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La Chiesa e gli scritti di Maria Valtorta

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Lori

unread,
Nov 26, 2003, 5:38:45 AM11/26/03
to
Sono tanti i motivi per cui la Chiesa è amata da chi cerca di essere un
buon cristiano ed è stimata da chi ha una buona onestà intellettuale e
morale e tuttavia ancora non riesce a dirsi credente cristiano.
La saggenza è uno dei motivi importanti.
Verifichiamo insieme come la Chiesa è stata e continua ad essere saggia
rispetto agli scritti di Maria Valtorta.

<<Nel retro di ognuno dei 10 volumi "L'Evamgelo come mi è stato rivelto"
trovo scritto e trascrivo fedelmente:
L' Opera di Maria valtorta non aggiunge nulla alla Rivelazione e non è
il quinto Vangelo, ma completa e illustra, nella forma di una
rivelazione privata, la narrazione dei quattro Vangeli.
Essa corcolava solo in copie dattiloscritte quando il Papa Pio XII
l'ebbe in lettura e poi consigliò - nell'udienza accordata a tre
religiosi Serviti il 26 febbraio 1948 - di pubblicarla "così come sta",
disapprovando il testo di una prefazione che avrebbe potuto condizionare
il pensiero del lettore.
Malgrado l'assenso (ufficioso e privato) del Papa e i consensi (scritti
e firmati) di personalità ecclesiastiche e laiche tra le più note di
quel tempo, il sant'Uffizio prese a osteggiare la pubblicazione
dell'Opera, fino a mettere all'Indice la sua prima edizione con decreto
del 16 dicembre 1959. Un articolo apparso su L'Osservatore Romano del 6
gennaio 1960 lasciava capire che il provvedimento di condanna aveva
avuto un carattere disciplinare e non di censura. L'Indice dei libri
proibiti fu poi soppresso, ma una nota vaticana del 1966, relativa
all'opera valtortiana, precisava che esso aveva conservato il suo valore
morale pur essendo decaduto come legge ecclesiastica.
Il card. Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della
Fede (ex-Sant'ufficio), nella lettera al card. Siri, arcivescovo di
Genova, dichiarava che l'Opera fu condannata "al fine di neutralizzare i
danni che tale pubblicazione può arrecare ai fedeli più sprovveduti".
Pertanto, pur senza chiarire di quali danni si trattasse, egli svelava
che il Sant'Uffizio intese proibire la lettura dell'Opera non a tutti i
cattolici, ma solo ai più sprovveduti (a quelli, ovviamente, che
potevano essere cosiderati tali nel 1959, anno della condanna).
Infine, da una lettera che il segretario generale della Conferenza
Episcopale Italiana, mos: Dionigi Tettamanzi, ha inviato in data 6
maggio 1992 all'editore Emilio Pisani, traspare che l'autorità
ecclesiastica permette la lettura dell'Opera a tutti i cattolici senza
distinzione alcuna, alla sola condizione che essi non la ritengano di
origine soprannaturale. La mancanza di una qualsiasi censura al suo
contenuto convalida l'antico consiglio di un Papa a proporla "così come
sta">>. Per approfondire l'argomento vedere www.mariavaltorta.com
Saluto tutti con affetto in Gesù e nella sua e nostra Madre. Lori
--
Home Page : http://digilander.iol.it/Marialoreta/

Claudio Pace

unread,
Nov 26, 2003, 8:19:58 AM11/26/03
to
Il 26 Nov 2003, 11:38, Lori <maria...@libero.it> ha scritto:
>[...]

> Verifichiamo insieme come la Chiesa è stata e continua ad
> essere saggia rispetto agli scritti di Maria Valtorta.

Che vuol dire questa espressione?
"Essere saggia rispetto agli scritti di . . . "?

E cosa intendi per Chiesa?

Il Magistero, i fedeli, . . . cosa intendi?



> <<Nel retro di ognuno dei 10 volumi "L'Evamgelo come mi è
> stato rivelto"
> trovo scritto e trascrivo fedelmente:
> L' Opera di Maria valtorta non aggiunge nulla alla Rivelazione > e non è
il quinto Vangelo, ma completa e illustra, nella
> forma di una rivelazione privata, la narrazione dei quattro
> Vangeli.

>[...]

Al di là del fatto che aggiunga o tolga qualcosa, l'espressione 'L'Evangelo
come mi è stato rivelato" è un espressione assai ambigua, che non è imho
accettabile per un fedele cattolico.

Il Vangelo è uno, la Rivelazione è una, la "rivelazione privata" non è, non
può essere "Evangelo", al più può rimarcare il 'Vangelo', . . . se il
contenuto di alcuni scritti viene definito 'vangelo' nel senso di 'vangelo
rivelato', allora siamo davvero ai confini dell'ortodossia se non fuori.

Questo al di là della validità, verdicità, bontà degli scritti valtortiani
sui quali non intendo entrare nel merito, e delle buone cose che papi,
vescovi, cardinali possono avere detto della Valtorta e delle sue opere, . .
.. sei d'accordo Lori?

In altra parole credo si possa fare un errato uso degli scritti valtortiani,
esattamente come si può fare un errato uso del Vangelo stesso, . . .
l'editore, se vuole rimanere nell'ortodossia, dovrebbe correggere la
dicitura che citi e lo spirito, . . . pena lo sciupare un dono, una
rivelazione per privata che sia.

Ciao
Claudio Pace.

--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/

Antonio Casini

unread,
Nov 26, 2003, 8:45:34 AM11/26/03
to
Il 26 Nov 2003, 11:38, Lori <maria...@libero.it> ha scritto:

[....]


> Verifichiamo insieme come la Chiesa è stata e continua ad essere saggia
> rispetto agli scritti di Maria Valtorta.

E via a trascrivere qualcosache seppur rispettabilissimo, nno e' scritto
della Chiesa, ma dell'Editore Pisani.

Dici quindi un'altra non verita' quando attribuisci qui contro una ulteriore
evidenza, cio' che NON e' stata la Ciesa a scrivere.


La Chiesa, come ho dimostrato ampiamente da fonti originali, e' stata decisa
e netta dichiarando che non ritiene vi sia soprannaturalita' negli scritti
di Maria Valtorta.

Tu che hai fatto di questa opera un idolo tanto da mentire a Dio stesso che
e' Verita' pur di propagandarla e facendo un pessimo servizio anche alla
Valtorta stessa, dovresti solo tacere e vergognarti.

Ma la vergogna non si confa' ad un orgoglio par tuo.

Profondamente disgustato.

Antonio Casini

[....]

Emilio Bellini

unread,
Nov 26, 2003, 5:33:25 PM11/26/03
to
samuel...@libero.it (Antonio Casini) wrote in message
>
> Tu che hai fatto di questa opera un idolo tanto da mentire a Dio stesso che
> e' Verita' pur di propagandarla e facendo un pessimo servizio anche alla
> Valtorta stessa, dovresti solo tacere e vergognarti.
>
> Ma la vergogna non si confa' ad un orgoglio par tuo.
>
> Profondamente disgustato.
>
> Antonio Casini
>
> [....]

Degli scritti di questa Maria Valtorta conosco ben poco e in fondo non
mi interessa molto. Quello che invece mi colpisce ed impressiona è il
"tono" del confronto e gli apprezzamenti "fraterni" qui espressi.

Se la nostra capacità di reciproca comprensione e (perché non
dirlo?!), ove occorra "perdono", è tutta qui, sarei tentato di
vergognarmi davvero di essere "cristiano": per fortuna, però, resta
Gesù Cristo!

A parte questa modesta considerazione, in ogni "opinione"
razionalmente espressa credo ci sia un "fondo" di verità, che è poi il
"punto di vista" dal quale è stata formulata; altrimenti sarebbe pura
follia!

Ora mi è parso che il "punto di vista" dell' "idolatra" che mente
perfino a Dio pur di continuare ad "adorare" la sua "verità" e
"propagandarla", questo "orgoglioso" che dovrebbe solo "tacere e
vergognarsi", ha pur cercato di offrire una "motivazione" del suo
"punto di vista".

Non era sufficiente limitarsi a controbattere pacatamente tale
motivazione, lasciando a ciascuno la libertà di pensare quello che più
gli pare giusto?

O dobbiamo considerarci tutti quanti degli sprovveduti, incapaci di
giudicare serenamente ed in coscienza?

iGpM

Emilio

Lori

unread,
Nov 27, 2003, 2:21:16 AM11/27/03
to
Emilio Bellini wrote:
> samuel...@libero.it (Antonio Casini) wrote in message
>>.......
> ....

> Se la nostra capacità di reciproca comprensione e (perché non
> dirlo?!), ove occorra "perdono", è tutta qui, sarei tentato di
> vergognarmi davvero di essere "cristiano": per fortuna, però, resta
> Gesù Cristo!
Emilio, grazie per il tuo intervento davvero saggio, quindi cristiano!

> Non era sufficiente limitarsi a controbattere pacatamente tale
> motivazione, lasciando a ciascuno la libertà di pensare quello che più
> gli pare giusto?

Idem! Se ti capita di dare anche solo un rapido sguardo a tutto quello
che nel passato ho scritto all'amico potrai verificare che ho cercato di
comportarmi come tu proponi, soprattutto per evitare di dare scandalo a
chi non è credente o è diversamente credente. Ma forse non ho fatto
abbastanza, forse ho pregato poco. E di questo chiedo perdono prima
all'amico e poi al Signore Gesù.


>
> O dobbiamo considerarci tutti quanti degli sprovveduti, incapaci di
> giudicare serenamente ed in coscienza?

Purtroppo basta poco, caro Emilio, per ritrovarci sprovveduti.
Abbiamo bisogno di profonda sincera conversione interiore, perché non
succeda che, mentre pensiamo di esaltare la Verità, Dio, esaltiamo
soltanto la nostra verità personale, il nostro io soltanto.
Di nuovo grazie per la luce! Posso chiederti di pregare per me?
Ti saluto con affetto in Gesù e nella sua e nostra Madre. Lori

Antonio Casini

unread,
Nov 26, 2003, 10:59:59 PM11/26/03
to
"Emilio Bellini" <emiliogioco...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:eea1a43c.03112...@posting.google.com...

[......]


> Se la nostra capacità di reciproca comprensione e (perché non
> dirlo?!), ove occorra "perdono", è tutta qui,

Ricorda pero' come il nostro modello, Gesu', ci ha detto di
comportarci:

perdonare sempre, ma se viene cjhiesto il perdono.

Qui invece viene propugnata una falsita', e qui non c'e' richiesta
di perdono, ne' ammenda diretta a tutti quelli scandalizzati da tale
comportamento bugiardo.

Se ci fosse richiesta di perdono e revisione di comportamento secondo la
Chiesa, farei davvero festa.

Per intanto prego perche' avvenga.

[......]
> iGpM
> Emilio

Santi Angeli ed Arcangeli, pregate per noi.

Antonio Casini
--
"qual meraviglia se i cattolici, strenui difensori della Chiesa, son fatti
segno dai modernisti di somma malevolenza e di livore?"
(Papa San Pio X)

Lori

unread,
Nov 27, 2003, 4:18:48 AM11/27/03
to
Claudio Pace wrote:
> Il 26 Nov 2003, 11:38, Lori <maria...@libero.it> ha scritto:
>>[...]
>>Verifichiamo insieme come la Chiesa è stata e continua ad
>>essere saggia rispetto agli scritti di Maria Valtorta.
> Che vuol dire questa espressione?
> "Essere saggia rispetto agli scritti di . . . "?
Ciao, Claudio! Sono contenta di risentirti.
Vuoi mettermi in difficoltà con la tua domanda?
Provo a riformularti il pensiero: vediamo insieme il comportamento
saggio che la Chiesa ha finora avuto nei confronti degli scritti di
Maria Valtorta.

>
> E cosa intendi per Chiesa?

Teoricamente tutto il Corpo mistico di Gesù. E' compito infatti di tutti
i battezzati amare e proteggere la Verità Rivelata e quindi verificare
se ogni contenuto che si presenti come possibile rivelazione privata è
conforme o no ad Essa. Ma tra la teoria e la pratica, tra il dire e il
fare, c'è sempre di mezzo il mare. Quindi, poiché non tutti i battezzati
ci comportiamo come "battezzati", sepolti cioè nell'errore e nel peccato
e risorti alla luce e alla santità, è stato solo giusto che Gesù col Suo
Spirito attrezzasse bene, rendesse cioè veramente idonei a dire l'ultima
parola nelle verità di fede il suo Pietro e i Pastori uniti con lui
nell'amore.
>>....]


> Al di là del fatto che aggiunga o tolga qualcosa, l'espressione 'L'Evangelo
> come mi è stato rivelato" è un espressione assai ambigua, che non è imho
> accettabile per un fedele cattolico.
> Il Vangelo è uno, la Rivelazione è una, la "rivelazione privata" non è, non
> può essere "Evangelo", al più può rimarcare il 'Vangelo', . . . se il
> contenuto di alcuni scritti viene definito 'vangelo' nel senso di 'vangelo
> rivelato', allora siamo davvero ai confini dell'ortodossia se non fuori.
> Questo al di là della validità, verdicità, bontà degli scritti valtortiani
> sui quali non intendo entrare nel merito, e delle buone cose che papi,
> vescovi, cardinali possono avere detto della Valtorta e delle sue opere, . .
> .. sei d'accordo Lori?

Devo confessarti che il titolo con cui ora si presenta l'opera anche a
me ha fatto un certo effetto. Ma ragionandoci un po' su, anche alla luce
di come sono stati scritti e redatti i Vangeli, mi son chiesta: e perché
dovremmo noi negare a Gesù il diritto di presentare in forma narrativa e
descrittiva, attraverso una povera donna, il suo messaggio d'amore che
due mila anni fa ha presentato al mondo, attraverso gli evangelisti,
solo con poche battute lapidarie, solo con brevi, scarni racconti?
Concordo perfettamente con te che la Verità è una. Ma perché l'unica
Verità dovrebbe essere espressa in un unico modo?


> . . .
> l'editore, se vuole rimanere nell'ortodossia, dovrebbe correggere la
> dicitura che citi e lo spirito, . . .

Caro Claudio, io l'editore Pisani non lo conosco proprio. L'amico mi
accusa di aver preso quello che ha scritto lui nel retro di singoli
volumi, come pensiero della Chiesa. Io non ho mai avuto neppure il
piacere di incontrare le nostre illustre autorità ecclesiastiche.
Nel '91 però ho avuto modo di conoscere un santo anziano Sacerdote,
monsignore ex-esorcista che fin dal nostro primo incontro mi ha fatto
una certa pressione perché io leggessi l'Opera della Valtorta che non
sapevo neppure che esistesse. Come ho già detto, cinque o sei volte sono
tornata da lui a dirgli che quell'opera non riuscivo proprio a leggerla.
Lui per convincermi a seguire il suo consiglio mi disse esattamente
tutto quello che ora trovo scritto nel retro della nuova edizione.
Quindi non penso proprio che quello che ho trascritto sia una trovata di
Pisani per vendere la sua opera.
E devo dirti ancora una cosa. Quel mio primo confessore è morto qualche
anno fa in grande fama di santità. Ora ho un altro confessore molto
spirituale, direi così trasparente che è difficile non vedere in lui
Gesù. Bene, ultimamente mi ha detto: "Non sono interessato agli scritti
di Maria Valtorta, ma rispetto chi è ad essi interessato, perché la
Chiesa ha rimosso ogni divieto. Ma ti posso assicurare una cosa: ho
letto tutte le accuse che le si muovono contro e non ne ho trovata una
sola solida, vera".
Claudio, esaurienti le mie risposte? Spero di sì.
Ti saluto con affetto in Gesù e nella sua e nostra Madre. Lori

Sebastiano

unread,
Nov 27, 2003, 3:04:21 PM11/27/03
to

Antonio Casini wrote:
....


> Ricorda pero' come il nostro modello, Gesu', ci ha detto di
> comportarci:
>
> perdonare sempre, ma se viene cjhiesto il perdono.

"
- Signore, quante volte devo perdonare al mio fratelo? Sette
volte?-
- Non sette, ma settanta volte sette"
a memoria senza nessuna aggiunta:
"a condizione che ti abbia chiesto scusa"

ha,
la mia scarsa memoria come è messa male

Sebastiano

Claudio Pace

unread,
Nov 27, 2003, 3:40:22 PM11/27/03
to
Il 27 Nov 2003, 10:18, Lori <maria...@libero.it> ha scritto:
>[...]
> letto tutte le accuse che le si muovono contro e non ne ho trovata una
> sola solida, vera".
> Claudio, esaurienti le mie risposte? Spero di sì.

Le ho trovate, in sincerità, un po' dispersive.

Giri, giri intorno alla questione essenziale con tante parole e
ragionamenti, come quello sui diversi modi di esprimere l'unica verità, che
tendono a scansare il cuore del problema . . .

La questione è il 'Vangelo', come non pensare alle parole dell'apostolo ( in
Galati credo ) che con disperazione e pathos ,come gridasse, afferma ai suoi
interlocutori, ( + o - cito a memoria )'Se anche un angelo predicasse un
Vangelo diverso da quello che vi ho predicato', . . .

Il Vangelo è uno, e il modo con cui vi si giunge è uno, è il battesimo che
abbiamo ricevuto come sacramento, e che ci ha 'inglobato' nella Chiesa, una,
santa, cattolica, apostolica.

E' nella Chiesa che qualunque fedele di qualunque epoca, dalla Santissima
Madre Nostra all'ultimo xno che ci sarà nella storia, che si accoglie il
Vangelo che una volta per tutte lo Spirito 'sedendosi' nella Chiesa ha fatto
conoscere in ogni parte della terra, . . .

Se le opere della Valtorta o del più grande dottore della Chiesa venissero
presentate come 'Vangelo rivelato alla Valtorta o al più grande dottore
della Chiesa' esse sarebbero un vangelo diverso da quello predicato da Paolo
di Tarso, da Cefa, dagli apostoli e dai suoi successori, i vescovi, . . .

Senza questa chiarezza Lori, la tua fede, la mia fede, il nostro essere
cristiani, cattolici, perde di senso e di efficacia e ciò che potrebbe
esserci di buono in noi, nella Valtorta o nel più grande dottore della
Chiesa si disperde come il sale che perde di sapore.

Riflettici Lori, e chiediti, se il Signore oggi non ti chiede una fede più
solida.

Ti ha dato qualcosa di buono la Valtorta?

Ok, prendi ciò che buono e vai, innamorati della Parola, del Magistero,
solido, sicuro, qualunque rivelazione privata, se autentica, non può che
portarci a questo, a cercare una solida formazione cristiana, un approccio
che non sia sempre solo una ricerca del latte di consolazioni spirituali,
che a lungo andare può portarci a rifiutare . . . la croce.

Forse un giorno ti capiterà, come a me è capitato di
prendere un bel cartone, dove conservare tutti questi libri della Valtorta,
e di prendere in mano il Vangelo, di leggerLo immergendosi in esso, senza
bisogno che sia la narrazione della Valtorta a farlo, ma la nostra orazione
.. . .

Sarai tu Lori a trovarti con Lui, senza mediazioni umane, mentre predica la
buona novella del regno o mentre sale il calvario carico della croce, . . .

Sarai tu a vederlo agonizzante nel Gestemani o glorioso nel mattino della
Resurrezione, . . .

Un saluto

Emilio Bellini

unread,
Nov 27, 2003, 5:13:39 PM11/27/03
to
"Antonio Casini" <samuel...@libero.it> wrote in message news:<bq3th4$1usamk$1...@ID-193815.news.uni-berlin.de>...

> "Emilio Bellini" <emiliogioco...@tin.it> ha scritto nel messaggio
> news:eea1a43c.03112...@posting.google.com...
>
> [......]

> > Se la nostra capacità di reciproca comprensione e (perché non
> > dirlo?!), ove occorra "perdono", è tutta qui,
>
> Ricorda pero' come il nostro modello, Gesu', ci ha detto di
> comportarci:
>
> perdonare sempre, ma se viene cjhiesto il perdono.

L'argomento è interessante, vogliamo provarci ad approfondirlo
insieme?
Nell' Antico testamento: <<Lamech disse alle sue mogli: ...sette volte
sarà vendicato Caino, ma Lamech settantasette volte!">> (Gen. 4,
23-24). All'offesa non c'è perdono!

Però: <<Non vendicarti e non serbare rancore verso i figli del tuo
popolo, ma ama il prossimo tuo come te stesso. Io sono Jahve.>>
(Levitico 19, 18).

Dunque, già nell'Antico Testamento "la norma vendicativa" di Lamech
veniva rimossa da Dio stesso con il comandamento dell'amore
"incondizionato" del prossimo, che Gesù ha portato a perfezione somma.

Né dimentico Matteo 18, 15-18: si tratta di un fratello che commette
una "colpa", dunque verso tutta la Comunità, generando grave pericolo
di scandalo; se non ascolta né chi lo ammonisce, né ascolta il
rimprovero dinanzi a due testimoni, né, infine, non ascolta neanche
l'assemblea (nel nostro caso la Chiesa), allora <<sia per te come un
pagano e un pubblicano>> (Mt 18, 17).

Se, però, il fratello pecca "contro di me", allora il perdono non deve
avere limiti! (cfr Mt 18, 21-22). E' anche vero, però, che, sempre in
Mt 18, 23-33 abbiamo l'esempio di un "debitore" che chiede inutilmente
perdono a chi è già stato perdonato generosamente dal suo "padrone".
In tal caso il perdono è un obbligo a pena di eterna "perdizione":
<<Così anche il mio Padre celeste farà a ciascuno di voi, se non
perdonerete di cuore al vostro fratello>> (Mt 18, 35).

Ricordo anche Luca 6,36-37: <<Siate misericordiosi, come è
misericordioso il Padre vostro. Non giudicate e non sarete giudicati;
non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato;
...>>.

E' anche vero, però, che: <<Se tuio fratello pecca, rimproveralo, ma
se si pente, perdonagli. E se pecca sette volte al giorno contro di te
e sette volte ti dice: Mi pento, tu gli perdonerai>> (Luca 17,3-4).

Non è necessario insistere sulla preghiera che Gesù ci ha insegnato,
nella quale chiediamo al Padre di rimetterci i debiti verso la sua
Maestà, così come noi siamo pronti a rimetterli a chi è in debito
verso di noi!

> Qui invece viene propugnata una falsita', e qui non c'e' richiesta
> di perdono, ne' ammenda diretta a tutti quelli scandalizzati da tale
> comportamento bugiardo.
>
> Se ci fosse richiesta di perdono e revisione di comportamento secondo la
> Chiesa, farei davvero festa.

A questo punto, sinceramente, non me la sento di "giudicare" né di
mettere un fratello sotto accusa; se questo lo facesse apertamente la
Chiesa, allora non potrei che pregare per il suo ravvedimento ma,
anche in questo caso, senza arrogarmi il diritto di ingiuriarlo con
epiteti infamanti e sempre rifletterei che sono in ogni caso peggiore
di lui e se Dio non mi tenesse le mani addosso farei molto peggio!

Del resto ricordo che una ragionamento di questo genere è stato fatto
con molta efficacia e partecipazione proprio da don Alfredo nella
rubrica "un sacerdote risponde", non molto tempo addietro.



> Per intanto prego perche' avvenga.

Poiché mi pare, al contrario, di avere letto che proprio lui chiede le
nostre preghiere, essendo però convinto di non fare nulla di male,
concordo nella necessità della preghiera e della comprensione da parte
di tutti noi.

> [......]

> > iGpM

> > Emilio

>Santi Angeli ed Arcangeli, pregate per noi.

Credo proprio, caro Antonio, che ne abbiamo tutti un gran bisogno!

> Antonio Casini

Emilio Bellini

Antonio Casini

unread,
Nov 27, 2003, 6:37:42 PM11/27/03
to
"Emilio Bellini" <emiliogioco...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:eea1a43c.03112...@posting.google.com...

[......]


> L'argomento è interessante, vogliamo provarci ad approfondirlo
> insieme?

Bisogna prima inquadrarlo, e dire che io non mi sto vendicando ma
evidenziando una menzogna.

E dopo averla evidenziata non deve chiedere perdono a me i nquanto
me ma prima a Dio e poi a tutti coloro che ha scandalizzato.

[.....]

> Se, però, il fratello pecca "contro di me", allora il perdono non deve
> avere limiti! (cfr Mt 18, 21-22). E' anche vero, però, che, sempre in
> Mt 18, 23-33 abbiamo l'esempio di un "debitore" che chiede inutilmente
> perdono a chi è già stato perdonato generosamente dal suo "padrone".
> In tal caso il perdono è un obbligo a pena di eterna "perdizione":
> <<Così anche il mio Padre celeste farà a ciascuno di voi, se non
> perdonerete di cuore al vostro fratello>> (Mt 18, 35).

E io fermo qui, e chi sa cosa Lori da sempre scrive su ICR
evidenziera' in se' le tante ragioni per cui dico che questo davvero si
attaglia bene.

[......]

> E' anche vero, però, che: <<Se tuio fratello pecca, rimproveralo, ma
> se si pente, perdonagli. E se pecca sette volte al giorno contro di te
> e sette volte ti dice: Mi pento, tu gli perdonerai>> (Luca 17,3-4).

Preghiamo che Lori si penta e ripari lo scandalo dato.

[......]

> Non è necessario insistere sulla preghiera che Gesù ci ha insegnato,
> nella quale chiediamo al Padre di rimetterci i debiti verso la sua
> Maestà, così come noi siamo pronti a rimetterli a chi è in debito
> verso di noi!

Ultima cosa: non e' in debito verso di me, sei fuori strada.


[......]


> > Per intanto prego perche' avvenga.
>
> Poiché mi pare, al contrario, di avere letto che proprio lui chiede le
> nostre preghiere, essendo però convinto di non fare nulla di male,

Non hai letto nulla, mi dispiace dirtelo, tanto che parli di un uomo
mentree e' una donna.

Dato che vi conosco vecchi, non aspettarti repliche da me.


Annuncio:

a prestissiomo il sito che stavo raccontando volevo costruire, a lode di Dio
ed a confusione del demonio, che certo non ha piacere si usi il tempo che
spesso perdiamo in tante cose a volte provocate da lui, per costruire
qualcosa che torni a sua confusione.


[.....]
> Emilio Bellini

Santi Angeli ed Arcangeli, pregate per noi.

Antonio Casini

Antonio Casini

unread,
Nov 27, 2003, 6:07:16 PM11/27/03
to
"Lori" <maria...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:bq48ji$1uu30g$1...@ID-213429.news.uni-berlin.de...


[......]


> Emilio, grazie per il tuo intervento davvero saggio, quindi cristiano!

Ci fosse Beppe Braida da 'ste parti, riderebbe e parecchio.

[......]


> soprattutto per evitare di dare scandalo a
> chi non è credente o è diversamente credente.

Ai credenti od ai non credenti si da' scandalo mentendo, di questo
tu non ti sei curata.

Ed al di la' delo scandalo, te lo ripeto, le menzogne cosi'
spudorate gridano vendetta al cospetto di Dio che ha detto chiaro la
perseveranza nel male porta alla morte l'anima, qui e nell'al di la'.

[.....]
> Lori

Santi Angeli ed Arcangeli, custoditeci dal male.

Antonio Casini

Antoine

unread,
Nov 28, 2003, 4:03:00 AM11/28/03
to

"Emilio Bellini" <emiliogioco...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:eea1a43c.03112...@posting.google.com...
> "Antonio Casini" <samuel...@libero.it> wrote in message
news:<bq3th4$1usamk$1...@ID-193815.news.uni-berlin.de>...
> > "Emilio Bellini" <emiliogioco...@tin.it> ha scritto nel
messaggio
> > news:eea1a43c.03112...@posting.google.com...
> >
> > [......]
>
> cut

Posso intervenire? A me non risulta che M. Valtorta abbia mai chiesto
perdono: ne una volta, ne settanta volte. Vorrei tanto essere convinto del
contrario. In ogni caso non cambia nulla al contenuto falso, fantasioso e
eretico di molti passi del suo libro. E poi penso, con pietą e amore
fraterno, che questa persona, non molto equilibrata a motivo delle sue
sofferenze fisiche e psichiche, in un 'epoca dove non esisteva nessun
farmaco specifico (a parte la blanda erboristeria e i primi sedativi) non
realizzava assolutamente la necessitą di chiedere perdono e rinunciare alle
sue ossessioni.
Era difficilissimo e in quel tempo guarire o rendere meno virulenti le
ossessioni. Oggi, se non gravi, guariscono in un mese o due di trattamento
psico- farmacologico.
Possono oggi i suoi seguaci distruggere i suoi scritti e chiedere perdono
per lei e per loro. No; e se non lo vogliono fare i normali, a maggior
ragione una persona debilitata (anche mentalemente) non poteva avere ne la
coscienza ne la forza.

Ciao

Antonio T
>
> > Antonio Casini
>
> Emilio Bellini

Emilio Bellini

unread,
Nov 28, 2003, 12:09:20 PM11/28/03
to
Sebastiano <ox...@libero.it> wrote in message news:<3FC65413...@libero.it>...

> Antonio Casini wrote:
> ....
> > Ricorda pero' come il nostro modello, Gesu', ci ha detto di
> > comportarci:
> >
> > perdonare sempre, ma se viene chiesto il perdono.

>
> "
> - Signore, quante volte devo perdonare al mio fratelo? Sette
> volte?-
> - Non sette, ma settanta volte sette"
> a memoria senza nessuna aggiunta:
> "a condizione che ti abbia chiesto scusa"
>
> ha,
> la mia scarsa memoria come è messa male
>
> Sebastiano

Ricordo a memoria che il Signore Gesù ha detto: <<Se la vostra
giustizia non sarà superiore a quella degli scribi e dei farisei, non
entrerete nel Regno dei Cieli>>. La nostra "giustizia"!

<<Non giudicate, per non essere giudicati>> (Mt 7, 1): è un comando!

<<Perché osservi la pagliuzza nell'occhio del tuo fratello, mentre non
ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? O come potrai dire al
tuo fratello: permetti che tolga la pagliuzza dal tuo occhio, mentre
nell'occho tuo c'è la trave? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo
occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del
tuo fratello>> (Mt 7, 3-5): è un severo ammonimento!

Questo nei rapporti tra fratelli di Fede, ma anche verso i "nemici" le
cose sono infinitamente mutate rispetto alla legge antica. Era
consentita la vendetta, ma non in misura superiore all'offesa ("legge
del taglione, Esodo 21, 24: <<occhio per occhio, dente per dente, mano
per mano, piede per piede>>; cfr anche Esodo 24, 20 e Deuteronomio 19,
21).

La nuova legge, proclamata da Gesù, esige una generosità senza limiti
(cfr Mt 5, 21-22; 38-42; Mc 11, 25; Lc 12, 58-59): <<Ma io vi dico:
chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio;
chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi
gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna>> (Mt 5, 22).

Al tempo di Gesù gli Esseni, con tutta la loro grande virtù,
prescrivevano ai loro fedeli l'odio <<contro tutti i figli delle
tenebre, ciascuno secondo la sua colpa>> (dal Manuale di disciplina,
ritrovato a Qumran).

Gesù ha abolito espressamente la legge del taglione (cfr Mt 5, 43-44)
ed ha proclamato la legge nuova dell'Amore fra tutti gli uomini, siano
essi vicini o lontani, amici o nemici. Il discepolo di Cristo non pone
alcun limite all'amore per gli altri e la sua "Giustizia" deve porsi
oltre ogni "umana giustizia": la misura dell'Amore cristiano è "amare
senza misura"!

<<Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri
persecutori, perché siate figli del Pade vostro celeste, che fa
sorgere il suo Sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere
sopra i giusti e sopra gli ingiusti>> (Mt 5, 44-45; cfr Lc 6, 27-31).

Buonismo?! Una parola "pericolosa" per il cristiano, che forse
nasconde uno "pseudoconcetto"!

Se non fraintendo, il "buonismo" è l'atteggiamento di colui che
pretende, erroneamente, di esercitare la "carità" cristiana oltre i
limniti della Giustizia.

<<Se la vostra giustizia non sarà superiore a quella degli scribi e
dei farisei, non entrerete nel Regno dei Cieli>>, dice il Signore!

La virtù della Giustizia è una delle più difficili ad acquistarsi e
difficilissima nel suo esercizio. Finché è umanamente e praticamente
possibile, lasciamo a Dio, il solo Giusto, l'esercizio della
Giustizia! Dove è necessario intervenire nella vita della Chiesa,
lasciamo che sia il Magistero ad esercitare questa difficile funzione.

Sulla questione che discutiamo, non posso pronunciare neanche un
semplice "parere"! Se però fosse vero che un Papa, sia pure in veste
privata, ha detto che l'autografo di questa pretesa "veggente" poteva
essere stampato, qualche cosa non mi "quadra"!

C'è stata, apprendo, la messa all'Indice. Ma mi chiedo quale ne fu
l'esatta motivazione e se resta ancora valida. Comunque, lasciamo che
sia la Chiesa a decidere, se e quando lo riterrà opportuno. A noi
bastano (e, purtroppo, avanzano) le Sacre Scritture, i Vangeli in
particolare.

Chi pensa doversamente ed opera per la diffusione di scritti
potenzialmente pericolosi o dannosi, deve fare un attento e profondo
esame di coscienza.

Mi chiedo anche, nella penuria che lamentiamo di scritti ispirati alla
Fede, se certe opere di attualità che spingono i giovani alla "magia"
e che, ciò nonostante, riscuotono l'approvazione di alti prelati e
grandi studiosi di socioloogia,siano meno pericolose e rischiose del
Vangelo romanzato, a quanto mi si dice, dalla Valtorta.

Sarei tentato di concludere con parole simili a quelle che il
cardinale Ippolito d'Este rivolse a Ludovico Ariosto, che gli dedicava
"L'Orlando Furioso": ma dove le avete trovate tante corbellerie messer
Ludovico?! Una "solennità" che in questo caso sarebbe eccessiva!

Ricordo anche che la scarsa e rozza sensibilità poetica del cardinale
è tornata a totale suo demerito e a onore dell'Ariosto!

Forse è preferibile, sempre fatti i debiti rapporti, concludere con le
parole del grande Gamaliele: se quest'opera non è da Dio, finirà per
venire dimenticata e scomparire; ma se è da Dio, allora non possiamo
farci nulla e si diffonderà nonostante i nostri dubbi, le nostre
opinioni e i nostri eccessi verbali.

iGpM

Emilio

Lori

unread,
Nov 28, 2003, 10:32:21 AM11/28/03
to
Claudio Pace wrote:
> Il 27 Nov 2003, 10:18, Lori <maria...@libero.it> ha scritto:
>>[...]
>>Claudio, esaurienti le mie risposte? Spero di sė.
> Le ho trovate, in sinceritā, un po' dispersive.
Aiutami a capire perché!
>.......
> La questione č il 'Vangelo', come non pensare alle parole dell'apostolo ( in

> Galati credo ) che con disperazione e pathos ,come gridasse, afferma ai suoi
> interlocutori, ( + o - cito a memoria )'Se anche un angelo predicasse un
> Vangelo diverso da quello che vi ho predicato', . . .
Ma chi predica un vangelo diverso? La Valtorta? Ma hai letto veramente
con attenzione la sua opera? Questa domanda certo non posso farla a chi
dei 4 Vangeli magari conosce solo la cornice e non il quadro, solo gli
elementi accessori e secondari e non l'essenziale e cioč il meraviglioso
messaggio d'amore per Dio e per i fratelli. Ma finora per quello che ho
letto dei tuoi post mi sembri abbastanza ferrato nella fede cristiana.
E allora perché in te questa difficoltā a capire l'espressione "<<come>>
mi č stato rivelato?"
> Il Vangelo č uno, e il modo con cui vi si giunge č uno, č il battesimo che

> abbiamo ricevuto come sacramento, e che ci ha 'inglobato' nella Chiesa, una,
> santa, cattolica, apostolica.
E chi dice il contrario? Ci sarebbe solo da aggiungere che non basta
affatto essere stato battezzato e inglobato nella Chiesa santa,
cattolica, apostolica, per essere veramente cristiano, vangelo vivente e
cioč un altro Gesų. Concordi?

> E' nella Chiesa che qualunque fedele di qualunque epoca, dalla Santissima
> Madre Nostra all'ultimo xno che ci sarā nella storia, che si accoglie il

> Vangelo che una volta per tutte lo Spirito 'sedendosi' nella Chiesa ha fatto
> conoscere in ogni parte della terra, . . .
E chi dice il contrario? Ci sarebbe solo da aggiungere che lo Spirito
Santo non č prigioniero della nostra Chiesa; che lo Spirito di Amore
spira abbondandemente da noi, ma anche dove vuole e quando vuole e che
puō trovare buona accoglienza e fedeltā in chi non ha avuto modo di
conoscere veramente Gesų, ma ha sempre seguito i principi della sua
retta coscienza, amando Dio e il prossimo, e puō invece non trovare
nessuna accoglienza in chi dentro la Chiesa č sempre vissuto impegnato a
farsi un Gesų a sua misura, modellato a proprio uso e consumo. Concordi?
> ....
> Riflettici Lori, e chiediti, se il Signore oggi non ti chiede una fede pių
> solida.
Sei gentile e premuroso, Claudio! Grazie!
Nel momento in cui non avvertissimo pių la pressante richiesta del
Signore ad avere una fede pių solida e pių matura dovremmo veramente e
seriamente preoccuparci. Non credi?

> Ti ha dato qualcosa di buono la Valtorta
> Ok, prendi ciō che buono e vai, innamorati della Parola, del Magistero,
> solido, sicuro, qualunque rivelazione privata, se autentica, non puō che

> portarci a questo, a cercare una solida formazione cristiana, un approccio
> che non sia sempre solo una ricerca del latte di consolazioni spirituali,
> che a lungo andare puō portarci a rifiutare . . . la croce.
Claudio, hai cominciato bene con serenitā e umiltā e stai scivolando
anche tu nell'ingiusta condanna di un'opera che non ha altra pretesa che
di condurre chi la legge ad approfondire, ad amare e quindi a incarnare
in sč il contenuto dei 4 Vangeli e di tutta la Parola di Dio e gli
insegnamenti del Magistero ecclesiastico. Perché questo cambiamento?
> Forse un giorno ti capiterā, come a me č capitato di

> prendere un bel cartone, dove conservare tutti questi libri della Valtorta,
> e di prendere in mano il Vangelo, di leggerLo immergendosi in esso, senza
> bisogno che sia la narrazione della Valtorta a farlo, ma la nostra orazione
Mi dispiace dirtelo, ma non ti riconosco, Claudio! Ti ho conosciuto pių
solido e corretto. Mi stai facendo una gran bella predica e di questo
non posso che ringraziarti. Ma mi sto accorgendo che non hai letto
proprio niente di tutto quello che finora ho scritto. Se siamo veramente
corretti, prima di pronunciarci su un argomento e addirittura prima di
dare un consiglio dobbiamo informarci piuttosto bene sulla posizione del
nostro interlocutore rispetto all'argomento in corso. Non ti pare? Se
vuoi continuare la conversazione, ti conviene andare in Google oppure
pių semplicemente aprire la mia povera pagina web. La serie "Gesų"
costruita in parte attigendo alla Valtorta la interruppi perché mi
avevavo fatto credere che la Chiesa ne proibiva la lettura. Ma nella
nuova organizzazione della pagina (davvero bruttina per l'incapacitā
grafica di mio figlio!)l'ho lasciata, perchč subito dopo seppi che il
divieto era stato rimosso. Non ti fermare perō alla serie "Gesų",
Claudio! Leggi le preghiere, i pensieri. Ma soprattutto sii paziente e
leggiti la serie "Capire la Bibbia" e i Misteri della gioia e della
luce, se vuoi avere qualche seria informazione sul mio rapporto
personale con la Parola di Dio e con la Chiesa.
Va bene, Claudio?
Ti saluto sempre con lo stesso affetto in Gesų e nella sua e nostra

Lori

unread,
Nov 29, 2003, 4:51:52 AM11/29/03
to
Emilio Bellini wrote:
> Sebastiano <ox...@libero.it> wrote in message news:<3FC65413...@libero.it>...
>........
> Forse è preferibile, sempre fatti i debiti rapporti, concludere con le
> parole del grande Gamaliele: se quest'opera non è da Dio, finirà per
> venire dimenticata e scomparire; ma se è da Dio, allora non possiamo
> farci nulla e si diffonderà nonostante i nostri dubbi, le nostre
> opinioni e i nostri eccessi verbali.

Bella e saggia questa conclusione! Emilio, sempre così illuminato anche
nella vita pratica di tutti i giorni? Complimenti!
E proprio per questa tua saggezza sto pensando di dire a te quello che
vorrei ripetere per l'ennesima e spero ultima volta all'amico Casini e
cioè il mio rapporto con la Valtorta. Credimi, non mi è mai successo di
riuscire ad alzare il muro con qualcuno. Sto provando a farlo con lui,
solo dietro pressante suggerimento di persone autorevoli, ma non puoi
immaginare quanta fatica devo sostenere per non rispondere ai suoi
ossessivi attacchi, sempre puntuali quasi ogni volta che posto. Quando
anni fa ha cominciato a dirmi "non cattolica" (in un thr ricordo di aver
riferito anche il ridicolo perché!), ti confesso che ho sofferto. Ora
sinceramente non più. Ora il suo "non sei cattolica! Ti aspetta
l'inferno!" mi suona come l'affermazione "Tu sei pazza, esaltata!" di
amici atei che poveretti si ritrovano a leggere nei miei post che Dio
esiste, che noi siamo immortali, che Gesù è anche Dio oltre che uomo,
che la Chiesa lo rende fisicamente, anche se misteriosamente, presente
sulla terra fra noi. Ora, caro Emilio, il mio solo dispiacere è dovuto
alla grande confusione che l'amico continua a creare in chi di fede
cristiana sa niente o troppo poco, vanificando forse il grosso lavoro
che parecchi, nei nostri ng, portiamo avanti per presentare Gesù e il
suo messaggio d'amore. Ma veniamo a quello che attraverso te voglio dire
a lui, nella speranza che nel mio prossimo post possa tornare a parlare
serenamente con lui come 4 anni fa circa in icr. Cerco questa volta di
essere precisa. Ripetere sempre le stesse cose è faticoso oltre che
penoso per tutti e forse per me in modo particolare. Riconosco che nel
ripetere sono spesso approssimativa e anche pasticciona. Si sa, le cose
che non si amano fare riescono sempre male. Veniamo al dunque.

1) Nel '91 un santo anziano Sacerdote, ex-esorcista, mi ha parlato
dell'esistenza dell'Opera di Maria Valtorta e per vincere le resistenze
che io opposi alla sua lettura mi ha riferito il giudizio positivo di
Papa Pio XII, riportato nel retro della nuova edizione, e di altre
autorità della Chiesa, senza però accennare all'antica censura.
2) Quando sono riuscita a pormi nelle giuste condizioni di semplicità e
di umiltà e sono riuscita a subire uno stile che proprio non mi piaceva,
ho trovato l'Opera un buon mezzo per innamorarmi di più della Parola di
Dio e per continuare ad impegnarmi nella mia vita di fede cristiana
personale e comunitaria nella mia Parrocchia.
3) Nel '99 per uno scherzo di mio figlio mi sono ritrovata in icr.
Di fronte alle cretinate e anche alle oscenità su Gesù e sulla Sacra
Famiglia trascritte da chi aveva frugato nei bidoni puzzolenti della
spazzatura della storia, ho pensato di parlare anch'io di Gesù e della
sacra Famiglia, trascrivendo le poetiche pagine della Valtorta, vista la
povertà di dati biografici nei Vangeli. Esposi la mia idea a due
personalità della Chiesa. Il mio padre spirituale era già passato alla
gloria! Tutte e due le autorità si dichiararono favorevoli, ma mi
consigliarono vivamente di non nominare la Valtorta. Mi parve strano e
anche poco corretto, ma mi attenni al consiglio senza tanto ragionarci
su. D'altra parte, quando avevo letto l'Opera della Valtorta mi ero
abituata al fatto strano di bravissimi perdicatori che riferivano i
contenuti dell'Opera senza mai nominare l'ìautrice.
4) La serie su Gesù giunse al 20° thr "Gesù tentato da satana nel
deserto", quando un amico proprio di ICC, mi pare Giulio Longo, tirò
fuori la lettera di Rathinger che parlava di censura. Caddi dalle
nuvole! Interruppi la serie, chiudendomi al consiglio di veri cattolici
che volevano che io continuassi.
Una volta informata anche dal mio nuovo direttore spirituale che la
Chiesa aveva rimosso il divieto, ho ritenuto di lasciare la serie "Gesù"
nella pagina web, nata solo per documentare gli argomenti postati e
discussi in icr.
Caro Emilio, mi sto accorgendo di andare per le lunghe. Possiamo dire
stop? E' meglio! Anche perché devo cominciare a preparare il pranzo per
i miei. Grazie per l'ascolto e ti saluto nello stesso modo. Lori
Per eventuali chiarimenti sono sempre a disposizione.
Se l'amico ha voglia di cambiare comportamento verso di me io sono
sempre, come lo sono sempre stata, con le braccia aperte.

Sebastiano

unread,
Nov 29, 2003, 12:10:17 PM11/29/03
to

Antoine wrote:
....


> Posso intervenire? A me non risulta che M. Valtorta abbia mai chiesto
> perdono:

....
questo č un dettaglio non molto significativo.
Di solito una persona chiede perdono quando si accorge di aver
sbagliato.
Valtorta era convinta di scrivere il vero? Di agire corretamente?
Se si di cosa doveva chiedere perdono?

Questo ambito rientra sulla coscienza personale e non č piů
compito dell'uomo.

Ciao
Sebastiano

Antonio Casini

unread,
Dec 4, 2003, 5:45:20 PM12/4/03
to
"Lori" <lo...@zirakzigil.org> ha scritto nel messaggio
news:bq7pnn$1ugktt$1...@ID-213429.news.uni-berlin.de...


[.......]

> Ma chi predica un vangelo diverso? La Valtorta? Ma hai letto veramente
> con attenzione la sua opera?

La Valtorta predica un vangelo diverso, questo e' lapalissiano e
questa affermazione, oltre ad essere consequenziale a quanto e'
lapalissiano, e' stata ben spiegata con precise analisi.

Signore, libera il ng da tanta cecita' volontaria.

Laura B.

unread,
Dec 10, 2003, 11:14:23 AM12/10/03
to
Il 29 Nov 2003, 10:51, Lori <maria...@libero.it> ha scritto:
> [...]

Auguri di buon onomastico!
:-)

Laura

Giulio Dante Guerra

unread,
Dec 12, 2003, 1:39:47 PM12/12/03
to
"Lori" <maria...@libero.it> wrote in message
news:bq9q5p$20v83v$1...@ID-213429.news.uni-berlin.de

[...]

Scusa, Lori, ti sembra conforme alla dottrina cattolica attribuire a
Gesu` l'affermazione che il Peccato Originale fu un peccato di natura
sessuale? Citami, se ti riesce, *una sola frase del Catechismo della
Chiesa Cattolica*, che avvalori questa interpretazione. Che corrisponde
benissimo, invece, ad un pregiudizio - strano "contraltare" delle trite
e ritrite accuse di "sessuofobia" rivolte alla Chiesa - molto diffuso
all'epoca in cui la Valtorta scrisse il suo libro. Che, per lo meno,
allora fu pubblicato col titolo "neutro" di "Il Poema dell'Uomo-Dio".
Oggi ricompare con quello, ben piu` "compromettente" di "Evangelo"...
Lori, quella "versione" del Peccato Originale *non puo`* essere
"Evangelo"!

> D'altra parte, quando avevo letto l'Opera della Valtorta mi ero
> abituata al fatto strano di bravissimi perdicatori che riferivano i
> contenuti dell'Opera senza mai nominare l'ìautrice.

[...]

E, magari, dicevano, a commento: "Queste sono parole di Nostro Signore!"
ripetendo "parole di Gesu`", che sono nella Valtorta, ma in nessuno dei
quattro Vangeli canonici...
E` capitato anche a me, quasi trent'anni fa, di sentire predicatori del
genere, che mi lasciarono sconcertato, perche' quelle parole, io, nei
Vangeli non le avevo mai lette...

Ciao.

Giulio


--
Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG

salo...@mediacomm.it

unread,
Dec 13, 2003, 1:25:34 PM12/13/03
to
Giulio Dante Guerra ha scritto tante cose, tra cui ...

> ... ti sembra conforme alla dottrina cattolica attribuire a Gesu`


> l'affermazione che il Peccato Originale fu un peccato di natura

> sessuale (...) che corrisponde benissimo, invece, ad un pregiudizio
> (...) molto diffuso all'epoca in cui la Valtorta scrisse il suo libro.

Questo in se' dimostra semplicemente che la Valtorta aveva deciso di seguire
la "moda" del momento. Personalmente cio' mi ricorda quelle filastrocche di
cui ricordava il compianto professor Cesare Marchi nei suoi libri: "Ballare
mai piu' / son tanti dolori / nel cuor di Gesu`"...

Andrea
salo...@mediacomm.it

Antonio Casini

unread,
Dec 14, 2003, 5:09:58 PM12/14/03
to
<salo...@mediacomm.it> ha scritto nel messaggio
news:tvJCb.16300$i_5....@news.edisontel.com...

> Giulio Dante Guerra ha scritto tante cose, tra cui ...

> > ... ti sembra conforme alla dottrina cattolica attribuire a Gesu`
> > l'affermazione che il Peccato Originale fu un peccato di natura
> > sessuale (...) che corrisponde benissimo, invece, ad un pregiudizio
> > (...) molto diffuso all'epoca in cui la Valtorta scrisse il suo libro.

> Questo in se' dimostra semplicemente che la Valtorta aveva deciso di
seguire
> la "moda" del momento.

No, dimostra invece, per una che dicevas di ricevere questi racconti
e queste rivelazioni da Dio stesso, che non era nulla di conforme alla
Tradizione ed alle Scritture, quindu nulla di soprannaturale.

Signore, fa che sappiamo schivare gli inganni del demonio.

[.....]
> Andrea
[.....]

San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia.

Antonio Casini

Giulio Dante Guerra

unread,
Dec 15, 2003, 3:56:55 AM12/15/03
to
"salomone" <salo...@mediacomm.it> wrote in message
news:tvJCb.16300$i_5....@news.edisontel.com

[...]

> Questo in se' dimostra semplicemente che la Valtorta aveva deciso di seguire
> la "moda" del momento. Personalmente cio' mi ricorda quelle filastrocche di
> cui ricordava il compianto professor Cesare Marchi nei suoi libri: "Ballare
> mai piu' / son tanti dolori / nel cuor di Gesu`"...
>
> Andrea
> salo...@mediacomm.it

No, caro Andrea, la filastrocca su cui ironizzava De Marchi era solo
l'espressione d'una catechesi "de sexto et nono", che considerava - a
ragione o a torto non m'interessa, perche' non riguarda il problema in
questione - il ballo "occasione prossima" dei peccati contro quei due
comandamenti.
Qui, invece, si parla d'un'interpretazione della Bibbia, che puo`
addirittura, secondo come la si legge, "puzzare" d'eresia manichea. E
qui, forse, piu` che la Valtorta, sono da criticare i preti che la
seguivano, e che gliela avallarono tranquillamente.
Nell'ormai lontano 1979, la "Rivista di ascetica e mistica" dei pp.
domenicani di S. Marco a Firenze chiese a Fabrizio Braccini - allora
assistente presso l'Istituto di Pedagogia, Psicologia e Legislazione
scolastica dell'Universita` di Salerno - "uno studio serio del «Caso
Valtorta» per farne capire le intenzioni e i limiti di credibilita`". Lo
studio s'articolo` in due articoli, intitolati "Il caso di Maria
Valtorta" (Rivista di ascetica e mistica, anno IV, n.3, luglio-settembre
1979, pp. 283-306 ed anno IV, n. 4, ottobre-dicembre 1979, pp.
375-395).
Sarebbe troppo lungo riassumere qui il contenuto dei due articoli.
Accenno solo ad una "critica", IMVHO giusta, mossa da Braccini - sulla
scorta della "Salita del monte Carmelo" di S. Giovanni della Croce! - ai
direttori spirituali della Valtorta, "che inducendola a scrivere,
copiando a macchina i quaderni, parlandone in giro, ecc., [...]
hanno contribuito a sopravvalutarne l'importanza *nell'animo della
stessa
Valtorta*" (ibid. p. 392). Bene, su un numero dell'anno dopo della
stessa Rivista - che, purtroppo, non ho a portata di mano - comparve una
"lettera al Direttore" del p. Corrado Berti - quello ancora in vita dei
"direttori spirituali" - in cui si diceva che lui non era mai stato "il
direttore spirituale", ma solo "l'umile segretario" di Maria Valtorta,
la quale, secondo lui - riferisco a memoria - non avrebbe avuto nessun
bisogno di direzione spirituale...
Affermazione quanto mai singolare, che contraddice in pieno
l'insegnamento del gia` ricordato S. Giovanni della Croce, nonche' la
prassi costantemente seguita da p. Germano da S. Stanislao, direttore
spirituale d'un'altra grande mistica - questa, *autentica e
canonizzata*! - come S. Gemma Galgani. A questo atteggiamento di p.
Berti s'aggiunsero poi, una decina d'anni o poco meno dopo la morte
della Valtorta, avvenuta nel 1961, gli entusiasmi di preti sconcertati
dal "sessantotto della Chiesa"; i quali - di fronte allo scandalo di
"chiarissimi" professori di teologia, che dall'alto delle loro cattedre
proclamavano quella che fu, con amara ironia, chiamata "la teologia
della
pillola" contestando la "Humanae vitae", senz'essere nemmeno rimossi
dall'insegnamento - traevano, dalle "rivelazioni" della Valtorta sul
Peccato Originale, una morale sessuale e coniugale, riconducibile piu` a
Tertulliano che a S. Tommaso d'Aquino. A costoro s'aggiungevano tutti
coloro, laici e preti, che, davanti ad una vera o presunta "latitanza",
su tutti i temi, del Magistero ufficiale, cercavano una specie di
"magistero parallelo" in tutte le vere o presunte "rivelazioni private",
che venivano presentate come tali.

Scusa la lungaggine.

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