE
Nuovo documento vaticano contro gli abusi liturgici
Vaticano: basta chierichette in chiesa
Al bando anche applausi e danze così come espressioni troppo politiche del
tipo «assemblea celebrante»
ROMA - Meglio evitare la presenza di chierichette durante la messa, come
anche la concelebrazione eucaristica con la partecipazione di altri
esponenti di chiese cristiane; al bando applausi e danze in chiesa, come
anche espressioni troppo politiche del tipo «assemblea celebrante». Sono
alcune delle norme
Durante una messa
contro gli abusi liturgici riguardanti l'Eucarestia, contenute in un nuovo
documento vaticano, su cui stanno lavorando insieme le Congregazioni per la
Dottrina delle Fede e per il culto.
DENUNCIARE LE INFRAZIONI - Alcune parti del testo vengono anticipate dal
mensile Jesus nel numero di ottobre. La bozza - secondo quanto riferisce la
rivista dei Paolini - prende di mira 37 abusi liturgici ed esorta «ogni
cattolico, sacerdote o diacono e fedele laico», a fare denuncia di eventuali
infrazioni alle autorità superiori. La pubblicazione ufficiale
dell'istruzione è prevista tra la fine dell'anno e l'inizio del 2004. «Ogni
cattolico, sacerdote o diacono o fedele laico, ha il diritto di sporgere
querela circa gli abusi liturgici».
NOVE CAPITOLI - Tra i 9 capitoli di cui è composto il documento, Jesus cita
anche la messa al bando di espressioni come «comunità celebrante» e
«assemblea celebrante» perchè ritenute troppo politiche e poco liturgiche,
così come «ospitalità eucaristica» o «concelebrazione» la cui interdizione -
osserva il mensile dei Paolini - provocherà non poche polemiche in ambito
ecumenico. Viene scoraggiata la pratica dell'accompagnamento durante la
Messa di ministri di altre confessioni cristiane, nonchè di ragazze come
«chierichette», la cui presenza è ammessa a giudizio del vescovo ma che in
generale va evitata «senza una giusta causa»; nè mai i sacerdoti devono
ritenersi obbligati a chiamare le fanciulle a quest'ufficio. Si esclude
infine, la possibilità di «applausi e danze all'interno dell'edificio sacro,
anche al di fuori della celebrazione eucaristica. Nell'ultimo capitolo del
documento, oltre al riassunto degli abusi trattati, viene incoraggiata la
prassi della «denuncia» alle autorità ecclesiastiche da parte dei fedeli. Al
documento - scrive ancora Jesus - sta lavorando un'equipe guidata dal
domenicano Joseph Augustine Di Noia.
22 settembre 2003 - Corriere.it
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Lunedì 22 Settembre 2003, 19:16
Stop a chierichette in chiesa
(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 22 SET - Meglio evitare la presenza di
chierichette durante la messa, al bando applausi e danze in chiesa.Sono
alcune delle norme contro gli abusi liturgici, contenute in un nuovo
documento vaticano. Alcune parti del testo vengono anticipate dal mensile
Jesus nel numero di ottobre. Il documento prende di mira 37 abusi liturgici
ed esorta 'ogni cattolico, sacerdote o diacono e fedele laico', a fare
denuncia di eventuali infrazioni alle autorita' superiori.
-------------------------------------
Una domanda importante che rivolgo prima di tutto a Marzia come
giustificazione
di ciò che è qui sopra scritto:
Bastano il Corriere e l'ANSA? Se non basta comprati Jesus.
Basta per placare la tua supponenza?
Attendo con vero interesse le risposte.
> PS
> Nessuno ha il presentimento che una tale ingiunzione, sempre ammesso che
> venga promulgata, sia inapplicabile e rimanga in effetti inapplicata? Gli
> uffici liturgici diocesani sono già stracolmi di denunce di abusi o
presunti
> abusi nella celebrazione dei scaramenti. Troveranno allora il tempo e
> soprattutto l'intenzione di intervenire per correggere un uso così diffuso
> da essere ormai praticamente normale nel 30-40% delle parrocchie italiane?
I
> preti saranno tutti attenti ad osservare il documento "sine glossa" e ad
> applicare con rigore le norme in esso prescritte o, di fronte alla miriade
> di documenti che sono sfornati a tutto spiano da diocesi e Vaticano, ne
> daranno solo un'applicazione "pastoramente acettabile", nei limiti della
> sensibilità e delle prassi consolidate della propria comunità?
> Quando qualche anno fa era uscito il documento sul clero, tutti dissero
che
> finalmente non si sarebbero più visti preti in giacca e cravatta e
religiosi
> senza abito liturgico. Risultati a distanza di qualche anno? Esattamente
> come prima.
Insomma, hai ragione anche se hai torto...
Saluti.
Sini
Non ho mai creduto ad un tale assurdo; ho posto infatti stupìta
l'alternativa a "Tuzzo", pur definendola "anomala", solo perché egli aveva
usato l'espressione "piega la tovaglia". Se le parole hanno un senso, non
vedevo (e tuttora non vedo) come un corporale possa essere descritto come
una tovaglia. Da quel che "Tuzzo" aveva scritto all'inizio di questo thread,
sembrava effettivamente che la bimba riponesse non il corporale, ma proprio
la copertura della mensa.
>
> Un passo in piu' e capirai che mai e' stato abrogato il carattere
di
> Sacro all'Eucarestia
Non ho mai creduto né tanto meno affermato il contrario.
ed a tutto cio' che con questa viene in contatto e che
> ancora e' e sara' al Sacerdote o al Diacono e non un chierichetto, a dover
> come nei prenotanda si dice, occuparsi con venerazione del Corporale e dei
> Sacri lini come tu giustamente li hai chiamati.
Ho qua sotto mano i PN del Messale Romano. Non trovo alcuna menzione del
corporale, né della liceità dello spostamento del corporale da parte del
ministrante (perché è sempre del corporale che stiamo parlando, non della
purificazione), né di particolari norme sui sacri lini, nemmeno ai nn.
287-296, dove si parla specificatamente di suppellettili e vasi sacri.
Al num. 120 si parla invece della purificazione, e si aggiunge che "se i
vasi sacri sono stati astersi all'altare, *il ministro* li porta alla
credenza. Ai nn. 145-147 si tratta infine dei compiti dell'accolito durante
la liturgia eucaristica: "(l'accolito) aiuta il sacerdote o il diacono a
purificare e riordinare i vasi sacri. In assenza del diacono, l'accolito
porta i vasi sacri alla credenzae ivi li purifica e li riordina". Come ha
detto acutamente Julo Cumani: <<Questo compito è affidato all'accolito
(istituito o di fatto). E il fatto che lo possa fare un accolito di fatto in
*pratica* significa che lo può fare *quasi* chiunque>>.
Sappiamo infatti che qualsivoglia ministro o ministrante può essere all'uopo
essere considerato accolito di fatto.
> > Sono pronta a scommettere che non ne arriverà alcuna. Se dovesse
arrivare
> > qualche monito, sai benissimo che rimarrà lettera morta.
>
> [.....]
>
> Ho saltato tutto il resto e mi accorgo di questo, davverop dulcis
in
> fundo....
>
>
> L'albero si riconosce dai frutti.
Non ho capito bene, quale sarebbe l'albero e quali sarbbero i frutti.
Antonio Casini wrote:
....
> Un passo in piu' e capirai che mai e' stato abrogato il carattere di
> Sacro all'Eucarestia ed a tutto cio' che con questa viene in contatto e che
> ancora e' e sara' al Sacerdote o al Diacono e non un chierichetto, a dover
> come nei prenotanda si dice, occuparsi con venerazione del Corporale e dei
> Sacri lini come tu giustamente li hai chiamati.
mha,
quando ho fatto il corso dei ministri straordinari l'unica
annotazione su tale prassi era che andrebbe fatta a fine messa
nella sacrestia, da persona incaricata dal parroco, senza
distinzione di sesso e previa (questa si che l'ha sottolineata
come importante) informazione su come si devono trattare e pulire
tuto cio che viene a contatto con l'ostia consacrata.
Ciao
Sebastiano
C'è un interessante articolo sul settimanale Jesus di qualche settimna fa.
> PS
> Nessuno ha il presentimento che una tale ingiunzione, sempre ammesso che
> venga promulgata, sia inapplicabile e rimanga in effetti inapplicata?
>
Questo può assolutamente accadere, perchè il popolo cristiano (geeralizzando
ma fortunatamente non tutti) crede che queste siano questioni di forma,
quindi, partendo dal presupposto demoniaco che la forma non sia importate
per la sostanza non siano importati. Esattamente come si fa la comunione
senza essere in grazia di Dio, si nega l'infalibilità del Papa ecc ecc. Non
credo dovremmo rallegrarci del fatto che pochissimi denunceranno gli abusi.
Gli uffici liturgici diocesani sono già stracolmi di denunce di abusi o
presunti
> abusi nella celebrazione dei scaramenti. Troveranno allora il tempo e
> soprattutto l'intenzione di intervenire per correggere un uso così diffuso
> da essere ormai praticamente normale nel 30-40% delle parrocchie italiane?
I
> preti saranno tutti attenti ad osservare il documento "sine glossa" e ad
> applicare con rigore le norme in esso prescritte o, di fronte alla miriade
> di documenti che sono sfornati a tutto spiano da diocesi e Vaticano, ne
> daranno solo un'applicazione "pastoramente acettabile", nei limiti della
> sensibilità e delle prassi consolidate della propria comunità?
> Quando qualche anno fa era uscito il documento sul clero, tutti dissero
che
> finalmente non si sarebbero più visti preti in giacca e cravatta e
religiosi
> senza abito liturgico. Risultati a distanza di qualche anno? Esattamente
> come prima.
Allora aboliamo il papato, tanto non interessa a nessuno quello che dice,
giusto?
P.S.: nel caso poi Jesus (il settimanale) avesse commesso un errore e il
documento non sia in questi termini, ritiro quello che ho detto.
CICCIO
> Bastano il Corriere e l'ANSA?
A me non bastano. Mi guardo bene dal dire "impara da me", ma ti fo noto che,
anche solo per l'abitudine che ho (e che i moderatori mai abbastanza
ringraziati tollerano) di postare qualche articolo giornalistico qui oltre
che altrove in Usenet, ho ormai assunto per regola personale questa: le
notizie su cose avvenienti od incombenti non sono notizie. Ecco perche' ho
evitato di postare qui quel famoso articolo del Corriere: e' semplicemente
giusto e logico attendere di vederle per certe, quelle famose norme.
Altrimenti si rischia di dibattere sul nulla.
Andrea
salo...@mediacomm.it
Ora mi hai citato le fonti, e te ne ringrazio vivamente; Antonio Casini non
le aveva citate, e solo di fronte alle fonti si può fare un discorso serio e
documentato, che prescinda dal "sentito dire". Non vi è alcuna supponenza in
tutto ciò, dal momento che non ho mai "supposto" di conoscere alcunché, e
sfido chiunque a trovare una qualsiasi mia parola in cui io abbia presunto
di conoscere cose che non so.
Devo dire che leggendo le pur parziali e sicuramente sbrigative
anticipazioni giornalistiche, si coglie effettivamente una nota che Antonio
aveva taciuto:
<<Viene scoraggiata la pratica dell'accompagnamento durante la
Messa di ministri di altre confessioni cristiane, nonchè di ragazze come
«chierichette», la cui presenza è ammessa a giudizio del vescovo ma che in
generale va evitata «senza una giusta causa»; >>
Da questo deduco che:
1) l'utilizzo delle chierichette non sarà vietato. *Scoraggiato* non
significa "vietato", e data l'aleatorietà del termine "scoraggiato",
l'applicazione dell'ordinanza sarà passibile delle più svariate eccezioni e
"motivazioni pastoriali" che ne dimostreranno l'inappliciabilità
2) il vescovo può ammettere l'utilizzo delle chierichette. E' inutile
prevedere che ci vorrà ben poco per ottenere una tale approvazione, dal
momento che essa esiste già *di fatto* nella quasi totalità delle diocesi
italiane. Qui a Milano è l'iniziativa diocesana stessa ad avere
pubblicizzato, favorito e sostenuto, attraverso il Mo.Chi milanese e la
rivista dei ministranti "Fiaccolina", che sono direttamente dipendenti dal
Seminario, l'apertura alle chierichette. E' stata la diocesi ad organizzare
"vacanze per chierichette" e corsi per cerimonieri-donna nelle stesse stanze
del Seminario diocesano (ovviamente sono in grado di fornire prove
documentali, se ce ne fosse bisogno). Attenzione: se questo è scandaloso,
allora è in scandalo l'autorità stessa diocesana.
3) la menzione della "giusta causa" basta da sola ad eliminare il problema.
Una prassi consolidata o un motivo di sensibilità pastorale sono sufficienti
ad introdurre da parte di molti sacerdoti il principio di "giusta causa".
Fatta la legge, la cosa più semplice è trovare l'inganno, soprattutto se
l'inganno, in buona fede, è creduto un bene superiore alla legge.
> > Quando qualche anno fa era uscito il documento sul clero, tutti dissero
> che
> > finalmente non si sarebbero più visti preti in giacca e cravatta e
> religiosi
> > senza abito liturgico. Risultati a distanza di qualche anno? Esattamente
> > come prima.
>
> Insomma, hai ragione anche se hai torto...
A quale mia affermazione si riferiscono queste ultime tue parole?
Mazia
Ciao, Andrea.
Se stessimo dibattendo, come fa Marzia, sul contenuto del documento.
Io, invece, ho solamente risposto alla seguente domanda: Quali sono le fonti
che ti fanno "prevedere" cosa in esso sarà scritto, in particolare riguardo
il servizio delle chierichette?
Non mi pare faccia grinze.
Saluti.
Sini
> sfido chiunque a trovare una qualsiasi mia parola in cui io abbia presunto
> di conoscere cose che non so.
Più che una qualsiasi tua parola un tuo qualsiasi tono. Supponente, appunto.
> Attenzione: se questo è scandaloso,
> allora è in scandalo l'autorità stessa diocesana.
Attenzione a chi? Attenzione a chi giudica queste scelte scandalose o
attenzione a chi ha fatto queste scelte?
Su questo ha ragione Andrea: aspettiamo il documento.
Ma se questa scelta (non dettata dalla necessità, ma deliberata, chissà con
quale obiettivo: non mi risulta che nella diocesi di Milano ci sia stata,
circa 10 anni fa, una nuova strage degli innocenti maschi...) dovesse essere
rubricata tra gli abusi?
Chi dovrà fare attenzione?
> 3) la menzione della "giusta causa" basta da sola ad eliminare il
problema.
> Una prassi consolidata o un motivo di sensibilità pastorale sono
sufficienti
> ad introdurre da parte di molti sacerdoti il principio di "giusta causa".
> Fatta la legge, la cosa più semplice è trovare l'inganno, soprattutto se
> l'inganno, in buona fede, è creduto un bene superiore alla legge.
"Inganno", "buona fede", addirittura "inganno superiore alla legge".
Quanto sono cattolici questi concetti? Quanto possono essere frutto di
umiltà ed obbedienza?
La morale cattolica non ammette un male "fatto a fin di bene"; e nemmeno un
male "fatto con una buona intenzione".
> > Insomma, hai ragione anche se hai torto...
>
> A quale mia affermazione si riferiscono queste ultime tue parole?
Soprattutto a quando hai scritto che la prassi giustifica l'azione.
E a quando hai scritto che la prassi giustifica l'azione anche quando
dovesse trattrarsi di un abuso.
Saluti.
Sini
Marzia wrote:
> Da questo deduco che:
> 1) l'utilizzo delle chierichette non sarà vietato. *Scoraggiato* non
> significa "vietato",
E' proprio cosi' infatti che il male si puo' insinuare (non mi riferisco
nello specifico alle ministranti di sesso femminile, ci mancherebbe).
Tutti questi "si consiglia", "e' buona norma", "si scoraggia" fanno
male, confondono, sono cavillosi.
Bisognerebbe avere il coraggio di scrivere "e' vietato", "e'
deprecabile", ma per ora non sembrano maturi i tempi.
Ricordiamolo, comunque, che bisogna parlare col "si', si'. no, no.".
Di questo passo potrebbero essere sempre meno le guide e potremmo
diventare tutti delle cellule "impazzite" all'interno della Chiesa.
La nostra diventerebbe in tal caso una religione in cui non si ha
l'umilta' di obbedire, ma si creerebbero "regole" (che poi non sarebbero
regole) ad arte in base alle esigenze delle varie maggioranze locali.
Una situazione simile esisteva prima della riforma di San Gregorio
Magno; arrivo' questo santo papa e lo Spirito Santo lo guido' nella
riforma di cui oggi abbiamo ancora alcuni frutti (non solo il canto).
Non sarai d'accordo :) ma del resto siamo qui per discutere un po'.
Un caro saluto.
--
---
Onofrio 'Ninni' de Bari
http://www.linux.it/~ondeb
---
La chiesa siamo noi ed io ti garantisco che in Piemonte sono ben piů del
99%. Credo che a Torino si "salvi" solo la chiesa della Misericordia, quella
dove si celebra in latino con l'indulto.
Di sicuro non si "salva" la cattedrale. Ho visto io il cardinale arcivescovo
infrangere numerose regole.
Ciao,
Marco
>> La chiesa siamo noi
ricordo anche che hai qualche mese fa postato un messaggio nel quale ti
facevi beffe di un sacerdote, che aveva inconsapevolmente ammesso fra i
testimoni di nozze un omosessuale, dopo aver rifiutato un "anglicano"
questo "disprezzo del sacerdote", questo farsi beffe di lui (come se poi
si potesse così ingannare anche Dio), è un forte segno di estraneità alla
Chiesa.
Quindi, non ha alcun credito l'affermazione "la chiesa siamo noi" fatta da
te.
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
> Antonio Casini wrote:
>Credo che a Torino si "salvi" solo la chiesa della Misericordia, quella
>dove si celebra in latino con l'indulto.
>Di sicuro non si "salva" la cattedrale. Ho visto io il cardinale
>arcivescovo infrangere numerose regole.
Beh, il giorno di San Giovanni con il Duomo strapieno di gente c'era
un chierichetto solo (più i seminaristi). Quali regole intendi?
> questo "disprezzo del sacerdote", questo farsi beffe di lui (come se poi
> si potesse cosě ingannare anche Dio), č un forte segno di estraneitŕ alla
> Chiesa.
> Quindi, non ha alcun credito l'affermazione "la chiesa siamo noi" fatta da
> te.
Mentre farsi beffe dei migliaia di vescovi + papi del Concilio Vaticano II
come fai tu, ti dŕ sufficiente credito per considerarti "chiesa"?
Spero che tu mi eviti la fatica di ricercarmi su google i riferimenti a
"certi" tuoi post.
Cosě, tanto per fare due chiacchiere ......
Ciao,
Paolo
--------------------------------
Inviato via http://usenet.libero.it
Non capisco il problema. Per quelli che non vogliono rischiare di vedere una
chierichetta ci sono già le chiese con la messa in latino.
Marco
[.....]
> La chiesa siamo noi
Non la Chiesa Magisteriale vaticana che ha tramite i suoi Sacerdoti
da tutto il mondo, la vera e reale portata di ogni statistica diffusa in
spregio alla Chiesa.
ed io ti garantisco che in Piemonte sono ben più del
> 99%.
Anche se la tua intenzione e' buona, ripeto, solo la Chiesa vaticana
lo puo' dire, non un fefdele che non ha le fonti e le informazioni che si
hanno in vaticano.
Altro dire e' mentire anche se non volendolo, forse.
[.....]
> Di sicuro non si "salva" la cattedrale. Ho visto io il cardinale
arcivescovo
> infrangere numerose regole.
E come al solito attacco diretto alla Chiesa.
Dai frutti li potrete riconoscere, ed il disprezzo alla Chiesa si
nota anche cosi', con il mnentire su statistiche che non si sanno e con
l'attacco diretto e l'insulto ad un Cardinale di Santa Romana Chiesa.
> Ciao,
> Marco
Benedetta fra le donne, prega per noi.
Antonio Casini
[.....]
> La chiesa siamo noi
Non la Chiesa Magisteriale vaticana che ha tramite i suoi Sacerdoti
da tutto il mondo, la vera e reale portata di ogni statistica diffusa in
spregio alla Chiesa.
ed io ti garantisco che in Piemonte sono ben più del
> 99%.
Anche se la tua intenzione e' buona, ripeto, solo la Chiesa vaticana
lo puo' dire, non un fefdele che non ha le fonti e le informazioni che si
hanno in vaticano.
Altro dire e' mentire anche se non volendolo, forse.
[.....]
> Di sicuro non si "salva" la cattedrale. Ho visto io il cardinale
arcivescovo
> infrangere numerose regole.
E come al solito attacco diretto alla Chiesa.
Dai frutti li potrete riconoscere, ed il disprezzo alla Chiesa si
nota anche cosi', con il mnentire su statistiche che non si sanno e con
l'attacco diretto e l'insulto ad un Cardinale di Santa Romana Chiesa.
> Ciao,
> Marco
Benedetta fra le donne, prega per noi.
Antonio Casini
Provo un'enorme frustrazione nel sentire ripetere sempre questa cosa: la
chiesa non può allontanare ecc.
Sarebbe da mettere in chiaro una cosa: il compito della chiesa non è quello
di avere 6 miliardi di "iscritti", ma quello di portare i suoi fedeli ala
salvezza, evangelizzando anche gli altri. Ora, per la Chiesa, cedere su
posizioni impopolari ma legittime (omosessualità, contraccezione, rapporti
prematrimoniali, norme e regole per i chierichetti e quant'altro)
allontanerà si i giovani, ma consentirà a quelli che rimangono di essere
santi. Gesù, d'altronde, quando dei suoi innumerevoli discepoli ne sono
rimasti solo 12, non ha detto: <<Per piacere non ve ne andate, restate con
me, mi sono espresso male ecc ecc>>, ma ha detto a quelli che erano rimasti:
forse volete andarvene anche voi? E loro: e dove andremmo? Tu solo hai
parole di vita eterna. Tutte queste norme e regole saranno pure impopolari,
ma sono parte delle parole di vita eterna: a me è la vita eterna che
interessa: mi dicesse pure d portare il cilicio io lo farei, se il Papa lo
sancisce nei modi previsti per l'infallibilità.
CICCIO
E' normale che la nostra diocesi abbia organizzato le vacanze per
chierichette, essendo quella materia sulla quale la Chiesa non aveva ma
legiferato prima.
CICCIO
> Non capisco il problema. Per quelli che non vogliono rischiare di vedere
una
> chierichetta ci sono già le chiese con la messa in latino.
Maccheccentra...
Sini
[......]
> Non capisco il problema. Per quelli che non vogliono rischiare di vedere
una
> chierichetta ci sono già le chiese con la messa in latino.
Provane un'altra, questa e' troppo evidente come deviazione e
svilimento delle regole, nasconditi meglio......
> Marco
serghiey wrote:
....
> Quindi, non ha alcun credito l'affermazione "la chiesa siamo noi" fatta da te.
La puoi trovare anche nel CCC in cui si riconosce la Chiesa come:
- la struttura gerarchica
- l'insieme di tutti i fedeli
- la Chiesa escatologica (quella al compimento dei tempi)
L'una non può annullare l'altra
Ciao
Sebastiano
Frodo Baggins wrote:
....
> santi. Gesů, d'altronde, quando dei suoi innumerevoli discepoli ne sono
> rimasti solo 12, non ha detto: <<Per piacere non ve ne andate, restate con
É anche vero che quando cercarono di allontanare i bambini da lui
ha detto di non farlo, senza nessuna distinzione tra "bambini" e
"bambine"
Ciao
Sebastiano
> L'una non può annullare l'altra
I riferimenti neotestamentari più espliciti li trovi nelle lettere di San
Paolo, che riportano una condanna precisa e netta sia dell'omosessualità
maschile che di quella femminile. Anche San Paolo, però (lo si evince dal
contesto complessivo), non condanna la "condizione" nella quale la persona
omosessuale si trova (salvo che non vi si trovi per scelta deliberata,
ovviamente). La condanna è per il comportamento non conforme al precetto
cristiano di chi si trova in tale condizione.
> É anche vero che quando cercarono di allontanare i bambini da lui
> ha detto di non farlo, senza nessuna distinzione tra "bambini" e
> "bambine"
Nel Vangelo non troverai neanche una parola contro gli "omosessuali" in
quanto tali. In compenso, l'intera Sacra Scrittura è chiarissima nel
condannare impurità e fornicazione. Come più volte ti è stato spiegato, la
Chiesa non condanna, quindi, la "condizione omosessuale" in quanto tale
(che può, quantomeno in ipotesi, non essere una scelta deliberata). Essa
condanna, invece, una condizione omosessuale (involontaria) vissuta non
castamente.
serghiey wrote:
....
> I riferimenti neotestamentari più espliciti li trovi nelle lettere di San
> Paolo, che riportano una condanna precisa e netta sia dell'omosessualità
bhe, senti, si stava parlando di chierichetta che serva a messa e
della triplice dimensione della Chiesa.
Ciao
Sebastiano
serghiey wrote:
>
> Sebastiano ha scritto:
>
> > É anche vero che quando cercarono di allontanare i bambini da lui
> > ha detto di non farlo, senza nessuna distinzione tra "bambini" e
> > "bambine"
>
> Nel Vangelo non troverai neanche una parola contro gli "omosessuali" in
> quanto tali.
Dal Vangelo secondo Marco, 10, 13-16
"Or alcuni gli conducevano dei bambini affinchè li toccasse; ma i
discepoli li sgridavano. Visto ciò, Gesù si sdegno e disse loro:
«Lasciate ceh i bambini vengano a me e non li ostacolate, perchè
di quelli come loro è il regno di Dio. In verità vi dico che chi
non accoglierà il Regno di Dio come un fanciullo, certamente non
vi entrerà» Quindi, prendendolli tra le braccia, li benediceva e
imponeva loro le mani."
Ora, in che modo il servizio di un bambino, sia maschio che
femmina, denigra e offende il corpo di Gesù realmente presente
nell'Eucarestia se per le sue stesse parole chiede di lascire che
i bambini vengano a Lui e si sdegno per coloro che cercavano di
allontanarli?
Quindi, o rispondi a questa domanda, oppure apri un nuovo tread
con l'argomento che più di interessa e, se sarà di mio gradimento
e se riterrò di aver qualcosa da dire in merito, può essere che
vi scriva qualcosa.
Bye
Sebastiano
> >Di sicuro non si "salva" la cattedrale. Ho visto io il cardinale
> >arcivescovo infrangere numerose regole.
>
> Beh, il giorno di San Giovanni con il Duomo strapieno di gente c'era
> un chierichetto solo (più i seminaristi). Quali regole intendi?
Quella che non dovrebbero esistere le "chierichette". L'ho visto celebrare
assistito da una chierichetta l'ultima domenica di agosto quando è venuto in
visita pastorale a Traves.
Marco
Marco O. da oltre Andromeda, verso l'Infinito non Leopardiano wrote:
> Non capisco il problema. Per quelli che non vogliono rischiare di vedere una
> chierichetta ci sono già le chiese con la messa in latino.
Posso dirti di piu', visto che sei cosi' interessato a non vedere
chierichette: nella Divina Liturgia (=Messa) di S. Giovanni Crisostomo,
celebrata dai cattolici di rito greco, non vedrai chierichetti né
maschietti né femminucce.
1:1, palla al centro. In caso di ulteriore parità andiamo al golden goal?
Saluti greco-cattolici!
A parte che le chierichette non mi danno fastidio l'argomento mi
incuriosisce.
Ho assistito una volta ad una Divina Liturgia greco-ortodossa della chiesa
rumena in Italia celebrata in lingua italiana in occasione di un matrimonio,
ma i chierichetti c'erano. Tre o quattro. Si trattava di una
italianizzazione della liturgia?
M.
Marco O. da oltre Andromeda, verso l'Infinito non Leopardiano wrote:
> A parte che le chierichette non mi danno fastidio l'argomento mi
> incuriosisce.
:)
> Ho assistito una volta ad una Divina Liturgia greco-ortodossa della chiesa
> rumena in Italia celebrata in lingua italiana in occasione di un matrimonio,
> ma i chierichetti c'erano. Tre o quattro. Si trattava di una
> italianizzazione della liturgia?
Non sono esperto di confessione ortodossa, ma e' probabile che sia cosi'.
Quello che è sicuro è il fatto che nel rito greco, almeno in quello
cattolico, solo i sacerdoti possono accedere al presbiterio, quindi non
penso ci possano essere chierichetti/e.
Potrebbe pure essere che nelle chiese in cui io ho partecipato alla
Divina Liturgia non ci sia l'abitudine di aver chierichetti, ma da
quello che so sino ad ora sul rito greco (e sono sei anni che
saltuariamente assisto a Messe secondo questo rito, documentandomi un
po') la figura del ministrante non e' prevista.
Chi ne sa di piu', ci faccia sapere (scusate il gioco di parole).
A me, invece, avevano spiegato che solo i sacerdoti, ed i diaconi, possono
passare per la porta centrale, ed era quello che accadeva.
M.