Quasi per caso, avevo registrato la conferenza, e subito dopo l'ho
trascritta per intero: trovo ora molto interessante pubblicarne alcuni
brani, e spero che qualcuno abbia voglia di leggerli (sono un po' lunghi..
ma vi assicuro che una volta iniziato è difficile non leggere d'un fiato
fino in fondo).
Quello che trovo straordinario, in questa coraggiosa testimonianza, è la
capacità di mettere in luce il clima di menzogna e propaganda all'interno
del quale è stato possibile ingannare i milioni di persone che, in assoluta
buona fede, hanno votato a favore della legge sull'aborto.
Buona lettura
Angela
Ancora, la grave piaga, di cui si parla meno, degli aborti del secondo
trimestre: Gli aborti sui bambini già in netta vitalità. E' una piaga
veramente grave, perché l'istituto S. Matteo di Pavia, un istituto che gode
di un prestigio scientifico nel nostro paese, guadagnato attraverso un
impegni serio per anni, si è dovuto dare un regolamento etico nuovo, per
impedire che vengano fatti aborti oltre alla ventesima settimana di vita
fetale, laddove la legge italiana consente di farli fino alla ventiseiesima
settimana di vita. Quindi, l'Istituto S. Matteo si è dato una legge diversa
da quella dello stato. Questo la dice lunga sul fatto che la crisi è
generale. Non sono solo io ad avere la crisi, ma anche laici illuminati si
rendono conto che non è più possibile darla a bere, a se stessi soprattutto,
ma anche agli altri. Un bambino di ventisei settimane pesa intorno ai nove
etti. Noi ci battiamo, se nasce spontaneamente, per farlo campare, e spesso
ci riusciamo a farlo sopravvivere. Farlo nascere per metterlo lì e sperare
che muoia diventa dura da accettare. con l'obbligo, tra l'altro, per l'
anestesista, di rianimarlo se il bambino non muore.
Sono le drammatiche conseguenze della legge. Poi che paga se questo bambino
diventa un tetraplegico per i danni asfittici che ha subito?
Conosco una paziente, non mia, ma che è venuta alla mia osservazione. Questa
donna ha 45 anni, e sostiene di essere in menopausa. Va da un ginecologo che
le dice di prendere una terapia ormonale, così eliminiamo il problema dell'
osteoporosi. Poi.. è molto giovane.. meglio essere sicuri. E lei prende sta
terapia, però non le vengono le mestruazioni. Torna dal ginecologo. eh no!
È perché le ha prese male.. le conviene riprenderle. Passano i mesi. Al
sesto mesi di amenorrea, dopo sei mesi che non ha le mestruazioni, questa
donna dice: sentiamo anche un altro! Va da un altro, un medico serio, che le
dice: signora venga qui.. si sdrai. o lei ha un enorme fibroma, oppure
aspetta un bambino! Fa l'ecografia e .. ha un bambino, di sei mesi. Allora,
cosa accade.. questa qui.. crisi incredibile perché ha preso farmaci.
Allora, va a consultarsi con quello di prima, con quell'aquila di scienza di
prima, il quale le dice: eeeeeeeh .. ma lei deve abortire, perché i farmaci
che ha preso sono pericolosissimi per il bambino. Lei, poveretta, cerca di
difendersi: se è ancora vivo.. allora così drammatici non erano! "Ma cosa ne
vuol sapere lei.. non ha idea di cosa può essere accaduto!" La manda ad
abortire. E nasce un bambino che pesa 850 grammi, il quale non muore. Lo
portano a Pisa, dove c'è il centro di rianimazione, e 'sto bambino campa
venti giorni. Poi, grazie a Dio, è morto. Grazie a Dio, perché doveva avere
subito dei danni.
E allora. chi di voi ha avuto la fortuna di avere un figlio va oggi dal
ginecologo, fa l'ecografia e vede a due mesi, due mesi e mezzo, tre mesi,
che non è un grumetto di cellule, ma è un bambino piccolo così, ma che ha il
suo cuoricino che batte, le sue braccine, le sue gambine, si muove, quindi
ha già una sua vita autonoma. E ancora.. un mese dopo è già un essere
perfettamente valutabile, si vedono bene le ossa, la colonna vertebrale, il
cervello. e sai... vederlo e dire che non c'è diventa sempre più difficile.
E ancora. tutte le pratiche della medicina prenatale, tutte le pratiche nate
per aiutare e curare bambini malati, in utero. Noi abbiamo un importante
centro di chirurgia infantile, lì a Massa, dove vengono a partorire donne da
tutta l'Italia.
Recentemente. proprio una signora di Milano, che ieri sera mi ha telefonato,
perché il bambino, purtroppo, è morto dopo undici ore di intervento, per una
grave cardiopatia. Ecco: questa è la finalità per cui sono nate queste
tecniche. In realtà, la grave tentazione è quella eugenetica. Recentemente,
ho visto un bambino che è nato senza una manina e senza un braccino. Mi
hanno detto i genitori: "non ce l'hanno detto durante l'ecografia" Eh
certo.. l'ecografista non ci ha fatto un figurone, è stata una ecografia
fatta con superficialità. E io ho chiesto loro: "perché, se ve lo dicevano,
avreste fatto qualche cosa?" E loro: "no, ce lo saremmo tenuto". Però. ecco
la grande tentazione qual è: la diagnosi ecografica finalizzata a decidere
se eliminarlo o meno. Non dire: questo è un bambino più fragile,
organizziamoci per proteggerlo.. no! Eliminiamolo.
Come se un medico dicesse: ."signora, lei ha un carcinoma della cervice: ha
70 probabilità su 100 di campare, 30 che purtroppo. io le consiglierei di
ammazzarsi. Se vuole, la ammazzo io". Il concetto è questo, alla fine.
Perché riesce difficile dire che quello è un piccolo paziente. perché poi
noi siamo perseguitati dai magistrati per le denunce che riceviamo se
facciamo un danno non desiderato, non condiviso dalla famiglia, su quel
piccolo paziente. Se una donna abortisce, e immagina che la colpa dell'
aborto sia del medico.. lo denuncia! E il magistrato lo manda in galera. E
così pure se un bambino nasce con un danno perché c'è stata una
inadeguatezza professionale da parte del medico.
Quindi, alla fine noi abbiamo a che fare con due pazienti, uno dei quali
alle volte è un paziente. altre volte non lo è. E quindi bisogna dibattersi
in questa realtà che presenta questa incongruenza, questa contraddizione
clamorosa.
Vi dico, una tentazione eugenetica sulla quale sarebbe forse opportuno
riflettere. Tentazione eugenetica è anche l'eutanasia, che è l'altro lato
dello stesso problema.
Allora, perché questo "no all'aborto" da parte mia... ma io sono venuto a
parlare, credo, a dei cristiani, quindi c'è un "no all'aborto" che possiamo
discutere qua, tra cristiani, e poi c'è un "no all'aborto" che io vi do come
messaggio e che voi potete discutere con chi non è cristiano, ma è un essere
umano, ci sono dei valori che sono condivisi e condivisibili al di là delle
scelte religiose. Non all'aborto perché siamo cristiani, personalmente,
certo il diritto alla vita è un dono e non un diritto, questo è ormai un
dato di fatto assodato: noi siamo creature e c'è un creatore; ma noi siamo
cristiani, e quindi abbiamo un punto di riferimento addirittura nei misteri
principali della nostra Fede, il mistero dell'incarnazione .quando ti
avvicini dopo un'esperienza del genere al mistero della religione cristiana,
che è il mistero dell'incarnazione, cioè Dio che si fa carne, Dio che si fa
uomo, c'è una intuizione immediata: intanto capisci perché Cristo si è fatto
uomo. Non l'avevi mai capito, da bambino ti dicevano "si è fatto uomo perché
voleva salvarti", non capisci, ti chiedi "ma chi gliel'ha fatto fare.. stavo
tanto bene da solo.." non lo capivo quando ero bambino. No, qui c'è un'altra
cosa: che Dio si fa carne, si fa uomo, e la carne e l'uomo si divinizzano,
nessuno può più toccare impunemente quella carne, perché quella carne
animata, quell'uomo, diventa santa, intangibile. Non solo.. è parte di un
progetto unico, irripetibile, solo per lui, pensato e voluto da sempre. ("ti
conoscevo quando eri ancora nelle viscere di tua madre") Non solo, qui c'è
una concordanza straordinaria tra il cristiano e il non cristiano, anche non
credente. Voi sapete che la genetica ci ha insegnato che ognuno di noi è una
straordinaria unicità biologica. (eccetto i gemelli monovulari). Frutto del
caso? Di certo l'unicità fa pensare ad un progetto unico. Allora anche il
non credente vede il valore di questa unicità: l'esistenza è straordinaria
perché è unica, quindi non può essere sprecata, assolutamente, mai.
La paternità di Dio. Cristo ci ha insegnato a chiamare Dio Abbà, papà, e
allora quel Dio lì è Padre mio, Padre nostro, noi non ci soffermiamo
abbastanza, è padre delle mie vittime, delle vittime che continuano ad
essere fatte impunemente, senza che noi alziamo la voce, con forza, per
difenderle, è padre di coloro i quali ricorrono ancora all'aborto.
Attenzione, che c'è ancora un'altra vittima che dobbiamo ricordare: il padre
certo degli abortisti, il padre di chi concorre all'aborto, il padre delle
mamme che abortiscono, il padre dei papà che acconsentono a questo, o che si
tirano indietro, o spingono per questa scelta negativa, per questa non
solidarietà alle mamme.
No all'aborto quindi lo possiamo proporre anche a chi non è credente, e come
possiamo proporglielo? Facendo riflettere il non credente: se non crede che
la vita sia un dono, deve sicuramente riconoscere e condividere con noi il
fatto che la vita non è qualcosa che lo stato, la mamma o il papà regalano,
ma la vita lui ce l'ha, comunque, è un diritto nativo, e se non si riconosce
questo diritto all'embrione, non c'è nessun altro diritto per cui valga la
pena battersi.
C'è poco di parlare di eticità. è un diritto nativo intangibile, e non
perché è un dono di Dio, ma perché quella creatura esiste e ha il diritto di
vivere, suo, non gliel'ha regalato nessuno di quelli che lo vogliono
uccidere.
Ancora, pensate bene, è una vita innocente, si riflette poco su questo. I
movimenti che propugnano l'eliminazione della pena di morte, e fra questi,
in primis, i radicali, l'associazione "non toccate Caino", o qualcosa del
genere, legata al mondo radical-chic.. io ho telefonato un giorno in
televisione, dove difendevano tutti.. tutti i grandi omicidi della nostra
epoca, tutti i grandi assassini, i pervertiti, dicevano che ognuno doveva
avere l'occasione di un riscatto. E io allora ho chiesto loro cosa ne
pensassero dell'aborto, come se avessi inserito un gettone in una macchina
parlante, ha cambiato voce e ha detto: "è stata fatta una legge.. tarata.
tarata. tarata.. l'embrione non ha diritti. trac.." E' una vita innocente,
allora se noi pensiamo che esisti chi si batte a difesa della vita
colpevole, gravemente colpevole, come si può pensare di non difendere questa
vita, la vita innocente, come è potuto accadere che le madri e i padri li
eliminino, quale stravolgimento culturale deve essere accaduto nelle donne
del nostro paese, nella civilissima Italia, che è poi una cultura che viene
dall'ebraismo, che viene dalla Grecia, attraverso Roma, il Medioevo e il
Rinascimento. Dopo duemila anni di cristianesimo accade oggi che le donne
che sono cresciute e vissute in un paese cristiano o, ex cristiano
probabilmente, uccidono i bambini. Le donne pagane facevano la stessa cosa
duemila anni fa, ed erano condannate dagli spiriti dell'epoca.
E poi.. una vita è affidata.. è affidata alla società, è affidata a noi, è
il povero per eccellenza il bambino, non ha nulla, ha soltanto se stesso, ha
questa vita fragilissima, non è possibile che non si debba pensare ad una
soluzione più compassionevole. Sia gli uomini che credono che gli uomini che
non credono debbono ripensare la loro scelta, ripensare i loro
comportamenti. Noi dobbiamo difendere.. perché dalla difesa della vita del
bambino c'è una rinascita della nostra società.
I mezzi di comunicazione di massa, anche qui ci può essere uno spunto per
una riflessione: lo dico sempre quando parlo di questo argomento, e lo
ridico anche questa sera: l'analogia tra i Sofisti e Socrate è la stessa che
c'è tra chi è a favore dell'aborto e chi è contro l'aborto. Socrate si fa
uccidere per amore della verità e della giustizia. E Socrate afferma che
verità e giustizia esistono in quanto tali, al di la del parere dei potenti,
ma anche del volere dei potenti, e al di la della forza della massa. Una
cosa non è giusta perché la vuole il principe o la vogliono tutti, una cosa
è vera o giusta perché è tale in quanto tale. I Sofisti invece dicono: la
verità e la giustizia sono tali perché espressione dei più o dei potenti.
Chi sono i potenti della nostra epoca? Personalmente credo che siano i mezzi
di comunicazione, che creano un'opinione, per cui io, se oggi queste cose le
avessi dette in un consesso diverso, mi avrebbero preso a pedate, mi
avrebbero tacciato di oscurantismo, di mancanza di buon gusto.. vi
ricordate? Forse qualcuno di voi ricorda quando iniziò a circolare quel
filmato.." il grido silenzioso" .. sui giornali ci fu un vero e proprio
scandalo per la mancanza di buon gusto, perché si faceva vedere cosa
accadeva durante un vero e proprio aborto. Era una ripresa ecografica della
morte del bambino, che veniva afferrato dalla sonda, smembrato, spappolato
eccetera, e questo aveva urtato la sensibilità delle coscienze civili,
perché la verità infastidisce quando è così vera, cruda.
Allora, due cose, sulle quali riflettere: che Dio ci perdoni, innanzitutto.
E ricordiamoci che noi crediamo in un Dio che è venuto al mondo in una
mangiatoia, poverissimo. Il secondo messaggio, che mando a voi giovani
soprattutto: noi vi dobbiamo lasciare questo testimone, voi dovete
combattere per questo valore, assoluto, che è la salvezza della nostra
civiltà.
Vi cito questo passo, una lettera di Hermann Hesse:
"dove si compie un'opera, dove si esegue un sogno, dove si partorisce un
bambino, lì opera la vita e si determina una frattura nell'eternità del
tempo." Credo che ci debba far riflettere sulla urgenza di una lotta forte e
vittoriosa.
Prima di iniziare a parlarvi della mia esperienza personale - adesso non
sono più medico abortista, ma la cosa verrà poi fuori da se - credo sia
opportuno darvi qualche informazione sul clima che ha preceduto la nascita
della legge sull'aborto, perché non è una legge che è caduta dal cielo così,
all'improvviso.
Vi segnalo alcuni aspetti che hanno caratterizzato quegli anni.
Anzitutto sul piano quantitativo la richiesta di aborto prima della legge
194 era altrettanto forte come oggi oppure meno? Io ricordo che non era così
forte, e chiunque affermi il contrario è in mala fede. Sicuramente era una
cosa di cui ci si vergognava. Ciò nonostante esisteva l'aborto clandestino,
ma era una clandestinità conosciuta, tollerata; ricordo che in una città
piuttosto grande vicino a Massa Carrara c'era un abortista che aveva il suo
studio sopra la sede della DC della città. Tutti lo sapevano: i magistrati,
i carabinieri, ma era tollerato perché anche le mogli dei magistrati
probabilmente avevano bisogno di questo, e così via. Esisteva una realtà
nota a tutti. C'era l'aborto clandestino per le donne ricche e per quelle
povere. Questa era la realtà che c'era a quell'epoca. E nacque una campagna
abortista, che io vissi tutta; fu la prima campagna sistematica organizzata
dai sistemi di comunicazione di massa che è riuscita a creare una cultura di
un certo tipo che, in modo acritico, in molti abbiamo accettato come
verità.
Vennero utilizzate le armi tipiche dei mezzi di comunicazione di massa, che
sono il clamore, il rumore. perché insistentemente venivano ripetute queste
tematiche dell'aborto clandestino e delle donne che morivano, e dello
sfruttamento, eccetera, e la menzogna sistematica, secondo il modello
peggiore della cultura vetero comunista. Fu una bugia, ripetuta sempre
finché non divenne una verità.
Io mi sono segnato alcune affermazioni che venivano ripetute in quegli anni,
e che poi sono state tutte smentite. Ma io per primo ci ho creduto.
Ricordo che alla fine degli anni 60- inizio anni 70 il Ministro della Sanità
pro-tempore e il sottosegretario alla sanità , in due occasioni diverse e in
tempi diversi, affermavano che in Italia venivano eseguiti più di 1 milione
di aborti clandestini l'anno. Notate la contraddizione: se erano
clandestini, come facevano a saperlo, a contarli?
E noi, acriticamente, stavamo li e ce le bevevamo queste affermazioni,
perché le diceva il Ministro della Sanità, il sottosegretario. Io allora ero
convinto che la scienza fosse al di sopra di certe beghe. Si afferma, e
viene pubblicato su diversi giornali, che al Convegno della Società di
Ostetricia e Ginecologia di Bologna, alla fine degli anni 60, i ginecologi
italiani abbiano detto: tra i 2 e i 3 milioni di aborti l'anno. Giravano
queste cifre sconvolgenti. In realtà, se si va a verificare gli atti di quel
convegno, nessuno si sognò mai di dirlo, non esiste agli atti nessuna
affermazione ufficiale, in realtà nessuno l'ha mai detto. Ancora, l'OMS ( o
l'ONU) (i giornali dicevano "secondo l'OMS", "secondo fonti ONU" - non ben
specificate) 1,5 - 2,5 milioni, L'oscillazione era sempre su cifre
spaventose.
Quando sono state fatte delle verifiche, queste fonti sono state tutte
smentite, non è mai stata fatta questa indagine in Italia.
Il partito radicale, sui giornali dell'epoca dichiara che gli aborti sono
intorno a un milione e250 mila l'anno, una cifra più precisa, perché si
ricava da uno studio condotto dalla facoltà di sociologia di Pavia. Abbiamo
scoperto qualche anno fa che non esiste una facoltà di sociologia, non è mai
esistita.
Queste affermazioni sono sconvolgenti riviste a posteriori, da parte di chi
ci ha creduto all'epoca.
Le femministe dichiaravano che gli aborti erano intorno ai 3 milioni all'
anno.
E' stato fatto uno studio di matematica statistica: se tutte le donne
italiane feconde avessero all'epoca ricorso all'aborto in quell'epoca,
ognuna di esse avrebbe fatto l'aborto ogni quattro anni e mezzo, ma poiché
con una stima per eccesso, in realtà si può ipotizzare che solo il 50% delle
donne italiane feconde potessero avere fatto ricorso all'aborto clandestino,
sarebbe risultato che abortivano ogni due anni e mezzo e avrebbero fatto 18
aborti nella loro vita feconda.
Sono cifre di una assurdità assoluta, però circolavano.
Viene fatta una affermazione in Parlamento, e data alla stampa, che il
numero delle donne decedute in Italia per pratiche di aborto clandestino
ammonta tra 20 e 25 mila donne.
Questa affermazione viene data dal Prof. Luigi de Marchi, presidente dell'
Associazione Italiana Educazione Demografica.
Il totale delle donne feconde decedute quell'anno per tutte le cause di
morte (malattie, incidenti, ecc.. ) era poco più della metà di questa
cifra, cioè erano morte 13 mila donne per tutte le cause. Fu interpellato
allora il senatore autore di questa interpellanza, e lui si trincerò
dicendo che fu un errore di stampa.
Però, i lavori parlamentari degli anni successivi continuarono a riportare
questa cifra.
Quello che secondo me è sconvolgente è che io ero presente e che ci credevo
anche io.
Come è stato possibile credere a tutto questo?
Un altro argomento fortemente mobilitato è la strumentalizzazione della
motivazione che portava le donne ad abortire. Abortivano quasi tutte perché
erano state violentate o perché avevano gravi malattie.
Nel 1978 passa finalmente la legge.
Dico "finalmente" perché noi che lavoravamo nel settore aspettavamo
fortemente una legge per potere fare una scelta di campo.
Io, all'epoca, avevo 32-33 anni. E come altri, giovani come me, sapevo di
dovere fare una cosa sporca, ma era un lavoro che andava fatto, e volevamo
impedire che morissero 20-25 mila donne l'anno per pratiche clandestine;
volevamo impedire che ci fosse un mercato clandestino che oscillava tra i 2
e i 3 milioni, volevamo aiutare le donne che soffrivano terribilmente. Era
una valanga di sofferenza che aveva inondato il Paese. Poi, volevamo
diffondere l'uso della contraccezione, perché eravamo l'unico paese che non
aveva il divorzio, non aveva l'aborto e non faceva uso della pillola, e noi
credevamo che fosse giusto assumere la pillola perché avevamo recepito l'
assioma che l'uso della pillola portava ad una scomparsa dell'aborto.
Non vi stupisca il fatto che non avete ancora sentito parlare dell'embrione,
del feto. Il silenzio assoluto circondava questo personaggio sconosciuto,
misterioso. Intanto, non lo conoscevamo, perché non avevamo i mezzi
diagnostici che ce lo facessero conoscere.. era lì, nel suo silenzio, nel
suo buio, non lo conoscevamo.
La cultura dell'epoca cominciò ad elaborare delle sottigliezze semantiche
estremamente raffinate.perché .non era più un embrione, ma il prodotto del
concepimento, l'aborto non era più un aborto, ma una IVG, una interruzione
volontaria di gravidanza.
Noi avevamo una grande compassione per le madri, forse anche per i padri, ci
sembrava che anche loro soffrissero moltissimo.
Io la gioco sul filo dell'ironia perché non so quale altro tono adoperare,
perché io facevo parte di quella cricca lì.noi l'embrione non sapevamo chi
fosse.. questa legge.. bah!
Noi giovani medici credevamo di dovere fare questo passo.. che il nostro
paese dovesse fare questo passo di civiltà.. e diventiamo tutti abortisti,
facciamo la scelta abortista.
Questo lavoro sporco, ma necessario, era per il bene della nostra comunità,
del sociale.
C'era l'impatto con la pratica quotidiana. Ricordo che, nella civilissima
Toscana, vennero due abortisti inglesi, che ci insegnarono come era la
questione, quali erano le tecniche che loro adoperavano; ci dissero che all'
inizio ci sarebbe stata un'ondata di aborti, perché tutti gli aborti
clandestini li avremmo fatti noi, ma poi, grazie alla diffusione delle
pillole, avremmo visto scivolare il numero verso cifre irrisorie, lo zoccolo
duro non si poteva eliminare del tutto.
Allora, iniziamo a fare gli aborti. Intanto cosa accade? Che ci accorgiamo
di alcune cose cui non avevamo pensato. Intanto, le gravi motivazioni per
cui le donne abortivano: non ne capitavano mai. Non mi capitava mai una
donna violentata, stuprata, o che aveva una gravissima malattia di cuore.
Erano tutte donne che non avevano niente, tranne il fatto che non volevano
il bambino.
A braccio, cito alcune delle motivazioni: "eh.dottore. noi purtroppo abbiamo
già un bambino. adesso stiamo aprendo un altro bar.e non abbiamo la
possibilità di affrontare un'altra gravidanza..", "dottore.. noi abbiamo
scelto un bambino, d'altro canto.. con uno ci siamo organizzati.. però io
devo fare footing tutti i giorni." non sto scherzando: nessuno abortiva
perché aveva motivi veramente gravi, era eccezionalissimo, nella mia
esperienza, almeno, che però era numericamente importante, ripeto: a me,
casi di altro genere non ne sono capitati.
La tecnica per fare l'aborto. Nella quotidianità, tu li devi fare gli aborti
e, anche lì, noi credevamo che, adesso che c'era l'ospedale, con i medici
che facevano gli aborti, le donne sarebbero ricorse a questa pratica subito,
appena iniziata la gravidanza. E allora.. si, è vero che è già un essere
vivente, però è ancora un grumetto di cellule, con l'aspiratore si aspira,
non si vede niente, va via.. va via.. nessuno si accorge di niente, facciamo
finta che non sia successo nulla.
E, invece, cosa succedeva? Che le donne continuavano a venire ad abortire a
10 settimane, a 12 settimane, a 13, quando il bambino è già lungo 7
centimetri, è già un perfetto omino o una perfetta donnina, e allora va
tirato fuori, o con l'aspiratore o con le pinze ad anelli, viene smembrato e
poi deve essere ricomposto sul lettino sterile, per vedere se l'abbiamo
tirato fuori tutto.. e vedere se c'è la testina, la gambina destra, la
gambina sinistra, il piedino destro, il piedino sinistro. eccetera.
E questo succedeva quasi tutti i giorni.
Intanto, il mio percorso professionale andava avanti, diventavo più anziano
e più maturo, iniziavo a fare chirurgia per il cancro. Operavamo e
allungavamo la vita di una donna magari di uno o due anni. Poi andavamo di
là e facevamo 10 o 15 aborti. Contraddizione stridente.
Voi vi domanderete: è possibile che un medico viva questa contraddizione
senza domandarsi che cosa stia facendo? In effetti, poi, uno se lo domanda.
La contraddizione si vive perché.. mi viene in mente una citazione biblica:
"questo popolo ha orecchie ma non sente, ha occhi ma non vede". E' una forma
di ottundimento morale. Tu non ti poni più la questione e vai avanti. Vai
avanti, perché se poni la domanda crolla tutto, e ti devi mettere in
discussione.
Un'altra cosa, che naturalmente però nella decisione fu il rendersi conto di
un'altra cosa: le istituzioni non esistevano. I consultori, che dovevano
aiutare e sostenere, in realtà facevano solo certificati per l'aborto. Le
istituzioni non esistevano mai, e, anche quelle poche volte in cui la donna
diceva: "se trovassi.. se mio marito trovasse lavoro noi il bambino lo
terremmo", se non c'era qualche istituzione del volontariato come sostegno.
l'istituzione non esisteva: non esiste oggi, non esisteva nemmeno allora.
Allora, nasce una crisi professionale, e anche una crisi umana. C'è tutta
una revisione critica. Ora, io non ho piacere di parlare di questo, perché è
una cosa estremamente personale, e il pudore mi impedisce di parlarne; posso
solo dire che io passo all'improvviso, come quando uno si alza al mattino ed
è guarito, dalla posizione di abortista ad una posizione di antiabortista
dichiarato.
Ho immediatamente comunicato la dichiarazione di obiezione di coscienza alla
direzione sanitaria. e scoppia la bomba! Noi siamo una megalopoli che va da
La Spezia a Livorno, molto popolosa, una popolazione di quasi un milione di
abitanti. Allora, scoppia questa bomba, e ancora peggio.. non solo diventa
antiabortista dichiarato, ma si unisce ad un gruppo di desperados e fondano
il CAV. E io subisco una netta aggressione personale, umana, gravissima; tra
l'altro, superata bene grazie all'aiuto della mia famiglia. Tra le bufale
che iniziano a girare. -e che ancora girano- . l'altra volta mi è stato
chiesto dal marito di una donna che aveva partorito: "ma è vero che ha visto
la Madonna?" cioè, una delle cose che più giravano all'epoca era: che ero
andato a Medjugorie.. perché affetto da un cancro.. avevo avuto una visione
e allora ero stato costretto. Un'altra era che avevo avuto una relazione con
una monaca, e che quindi avevo dovuto scegliere di diventare antiabortista
per continuare ad avere questa relazione. Ora ci ridiamo su. ma allora..
lettere anonime alla direzione sanitaria, che dicevano che io facevo aborti
clandestini e mi facevo pagare, mentre avevo fatto obiezione di coscienza
pubblica. sul piano della libera professione un peso notevole: il 75% dei
miei pazienti non li ho più visti.
> Il 18 aprile 1998 ho avuto la fortuna di assistere ad una conferenze
del
> dott. Migliorini, medico ginecologo di Massa Carrara.
> Il dott. Migliorini č stato per anni e anni un abortista convinto: ha
> praticato piů di mille aborti.
( SNIP )
ciao Angela
Ho letto solo ora tutta la storia del dott. Migliorini
e mi ha lasciato senza parole :-(
Ti ringrazio infinitamente per averla trascritta
ne faro' avere una copia al Centro Aiuto alla Vita di Thiene
Ne approfitto per lanciare un'idea :
Vi ricordate di quella donna che avendo gia' 4 figli
e avendo notevoli problemi economici ( famiglia monoreddito )
aveva deciso di abortire , mentre poi grazie alle preghiere
di questo NG e all'aiuto esterno del Centro Aiuto alla Vita
ha deciso di portare avanti anche la quinta gravidanza ?
Ora a questa donna e' gia' stato assegnato un "gruppo adottivo"
cioe' qualcuno che si incarichi di corrispondere un contributo
di circa 300.000 Lire al mese fino almeno 12 mesi
Noi potremmo eventualmente "proseguire" il progetto Gemma
fino al compimento del terzo anno di eta' del bambino
Cosa ne pensate ?
Sarebbe un segno concreto anche perche'
il padre e la madre sono mussulmani
e noi cattolici possiamo essere "madri e padri nell'amore "
di questo bambino che sara' mussulmano
NON e' GRANDE ?
Ciao da Piero
PS : oggi e domani saranno a casa mia Marina & Enrico
Sent via Deja.com http://www.deja.com/
Before you buy.
Ciao, Piero.
> PS : oggi e domani saranno a casa mia Marina & Enrico
Beh, salutami anche loro, oltre a Valentina.
Sini