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Perche' ai non battezzati sarebbe precluso il paradiso?

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Carlo Di Lieto

unread,
Jan 25, 2000, 3:00:00 AM1/25/00
to

Vi chiedo anticipatamente scusa per la mia non approfondita conoscenza della
religione cattolica.

Il mio quesito e' questo: io sono un ateo convinto. Se avro' un figlio, di
certo non lo faro' battezzare, perche' sono convinto che dovra' essere lui a
decidere se abbracciare o meno una religione, ma solo da adulto responsabile
e maturo. Battesimo e comunione non sono altro che delle imposizioni da
parte dei genitori, ma tengo a precisare che sarei pronto ad accettare
qualsiasi decisione dovesse prendere.

Ora, se il Dio cattolico esistesse veramente, e questo mio eventuale figlio
decidesse di restare ateo, non battezzato, perche' mai gli dovrebbe essere
precluso il paradiso?
E se il bambino dovesse morire dopo pochi mesi, e non avesse mai avuto il
tempo per operare una scelta sulla religione? Dopo tutto, in questo caso, la
"colpa" sarebbe solo mia. Perche' mai Dio dovrebbe punire il bambino,
precludendogli il paradiso, per uno "sbaglio" che sarebbe unicamente mio?
Non sarebbe affatto giusto.

Se volete, contattatemi anche via email: ca...@carlo.cjb.net

Carlo Di Lieto


David

unread,
Jan 25, 2000, 3:00:00 AM1/25/00
to

In article "Carlo Di Lieto" <ca...@carlo.cjb.net> wrote:
> Ora, se ... questo mio eventuale figlio

> decidesse di restare ateo, non battezzato,
> perche' mai gli dovrebbe essere precluso il paradiso?

Ci sono due distinti problemi.

a) Ateo non e' chi non sa come credere, ma chi rifiuta Dio.
Se si rifiuta Dio non si puo' entrare nel suo paradiso.

b) Il battesimo cancella il peccato originale.
Non si puo' entrare in paradiso avendo peccato, anche solo col peccato
originale.

iGpM
David
_____
Favourite links: http://www.geocities.com/Athens/Delphi/1917/


Sent via Deja.com http://www.deja.com/
Before you buy.

Fabrizio

unread,
Jan 25, 2000, 3:00:00 AM1/25/00
to

"Carlo Di Lieto" <ca...@carlo.cjb.net> ha scritto nel messaggio
news:86ig4s$tuc$1...@lacerta.tiscalinet.it...

>
>
> Il mio quesito e' questo: io sono un ateo convinto. Se avro' un figlio, di
> certo non lo faro' battezzare, perche' sono convinto che dovra' essere lui
a
> decidere se abbracciare o meno una religione, ma solo da adulto
responsabile
> e maturo. Battesimo e comunione non sono altro che delle imposizioni da
> parte dei genitori, ma tengo a precisare che sarei pronto ad accettare
> qualsiasi decisione dovesse prendere.
>

Ogni genitore fa un sacco di scelte per i figli, a cominciare dal nome (di
solito non aspettiamo l'età adulta per decidere come si chiameranno...), per
continuare con l'impostazione educativa e così via, se ci pensi, con una
infinità di elementi determinanti per la loro vita futura. Per un credente i
sacramenti non sono un'imposizione, ma il regalo più bello che puoi fare ad
un figlio, il quale è poi libero di accettarlo o meno. Se lo rifiuterà ( o
se ci sbagliamo ed è tutta una finzione) non saranno poche goccie d'acqua
sul capo a fargli male...


> Ora, se il Dio cattolico esistesse veramente, e questo mio eventuale


figlio
> decidesse di restare ateo, non battezzato, perche' mai gli dovrebbe essere
> precluso il paradiso?

Tu non ti preoccupare, che Dio fa le cose per bene e non tira "sole" (a
Roma=fregature) a nessuno. A tutti è data la stessa possibilità di essere
eternamente felici (in gergo "tecnico"= salvati).

> E se il bambino dovesse morire dopo pochi mesi, e non avesse mai avuto il
> tempo per operare una scelta sulla religione? Dopo tutto, in questo caso,
la
> "colpa" sarebbe solo mia. Perche' mai Dio dovrebbe punire il bambino,
> precludendogli il paradiso, per uno "sbaglio" che sarebbe unicamente mio?
> Non sarebbe affatto giusto.

Io, se fossi in te, mi interrogherei più profondamente sul timore che
esterni: o è (scusa la franchezza) un pò superficiale ed opportunista o è la
spia che forse il tuo ateismo non è proprio ferreo.
Parafrasando John Lennon: give God a chance !


ciao

==============================================
Fabrizio Consorti
bib...@libero.it
==============================================

salo...@mediacomm.it

unread,
Jan 25, 2000, 3:00:00 AM1/25/00
to

Carlo Di Lieto ha scritto in sostanza ...

> Perche' mai Dio dovrebbe punire il bambino, precludendogli
> il paradiso, per uno "sbaglio" che sarebbe unicamente mio?

Oggigiorno tutti i teologi piu' seri e preparati hanno abbandonato
l'idea del "Limbo", e concordano sul fatto che ai bambini non
battezzati non e' affatto precluso il Paradiso per il solo fatto
di non essere stati, per l'appunto, battezzati.

Andrea
salo...@mediacomm.it
ICQ 57139752


Gianni Geraci

unread,
Jan 25, 2000, 3:00:00 AM1/25/00
to

David ha scritto una cosa imprecisa sul raporto tra battesimo e salvezza.
Mi permetto peciò di chiarirla per amor di fede e non certo per
polemizzare con lui.
In realtà il sinodo di Elvira del 295 ha stabilito che basta la fede per
'essere tra i giusti'.
E sulla base di questa affermazione della chiesa antica si è cercao di
distinguere la condizione di chi ha rifiutato deliberatamente il battesimo
e chi invece non l'ha potuto ricevere perchè non è venuto in contatto con
la chiesa.
La cosa è chiarita definitivamente dalla costituzione dogmatica Lumen
Gentium che recita: " Coloro che non hanno ancora accolto il vangelo sono
ordinati al popolo di Dio in vari modi..... Anche a coloro che, senza
colpa personale non sono ancora arrivati a una conoscenza esplicita di
Dio, ma si sforzano, non senza Grazia divina, di condurre una vita retta,
la provvidenza non rifiuta gli aiuti necessari alla salvezza. Infatti
tutto ciò che di buono e di vero si trova presso di loro, la chiesa lo
considera come una preparazione evangelica, come un dono concesso da colui
che illlumina ogni uomo, perchè abbia finalmente la vita".

Si può allora concludere che ci non ha ricevuto il battesimo può comunque
entrare in paradiso nella misura in cui la sua vita sia ispirata a bonta e
verità.

Detto questo mi permetto comunque di darti un consiglio.
Non negare a tuo figlio i doni che il battesimo conferisce. Sai benissimo
che facendolo battezzare non ostacoli in alcun modo la sua libertà di
scelta (tu stesso dici di essere ateo pur avendo ricevuto il battesimo).
C'è però della gente che ti dice che con il battesimo tuo figlio avrà
qualche strumento in più (in particolare la grazia santificante) per
arrivare a quella salvezza che anche a te, che dici di essere ateo, sembra
comunque stare a cuore.

Un saluto.

Gianni Geraci


Lorenzo

unread,
Jan 25, 2000, 3:00:00 AM1/25/00
to

La questione è complessa. Ecco cosa dice a proposito il catechismo della
chiesa cattolica , art. 1261 "Quanto ai bambini morti senza battesimo la
chiesa non può che affidarli alla misericordia di Dio[...] Infatti la grande
misericordia di Dio che vuole salvi tutti gli uomini e la tenerezza di Gesù
verso i bambini [...] ci consentono di sperare che vi sia una via di
salvezza per i bambini morti senza battesimo".

Tra l'altro l'articolo 1260 dice "[...] Ogni uomo che pur ignorando il
vangelo di Cristo e la sua chiesa cerca la verità e compie la volontà di dio
così come la conosce può essere salvato. E' lecito supporre che tali persone
avrebbero desiderato esplicitamente il Battesimo se ne avessero conosciuta
la necesita".

Quindi , secondo la chiesa cattolica, se tuo figlio dovesse morire da
piccolo hai fondate speranze che andrà in paradiso. Se tuo figlio verrà da
te tenuto all'oscuro dell'esistenza del battesimo andrà comunque in
paradiso. Quest'ultima eventualità è però poco probabile: io stesso sono un
ateo cresciuto in una famiglia di atei, ma oramai, secondo la chiesa
cattolica, sono destinato all'inferno: infatti, anche se non attraverso i
miei genitori, so cos'è il battesimo e a che dovrebbe servire. Se si vive in
Italia è impossibile ignorarlo!
Lorenzo.

pietro carena

unread,
Jan 25, 2000, 3:00:00 AM1/25/00
to

On 25 Jan 2000 01:29:25 +0100, "Carlo Di Lieto" <ca...@carlo.cjb.net>
wrote:

>(...)


>
>Il mio quesito e' questo: io sono un ateo convinto. Se avro' un figlio, di
>certo non lo faro' battezzare, perche' sono convinto che dovra' essere lui a

>decidere .
>(...)


>Ora, se il Dio cattolico esistesse veramente, e questo mio eventuale figlio
>decidesse di restare ateo, non battezzato, perche' mai gli dovrebbe essere
>precluso il paradiso?

>E se il bambino dovesse morire

>(...)
>Carlo Di Lieto
>

Di solito non ripropongo mai su un NG un post già inviato ad un altro
NG.
Mi permetto di fare un 'eccezione questa volta, sottoponendo qui su
ICC una mia risposta a Carlo già postata su ICA.
Lo faccio perchè ci tengo aprire anche fra credenti un tema che mi
sembra molto centrale, comune a noi ed agli Atei.

Tolto qualche fronzolo, ecco quanto io avevo già risposto a Carlo:

************************************************************************************************
Se Dio esiste, e se è la Persona che si è descritta nel Vangelo,
sappiamo come presenta se' stesso.
La parabola c.d. del "Figliol Prodigo", in cui un padre ignora il
tradimento di suo figlio e lo aspetta da lontano, e gli va incontro,
ed affronta il senso di ingiustizia del figlio "buono" per
festeggiarne il ritorno, mi sembra chiarissima.
Così come l'unica preghiera insegnata da Gesù con quel "Papà" (Abba)
da pronunciare in piedi (anche per la liturgia, fra l'altro) e non in
ginocchio, segno di una confidenza in cui non c'è spazio per la paura.
(...)
La paternità è un insieme di sentimenti, sensazioni, fatti che conosco
direttamente e non per sentito dire, e che mi fanno sentire "collega"
di Dio Padre (se c'è).

Nessuno di noi rischia di essere punito per un fatto formale o casuale
o dipendente da altri.
Se Dio esiste e se Dio è Padre ha perso la testa per noi come ogni
padre.

Il Battesimo non è un passaporto. La Chiesa non è la polizia di
confine posta da Dio alle porte del suo Regno.
L'esame finale di ammissione non sarà fatto da Pietro, ma da Gesù
stesso.
Ed il programma lo conosciamo già (dal Vangelo di Matteo).
Sappiamo che non chi dice signore, signore entrerà ma chi potrà dire a
Dio di aver dato da mangiare agli affamati.

Saluti.
************************************************************************************

E risaluti a tutti.


Pietro Carena
San Mauro Torinese
(Torino - Italia)

Carlo Di Lieto

unread,
Jan 25, 2000, 3:00:00 AM1/25/00
to

Fabrizio <bib...@libero.it> wrote in message
86k5m2$a52$1...@suite03.caspur.it...


>
> Ogni genitore fa un sacco di scelte per i figli, a cominciare dal nome (di
> solito non aspettiamo l'età adulta per decidere come si chiameranno...),
per
> continuare con l'impostazione educativa e così via, se ci pensi, con una
> infinità di elementi determinanti per la loro vita futura.

Su questo non c'e' dubbio.

>Per un credente i
> sacramenti non sono un'imposizione, ma il regalo più bello che puoi fare
ad
> un figlio, il quale è poi libero di accettarlo o meno. Se lo rifiuterà ( o
> se ci sbagliamo ed è tutta una finzione) non saranno poche goccie d'acqua
> sul capo a fargli male...

Pero' cosa si fa quando si decide di non accettare questo "regalo"? Quelle
poche goccie segnano sempre e comunque l'appartenenza ad un gruppo, e, che
io sappia (ma non ne sono sicuro al 100% e se sbaglio correggimi) un
battezzato non puo' decidere di
annullare l'atto del proprio battesimo, anche se al momento non era in grado
di discernere.
Per questo ritengo che l'unico sacramento che debba segnare l'appartenenza
alla Chiesa cattolica sia la cresima, che non a caso gli anglosassoni
chiamano "Confirmation", conferma. Ma questa conferma deve essere fatta per
lo meno alla maggiore eta', non ha senso farla a 13 anni perche' si e'
troppo piccoli (eppure di cresimati a 13 anni ne conosco).


>
> > Ora, se il Dio cattolico esistesse veramente, e questo mio eventuale
> figlio
> > decidesse di restare ateo, non battezzato, perche' mai gli dovrebbe
essere
> > precluso il paradiso?
>

> Tu non ti preoccupare, che Dio fa le cose per bene e non tira "sole" (a
> Roma=fregature) a nessuno. A tutti è data la stessa possibilità di essere
> eternamente felici (in gergo "tecnico"= salvati).

Pero' alla mia domanda tu non hai risposto. Non mi hai detto se questo
bambino ci va in paradiso oppure no.

>
> > E se il bambino dovesse morire dopo pochi mesi, e non avesse mai avuto
il
> > tempo per operare una scelta sulla religione? Dopo tutto, in questo
caso,
> la

> > "colpa" sarebbe solo mia. Perche' mai Dio dovrebbe punire il bambino,


> > precludendogli il paradiso, per uno "sbaglio" che sarebbe unicamente
mio?

> > Non sarebbe affatto giusto.

Ripeto, non mi hai risposto.


>
> Io, se fossi in te, mi interrogherei più profondamente sul timore che
> esterni: o è (scusa la franchezza) un pò superficiale ed opportunista o è
la
> spia che forse il tuo ateismo non è proprio ferreo.
> Parafrasando John Lennon: give God a chance !

Mi hai frainteso. Io sono un ateo convinto e tale resto. Mi interessa questa
questione non perche' io davvero mi preoccupi di cosa possa succedere ad un
mio eventuale (e sottolineo eventuale) figlio, ma semplicemente perche'
voglio sapere cosa dice la religione cattolica in merito. Non condividere
determinate opinioni non significa affatto rinunciare a capire perche' altri
ci credono. Ritengo un simile atteggiamento fondamentale per un dialogo
aperto tra chi la pensa diversamente.
Sei d'accordo?


>
>
> ciao

Ciao,

Carlo Di Lieto

Carlo Di Lieto

unread,
Jan 25, 2000, 3:00:00 AM1/25/00
to

David <bot...@tiscalinet.it> wrote in message
86juk6$3sj$1...@nnrp1.deja.com...
>
> In article "Carlo Di Lieto" <ca...@carlo.cjb.net> wrote:
> > Ora, se ... questo mio eventuale figlio


> > decidesse di restare ateo, non battezzato,
> > perche' mai gli dovrebbe essere precluso il paradiso?
>

> Ci sono due distinti problemi.
>
> a) Ateo non e' chi non sa come credere, ma chi rifiuta Dio.
> Se si rifiuta Dio non si puo' entrare nel suo paradiso.

Allora, se un pluri-omicida si pente dei propri peccati va in paradiso.
Magari dopo un certo periodo di tempo in purgatorio, ma prima o poi in
paradiso ci finisce. Giusto?
Io, invece, sono ateo, ma ritengo di essermi sempre comportato in maniera
corretta. Pero' io, a differenza del pluri-omicida, al paradiso non ho
diritto. O no? Dunque dove vado a finire dopo la morte?

>
> b) Il battesimo cancella il peccato originale.
> Non si puo' entrare in paradiso avendo peccato, anche solo col peccato
> originale.

Ti sembra una cosa giusta? Se un bambino muore poche ore dopo la nascita e
non c'e' stato il tempo per battezzarlo, di chi e' la colpa? Forse solo di
quel Dio che l'ha chiamato a se' troppo presto. E se invece i genitori
decidono di non battezzarlo, ti sembra giusto penalizzare il bambino per una
scelta che non ha fatto lui?
Non rispondermi dicendomi cosa la Chiesa dice in materia. Io voglio *la tua
opinione personale* e voglio sapere da te se trovi tutto cio' giusto oppure
no.

>
> iGpM
> David

Carlo Di Lieto

Fabrizio

unread,
Jan 26, 2000, 3:00:00 AM1/26/00
to

"Carlo Di Lieto" <ca...@carlo.cjb.net> ha scritto nel messaggio
news:86l2cb$170$3...@pegasus.tiscalinet.it...

>
> Pero' cosa si fa quando si decide di non accettare questo "regalo"? Quelle
> poche goccie segnano sempre e comunque l'appartenenza ad un gruppo, e, che
> io sappia (ma non ne sono sicuro al 100% e se sbaglio correggimi) un
> battezzato non puo' decidere di
> annullare l'atto del proprio battesimo, anche se al momento non era in
grado
> di discernere.

Mi sfugge la logica, scusa. Se per una persona quell'atto non ha alcun
valore, perchè dovrebbe preoccuparsi di annullarlo...

> Per questo ritengo che l'unico sacramento che debba segnare l'appartenenza
> alla Chiesa cattolica sia la cresima, che non a caso gli anglosassoni
> chiamano "Confirmation", conferma. Ma questa conferma deve essere fatta
per
> lo meno alla maggiore eta', non ha senso farla a 13 anni perche' si e'
> troppo piccoli (eppure di cresimati a 13 anni ne conosco).
>

Si chiama Confermazione anche in italiano, ma indica la "conferma" dei doni
dello Spirito Santo ricevuti all'atto del Battesimo. Durante questo rito
infatti il battezzando viene unto con lo stesso olio (il Crisma) che si usa
per la Cresima.

>
> Pero' alla mia domanda tu non hai risposto. Non mi hai detto se questo
> bambino ci va in paradiso oppure no.

Scusa, pensavo fosse implicito. Dal punto di vista dottrinale ti rimando ai
post di Andrea e Gianni.
La mia personale idea, che ti ribadisco più in chiaro, è che un Dio che mi
ama fino al punto di accettare la condizione umana ed morire per riscattarmi
non si mette certo a cavillare su questioni giuridiche.
I sacramenti impegnano l'uomo, non Dio, nella sua infinita libertà.
Ma di che cosa è nella mente di Dio noi sappiamo solo quello che ci ha
rivelato, prima attraverso i profeti e la storia del popolo di Israele, poi
attraverso la Sua Parola.
Pensare di poter trovare da soli la strada della salvezza, prescindendo
deliberatamente dalla Rivelazione è un gioco che si può giocare, ma ti porta
facilmente verso orizzonti di presunzione prometeica.

> Mi hai frainteso. Io sono un ateo convinto e tale resto. Mi interessa
questa
> questione non perche' io davvero mi preoccupi di cosa possa succedere ad
un
> mio eventuale (e sottolineo eventuale) figlio, ma semplicemente perche'
> voglio sapere cosa dice la religione cattolica in merito. Non condividere
> determinate opinioni non significa affatto rinunciare a capire perche'
altri
> ci credono. Ritengo un simile atteggiamento fondamentale per un dialogo
> aperto tra chi la pensa diversamente.
> Sei d'accordo?

Certo, lieto di continuare a chiaccherare :-)

Don Sergio Simonetti

unread,
Jan 26, 2000, 3:00:00 AM1/26/00
to

Un classico errore da classicissima non conoscenza:

"Carlo Di Lieto" <ca...@carlo.cjb.net> ha scritto nel messaggio
news:86ig4s$tuc$1...@lacerta.tiscalinet.it...

> Ora, se il Dio cattolico esistesse veramente, e questo mio eventuale


figlio
> decidesse di restare ateo, non battezzato, perche' mai gli dovrebbe essere
> precluso il paradiso?

Vorrei sapere dove stà scritto che i non battezzati vanno all'inferno! E
dottrina ormai assodata che il giudizio sarà su quanto la coscienza ci
rimprovererà. Certo che abbiamo anche il dovere di formarci una retta ed
informata coscienza. Ho come l'impressione che tu abbia un'idea di Dio molto
distorta. Mi viene quasi da dire che se pensi *dio* nel modo in cui credo tu
lo pensi, fai bene a dire che non esiste. Peccato che il vero Dio sia
mooooolto diverso.
saluti
don Sergio


David

unread,
Jan 26, 2000, 3:00:00 AM1/26/00
to

In article Gianni Geraci <GIANNI...@IOL.IT> wrote:
> Si può allora concludere che ci non ha ricevuto il battesimo
> può comunque entrare in paradiso nella misura in cui la sua vita
> sia ispirata a bonta e verità.

Ti ringrazio per la bella e utile precisazione, tuttavia la tua
conclusione e' un po' troppo umanitaria (massonica) per via delle
genericita' di quella "bonta' e verita'".
Se manca il battesimo "di fatto", e' indispensabile il battesimo "di
desiderio": desiderare di essere battezzato, cioe' di far parte
dell'unica Chiesa (anche se non la si e' conosciuta).

David

unread,
Jan 26, 2000, 3:00:00 AM1/26/00
to

In article "Carlo Di Lieto" <ca...@carlo.cjb.net> wrote:

>> a) Ateo non e' chi non sa come credere, ma chi rifiuta Dio.
>> Se si rifiuta Dio non si puo' entrare nel suo paradiso.
>
> Allora, se un pluri-omicida si pente dei propri peccati va in
paradiso.
> Magari dopo un certo periodo di tempo in purgatorio, ma prima o poi in
> paradiso ci finisce. Giusto?

SI.

> Io, invece, sono ateo, ma ritengo di essermi sempre comportato
> in maniera

Sulla base di quali criteri comportamentali?

> corretta. Pero' io, a differenza del pluri-omicida, al paradiso non ho
> diritto. O no? Dunque dove vado a finire dopo la morte?

Dipende dalla "qualita'" del tuo ateismo.
Se - come credo - il tuo non e' odio verso Dio, devi continuare a
cercare e affidarti alla sua infinita misericordia.
Per l'ateo militante e consapevole, invece, solo il completo pentimento
finale puo' salavare dall'inferno.


> Non rispondermi dicendomi cosa la Chiesa dice in materia.
> Io voglio *la tua opinione personale*

Caschi male, con uno che si sforza di non avere opinioni personali.

> voglio sapere da te se trovi tutto cio' giusto oppure no.

Trovo TUTTO cio' MOLTO giusto.

Cesare Simonetti

unread,
Jan 26, 2000, 3:00:00 AM1/26/00
to

On 25 Jan 2000 21:48:39 +0100, "Lorenzo" <matico...@hotmail.com>
wrote:

> so cos'è il battesimo e a che dovrebbe servire. Se si vive in
>Italia è impossibile ignorarlo!


Pare che tu te ne dolga : perche' ?


Cesare Simonetti

Gianni Geraci

unread,
Jan 26, 2000, 3:00:00 AM1/26/00
to

David ha scritto:

> Ti ringrazio per la bella e utile precisazione, tuttavia la tua
> conclusione e' un po' troppo umanitaria (massonica) per via delle
> genericita' di quella "bonta' e verita'".
>

Mamma mia! Ma tu vedi massoneria da tutte le parti.
Ho usato i temini bontà e verità con attenzione e, non a caso
corrispondono, al testo della Lumen Gentium che parla di 'tutto ciò che
di buono e di vero'.

> Se manca il battesimo "di fatto", e' indispensabile il battesimo "di
> desiderio": desiderare di essere battezzato, cioe' di far parte
> dell'unica Chiesa (anche se non la si e' conosciuta).

La tua precisazione è esatta (e non a caso compariva in moti manuali di
teologia) , ma non tiene conto che il termine desiderio è molto ambiguo
e, inteso come noi lo intendiamo, presuppone un atto di volontà
esplicita e una previa conoscenza.
Tu superi giustamente il problema con l'osservazione (anche se non la si
è conosciuta), ma il problema del linguaggio resta.
Direi che, per usare un linguaggio più alla portata del nostro
interlocutore, che la salvezza è un dono che Dio fa agli uomini i quali
debbono però accettarla operando in conformità al disegno che Dio ha su
di loro, un disegno che si è svelato compiutamente in Cristo Gesù.
Quanti non hanno avuto la possibilità di conoscere questo compimento
della rivelazione sono stati comunque provvisti dalla grazia divina dei
doni necessari per giungere alla salvezza che Dio ha riservato loro.

Un saluto.

Gianni


pietro carena

unread,
Jan 26, 2000, 3:00:00 AM1/26/00
to

On 26 Jan 2000 12:26:10 +0100, David <bot...@tiscalinet.it> wrote:

>(...)


>Per l'ateo militante e consapevole, invece, solo il completo pentimento
>finale puo' salavare dall'inferno.
>

Scusa David, come sai mi capita spesso di imparare da te.
Ma sono molto, molto contento che il giudizio finale sia di Gesů
Cristo e non di David Botti.
Con Lui ho forse qualche speranza di perdono.
Con te, temo di no.


>
>> Non rispondermi dicendomi cosa la Chiesa dice in materia.
>> Io voglio *la tua opinione personale*
>Caschi male, con uno che si sforza di non avere opinioni personali.
>

Anche qui, David, da dove trai l'impressione che Cristo ai suoi
discepoli chieda di non pensare? Di buttare nella spazzatura il
migliore dono che Dio ha riservato agli uomini?
Per cui ha rischiato ed incassato il danno di un rifiuto consapevole?
Per cui noi possiamo apprezzare il dono del Suo perdono?

Tanto valeva che Dio riservasse il Suo Amore ai lombrichi.
Sarebbe bastato un amore molto piů piccolo di Lui.

Carlo Di Lieto

unread,
Jan 27, 2000, 3:00:00 AM1/27/00
to

Don Sergio Simonetti <ser...@split.it> wrote in message
388dc...@news.split.it...


>
> Un classico errore da classicissima non conoscenza:

Pero' Lei non ha citato l'inizio del mio messaggio, in cui dicevo
chiaramente: "Vi chiedo anticipatamente scusa per la mia non approfondita
conoscenza della religione cattolica"


> "Carlo Di Lieto" <ca...@carlo.cjb.net> ha scritto nel messaggio
> news:86ig4s$tuc$1...@lacerta.tiscalinet.it...
>
> > Ora, se il Dio cattolico esistesse veramente, e questo mio eventuale
> figlio
> > decidesse di restare ateo, non battezzato, perche' mai gli dovrebbe
essere
> > precluso il paradiso?
>
> Vorrei sapere dove stà scritto che i non battezzati vanno all'inferno!

Io non ho affatto parlato di inferno. Le mie parole sono state travisate: mi
riferivo al limbo.

>E
> dottrina ormai assodata che il giudizio sarà su quanto la coscienza ci
> rimprovererà. Certo che abbiamo anche il dovere di formarci una retta ed
> informata coscienza. Ho come l'impressione che tu abbia un'idea di Dio
molto
> distorta. Mi viene quasi da dire che se pensi *dio* nel modo in cui credo
tu
> lo pensi, fai bene a dire che non esiste. Peccato che il vero Dio sia
> mooooolto diverso.

Mi sembra un po' azzardato capire la mia concezione di Dio semplicemente
leggendo un paio di righe che ho scritto. Comunque, io non ho alcuna
concezione di Dio perche' non ci credo e basta. Ma mi farebbe piacere
approfondire l'argomento, anche in forma privata via email, soprattutto con
qualcuno competente in materia (devo dedurre dal "Don" che precede il suo
nome che Lei e' un religioso).

> saluti
> don Sergio

Saluti,

Carlo Di Lieto

Carlo Di Lieto

unread,
Jan 27, 2000, 3:00:00 AM1/27/00
to

David <bot...@tiscalinet.it> wrote in message

86mlhc$2vq$1...@nnrp1.deja.com...


>
> In article "Carlo Di Lieto" <ca...@carlo.cjb.net> wrote:
>
> >> a) Ateo non e' chi non sa come credere, ma chi rifiuta Dio.
> >> Se si rifiuta Dio non si puo' entrare nel suo paradiso.
> >
> > Allora, se un pluri-omicida si pente dei propri peccati va in
> paradiso.
> > Magari dopo un certo periodo di tempo in purgatorio, ma prima o poi in
> > paradiso ci finisce. Giusto?
> SI.
>
> > Io, invece, sono ateo, ma ritengo di essermi sempre comportato
> > in maniera
> Sulla base di quali criteri comportamentali?

I miei.
E' presunzione la mia? O piu' semplicemente onesta' e sincerita' ?
Comunque mi farebbe piacere discutere di cosa approvo e di cosa non approvo
nella morale cattolica, e perche', ma ritengo piu' opportuno farlo dando
origine ad un thread separato (per non andare fuori tema) oppure
direttamente via email. Sono a tua disposizione; dammi solo qualche giorno
di tempo, perche' fino a sabato sono oberato di impegni e ho pochissimo
tempo libero a disposizione.


>
> > corretta. Pero' io, a differenza del pluri-omicida, al paradiso non ho
> > diritto. O no? Dunque dove vado a finire dopo la morte?
> Dipende dalla "qualita'" del tuo ateismo.
> Se - come credo - il tuo non e' odio verso Dio, devi continuare a
> cercare e affidarti alla sua infinita misericordia.

> Per l'ateo militante e consapevole, invece, solo il completo pentimento
> finale puo' salavare dall'inferno.

Non mi e' chiaro cosa intendi per "ateo militante e consapevole". Io sono
assolutamente convinto e consapevole del mio ateismo. Un ateo che odi Dio mi
pare un controsenso, perche' non si puo' odiare cio' in cui non si crede
negandone l'esistenza. Il tuo ragionamento credo valga per quanti si
definiscono "satanisti" o cose del genere.

>
>
> > Non rispondermi dicendomi cosa la Chiesa dice in materia.
> > Io voglio *la tua opinione personale*
> Caschi male, con uno che si sforza di non avere opinioni personali.

Dunque tu accetti pedissequamente quanto ti viene detto? Io no, nella
maniera piu' assoluta.


>
> > voglio sapere da te se trovi tutto cio' giusto oppure no.
> Trovo TUTTO cio' MOLTO giusto.

Forse saro' presuntuoso (ma perlomeno sincero), ma io ritengo me stesso, nel
mio ateismo, migliore di un pluri-omicida che all'improvviso "si pente". A
te ispirerebbe fiducia una persona del genere?

Oppure ancora: se - ovviamente parlo di casi estremi e assolutamente non
auspicabili - qualcuno dovesse uccidere tutta la tua famiglia e poi
pentirsi, tu riusciresti a perdonarlo? Non coveresti odio? rancore?
vendetta?

>
> iGpM
> David

Scusa, che vuol dire iGpM?

Saluti,

Carlo


Stefano Cerreti

unread,
Jan 27, 2000, 3:00:00 AM1/27/00
to

Caro Carlo...
Ora non ho qui il catechismo della Chiesa Cattolica e non posso essere
precisissimo
sulla dottrina, ma a caldo mi viene questa riflessione.
Al di sopra di tutto c'è la misericordia di Dio.
Egli diversamente da noi scruta il cuore degli uomini.
Se guarda il cuore di un bambino cosa vi troverà?
Se Dio esiste quando si muore ci si trovera faccia a faccia con Lui.
Allora probabilmente solo due sono le possibilità.
O accetto Dio come Padre, il suo perdono, la sua misericordia oppure no.
Prego i più esperti in dottrina di correggermi su questo punto se
sbaglio.
Anche la catechesi del Papa se non vado errato definisce come inferno
una condizione
di separazione da Dio nel quale l'uomo stesso ci si mette da sè per
rifiuto di Dio.
Del resto come potrebbe essere forzata una persona che rifiuta Dio a
vivere in eterno con Lui?
Per favore correggetemi se sbaglio ad affermare queste cose.
Ne parlo come mia sensazione personale senza avere adeguatamente
studiato l'argomento.

S. Cerreti


Stefano Cerreti

unread,
Jan 27, 2000, 3:00:00 AM1/27/00
to

> Forse saro' presuntuoso (ma perlomeno sincero), ma io ritengo me stesso, nel
> mio ateismo, migliore di un pluri-omicida che all'improvviso "si pente". A
> te ispirerebbe fiducia una persona del genere?
>
> Oppure ancora: se - ovviamente parlo di casi estremi e assolutamente non
> auspicabili - qualcuno dovesse uccidere tutta la tua famiglia e poi
> pentirsi, tu riusciresti a perdonarlo? Non coveresti odio? rancore?
> vendetta?

Ci sono state civiltà nel passato nelle quali era normale uccidere i
neonati deformi
o i figli non maschi.
Quindi il nostro concetto di migliore e peggiore è molto relativo alla
nostra
cultura.
Dio può con misericordia perdonare chi si pente sinceramente per
conversione?
La conversione fa un uomo nuovo diverso da quello di prima?
Se il mio peccato è secondo me più piccolo ma pur di fronte a Dio io mi
manifesto
attaccato a quel peccato proprio per mantenermi in contrasto con Dio
sono migliore
o peggiore?
Noi spesso giudichiamo senza conoscere il cuore dell'uomo, senza
conoscere i veri motivi
per cui quell'uomo in determinate circostanze abbia compiuto determinati
crimini o azioni malvagie.
Noi sappiamo solo che li ha commessi e che a certi atti assegniamo una
gravità maggiore che ad altri.
Solo Dio che conosce il cuore di ogni uomo può emettere un giudizio.
Per quanto riguarda poi i sentimenti di odio rancore e vendetta essi non
dovrebbero esistere
nel Regno dei Cieli perchè altrimenti sarebbe uguale al mondo in cui
viviamo ora.

Ti lascio con un brano del Vangelo di Luca (tratto dalla Bibbia in
lingua corrente LDC ABU)

Un giorno un fariseo invitò Gesù a pranzo da lui. Gesù entrò in casa sua
e si mise a tavola.
In quel villaggio vi era una prostituta. Quando ella seppe che Gesù si
trovava a casa di quel fariseo, venne
con un vasetto di olio profumato, si fermò dietro a Gesù, si rannicchiò
(*) ai suoi piedi piangendo e cominciò a bagnarli con le sue lacrime;
poi li asciugava con i suoi capelli e li baciava e li cospargeva di
profumo.
Il fariseo che aveva invitato Gesù, vedendoquella scena pensò tra sè:
"Se costui fosse proprio un profeta
saprebbe che donna è questa che lo tocca: è una prostituta!".
Gesù allora si voltò verso di lui e gli disse:
-Simone, ho una cosa da dirti!
Ed egli rispose:
-Dì pure Maestro!
Gesù riprese:
-Un tale aveva due debitori: uno doveva restituirli cinquecento denari,
l'altro solo cinquanta, ma nessuno dei due aveva la possibilità di
restituire i soldi. Allora quell'uomo condonò il debito a tutti e due.
Dei due chi gli sarà più riconoscente?
Simone riprese subito:
-Penso, quello che ha ricevuto un favore più grande.
E Gesù gli disse:
-Hai ragione!
Poi rivolgendosi verso quella donna, Gesù disse a Simone:
"vedi questa donna? Sono venuto in casa tua e tu non mi hai dato
dell'acqua per lavarmi
i piedi, lei invece con le sue lacrime mi ha bagnatoi piedi e con i suoi
capelli me li ha asciugati.
"Tu non mi hai salutato con il bacio; lei invece da quando sono qui non
ha ancora smesso di baciarmi
i piedi. Tu non mi hai versao il profumosul capo; lei invece mi ha
cosparso di profumo i piedi.
Per questo ti dico: i suoi peccati sono molti ma le sono perdonati
perchè ha mostrato un amore
riconoscente. Invece quelli ai quali si perdona poco sono meno
riconoscenti".
Poi Gesù disse alla donna: "Io ti perdono i tuoi peccati".

S. Cerreti

(*) mi colpisce quest'immagine della persona che cosciente del suo
peccato, pur pentita
quasi si nasconde alla vista di Dio.


Don Sergio Simonetti

unread,
Jan 27, 2000, 3:00:00 AM1/27/00
to

"Carlo Di Lieto" <ca...@carlo.cjb.net> ha scritto nel messaggio
news:86nq4v$uh8$1...@lacerta.tiscalinet.it...
>>Don Un classico errore da classicissima non conoscenza:

>
> Pero' Lei non ha citato l'inizio del mio messaggio, in cui dicevo
> chiaramente: "Vi chiedo anticipatamente scusa per la mia non approfondita
> conoscenza della religione cattolica"

Vero, ti faccio notare che ho usato un espessione neutra "non conoscenza",
appositamente, ritenendola non offensiva, se ho urtato la tua sensibilità
chiedo scusa, non era affatto mia intenzione.


> > Vorrei sapere dove stà scritto che i non battezzati vanno all'inferno!
> Io non ho affatto parlato di inferno. Le mie parole sono state travisate:
mi
> riferivo al limbo.

A dir la verità credevo proprio che ti riferissi all'inferno, non avevo
considerato, visto l'incipit, l'alternativa del limbo. Secondo alcuni
teologi non esiste, secondo altri è dogma di fede, secondo altri ancora è
opinabile. Personalmente ritengo che la potenza salvifica della risurrezione
di Cristo sia tale che l'intera natura umana sia stata cambiata da
quell'evento. Mi spiego, a mio modesto parere, e per di più provvisorio, di
limbo si può parlare fino alla Ressurrezione, nell'A.T. Poi solo di inferno
e Paradiso.

> Mi sembra un po' azzardato capire la mia concezione di Dio semplicemente
> leggendo un paio di righe che ho scritto. Comunque, io non ho alcuna
> concezione di Dio perche' non ci credo e basta. Ma mi farebbe piacere
> approfondire l'argomento, anche in forma privata via email, soprattutto
con
> qualcuno competente in materia (devo dedurre dal "Don" che precede il suo
> nome che Lei e' un religioso).

Il fatto è che il 99,9% delle persone che conosco quando mi dicono "sono
ateo, non credo nell'esistenza di Dio" mi danno poi una definizione che mi
trova in parte d'accordo! Cioè non credono in un *dio* in cui nessun
cristiano sensato crederebbe. Sono lieto che per te sembrerebbe essere
diverso, ma rimane comunque il problema: a quella parola "Dio" quale idea
associ? Visto che le parole sono il veicolo delle nostre idee, mi piacerebbe
sapere come la pensi.
saluti
don Sergio

David

unread,
Jan 28, 2000, 3:00:00 AM1/28/00
to

In article car...@libero.it (pietro carena) wrote:

> Scusa David, come sai mi capita spesso di imparare da te.

Troppo buono.

> Ma sono molto, molto contento che il giudizio finale sia di Gesù


> Cristo e non di David Botti.
> Con Lui ho forse qualche speranza di perdono.
> Con te, temo di no.

Troppo poco buono.
Mi spiace che tu dica questo.

> Anche qui, David, da dove trai l'impressione che Cristo ai suoi
> discepoli chieda di non pensare?

Mai detto questo.
Ho parlato di mia scelta.

> Di buttare nella spazzatura il
> migliore dono che Dio ha riservato agli uomini?

Mai detto questo.
C'e' chi per vocazione appronfdisce la teologia, chi si diverte a
mettere in discussione la stessa...
Il mio "dono" lo uso solo per diffonderla (cosi' come e') e tentare di
metterla in pratica.

> Tanto valeva che Dio riservasse il Suo Amore ai lombrichi.

Costoro non possono scegliere di non pensare...

> Sarebbe bastato un amore molto più piccolo di Lui.
Spero che il suo amore infinito non escluda coloro che recitano questa
preghiera:
"Prendi, o Signore, e accetta tutta
la mia libertà,
la mia memoria,
il mio intelletto,
la mia volontà,
tutto quello che ho e possiedo.
Tu me lo hai dato; a te, Signore, lo ridono.
Tutto è tuo: di tutto disponi secondo la tua piena volontà.
Dammi il tuo amore e la tua grazia, e questo solo mi basta".
(Sant'Ignazio di Loyola, Esercizi Spirituali, 234)

David

unread,
Jan 28, 2000, 3:00:00 AM1/28/00
to

In article "Carlo Di Lieto" <ca...@carlo.cjb.net> wrote:
>> Sulla base di quali criteri comportamentali?
> I miei.
^___^

> Sono a tua disposizione; ...


> fino a sabato sono oberato di impegni

Io ho ancora piu' impegni, e per "discutere" non ho alcun tempo.
Comunque, ti auguro un buon cammino!

David

unread,
Jan 28, 2000, 3:00:00 AM1/28/00
to

In article Gianni Geraci <GIANNI...@IOL.IT> wrote:

>> Ti ringrazio per la bella e utile precisazione, tuttavia la tua
>> conclusione e' un po' troppo umanitaria (massonica) per via delle
>> genericita' di quella "bonta' e verita'".
>>

> Ho usato i temini bontà e verità con attenzione e, non a caso


> corrispondono, al testo della Lumen Gentium che parla di 'tutto ciò
> che di buono e di vero'.

Allora dovevi dire "nel senso in cui li usa..."

Nel resto della lettera, dimostri di conoscere la buona dottrina,
ma poi ne stravolgi le conseguenze o ne annacqui le implicazioni, come
fai su ogni argomento:

> Direi che, per usare un linguaggio più alla portata del nostro
> interlocutore, che la salvezza è un dono che Dio fa agli uomini i
> quali debbono però accettarla operando in conformità al disegno che
> Dio ha su di loro, un disegno che si è svelato compiutamente in
> Cristo Gesù.

Troppo generico quel "disegno"!
E la legge morale naturale, rientra nel disegno?
E se uno non conosce Cristo, non "svela compiutamente" il disegno?
E se non lo "svela compiutamente" non puo' essere salvato?

Caro Geraci, se davvero conosci la teologia del battesimo di desiderio,
evita di cercare il pelo nell'uovo e, soprattutto, evita di esprimere
con parole tue quel che e' gia' stato meglio detto.

David

unread,
Jan 28, 2000, 3:00:00 AM1/28/00
to

In article <salo...@mediacomm.it> wrote:

> Oggigiorno tutti i teologi piu' seri e preparati hanno abbandonato
> l'idea del "Limbo"

Andrea, come ti ho gia' detto altre volte, questo mi pare che non si
possa proprio dire.
E in teologia, le categorie di "oggigiorno" valgono quanto quelle
di "ierigiorno".
^___^

salo...@mediacomm.it

unread,
Jan 28, 2000, 3:00:00 AM1/28/00
to

David ha scritto in sostanza ...

> ... in teologia, le categorie di "oggigiorno" valgono quanto


> quelle di "ierigiorno". ^___^

Se voleva essere una battuta, diciamo che era "divertentina". Ma si sa
che il senso dell'umorismo e' piu' francescano che domenicano... ;-)

Comunque torniamo seri e andiamoci a rileggere qualcosina.

"(...) I bambini non battezzati in paradiso non possono andare, perché
'nessuno si salva se non è battezzato'. Questo è Vangelo. E non è
un'ingiustizia, perché i bambini senza battesimo sono macchiati della colpa
originale avuta in eredità da Adamo (...). S. Agostino non ammette
distinzioni di sorta ma dice secco: 'Chi non è con Cristo è col demonio'. E
voleva dire che non ci sono vie di mezzo e che anche i bambini, che non sono
con Cristo perché non battezzati, vanno all'Inferno. Naturalmente la
ragione, in genere, non accetta una soluzione così drastica. Cosicché la
condanna dei bambini addirittura all'inferno non ci sembra possibile (...).
Di qui la necessità di un luogo speciale adatto per loro. Di solito si
chiama Limbo. [Si] può chiamarlo come [si] vuole, purché non lo [si]
confonda col Paradiso (...). C'è (...) qualche teologo che ritiene
sufficiente il desiderio e le preghiere della madre perché il bambino riceva
il 'battesimo di desiderio'. Ma è una ipotesi piuttosto azzardata e non è
accettata in genere dai teologi (...)".

Questo lo scriveva il Padre Atanasio su "Famiglia Cristiana" {*} rispondendo
alla lettera di una lettrice il 15 Febbrajo del 1953. Passiamo ora a tempi
un po' piu' recenti...

- UNA MAMMA: "(...) Ho dato alla luce due gemellini: il primo, biondo con
gli occhi azzurri, è vissuto; il secondo, bruno, è morto (...). Non è stato
battezzato, e questo è il mio tormento. Vado spesso a vederlo al cimitero,
i fiori freschi non li faccio mancare mai (...). Ma, se non è stato
battezzato, dove devo pensarlo?"
- D.Z.: "Lo pensi in Paradiso, soltanto in Paradiso, perché è esattamente
lì che si trova".

Era sempre "Famiglia Cristiana" {*}, e questa stringatissima ed eloquente
risposta veniva data dal mai dimenticato don Giuseppe Zilli quasi un quarto
di secolo dopo, vale a dire il 30 Ottobre del 1977.

Ebbene, David: chi ha ragione? Avrai d'altra parte gia' intuito, amico
mio, che personalmente preferisco "ierigiorno" (che sarebbe don Zilli)
all`"altrojerigiorno" (padre Atanasio)...

Andrea
salo...@mediacomm.it
ICQ 57139752

{*} Fonte bibliografica: C. Tognetti (cur.), "Reverendo Padre" volume II,
ed. Libreria della Famiglia - Pia Societa' San Paolo, 1978


Gianni Geraci

unread,
Jan 28, 2000, 3:00:00 AM1/28/00
to

David ha scritto:

> Nel resto della lettera, dimostri di conoscere la buona dottrina,
> ma poi ne stravolgi le conseguenze o ne annacqui le implicazioni, come
> fai su ogni argomento:
>

Se hai qualche nozione di teologia saprai che le parole, in teologia, hanno
tutte un significato preciso. E stravolgere il senso delle parole non è mai
corretto: ecco perché non accetto che tu mi dica che io 'stravolgo' la
'buona dottrina'.
Semplicemente la cerco di riformulare con parole che siano familiari a
quanti, a ragione, trovano certe espressione un po' desuete.

>
> Troppo generico quel "disegno"!

Meglio 'vocazione'? Ma non è una parola molto conosciuta al di fuori dagli
ambienti ecclesiali.

> E la legge morale naturale, rientra nel disegno?

Si, anche se ormai in teologia l'espressione 'legge morale naturale' non la
usa più nessuno (non a caso la Lumen Gentium parla di 'ciò che di buono e
di vero'.

>


> E se uno non conosce Cristo, non "svela compiutamente" il disegno?

Certo! tanto è vero che non riesce a dare una 'dimensione teologale' a
quanto fa. Ma non è cogliendo la dimensione teologale della nostra adesione
al progetto di Dio che ci salviamo, ma aderendo tout court.

>
> E se non lo "svela compiutamente" non puo' essere salvato?

L'ho appena scritto: è aderendo al disegno di Dio (ovvero comportandosi
secondo bontà e verità, per dirla con la Lumen Gentium) che ci si salva. I
cristiani sanno di questa adesione, quanti non sono cristiani non ne hanno
invece coscienza.

> Caro Geraci, se davvero conosci la teologia del battesimo di desiderio,
> evita di cercare il pelo nell'uovo e, soprattutto, evita di esprimere
> con parole tue quel che e' gia' stato meglio detto.
>

La teologia del 'battesimo di desiderio' la conosco (purtroppo ho studiato
certe cose tanto tempo fa, quando ancora venivano proposte con queste
parole che adesso non capisce più quasi nessuno). Ed è per questo motivo
che ho cercato di renderla con parole più vicine all'esperienza del nostro
interlocutore (che, ricordalo, non è credente): se tu non la conosci a
sufficienza per poterla liberamente riproporre in termini diversi da quelli
con cui l'hai appresa non c'è niente di male. Ma non puoi negare un dato di
fatto: che questi termini suonano un po' 'esotici' alle orecchie delle
persone del 2000.

Gianni Geraci


pietro carena

unread,
Jan 28, 2000, 3:00:00 AM1/28/00
to

On 28 Jan 2000 13:09:58 +0100, David <bot...@tiscalinet.it> wrote:

>(...)
>> (Io wrote)


>> Tanto valeva che Dio riservasse il Suo Amore ai lombrichi.

>(e David answered)

>Costoro non possono scegliere di non pensare...
>
>> Sarebbe bastato un amore molto più piccolo di Lui.
>Spero che il suo amore infinito non escluda coloro che recitano questa
>preghiera:
>"Prendi, o Signore, e accetta tutta
>la mia libertà,
>la mia memoria,
>il mio intelletto,

>(..).


>Dammi il tuo amore e la tua grazia, e questo solo mi basta".
>(Sant'Ignazio di Loyola, Esercizi Spirituali, 234)
>
>iGpM
>David
>
>

Si, credo di aver capito il tuo pensiero ed il senso di quello che
avevi scritto.
Null'altro da replicare.

Carlo Di Lieto

unread,
Jan 30, 2000, 3:00:00 AM1/30/00
to

Don Sergio Simonetti <ser...@split.it> wrote in message

3890b...@news.split.it...


>
> A dir la verità credevo proprio che ti riferissi all'inferno, non avevo
> considerato, visto l'incipit, l'alternativa del limbo. Secondo alcuni
> teologi non esiste, secondo altri è dogma di fede, secondo altri ancora è
> opinabile.


Questa e' una cosa che non sono mai riuscito a capire. Inferno, Purgatorio,
Paradiso ed eventuale limbo esitono per volonta' di Do, giusto? Dunque cosa
c'e' di opinabile? O il limbo c'e' o non c'e'. Punto.
Da cosa traggono le proprie opinioni in merito i teologi? Suppongo
dall'interpretazione dei testi sacri. Mi saprebbe indicare cosa dice la
Bibbia a proposito?


>Personalmente ritengo che la potenza salvifica della risurrezione
> di Cristo sia tale che l'intera natura umana sia stata cambiata da
> quell'evento. Mi spiego, a mio modesto parere, e per di più provvisorio,
di
> limbo si può parlare fino alla Ressurrezione, nell'A.T. Poi solo di
inferno
> e Paradiso.

Su che cosa si fonda questo parere?
A scanso di equivoci, tengo a precisare che la mia non ha affatto i toni
della provocazione, ma di una semplice domanda, visto che sono un po'
digiuno in materia.


> Il fatto è che il 99,9% delle persone che conosco quando mi dicono "sono
> ateo, non credo nell'esistenza di Dio" mi danno poi una definizione che mi
> trova in parte d'accordo! Cioè non credono in un *dio* in cui nessun
> cristiano sensato crederebbe. Sono lieto che per te sembrerebbe essere
> diverso, ma rimane comunque il problema: a quella parola "Dio" quale idea
> associ? Visto che le parole sono il veicolo delle nostre idee, mi
piacerebbe
> sapere come la pensi.

Sono quindi lieto (dato anche il mio cognome :) di appartenere a quello 0,1%
che fa la differenza.
Come gia' detto, non ho una mia concezione di Dio: non ci credo e basta.
Per me il termine "Dio" indica una entita' sovrannaturale in cui altri
credono. Punto e basta. Mi fermo qui, non associo il concetto di amore,
misericordia o altro perche' ogni religione ha un proprio Dio (almeno uno) e
ritengo che le caratteristiche in comune tra i culti non siano poi cosi'
tante come si vorrebbe far credere.
Infatti non sono assolutamente d'accordo con la frase, per altro molto
comune, del tipo "Lo possiamo chiamare Dio o Allah, ma Lui e' sempre e
comunque uno solo". Per fare un semplice esempio, il Dio cristiano e'
misericordioso e predica il perdono, Allah predica la vendetta: se non
sbaglio per meritare il paradiso islamico occorre vendicare le morti dei
propri parenti o amici, un atto questo che il Dio cattolico punirebbe
indubbiamente con l'inferno.

E' vero che una religione, e in particolare i suoi testi sacri, si prestano
a piu' interpretazioni, ma proprio per questo motivo non credo si possa dire
in assoluto "Dio vuole questo" ma piuttosto si dovrebbe dire "noi riteniamo
che il volere di Dio sia questo".
Nessun islamico che vive in occidente credo abbia mai vendicato la morte di
un suo caro per meritare il paradiso.

Il Papa e' infallibile in materia di fede, e i vescovi che lo eleggono sono
guidati dallo Spirito Santo, quindi non possono sbagliare nella scelta.
Eppure la storia ha dimostrato inequivocabilmente il contrario. Come poi si
possa proporre la beatificazione di Bonifacio VIII rimane per me un mistero
( o lo dovrei chiamare dogma?).
Da cosa deriva quindi l'infallibilita' del Papa in materia di fede e dei
vescovi nella elezione del Pontefice? Da una "interpretazione" della parola
di Dio?

Saluti

Carlo Di Lieto

David e Fiorenza

unread,
Jan 31, 2000, 3:00:00 AM1/31/00
to

Gianni Geraci <GIANNI...@IOL.IT> wrote in message

> Semplicemente la cerco di riformulare con parole che siano familiari a
> quanti, a ragione, trovano certe espressione un po' desuete.

...


> Si, anche se ormai in teologia l'espressione 'legge morale naturale' non
la
> usa più nessuno (non a caso la Lumen Gentium parla di 'ciò che di buono e
> di vero'.

Accidenti!
Ma allora
o il Catechismo della Chiesa Cattolica non tratta di teologia
oppure la tua teologia e' davvero particolare!

iGpM
David


--
*-;-* Politica dei valori: http://web.tiscalinet.it/politica_valori/
*-;-* Cronache e libri: http://members.tripod.com/~Corneliu/
*-;-* Liberta' di educazione: http://web.tiscalinet.it/educazione/
*-;-* Silent scream: http://web.tiscalinet.it/prolife/
*-;-* Per la verita' storica: http://members.tripod.com/~davidbotti/


Carlo Di Lieto

unread,
Feb 1, 2000, 3:00:00 AM2/1/00
to

Fabrizio <bib...@libero.it> wrote in message
86k5m2$a52$1...@suite03.caspur.it...
>
> Ogni genitore fa un sacco di scelte per i figli, a cominciare dal nome (di
> solito non aspettiamo l'età adulta per decidere come si chiameranno...),
per
> continuare con l'impostazione educativa e così via, se ci pensi, con una
> infinità di elementi determinanti per la loro vita futura. Per un credente

i
> sacramenti non sono un'imposizione, ma il regalo più bello che puoi fare
ad
> un figlio, il quale è poi libero di accettarlo o meno. Se lo rifiuterà ( o
> se ci sbagliamo ed è tutta una finzione) non saranno poche goccie d'acqua
> sul capo a fargli male...
>

Ripropongo un esempio un po' piu' banale ma che forse chiarisce di piu'.

Battezzando un bambino si sancisce l'appartenenza di questa creatura ad un
gruppo con determinati principi e determinati ideali.

Ora consideriamo il caso di un genitore iscritto ad un determinato partito
(non importa quale!) perche' ne condivide gli ideali. Probabilmete
spieghera' ai figli perche' lui e' iscritto a quel partito e perche' lo
vota, ed invitera' il figlio a fare altrettanto una volta raggiunta la
maggiore eta'. Ma mica iscrive il figlio neonato al partito solo perche' ne
condivide gli ideali! Il figlio deve compiere 18 anni prima di effettuare
una scelta consapevole.
Ed inoltre l'iscrizione a un partito si puo' annullare.

Spero di essere stato chiaro

--
Carlo Di Lieto
ca...@carlo.cjb.net

Stefano Cerreti

unread,
Feb 2, 2000, 3:00:00 AM2/2/00
to


Carlo Di Lieto wrote:

> Battezzando un bambino si sancisce l'appartenenza di questa creatura ad un
> gruppo con determinati principi e determinati ideali.

Secondo me semmai si introduce poi sarà la vita che segue a sancire
l'appartenenza
al gruppo.
Comunque il punto secondo me è che i genitori hanno il sacrosanto
diritto e dovere
di educare i figli.
Ovviamente non possono fare a meno di educare i figli secondo i loro
principi
e quindi anche secondo la loro eventuale fede.
Pensare di dare ai figli un'educazione asettica idealmente priva di
scelte può
mascherare il tentativo di non assumersi la responsabilità di scegliere
per i propri figli
non solo in campo religiso ma in ogni altro campo della vita del piccolo
fino all'età adulta.
Il punto quindi non è il rimandare le scelte al poi ma semmai scegliere
per i figli
ciò in cui si crede davvero ed essere pronti poi a testimoniare con la
vita e con
le opere i valori vissuti in base ai quali si è scelto.
Ora sono convinto che il figlio cresciuto non ci rimprovererà di averlo
battezzato se poi da grande
decide di essere ateo se avremmo saputo rendergli conto della nostra
fede, così come
non ci riprovererà di non averlo battezzato se una volta cresciuto egli
si battezzerà a patto
che i genitori sappiano render conto del proprio ateismo.

saluti
Stefano Cerreti


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