Subito dopo, scorrevano immagini di scimmie e gazzelle in copula e la voce
fuori campo spiegava che in natura l'omosessualità è molto diffusa. Ora,
anche ammettendo che gli animali lo fanno, sarebbe una buona ragione per
distinguersi dalle bestie. Ma non è così. Gli animali lo fanno solo quando
manca un partner di sesso opposto e la foia (infatti sono animali) è più
forte di (alcuni di) loro.
La tomba etrusca, invece, è quella detta dei Tori a Tarquinia e una
illustrazione non disonesta mostrerebbe che le scene di accoppiamento sono
due, una etero (con accanto un toro che guarda sereno) e una omo.
In quest'ultima uno dei due si accerta furtivo se qualcuno si accorge dell'
atto; infatti, c'è un toro che sta caricando furiosamente. Il toro è simbolo
del dio della fertilità che si compiace dell'accoppiamento fecondo tra uomo
e donna mentre punisce quello invertito. Altro che etruschi politicamente
corretti.
Mah. Una volta Rai3 era «Telekabul», rete dei comunisti duri e puri. Ora,
che i rifondaroli hanno arruolato Luxuria, fa propaganda al «gay pride».
Aridatece Baffone.
I segni dei tempi
La Rai sdogana l'eutanasia: La Squadra e la "liberazione" dalla sofferenza
A.I.
Il 25 aprile della Rai: la nuova Resistenza si chiama eutanasia
Non abbiamo visto la puntata ma ci bastano le parole dell'autrice del
capolavoro. Riprendiamo da Repubblica:
L'episodio di domani, 25 aprile, alle 21, parla di eutanasia. Che la data
sia proprio questa "ha, suo malgrado, una rilevanza. Di fatto anche
l'eutanasia rivendica il diritto a una liberazione, da una sofferenza
indicibile e dall'impossibilità di mantenere intatta la propria dignità".
Francesca Serafini, autrice della puntata (ma hanno contribuito anche
Donatella Diamanti, Mario Cristiani, e Debora Alessi come story editor,
regia di Luca Facchini) è scossa dall'annuncio di Giovanni Nuvoli e da
sentimenti contrastanti: "Sono contenta che sia in concomitanza con questa
vicenda perché forse può dare un contributo, anche piccolissimo, a
sensibilizzare su un tema enorme. Però sento il pudore dell'autore che ha
solo immaginato, sulla carta, di accostarsi a un dolore che altri vivono
sulla pelle".
Se un elemento di ispirazione va cercato, lo si trova in Mar Adentro, dice
l'autrice, il film di Alejandro Amenabar dal romanzo autobiografico di Ramòn
Sampedro, con un piccolo omaggio nel nome della donna protagonista
dell'episodio, Agata Sampietro. Ma la puntata di domani, Francesca Serafini
vuole dedicarla a Piergiorgio Welby e a Giovanni Nuvoli. Serafini non ha
avuto contatti con nessuno dei due. "Ma qualche giorno fa - racconta -
attraverso il sito dell'Associazione Luca Coscioni mi sono messa in contatto
con la moglie di Welby, abbiamo avuto un intenso e appassionato scambio di
e-mail. Anche lei è convinta, come me, che il cinema, com'è stato per il
film di Amenabar, e anche la televisione, possano contribuire ad avvicinare
le persone a questa questione, gigantesca, e a comprendere il coraggio di
uomini straordinari".
In Rai dunque prosegue la propaganda relativistica che ha di mira la
famiglia e la vita. Banfi si balocca con l'omosessualità, ora anche La
Squadra scende in campo. E' un fatto grave, è il monopolio dei mezzi di
comunicazione di massa, e puntate come questa valgono più di mille comizi di
Pannella.
Si vuole sensibilizzare e far riflettere si dice.
Ma sensibilizzare chi e per che cosa? Con una fiction? Sensibilizzare per
rendere accettabile, per sdoganare un abominio.
Stiamo assistendo ad un piano ben congegnato, non c'è che dire. Una
strategia che darà certamente i suoi frutti. Allora anche noi cerchiamo di
riflettere. Se nella mente dell'autrice di una puntata di una serie
popolarissima alberga il pensiero che una malattia, per quanto tragica, sia
equiparabile al nazismo stiamo messi proprio male. La Resistenza combatte
ora le nuove SS, le malattie che opprimono l'uomo. Una "squadra" di
combattenti, uomini straordinari secondo l'autrice, dalla montagna
dell'ideologia scendono a far rappresaglie, e giù scariche di mitraglia,
fiction, spot, articoli, film, talk show, decreti e disegni di legge,
scioperi della fame.
Eccoli i nuovi resistenti, in camice bianco a staccar respiratori, in
laboratorio a squartare embrioni. Eccoli i profeti del buono e del giusto
ancorati al nulla d'un pensiero di stagione, eccoli a selezionare le vite
degne per cestinare le indegne. Eccoli, sempre pronti a riflettere e
sensibilizzare con i loro proclami infarciti di demagogia, novelli
brigatisti della morte a colpire al cuore della vita, quella ancora in
grembo come quella avviata ad entrare nell'eterno amore. Eccoli a puntare le
armi contro il Papa, la Chiesa, e tutte le persone ragionevoli che a questo
stravolgimento delle ragioni della vita e della famiglia proprio non ci
stanno.
Si sta inaugurando un nuovo filone nel genere delle fiction: quello della
pornografia ideologica. E non è in nulla diverso dalla pornografia classica,
e, nei suoi effetti, identico alla pedofilia e a tutte le perversioni del
genere. Diremo di più: peggiore, mille volte peggiore perchè qui è tutto a
chiaroscuri, subdolo, e i messaggi sfiorano il subliminale.
E' questo il mostro che si aggira attorno alle nostre coscienze in questo
squarcio d'inizio millennio. L'indurre a riflettere. Avete presente come è
andata tra Eva e il serpente? Anche lì si è trattato di qualcuno che ha
indotto qualcun altro a riflettere. Genesi capitolo 3, l'apologia del grande
sensibilizzatore. Un buon dosaggio di parole, immagini, silenzi,
ammiccamenti, insinuazioni, mezze verità condite con menzogne grossolane, e
un grigio di fondo che offusca tutto per far risaltare la tinta forte del
caso umano e particolare, e il dolore e lo strazio in presa diretta, e la
schiavitù d'un assurdo limite imposto alla libertà personale.
E' la vecchia tattica del "falsario", come lo chiama Padre Livio. Che ora si
è aggiornato e non sale più sugli alberi. Ora si infila nei tubi catodici,
ed entra, indisturbato nelle case di tutti, all'ora di cena, per indurre a
riflettere e sensibilizzare.
Ma dietro all'apparente genuinità della storia è pronto un baratro, dei
peggiori. Il vuoto di ragioni vere e forti a sostegno e sostanza della vita
non può che produrre spazzatura del genere. Veleno in formato fiction. Sta a
noi avvedercene e non cadere nella trappola. E, soprattutto, aiutare anche
gli altri ad aprire gli occhi e a spegnere la televisione.