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Torcete il collo ai canarini-La distruzione psicologica di una nazione

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donquixote

unread,
Oct 18, 2009, 6:48:11 AM10/18/09
to
Il Giornale
Il regime che condannava sussurrando
di Stenio Solinas
Sospetto e silenzio si intitola in italiano l'imponente saggio
di Orlando Figes (Mondadori, pagg. 645, euro 38, traduzione
di Luisa Agnese Dalla Fontana) sulle �vite private nella Russia
di Stalin�, ma noi continuiamo a preferire il titolo originale
dell'edizione inglese uscita due anni fa: The Whisperers,
I sussurratori.
Perch� nulla rende meglio l'idea di un potere occhiuto e temuto,
insondabile e imprevedibile, di un sostantivo che evoca una societ�
di sudditi dove si vive e si muore sottovoce, ovvero in apnea,
consapevoli che ogni giudizio ti pu� essere imputato, ogni affermazione
ti pu� condannare, ogni sentimento ti si pu� ritorcere contro.
Ma to whisper pu� anche voler dire sparlare, fare la spia, calunniare
e infatti Figes racconta non solo e non tanto la realt� di un regime
totalitario, quanto la costruzione di una nuova psicologia inumana
nella sua essenza, dove i figli denunciano i padri, le mogli i mariti,
spiare � glorioso, tradire � santificato e giusto essere condannati
ingiustamente...
Nessun regime autoritario del passato ag� cos� capillarmente
sulle vite private di chi gli stava sotto, nessun regime totalitario
novecentesco manipol� cos� massicciamente le menti delle masse
su cui esercitava il proprio dominio.
Il comunismo al potere in Urss fu il pi� sofisticato e il pi� spregevole
esempio di schiavit� intellettuale imposta a tal punto da trasformarsi
in habitus mentale, in modo di vivere, in modello comportamentale.
In Sospetto e silenzio il lettore trover� le cifre e le vicende di questa
mattanza ideologica e politica, la realt� dei gulag e dei processi-farsa
e insomma l'impianto storico-cronachistico in cui essa si incarna,
ma a noi interessa di pi� dar conto dell'altro aspetto, quello relativo
alle mentalit�, alla orwelliana edificazione di un bis-pensiero
e di una neo-lingua, di una �nuova umanit� di segno rovesciato,
dove di umano alla fine non c'� pi� niente e di nuovo l'eterna pratica
del terrore.
Nelle seicento e passa pagine di un saggio denso di note, memorie,
testimonianze dirette, fonti d'archivio, materiale inedito, Figes illumina
tutto ci� in maniera rapsodica. Qui cercheremo di metterlo in evidenza
in forma tematica, per meglio facilitarne la comprensione e la lettura.

LA PERSONALIT� COLLETTIVA
Alla base del comunismo c'� questo principio, il principio del servizio
al partito e alla sua causa, il prototipo di un essere umano nuovo,
una �personalit� collettiva�, appunto, il cui compito � di �far
esplodere il guscio delle vite private�. Come dir� Nadezda
Krupskaja, la moglie di Lenin, �distinguere fra vita privata
e vita pubblica, prima o poi porter� al tradimento del comunismo�.
Cos�, la sfera personale viene ad essere assoggettata alla supervisione
pubblica, cos�, ogni spazio privato al di fuori del controllo dello Stato
� di per s� un brodo di coltura per contro-rivoluzionari, e quindi
va cercato, scoperto ed eliminato.
Come scriver� Majakovskij, �torcete il collo ai canarini/
perch� da essi non venga sopraffatto il comunismo�, dove i canarini
stanno per la domesticit� �piccolo-borghese�...
[Majakovskij, poeta fanaticamente comunista, fin� suicida
(o suicidato...)
http://pernillaandersson.files.wordpress.com/2009/01/majakovskij-02.jpg]

IL PARTITO E IL DISSENSO
La �moralit� comunista era un atto di fede, ovvero la conformit�
agli interessi del partito. Fede era sinonimo di coscienza pulita
e una questione pubblica, non privata. Il giudizio collettivo
del partito doveva essere accettato come la �giustizia�.
Epurazioni e processi erano una sorta di inquisizione morale
dell'anima dell'imputato per smascherare la verit� delle sue convinzioni.
Questo spiega anche l'importanza attribuita alle confessioni, considerate
�la rivelazione dell'io segreto�.
Tutto ci� significava che se un membro del partito veniva accusato,
doveva pentirsi, inginocchiarsi davanti al partito, accettare
la condanna.
Difendersi non era dunque un atto dovuto e/o un diritto,
bens� il macchiarsi di un altro reato: dissenso dalla volont� del partito...

LA FINZIONE E LA VERIT�
Si poteva essere comunisti esemplari, ma avere una tara
nel proprio passato: un'origine aristocratica o contadina,
una parentela sospetta...
Ci� portava a un desiderio di riscatto da un lato, e quindi
di maggior dedizione alla causa, di paura, vergogna,
senso d'inferiorit�, odio segreto, perfino, dall'altro, eternamente
in attesa della punizione che poteva arrivare...
In questa duplicit�, dove l'io interiore veniva sacrificato
alla dimensione pubblica, si arrivava a �sentire di essere
la persona che si fingeva di essere�.

VITA DA LUPI
Era la diretta conseguenza della finzione-realt� precedente.
La negazione-rinnegamento delle proprie origini, l'assunzione
spesso di una nuova identit� voleva dire stare sempre in guardia,
non tradirsi, non fare passi falsi, avere sempre paura.
�Quando vivi con i lupi impara a vivere come un lupo�.

LA SORVEGLIANZA COLLETTIVA
La kommunalka, ovvero l'appartamento in coabitazione, faceva s�
che ognuno degli inquilini sapesse tutto degli altri: orari, abitudini,
amicizie, confidenze (le pareti erano sottili, spesso non arrivavano
al soffitto...). Poich� niente in quegli spazi poteva essere considerato
privato, si entrava nelle stanze altrui durante un litigio, o perch�
c'era troppo rumore. L'atmosfera era mefitica, la tensione
continua, la denuncia un'arma...

L'UTOPIA E LA REALT�
Come scriver� Nadezda Mandel'stam, �un uomo, il quale sapesse
che con i mattoni del futuro non si pu� costruire il presente,
si rassegnava in anticipo alla propria inevitabile fine
e non poteva certo giurare di non finire fucilato�.
Ecco perch� non ci si poteva permettere di non credere nella promessa
di una vita migliore e per far questo era necessario un atto consapevole
di fede politica: accettare, ancora e sempre, il partito come fonte di
verit�. Ci� portava a una dissociazione perenne, la fallimentare pratica
quotidiana che si urtava con la grande strategia, di per s� infallibile.

LA TEORIA DEL BOA
Perch� non cercare di scappare, perch� attendere rassegnati
l'arresto e spesso quindi la morte?
La passivit� fu uno degli aspetti pi� straordinari del terrore staliniano.
C'erano molti modi per evitarlo, nota Figes: �Quelli pi� semplici
consistevano nell'abbandonare le citt� e assumere una nuova identit�
acquistando falsi documenti al mercato nero, dal momento che la Nkvd
non riusciva a rintracciare le persone trasferite�...
E invece tutti aspettavano, una borsa accanto al letto, di essere
risucchiati... Era una forma di ipnosi dal potere, secondo
la testimonianza dello sceneggiatore Valerj Frid:
�Eravamo tutti come conigli che riconoscono il diritto del boa
di inghiottirli. Entravamo nella sua bocca con la sensazione
di andare incontro al proprio destino�.

NON CI SI NASCONDE AL PARTITO
Era la variante del �diritto del boa� di cui sopra.
La convinzione della propria innocenza immobilizzava
molti bolscevichi. Si crogiolavano nell'idea che venissero arrestati
solo i colpevoli e che la loro innocenza li avrebbe, appunto, protetti...
�Io, comunista, dovrei nascondermi al partito� dicevano
a mo' di spiegazione-giustificazione. Arrestati, pur sapendo
di essere innocenti, accettavano di dichiararsi colpevoli
se era questo che il partito voleva da loro.
Non lo avrebbero deluso.

I SUSSURRATORI
La fine di una comunicazione autentica, porta a una societ�
della diffidenza, dove la dissimulazione � costante e esteriormente
ci si uniforma al codice di comportamento richiesto.
Ma proprio perch� tutti indossano una maschera, si deve anche
accettare l'ipotesi che essa sia appunto tale e nasconda spie e traditori...
� su questo presupposto che denunce e rapporti su �complotti�
e �poteri occulti� diventavano credibili: non solo per il grande
pubblico, ma anche fra colleghi, amici, vicini...
Come si legge in un diario dell'epoca rimasto inedito:
�Gli unici a esprimere le proprie opinioni in pubblico
sono gli ubriachi... L'enorme massa parla sottovoce,
altri bisbigliano fra s� in solitudine, molti hanno imparato
a mantenere il silenzio assoluto, come fossero in una tomba...�.

I NEMICI DEL POPOLO
La prova che esistessero era il fatto che degli innocenti finissero dentro!
La dialettica marxista e/o la propaganda di partito facevano s�
che la vittima cercasse di sopravvivere alle punizioni continuando
a credere in Stalin e a pensare che i �nemici del popolo�
ingannassero anche lui...

DUE RUSSIE, ANZI TRE
�Adesso quelli che sono stati arrestati torneranno, e due Russie
si guarderanno negli occhi: quella che ha mandato questa gente
nei campi e quella che � tornata� scrisse Anna Achamatova
anticipando gli anni del �disgelo�, quando i prigionieri
tornavano dai gulag e si trovavano faccia a faccia con i colleghi,
i vicini, gli amici da cui erano stati denunciati.
Ma c'era anche una terza Russia, quella dei rimasti a casa,
sottoposta a tensioni logoranti, all'orrore d'aver dovuto rinnegare
ogni legame familiare, alla paura di aver avuto un parente finito
in carcere e quindi sentito come una minaccia.
Tre Russie che si sentivano reciprocamente rifiutate e estranee
le une alle altre.
Questo racconta Sospetto e silenzio: la distruzione psicologica
di una nazione.

Pio IX, enciclica Divini Redemptoris:
"Procurate, Venerabili Fratelli, che i fedeli non si lascino ingannare!
Il comunismo � intrinsecamente perverso e non si pu� ammettere
in nessun campo la collaborazione con esso da parte di chiunque
voglia salvare la civilizzazione cristiana.
E se taluni indotti in errore cooperassero alla vittoria del comunismo
nel loro paese, cadranno per primi come vittime del loro errore,
e quanto pi� le regioni dove il comunismo riesce a penetrare
si distinguono per l'antichit� e la grandezza della loro civilt� cristiana,
tanto pi� devastatore vi si manifester� l'odio dei �senza Dio�.


Il padano
BORGHEZIO "Libert� di stampa? Eurodeputati conigli"
Bruxelles (Belgio) - "Una pagina non esaltante per il Parlamento
europeo - ha esordito l'eurodeputato Mario Borghezio intervenendo
nel ridicolo dibattito in Aula a Bruxelles sulla libert� di informazione
in Italia - posto che in Eurolandia non c'� nessun Paese che goda
pi� libert� del nostro!".

Rivolgendosi poi direttamente all'eurodeputatp Sassoli, Borghezio
ha aggiunto che "quando in Italia governava la sinistra e un partito
rappresentato in Parlamento come la Lega Nord aveva in Rai lo 0,1%
degli spazi, dove eravate voi difensori della libert� di informazione
a senso unico?
Si � forse dimesso qualcuno per protesta dai ben pagati stipendi Rai?".
Sul ruolo della stampa, Borghezio ha attaccato "il sindacato unico
tipo-soviet dei giornalisti italiani (la Fnsi, ndr), dove le minoranze
non hanno voce: bei difensori della libert�!".

Borghezio ha concluso invitando i parlamentari della sinistra,
da lui definiti ripetutamente "conigli" ad "andare a manifestare
per la libert� di informazione non comodamente al Parlamento
europeo ma a Cuba, a Pechino e a Teheran, dove i giornalisti
muoiono per la libert� di stampa".

Blitzquotidiano
Parlamento europeo: Borghezio grida in aula "Conigli" e Vattimo esce
Tensione in aula dell'Europarlamento durante il dibattito
sull'informazione in Italia.
A scaldare gli animi il leghista Mario Borghezio che a un certo
punto ha esclamato: �Andate a incatenarvi a Pechino, Cuba o Teheran.
L� si muore per la libert� di informazione. Conigli, conigli, conigli�.
Gianni Vattimo, eletto nelle liste dell'Italia dei Valori,
ha lasciato l'aula.
[Nella foto, il famigerato "priore" della famigerastra comunit�
bisex di Bose, Enzo Bianchi, insieme al filosofo relativista e gay
Gianni Vattimo.
Il diavolo non li fa, ma poi li accoppia......
http://www.aclibergamo.it/public/home/primopiano/images/incontri6.jpg
http://tinyurl.com/yzl6yhg
http://tinyurl.com/c8j7kg
http://tinyurl.com/nf3f46 ]

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